martedì 31 marzo 2015

Castelvetrano, prima Città siciliana a dedicare uno spazio all’ideologo delle De.Co.


Si è conclusa a Castelvetrano  la due giorni dedicata a Luigi Veronelli enogastronomo, con la consegna dei riconoscimenti della Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus "Custode dell'Identità Territoriale", del percorso GeniusLoci De.Co.  a Santina Matalone giornalista e ai docenti dell’Istituto alberghiero di Castelvetrano Prof.ri Michele Ciaccio, Giuseppe Sutera,  Paolo Capizzo, e al Dott. Giuseppe Bivona della Soat di Castelvetrano.






























Il prestigioso riconoscimento è stato attribuito nel corso degli anni anche al Sindaco della Città  Avv Felice Errante, all’Assessore Paolo Calcara, alla Preside  Prof.ssa Rosalba Montoleone,  a GianArturo Rota,   Giacomo Glaviano, e allo chef Angelo Franzò.
                        L’idea di dedicare uno spazio a Luigi Veronelli  è stata avanzata dal Dott. Nino Sutera Direttore della Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus,  in occasione della   Prima Manifestazione Regionale per la promozione e valorizzazione dei prodotti enogastronomici del territorio Siciliano, che si è svolta a Castelvetrano il 29 gennaio 2013   presso il Baglio Trinità, organizzata dallo Chef Angelo Franzò. Una manifestazione straordinaria che ha visto la presenza di tantissime aziende del territorio  e tanti partecipanti appassionati dell'enogastronomia del territorio
 L’amministrazione Comunale ha quindi dedicato allo scomparso Luigi V eronelli, noto gastronomo e ideatore della De.Co, il sito tra il Sistema delle Piazze e la Via Garibaldi a Castelvetrano. La cerimonia di intitolazione del Largo Luigi Veronelli si è svolta  alla presenza delle autorità cittadine con in testa il sindaco Felice Errante, il presidente del consiglio comunale Vincenzo Cafiso e l’Assessore alle Politiche Agricole Paolo Calcara, della figlia di Veronelli, Lucia, di Gian Arturo Rota, Presidente del comitato decennale Luigi Veronelli. Presenti alla manifestazione anche il personale docente dell'Istituto Alberghiero "Titone", una delegazione degli alunni e i rappresentanti della Libera Università Rurale dei Saperi & dei Sapori Onlus, Giuseppe Bivona e Nino Sutera e   il giornalista Giacomo Glaviano,  presidente nazionale della Federazione Internazionale dei Giornalisti e Scrittori di Turismo Un riconoscimento della città di Castelvetrano a colui che viene ricordato come una delle figure centrali nella valorizzazione e nella diffusione del patrimonio enogastronomico italiano. Antesignano di espressioni e punti di vista che poi sono entrati nell'uso comune e protagonista di caparbie battaglie per la preservazione delle diversità nel campo della produzione agricola e alimentare, attraverso la creazione delle De.Co. (Denominazioni Comunali)
 

Una cerimonia, l'intitolazione del Largo Veronelli che ha avuto un seguito; all'interno dell'Alberghiero infatti si è svolta la 13^ edizione dei concorsi, di Flambage e di Pasticceria, dedicati a Giusy Stassi per  ricordare la “dolcezza” dell’allieva di Sala/Bar scomparsa a seguito di un incidente stradale. La famiglia Stassi, dopo il tragico evento, promuove una campagna di sensibilizzazione per la donazione degli organi. Tanti i giovani allievi che assistiti dai docenti Sutera, Capizzo e Ciaccio hanno realizzato vere e proprie opere d'arte sotto l'occhio vigile degli esperti giurati tecnici e di qualità. Gli allievi delle terze e quarte classi, hanno dimostrato un'ottima predisposizione al percorso di studi seguito e soprattutto voglia di mettersi in gioco, anche se trattavasi di gare interne alla stessa scuola frequentata. L'istituto Alberghiero "Titone" diretto dalla prof.ssa Rosa Alba Montoleone è reduce di un prestigioso 2° posto al Concorso Nazionale del Gelato di Longarone,riservato agli Istituti e Scuole alberghiere d'Italia, nell'ambito della 55^ edizione della MIG-Mostra Internazionale del Gelato Artigianale. 

30 Marzo, nasce il nuovo corso dei SaS

                   Per una strana combinazione  delle coincidenze, il 30 Marzo si è svolto a Palermo il seminario conclusivo del Progetto Demetra,   a Roma la stesura finale delle disposizione attuative del sistema di consulenza aziendale, determinando di fatto il nuovo corso dei servizi allo sviluppo. Chiaramente il nuovo corso, richiede una strategia, una missin,  una vision, condivisa e da condividere.




