mercoledì 17 giugno 2026

Intervista a Nino Sutera, Coordinatore della Rete Nazionale dei Borghi Genius Loci DeCo

Francesca di Giovanni

Nino Sutera è tra i principali promotori in Italia della valorizzazione delle identità territoriali. Ideologo del modello dei Borghi Genius Loci De.Co., ha sviluppato un approccio culturale e operativo che mette al centro il patrimonio immateriale dei territori: tradizioni, saperi, memoria e relazioni. Il suo lavoro si colloca all’incrocio tra sviluppo locale, antropologia culturale ed economia civile, con l’obiettivo di restituire ai borghi un ruolo attivo e consapevole nel contesto contemporaneo.

In un tempo segnato dall’omologazione culturale e dalla globalizzazione dei modelli di consumo, nasce un progetto che ribalta la prospettiva: non più territori che inseguono il mercato, ma identità che generano valore. Al centro di questa visione c’è la “Banca del GeniusLoci DeCo.”, un’istituzione simbolica e operativa che tutela il patrimonio immateriale dei borghi italiani. L’obiettivo del percorso  punta sul fascino della fascia tricolore, attraverso  la De.Co. (Denominazione Comunale) un atto politico nelle prerogative del Sindaco per valorizzare l’immenso patrimonio materiale  del giacimento ElaioEnoGastronomico  ed immateriale del  territorio amministrato Ne parliamo con il dott. Nino Sutera, ideologo e coordinatore della Rete Nazionale.


Cosa sono le DeCo?

La Denominazione Comunale (De.Co.), nata dall'intuizione di Luigi Veronelli, non è un orpello burocratico né un marchio tecnocratico (come DOP, DOC o IGP ect).ne ancora meno un bollino da sventolare ai  neofiti.

È un atto politico: Il Sindaco rivendica l'identità del proprio territorio, trasformando un "sapere" o un "piatto" in un asset strategico.

È attrazione turistica: Si rivolge ai foodies e ai viaggiatori colti che cercano l'unicità e non la copia conforme.

È resistenza: Mentre i regolamenti europei si concentrano sulla qualità normativa, la De.Co. si concentra sull'unicità dell'identità, l'unica vera forza capace di resistere alle dinamiche del prezzo più basso.

Dott. Sutera, la metafora della “Banca del GeniusLoci” è potente. Perché parlare di banca quando si tratta di identità?

«Perché oggi il vero rischio è la svalutazione dell’identità. Così come una banca centrale difende la moneta, noi difendiamo il valore dei territori. Ma attenzione: la nostra non è una banca finanziaria. Non custodiamo oro, custodiamo memoria. Non produciamo interessi economici, ma “interesse territoriale”, cioè felicità pubblica, coesione sociale e continuità culturale.»

La Sede Centrale viene descritta come “il Sole intorno a cui orbitano i borghi”. Che ruolo svolge concretamente?

«La Sede Centrale non è un vertice burocratico, ma un presidio etico. Le filiali locali custodiscono il particolare, noi tuteliamo l’universale identitario. Garantiamo che ogni valore espresso da un borgo non venga banalizzato o trasformato in folklore turistico. In altre parole, evitiamo che la memoria venga contraffatta.»

Nel vostro statuto si parla di “conio identitario”. È un concetto affascinante ma complesso: può spiegarlo?

«Ogni comunità produce valore attraverso i propri saperi, prodotti, storie. Il “conio identitario” è il processo attraverso cui questo valore viene riconosciuto, validato e reso leggibile anche all’esterno. Non basta dire che qualcosa è tipico: deve essere identitario, cioè irripetibile, radicato e autentico.»

Qual è la differenza tra “tipico” e “identitario”?

«Il tipico si ripete, è diffuso, spesso già tutelato da marchi europei. L’identitario, invece, appartiene solo a quel luogo. È una storia unica, non replicabile. È il racconto di una comunità. Senza questo racconto, un prodotto resta buono, ma privo di anima.»

La governance della Sede Centrale prevede figure come il “Comitato dei Saggi” e l’“Ufficio del Conio Narrativo”. Che funzione hanno?

«Abbiamo voluto una struttura autorevole ma non gerarchica. Il Comitato dei Saggi garantisce la coerenza scientifica ed etica: storici, antropologi, agronomi, ma anche poeti. L’Ufficio del Conio Narrativo, invece, trasforma i dati in racconto. Perché oggi, se non sai narrare, non esisti.»

Parliamo di controllo: come si evita che l’identità venga snaturata?

«Attraverso strumenti precisi: audit di autenticità, rating di civiltà e lo “spread identitario”. Misuriamo la distanza tra chi consuma il territorio e chi lo abita davvero. Se un borgo tradisce la propria autenticità, la Sede Centrale può revocare la “licenza identitaria”. È una tutela per tutti.»

Il vostro modello guarda anche all’estero. Qual è l’ambizione internazionale della Banca del GeniusLoci?

«Vogliamo proporre questo modello come standard globale di sviluppo sostenibile. Stiamo dialogando con organismi internazionali perché crediamo che il futuro non sia nella globalizzazione indistinta, ma nel “glocalismo radicale”: radici forti e visione globale.»

Nel vostro sistema un ruolo centrale è affidato alle persone: Custodi, Ambasciatori, Sentinelle del Futuro. Perché questa scelta?

«Perché il vero capitale è umano. I Custodi sono la memoria vivente, gli Ambasciatori portano il valore nel mondo, i giovani sono il futuro. Senza passaggio generazionale, l’identità muore. Noi investiamo proprio su questo: la trasmissione del sapere.»

Qual'è la governace?

