Prof. Aurelio De Santis
Mentre le campagne italiane bruciano di protesta — agricoltori schiacciati da costi di produzione insostenibili, siccità, speculazioni e burocrazia — in talune piazze locali si consuma un paradosso insopportabile. I sindaci che ordinano luminarie, tagli del nastro e sagre sembrano dirigere un’orchestra che suona allegra sul ponte, mentre sotto la superficie il tessuto produttivo affonda. È come vedere il Titanic accompagnato da un quartetto: la musica continua, la festa prosegue, e intanto la terra e chi la lavora affondano.
Il cortocircuito etico
C’è un cortocircuito morale tra la fatica reale dei contadini e la condotta di amministratori che trasformano la crisi in vetrina folkloristica. Mettere in scena degustazioni e brindisi quando i trattori marciano per le strade non è promozione del territorio: è spettacolo che anestetizza la sofferenza. L’orchestra che suona non è solo un’immagine poetica: è la metafora di una scelta politica che preferisce il rumore della festa al silenzio dell’ascolto.
L’anestetico del potere
Questa ostinazione a intrattenere a ogni costo non è nuova: ha radici antiche nella gestione del potere. Come nella Roma imperiale, quando i ludi continuavano anche in tempo di carestia per placare la plebe, oggi si ripete la logica delle “tre F”: feste, farina e forca. Dietro i banchetti e i palchi si cela la stessa strategia di distrazione: mantenere l’apparenza di serenità per evitare che la rabbia si trasformi in domanda politica. L’orchestra sul ponte suona per coprire il rumore della gente in protesta
La rottura etica
In questo quadro, la scelta del sindaco di Santa Ninfa emerge come atto di responsabilità. Spegnere i riflettori e sospendere la festa non è rinuncia alla vita comunitaria, ma un gesto di rispetto verso chi sta pagando il prezzo più alto. È il silenzio attivo di chi rifiuta la narrazione consolatoria del “va tutto bene” e restituisce alle istituzioni la funzione primaria: ascoltare, condividere il destino della propria gente e non trasformare il dolore in propaganda.
Cosa dovrebbe fare la politica locale
Priorità all’ascolto: sospendere eventi quando la comunità è in crisi e convocare tavoli con i produttori.
Trasparenza sulle scelte: spiegare perché si mantiene o si sospende una manifestazione, evitando la retorica..
Responsabilità simbolica: il gesto conta quanto la politica: spegnere le luci può essere più efficace di mille parole.
Continuare a brindare mentre i campi bruciano è la fotografia di una politica che ha perso il senso del limite. L’immagine dell’orchestra che suona mentre il Titanic affonda non è retorica fine a sé stessa: è un monito. Le istituzioni devono scegliere tra la colonna sonora della festa e il dovere di stare accanto a chi lavora la terra. la comunità di Santa Ninfa ha indicato una strada di dignità che altri amministratori dovrebbero seguire con coraggio e responsabilità.