                 L’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea ha concordato con il Formez PA un piano di interventi formativi,   con l’obiettivo di rafforzare le competenze del personale dei Servizi allo Sviluppo per l’Agricoltura della Regione Siciliana per metterlo in grado di far fronte alle nuove necessità di divulgazione/consulenza previsti dalla Programmazione Comunitaria 2014/2020 per lo sviluppo del territorio. L’avvio dell’inedita  iniziativa Formativa specializzante, ma non esaustiva,   ha  la finalità di rafforzare le basi di conoscenza e di metodo per favorire l’evoluzione, in Sicilia, di un sistema di consulenza alle imprese adeguato alle priorità imposte dalle nuove politiche di Sviluppo Rurale.

Obiettivo non secondario è quello di dar vita ad una task force di “formatori consulenti,” e dai partecipanti al percorso formativo, per la costituzione di nuclei, strutturati e operativi a livello territoriale, per soddisfare la Priorità SR1: “promuovere il trasferimento di conoscenze e l’innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali”   della   Programmazione Comunitaria 2014/20.




B O Z Z A

Disposizioni attuative del sistema di consulenza aziendale in agricoltura istituito dall’art. 1 ter, comma 5, del D.L. 24 giugno 2014, n. 91 convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116

VISTO................
VISTO.............
DECRETA

Articolo 1
(Finalità)

1.         Il presente decreto stabilisce le disposizioni attuative del sistema di consulenza aziendale in agricoltura istituito dall’art. 1 ter, comma 1, del D.L. 24 giugno 2014, n. 91 convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116.

Articolo 2
(Definizioni)

          Ai fini del presente decreto si intende per:
·        “sistema di consulenza aziendale”: il sistema di consulenza aziendale in agricoltura istituito dall’art. 1 ter del D.L. 24 giugno 2014, n. 91 convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116;
·         “servizi di consulenza”: l’insieme delle prestazioni e dei servizi offerti dagli organismi di consulenza;
·        “beneficiario finale del servizio”: agricoltore, silvicoltore gestore del territorio e PMI insediata in zona rurale che si avvale dei servizi di consulenza.
·        “organismo di consulenza”: l’organismo pubblico o privato che eroga servizi di consulenza negli ambiti di cui all’art. 1 ter, comma 2, del decreto legge 24 giugno 2014, n. 91 convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116;
·        “ambiti di consulenza”: i settori, identificati dall'art. 15 del Reg. 1305/2013, nel quale il consulente può prestare la propria opera; 
·        “consulente”: la persona fisica, in possesso di qualifiche adeguate e regolarmente formata, che presta la propria opera, per la fornitura di servizi di consulenza;
·        “riconoscimento”: risultato della selezione dell’organismo di consulenza da parte della Regione o Provincia autonoma territorialmente competente, sulla base dei criteri fissati dall'art. 15 del Reg. 1305/2013.
·        “Registro Unico”: registro nazionale degli organismi di consulenza, privati o pubblici, selezionati dalle Regioni e Provinice Autonome per la prestazione dei servizi di consulenza.

Articolo 3
(Selezione degli organismi di consulenza aziendale)

1.      Le Regioni o le stazioni appaltanti, selezionano e riconoscono a norma del punto 3. dell'art. 15 del Reg. (UE) 1305/2013, gli organismi pubblici e/o privati cui affidare le attività di consulenza aziendale.

2.      Possono accedere alla selezione pubbliche amministrazioni, enti pubblici e/o società pubbliche in house nonchè organismi e imprese private costituiti, con atto pubblico, anche nelle altre forme associative consentite per l’esercizio dell’attività imprenditoriale e/o di quella professionale, che contemplino la consulenza, tra le proprie finalità istituzionali o statutarie.

3. I soggetti che intendono partecipare alla selezione  devono disporre di uno o più consulenti,  dotati di adeguate qualifiche e regolarmente formati.

                                                      Articolo 4
(Procedure omogenee per la realizzazione delle attività di formazione di base e di aggiornamento professionale)

Tutti consulenti devono avere  formazione di base e specifica formazione di aggiornamento.

Le attività di formazione di base dovranno rispettare i seguenti criteri minimi:
·   essere svolte da Enti riconosciuti a livello regionale o nazionale;
·   Avere una durata non inferiore a 25 ore
·   Prevedere al termine del percorso formativo il rilascio di un attestato di frequenza.

Le Regioni e le Province autonome possono esonerare dalla frequenza alle attività di formazione di base, gli iscritti agli ordini e ai collegi professionali nazionali per i rispettivi  ambiti di consulenza, nonchè i soggetti, in possesso almeno di titolo di scuola secondaria superiore,  che abbiano acquisito una documentata esperienza lavorativa di almeno 3 anni nell’assistenza tecnica o nella consulenza relativa agli ambiti per i quali propongono la propria competenza, in relazione a quelli  previsti dall'art. 15 del Reg. 1305/2013. Fatto salvo che le materie per le quale la legge prevede una competenza esclusiva riservata a determinate categorie professionali, queste posso essere svolte soltanto da professionisti  abilitati ai sensi della specifica normativa.

Le attività di formazione di aggiornamento professionale negli ambiti di consulenza sono obbligatorie per tutti i consulenti e dovranno svolgersi, con periodicità almeno triennale.

Le attività di formazione di aggiornamento  dovranno rispettare i seguenti criteri minimi:
·  essere svolte da Enti riconosciuti a livello regionale o nazionale.
·  avere una durata non inferiore a 12 ore nel triennio;
·  prevedere al termine del percorso formativo il rilascio di un attestato di frequenza.
·  per gli iscritti agli ordini  e ai collegi professionali nazionali viene assunta come valida e sufficiente la formazione prevista dai rispettivi piani formativi e di aggiornamento professionale.

8.      L’abilitazione all’attività di consulente in materia di utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari è regolamentato dall’art. 8, comma 3, del decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150 e dal capitolo A.1 del Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, adottato con D.M. 22 gennaio 2014.


Articolo 5
(Principio di separatezza)

1.         Al fine di garantire il principio di cui all’art. 1 ter, comma 3, del D.L. 24 giugno 2014, n. 91 convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116,  l’organismo di consulenza privato, non può a svolgere alcuna funzione di gestione, controllo o verifica, finalizzate  all’erogazione di finanziamenti o  all'emanazione di autorizzazioni a carattere pubblico nel settore agricolo e agroalimentare. Analogo divieto vige nei confronti dei singoli consulenti.

2.      Per i soggetti in possesso del certificato di abilitazione alle prestazioni di consulenza in materia di uso sostenibile dei prodotti fitosanitari e sui metodi di difesa alternativi, si applicano i criteri di incompatibilità indicati al punto A.1.3 del Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, adottato con D.M. 22 gennaio 2014.

Articolo 6
(Registro Unico nazionale degli organismi di consulenza)

1.      E’ istituito presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali il Registro Unico nazionale degli organismi di consulenza riconosciuti ai sensi dell’art. 5.

2.      Le Regioni e le stazioni appaltanti che hanno proceduto alla selezione ed al riconoscimento degli organismi, ai sensi dell’art. 5, aggiornano per via informatica il Registro Unico, entro 30 giorni dalla data di riconoscimento, fornendo per ciascuno di essi i dati necessari ai fini di espletare quanto previsto al comma 3 dell'art. 13 del Reg. (UE) nr. 1306/2013, e con le stesse modalià procedono all'eventuale di revoca.

3.      I nominativi degli organismi di consulenza riconosciuti, iscritti nel Registro Unico, sono pubblicati, con i relativi dati,  sul sito del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (www.politicheagricole.it).

Articolo  7
(Norme di attuazione)

1.      Le Regioni e le Province autonome definiscono, ai sensi dell’art. 1 ter, comma 6, del D.L. 24 giugno 2014, n. 91, convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, le disposizioni attuative a livello regionale del sistema di consulenza aziendale di cui all’art. 1 del presente decreto.

2.      Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Roma, lì

IL MINISTRO DELLE POLITICHE                                        IL MINISTRO DELLA SALUTE              

AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

venerdì 27 marzo 2015

Castelvetrano, una Piazza a Luigi Veronelli



A Castelvetrano,  nel cuore della Città uno spazio dedicato a Luigi Veronelli, enogastronomo , che ideò la De.Co. L'iniziativa voluta dall'Amministrazione comunale con il supporto tra gli altri dell’Istituto Alberghiero “Virgilio Titone” di Castelvetrano,  guidato dalla Preside Prof.ssa Rosalba Montoleone,  della Libera Università Rurale  dei Saperi & dei Sapori Onlus  Alla manifestazione  prevista a Castelvetrano il   31 Marzo, alle ore 9.00,  parteciperanno tra gli altri il Sindaco della Città Avv Errante, l'Assessore Paolo Calcara, Lucia Veronelli, Gian Arturo Rota, Presidente del decennale Luigi Veronelli, Giuseppe Bivona e Nino Sutera  della Lurss e dei Prof.ri  Ciaccio, Capizzo, Sutera.

GianArturo Rota, Lucia Veronelli, e Nino Sutera, faranno parte della  giuria insieme a figure professionali presenti nel territorio alle gare professionali di Flambage e di Pasticceria presso l’Istituto Alberghiero “Virgilio Titone” di Castelvetrano.Tali concorsi ormai giunti alla XIII edizione,vogliono ricordare la “dolcezza”dell’allieva di Sala/Bar Giusy Stassi, scomparsa in tragiche circostanze in tenerissima età. La famiglia Stassi,  dopo il tragico evento, promuove una campagna di sensibilizzazione per la donazione degli organi.



 Luigi  Veronelli,   afferma Nino Sutera Direttore della Lurss.Onlus,  ha rappresentato e rappresenta il Rinascimento dell’Enogastronomia italiana in tutte le sue espressioni, ha aperto una strada, inventato un genere, vissuto e tracciato la  via per l'affermazione dei territori. Ha lottato contro i poteri forti a difesa dei piccoli produttori.

L’eredità di Luigi Veronelli arriva anche  ai nostri giorni È una lezione di dedizione, onestà intellettuale, e sana partigianeria che è di esempio in un settore, come quello del cibo, verso il quale l’interesse continua a crescere, insieme alle sfide che questo pone a chi decide di farne una professione.

Sulla citazione "sono un contadino che per errore ha fatto il giornalista"  «Veronelli ha creato la figura del gastronomo moderno. Con la sua penna colta e tagliente è stato il primo a indicare una strada nuova, e attraverso i suoi mirabili racconti di vino, i suoi viaggi, il suo “camminare la terra” ha ispirato molti,  nel difendere donne e uomini che presidiano i territori, che tengono in piedi le agricolture locali, che puntellano l’assetto idrogeologico di questo paese che frana da tutte le parti. Oggi,   combatterebbe contro gli organismi geneticamente modificati, l’agricoltura intensiva, il disprezzo verso i piccoli produttori, l’oblio che scorre sulla civiltà contadina».

Ideò  la De.Co  e intraprese battaglie per la filiera del prezzo al produttore,  valorizzava le piccole cose prodotte in un certo territorio, fin dagli inizi del 1980.  

Il percorso di GeniusLoci De.Co., ideato dalla Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus,   prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)-Tracciabilità e Trasparenza,  che rappresentano la vera componente innovativa, da condividere con il territorio e per il territorio.  Si tratta di un percorso che vuole salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, la quale tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Nelle arti e non solo, il “GeniusLoci” rappresenta concettualmente quello “spirito” percepibile, quasi tangibile, che rende unici certi luoghi ed irripetibili certi momenti, uno spazio, un edificio o un monumento. Non solo: il Genius Loci è anche nelle immagini, nei colori, nei sapori e nei profumi dei paesaggi intorno a noi, che tanto spesso, anche all’improvviso, ci stupiscono ed emozionano. Le persone “respirano” il genius loci di un luogo, di un ambiente quando ne hanno piena coscienza. Ognuno di noi è attaccato ad un luogo d’infanzia, ad un ricordo, ad un affetto, a un dolce, ad un piatto. Ecco, l’obiettivo è recuperare l’identità di un luogo, attraverso le prelibatezze storiche e culturali del territorio. Il percorso è stato inserito tra gli esempi virtuosi del -FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO- “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori” Il format è stato presentato:

* Poster Session del Forum P.A. di Roma;

* VALORE PAESE economia delle soluzioni, organizzata da ItaliaCamp a Reggio Emilia;

* Premio nazionale Filippo Basile dell’AIF

*   XXVI Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Formatori di Palermo

mercoledì 11 marzo 2015

Menfi, Custodi dell'Identità territoriale

Prezioso riconoscimento per quattro esperti di enogastronomia 
 Ad insignire del merito "Custodi dell’identità territoriale", il direttore della Libera Università Rurale dei Saper&Sapori Onlus, Nino Sutera. Quest'ultimo durante un seminario, tenuto negli scorsi giorni a Menfi, trattante di identità dei prodotti agroalimentari, del valore della dieta mediterranea e delle tradizioni popolari, ha nominato "Custodi dell’identità territoriale": lo chef Liborio Bivona, la cuoca e food blogger Claudia Caci e gli imprenditori nel campo agroalimentare di qualità, Gaspare Mulè e Antonietta Ortolani.

"Tale riconoscimento – spiega l'ideatore del format GeniusLoci De.Co., Nino Sutera – è rivolto a chef professionisti e a coloro che si occupano della valorizzazione dell'enogastronomia del Paese attraverso un’efficace comunicazione del patrimonio enogastronomico autoctono. Realtà territoriali – sottolinea il dott. Sutera – che assumono un’importanza crescente anche nei confronti del visitatore che ritrova nel prodotto un insieme di valori, ivi compresi quelli identitari".
http://www.sfiziosarte.it/news/1954-nominati-nuovi-custodi-dell-identita-territoriale-a-menfi-eventi.html

venerdì 20 febbraio 2015

W le SOAT

                          Proprio in questi giorni si discute del sistema di consulenza aziendale in agricoltura al MIPAF,   in attuazione della legge del 11 /8/2014. Si avete capito bene, non bastava il Reg Cee che confermava la necessità di garantire nei stati membri, la trasmissione di informazioni e servizi al mondo rurale, attraverso un  sistema di consulenza Pubblico o (in alternativa) privato, ma anche il nostro paese sente la necessità di legiferare coerentemente con l'impostazione dell'U.E.
  Il MIPAF sta scrivendo le disposizioni attuative,  due su tutti gli spunti interessanti di riflessione.
1.“organismo di consulenza”: l’organismo pubblico o privato che eroga servizi di consulenza negli ambiti di cui all’art. 1 ter, comma 2, del decreto legge 24 giugno 2014, n. 91 convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116;


3.     (Principio di separatezza)

1. Al fine di garantire il principio di cui all’art. 1 ter, comma 3, del D.L. 24 giugno 2014, n. 91 convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, l’organismo di consulenza non può svolgere alcuna funzione di controllo finalizzata all’erogazione di finanziamenti pubblici in agricoltura nel settore agricolo e agroalimentare.
2. I consulenti non possono:
                      i.        essere coinvolti in attività di controllo dei procedimenti amministrativi e tecnici finalizzati all’erogazione di finanziamenti pubblici o in attività di controllo sanitario;

                     ii.        essere dipendenti del beneficiario a favore del quale viene reso il servizio di consulenza, ovvero trovarsi nei confronti dello stesso in qualsiasi situazione di conflitto di interesse;
                    iii.        avere rapporti di dipendenza o di collaborazione diretta a titolo oneroso con soggetti titolari di attività di produzione o vendita di mezzi tecnici per l’agricoltura, la selvicoltura e la zootecnia.


Il che,  che cosa significa? che  le   UIA (nuove strutture che prenderanno il posto di condotte e SOAT)   erogano contributi e se controllano, non possono in nessun modo erogare servizi di consulenza.



Tralasciando il fatto, che non sono d'accordo sulla fine così ingloriosa delle SOAT,(con un tratto di penna   sono state cancellate 40 anni di presenza nei territori rurali, fatti di tanti successi  e anche qualche ombra)  mi chiedo, chi ha elaborato la riforma,  (UIA)ha tenuto in debita  considerazione le norme dell 'U.E.,    l'indirizzo del MIPAF e delle  regioni virtuose  nel merito del sistema di consulenza aziendale?



domenica 15 febbraio 2015

Dopo l'Expo 2015



CAMPAGNA POPOLARE PER UNA LEGGE CHE
RICONOSCA L’AGRICOLTURA CONTADINA
E LIBERI IL LAVORO DEI CONTADINI DALLA BUROCRAZIA

ESISTE un numero imprecisato di persone che praticano un’agricoltura di piccola scala, dimensionata sul lavoro contadino e sull’economia familiare, orientata all’autoconsumo e alla vendita diretta; un’agricoltura di basso o nessun impatto ambientale, fondata su una scelta di vita legata a valori di benessere o ecologia o giustizia o solidarietà più che a fini di arricchimento e profitto; un’agricoltura quasi invisibile per i grandi numeri dell’economia, ma irrinunciabile per mantenere fertile e curata la terra, per mantenere ricca la diversità di paesaggi, piante e animali, per mantenere vivi i saperi, le tecniche e i prodotti locali, per mantenere popolate le campagne e la montagna.
Per quest’agricoltura che rischia di scomparire sotto il peso delle documentazioni imposte per lavorare e di regole tributarie, sanitarie e igieniche gravose,
per ottenere un riconoscimento che la distingua dall’agricoltura imprenditoriale e industriale, per ottenere la rimozione degli ostacoli burocratici e dei pesi fiscali che ostacolano il lavoro dei contadini e la loro permanenza sulla terra,
CHIEDIAMO CHE
punto 1
Chi coltiva un appezzamento di terra, qualunque sia la sua dimensione, per l’autoconsumo familiare e per la vendita diretta e senza intermediari, possa liberamente:
a.    trasformare e confezionare i propri prodotti nell’abitazione o nei suoi annessi, attraverso le attrezzature e gli utensili usati nella consueta gestione domestica;
b.    vendere i propri prodotti agricoli (comprese le sementi autoriprodotte), alimentari e di artigianato manuale ai consumatori finali, senza che ciò sia considerato atto di commercio.
punto 2
I contadini che, come occupazione prevalente, praticano la coltivazione del fondo e del bosco o l’allevamento o la raccolta di erbe e frutti spontanei, esclusivamente per l’autoconsumo familiare e per la vendita diretta ai consumatori finali e agli esercenti locali di vendita al dettaglio e ristorazione, e che non siano anche lavoratori dipendenti o liberi professionisti né abbiano dipendenti, salvo eventuali avventizi impiegati in attività di raccolta
SIANO ESONERATI DA
a.   il regime Iva, la tenuta di registri contabili, l’obbligo di iscrizione alla camera di commercio; ogni imposta o tassa relativa all’occupazione prevalente, alla propria abitazione e al fondo, comprese quelle di registrazione e proprietà relativa all’acquisto di terreni confinanti con i propri e confinanti tra loro;
b.   l’applicazione del sistema HACCP e, più in generale, le norme vigenti in materia di igiene e sicurezza degli alimenti;
c.    i vincoli progettuali e urbanistici per:

-    la costruzione di stalle, serre e altri annessi sui propri terreni e per l’esclusiva occupazione prevalente, purché realizzati con una dimensione massima di 30 mq e a un piano fuori terra, secondo tipologie bene inserite nel contesto ambientale, con strutture solo rimovibili e senza possibilità di cambio della destinazione d’uso;
-     la ricostruzione di manufatti preesistenti in terra, in legno o in pietra a secco;
ABBIANO DIRITTO DI
d.    macellare direttamente nel proprio fondo il bestiame nato e allevato nel podere, limitatamente a un numero di capi proporzionati ai membri della famiglia e ai propri ospiti, e seppellirne i resti secondo le consuetudini locali, fatti salvi gravi motivi sanitari o la non idoneità dei terreni;
e.   esercitare nella propria abitazione e sul proprio fondo attività di ospitalità rurale, fino a un massimo di dieci coperti e posti letto, senza necessità di autorizzazioni e senza essere soggetti a regole fiscali e sanitarie;
f.     pagare i minimi contributi assistenziali e previdenziali;
g.     ricevere, attraverso le regioni, servizi gratuiti a domicilio di:
-  assistenza veterinaria e agronomica;
-  assistenza burocratica e ricezione per qualunque domanda, dichiarazione, denuncia o modulistica di altro genere a qualunque titolo richiesta dall’amministrazione pubblica o comunque dovuta per legge.
punto 3
I contadini definiti nel punto 2 siano registrati in uno specifico albo del comune di residenza e possano attestarsi con autocertificazione, vera fino a prova di falso.
punto 4
Il lavoro prestato ai contadini definiti nel punto 2, nel loro fondo, gratuitamente o come apprendistato o come scambio di opere, sia assimilato al volontariato e – salvo l’uso di scale o di macchine e attrezzature elettriche o a motore - non sia assoggettato a obblighi contributivi e previdenziali.
punto 5

Siano abolite le limitazioni sui contratti agrari in natura, purché favorevoli ai conduttori per una misura non inferiore al 70% del raccolto.

martedì 10 febbraio 2015

Un marchio di qualità per il Pane nero.





Arriva il “Marchio di qualità QS Sicilia” per il pane nero di Castelvetrano.Il Comitato Tecnico Scientifico di “Qualità Sicilia” ha approvato infatti il disciplinare di produzione del “Pane Nero di Sicilia”.

Il provvedimento tanto atteso soprattutto dai panificatori castelvetranesi,
Le aziende che aderiranno al disciplinare : "potranno accedere ai contributi a fondo perduto della Regione per le spese di promozione e valorizzazione del pane nero, ivi compreso le spese per la partecipazione a fiere nazionali ed internazionali”: Si tratta quindi di un investimento anche d’immagine e di qualità certificata del prodotto castelvetranese e una opportunità per le aziende che vorranno cimentarsi con i mercati nazionali ed esteri.
Per dare una garanzia certa e certificata, dovranno essere monitorate l’origine, la varietà di frumento,gli ingredienti, le fasi di produzione, la cottura le caratteristiche del prodotto finito,il confezionamento , l’etichettatura e infine l’identificazione e rintracciabilità. Si  parla di pesatura delle farine di grano duro integrale che si dovrà usare all’80%, e farina di grano “ tumminia”,nella misura del 20%. La cottura dovrà avvenire nei forni tradizionali a legno o in forni meccanici.
La pesatura varia dai 250 grammi al chilogrammo con forma rotonda( “vastedda”) o allungata ( cuddura). Ogni confezione dovrà indicare, ai fini della tracciabilità  l’indicazione del produttore, del tipo di cottura e la stessa denominazione.
Il provvedimento sarà pubblicato nei prossimi giorni sul sito dell’Assessorato e subito dopo sulla Gazzetta regionale.La Qualità Sicura Sicila è un marchio comunitario a garanzia dei produttori e dei consumatori.
Questo servirà a distinguere il “vero” pane nero da quello diciamo “tarocco” realizzato senza i criteri imposti del disciplinare.Tale valutazione, diventa fondamentale, per difendere il duro lavoro di alcuni panettieri di Castelvetrano che da anni si battono per la valorizzazione del pane nero che ha come unico ingrediente la farina  siciliana della Tumminia.

Di recente ,testimonial del progetto " pane nero " e' stato il giovane imprenditore Filippo Drago. In questi anni, il titolare del Mulino del Ponte, ha portato in giro per il mondo le qualità organolettiche e gastronomiche del pane nero. Da New York alle fiere europee Filippo Drago e' diventato ambasciatore del pane di Castelvetrano fatto con le farine siciliane di Tumminia .Adesso con il nuovo marchio , il lavoro del giovane imprenditore e di tutti gli altri panificatori che lo seguono può averne solo benefici

domenica 8 febbraio 2015

Sistema di consulenza aziendale



L’innovazione nello sviluppo rurale e le novità introdotte dal regolamento 2014-2020

Simona Cristiano Inea ReteRuraleNazionale

Nel quadro del disegno unitario e multilivello della Strategia Europa 2020, la Politica europea per lo Sviluppo Rurale 2014-2020 contribuisce allo sviluppo di un’economia basata sulla conoscenza attraverso la promozione del trasferimento della conoscenza e dell’innovazione nel settore agricolo, forestale e nelle zone rurali.

                                                                                        Una priorità trasversale della politica orientata al rafforzamento e all’adeguamento del capitale umano nelle aree rurali e all’attivazione di dinamiche collaborative tra mondo delle imprese e della ricerca. L’obiettivo è quello di migliorare la competitività, la gestione efficiente delle risorse e le performance ambientali delle filiere e dei sistemi economici rurali. Il regolamento per lo sviluppo rurale 2014-20202 delinea una riforma della politica che completa, di fatto, il percorso di sistematizzazione degli interventi di ricerca, formazione, consulenza e innovazione già parzialmente avviata nel periodo di programmazione 2000-2006, quando, si era resa obbligatoria l’istituzione dei servizi della consulenza (riforma Fischler), prima per il I pilastro (Regolamento 1782/2003) e successivamente per il II pilastro (Regolamento 1698/2005).  
 Un percorso nel quale i servizi di consulenza in agricoltura vengono ricondotti al contesto più ampio del sistema della conoscenza e dell’innovazione, in cui l’impresa e le sue esigenze/opportunità d’innovazione acquistano un ruolo di centralità. In quest’ultimo regolamento la CE non si limita a proporre la tradizionale definizione d’innovazione di prodotto o di processo, ma introduce il concetto d’innovazione interattiva che promuove l’attivazione di percorsi di partecipazione paritaria tra attori (a valle della filiera della ricerca) e conduce alla creazione di soluzioni innovative. Il trasferimento di conoscenza e d’innovazione è dunque un percorso comune ad una molteplicità di attori rilevanti (ricercatore, consulente, formatore, impresa), tutti egualmente funzionali per la co-produzione d’innovazione che, attraverso la realizzazione di azioni di disseminazione, sperimentazione e adattamento dei risultati della ricerca, risponde alle specifiche esigenze/opportunità di sviluppo aziendali. La CE proponendo l’estensione dei processi di trasferimento della conoscenza e dell’innovazione ai sistemi economici rurali, oltre i limiti della settorialità, determina un ampiamento della molteplicità degli attori portatori d’interesse e, dunque, degli ambiti su cui essa interviene. Questi non riguardano più esclusivamente l’incremento della produttività aziendale ma, diversi altri campi d’interesse (dall’agricoltura sociale, all’organizzazione e resilienza aziendale e di filiera, alla sostenibilità ambientale e alla sicurezza sul lavoro). L’innovazione interattiva può essere inoltre intersettoriale, in quanto caratterizzata dallo sviluppo di interessi comuni ma afferenti a diversi settori di uno stesso sistema economico locale (si pensi alle innovazioni sulla produzione di bioenergie). L’impianto regolamentare della Strategia Europea per l’Innovazione L’impianto regolamentare  comunitario propone un’azione complessa di sostegno ai sistemi nazionali della conoscenza e dell’innovazione, attraverso quattro principali tipologie d’intervento, che le amministrazioni possono realizzare in maniera integrata o singolarmente: 1) rafforzamento del capitale umano e delle professionalità che operano nei settori agricolo e forestale e nelle aree rurali; 2) ristrutturazione organica e funzionale degli enti che erogano i servizi di consulenza; 3) attivazione di flussi d’informazione e di processi di innovazione interattiva tra gli attori e lungo le filiere agricole e forestali; 4) istituzione di organismi di facilitazione, networking e governo dei processi. L’imprenditore agricolo, il gestore forestale e l’impresa rurale acquisiscono centralità nella loro qualità di destinatari ultimi dei percorsi di trasferimento della conoscenza lungo le filiere, mentre gli altri attori, ancorché beneficiari, nella loro qualità di consulenti, formatori o ricercatori, hanno un ruolo in relazione all’effettiva attività di trasferimento di conoscenza e informazione (art. 15), servizi di consulenza, di supporto o di sostituzione, o ancora nell’assumere la responsabilità della gestione delle aziende (art. 16). Vengono inoltre introdotte figure nuove per lo sviluppo rurale e per i sistemi della conoscenza, come l’innovation broke6 e il gruppo operativo (art. 36), che trovano ragion d’essere nello svolgimento di funzioni di aggregazione e facilitazione di diversi soggetti attorno ad un’idea progettuale di sviluppo d’innovazione. 1) Il rafforzamento del capitale umano e delle professionalità degli operatori socio-economici del territorio riguarda le misure d’intervento relative agli articoli 15 e 16 del regolamento, tese a favorire la maturazione di una cultura diffusa della formazione permanente e dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita degli attori rurali. Quelle rivolte ai primi sono principalmente orientate alla maturazione di capacità, abilità e comportamenti individuali e relazionali, alla qualificazione e all’aggiornamento delle professionalità imprenditoriali. Viene inoltre promosso lo sviluppo di dinamiche di confronto tra imprese, al fine di favorirne la resilienza e una maggiore dinamicità complessiva dei sistemi socio-economici rurali. A tal fine la proposta regolamentare supera i vincoli che di fatto hanno causato una perdita di attrattività delle azioni di formazione/ consulenza nel presente periodo di programmazione (vincoli sulle materie oggetto di formazione e consulenza; insufficienza del premio contributivo per l’uso dei servizi di consulenza) e amplia l’offerta delle tematiche oggetto dei servizi di supporto e di trasferimento della conoscenza e dell’informazione (tra le altre: sostenibilità ambientale, marketing, sicurezza sul lavoro, climate change, innovazione, requisiti minimi per le condizionalità aziendali, gestionale aziendale globale, biodiversità, gestione efficiente delle risorse, protezione dell’acqua e del suolo). Inoltre l’indicazione di una più ampia gamma di metodologie utilizzabili per l’erogazione di tali servizi (study visit, short-term farm exchange, workshops, attività dimostrative in azienda, coaching) sembra intesa a favorire la conciliazione tra il lavoro e la formazione. 2) Le azioni di rafforzamento delle professionalità dei soggetti che erogano consulenza s’integrano di fatto con quelle tese alla ristrutturazione organica dei loro enti e sono finalizzate principalmente a garantirne il miglior supporto alle imprese coinvolte nei processi di trasferimento della conoscenza. Nel dettare le condizioni di accesso al sostegno, il regolamento mette in stretta relazione l’adeguatezza organizzativa e l’affidabilità degli enti con la coerenza delle professionalità, delle qualifiche e delle esperienze degli staff da essi impiegati, con particolare attenzione alla specificità delle tematiche oggetto di consulenza e al loro aggiornamento. 3) La terza tipologia di azioni mira ad attivare i flussi d’informazione e incoraggiare la creazione di legami tra i diversi attori del sistema della conoscenza (formatori, consulenti, imprese e ricercatori), attraverso il sostegno all’istituzione e attuazione di network locali, che favoriscano l’attivazione di percorsi d’innovazione interattiva, realizzando sinergie e finalizzando la ricerca scientifica rispetto alle esigenze degli imprenditori. Con queste finalità, lo sviluppo rurale sostiene, attraverso l’art. 36, l’attivazione di forme di cooperazione diverse: a. i clusters, finalizzati a realizzare specifici progetti di sviluppo economico e percorsi di trasferimento di conoscenza e disseminazione di informazioni, attraverso la promozione di interazioni, scambi di conoscenza e di esperienze; b. i network, la cui portata è più ampia e che hanno minori specificità nelle azioni da intraprendere, potendo contribuire, ad esempio, ad attivare meccanismi di disseminazione delle innovazioni lungo le filiere e di emulazione tra imprenditori; c. i gruppi operativi, rappresentano il luogo di ricomposizione formale degli interessi di soggetti rurali che, attraverso la costituzione del partenariato e la stesura del piano di sviluppo di un’idea progettuale, intraprendono un percorso comune di confronto, ciascun con un proprio ruolo, per la definizione e implementazione d’innovazione interattiva, rispondendo a difficoltà e/o opportunità di una o più imprese locali. La cooperazione dei gruppi operativi rappresenta, di fatto, l’espressione più alta di integrazione delle azioni di trasferimento della conoscenza con quelle relative agli investimenti materiali. In particolare i gruppi operativi sono chiamati a promuovere l’aggregazione dei soggetti e degli interventi più rilevanti (formazione e informazione; utilizzo dei servizi di consulenza; gli investimenti materiali; gli impieghi in nuove tecnologie silvicole e nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti delle foreste; costituzione di associazioni di agricoltori) attorno ad un progetto unitario e comune di sviluppo di una specifica innovazione. 4) La quarta tipologia di azioni è orientata a facilitare e governare i percorsi di disseminazione dei risultati della ricerca e d’innovazione interattiva implementati nelle aziende, attraverso il sostegno al networking locale e multilivello e l’istituzione di specifici organismi di governance. Rientrano fra queste il sostegno alle azioni di intermediazione e aggregazione degli attori componenti i gruppi operativi (innovation brokerage) e alle azioni del Partenariato Europeo per l’Innovazione in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura (PEI) e delle reti nazionali dedicate coordinamento dei gruppi operativi e alla disseminazione delle innovazioni (art.62). In particolare, il PEI (art. 61) favorisce l’attivazione della connessione tra la ricerca e la pratica agricola, informando la comunità scientifica sul fabbisogno di ricerca del settore agricolo e incoraggia la messa in pratica, su larga scala e in tempi più brevi, delle innovazioni già realizzate nelle aziende. A tali azioni co-finanziabili a livello di PSR (o di programma operativo della Rete Rurale Nazionale), vengono aggiunti organismi di governance e coordinamento tecnico-scientifico di diretta responsabilità della CE : la Rete europea per l’innovazione (art. 53); l’Hight level steering board del European innovation partnership (EIP); e lo SCAR Collaborative Working Group on Agricultural Knowledge and Innovation Systems (AKIS). Questi ultimi hanno principalmente funzioni di coordinamento tra la politica di sviluppo rurale per l’innovazione e la ricerca attuata tramite il programma comunitario Horizon7 e mirano a promuovere la riflessione attorno a temi di ricerca che rispondano più puntualmente alle difficoltà e alle sfide delle imprese rurali, agricole e forestali.