« Il Sindaco, che  non agisce come amministratore, ma come Custode dell’Identità Territoriale. Egli è il garante politico della "sovranità identitaria" del borgo. A lui spetta l'onere di proteggere il perimetro dei saperi locali dalle speculazioni e di apporre la firma ufficiale su ogni "deposito di valore" che entra nella Banca.

 Il Presidente della ProLoco: Direttore Generale della filiale?

 E' il motore della comunità, il Direttore che trasforma la visione in azione. Coordina la "tesoreria dei volontari", gestisce l'accoglienza dei "viaggiatori dello spirito" e assicura che il capitale umano del borgo sia costantemente in fermento. È il ponte tra l'istituzione e la piazza. »

  Dottor Sutera, lei coordina una rete che mette al centro il "Genius Loci". Se dovessimo tradurre questo termine in un linguaggio operativo per un amministratore locale, come lo definirebbe?

 Lo definirei come l'insieme delle specificità irriproducibili di un territorio. Non è un concetto astratto: è l'incrocio tra geologia, storia e saper fare umano. Per un amministratore, il Genius Loci è l'asset strategico su cui costruire lo sviluppo economico. È ciò che impedisce a un borgo di diventare una copia sbiadita di un altro luogo.

Il percorso Borghi GeniusLoci DeCo è un percorso culturale,  perche?

 E’ un cammino, si camminiamo tutti insieme,  se pur va detto che  il format è registrato a tutela della proprietà intellettuale

Non un progetto da compilare, ma un percorso culturale che accompagna i Comuni a ritrovare la propria voce, a riconoscere ciò che li rende unici, a trasformare la memoria in futuro. È un viaggio   ognuno dei quali apre una porta: sulla storia, sulla comunità, sui saperi, sui gesti, sulle produzioni, sulle narrazioni che abitano il borgo.

  Lei ha strutturato il modello delle De.Co. (Denominazioni Comunali) come un vero e proprio protocollo di sviluppo rurale. Qual è la differenza tra una De.Co. intesa come "bollino"  con disciplinari commissioni e regolamenti e il suo metodo?

 La differenza sta nel processo. Spesso si pensa alla De.Co. come a una semplice etichetta per un prodotto, mutuando le regole dei marchi UE.(  disciplinari, commissioni e regolamenti) presi in prestito dall'UE, anche se l'UE e il MIPAF come tutti sanno  non sono affatto d'accordo.  Nel nostro modello,   Borghi GeniusLoci De.Co. è uno strumento di governance territoriale. Non è un atto burocratico tecnocrate come sono i marchi UE  Serve a censire,   promuovere non solo il prodotto agricolo, ma anche una ricetta, un saper fare artigianale o una tradizione legata a un luogo. È il "Born in quel comune" che diventa identità e valore culturale.                         Insomma distinguersi per non estinguersi, ognuno si sceglie il percorso che vuole, non è una competizione tra i modelli,    ma di conoscenza e competenza rispetto alle regole.

  Lo spopolamento dei borghi è il grande tema di questi anni. In che modo la valorizzazione dell'identità locale può offrire soluzioni concrete ai giovani?

 Creando attrattività economica. Se diamo valore a ciò che è locale, quel prodotto o quel servizio non deve più competere sul prezzo al ribasso dei mercati globali, ma sulla sua unicità. Questo apre spazi per startup agricole, per il turismo esperienziale e per la rigenerazione urbana. Il giovane non deve più "scappare" per trovare lavoro, ma può diventare un innovatore che utilizza le tecnologie moderne per promuovere  il genius loci  del suo borgo.

In conclusione, qual è la sfida più grande oggi?

«Far capire che l’identità non è nostalgia, ma innovazione. Non è passato, è futuro. E soprattutto: non è un prodotto da vendere, ma un valore da abitare.»

C’è un’immagine o una frase che sintetizza la vostra visione?

«Sì, ed è anche il sigillo della nostra Sede Centrale:

“Noi siamo il ponte tra il tempo che fu e il tempo che sarà. Custodiamo il fuoco, non le ceneri.”



L’intervista restituisce il senso profondo di un progetto che va oltre la valorizzazione territoriale: una vera e propria infrastruttura della memoria, capace di trasformare i borghi in presìdi di civiltà e bellezza.

 




sabato 13 giugno 2026

COSA STA SUCCEDENDO AI PREZZI DELL'AGRICOLTURA?

 

Se in questi giorni sentite parlare di "crollo dei mercati agricoli", ecco servita la spiegazione.

Immaginate che i grandi mercati finanziari siano come un enorme tabellone delle scommesse. Chi investe lì dentro non compra veri sacchi di grano o mais per portarli a casa, ma scommette solo se il prezzo salirà o scenderà.

Nell'ultima settimana i grandi fondi d'investimento hanno preso paura e sono scappati a gambe levate dal settore agricolo. Hanno venduto contratti per un valore record di oltre 14 miliardi di dollari

Perché questa fuga di massa?

 ☀️ Il meteo è buono in molte zone del mondo il tempo è migliorato. Se il clima assiste i campi, significa che ci sarà tanto raccolto. E quando c'è abbondanza di prodotto, il prezzo scende.

Storicamente, in questo periodo dell'anno si inizia a capire come andranno i raccolti. Chi ha scommesso nei mesi scorsi ora preferisce incassare e ritirarsi.

Chi sta pagando il conto?

Guardate la tabella,i settori più colpiti e "svuotati" dai soldi degli speculatori sono il Mais (-2,6 miliardi), la Soia (-3,6 miliardi) e il Grano (quasi 1,5 miliardi).



Cosa significa per noi?

⚠️Quando la finanza scarica così tanto valore, i prezzi di borsa delle materie prime crollano a picco. Il rischio concreto è che chi lavora la terra e produce con fatica si veda pagare il raccolto molto meno del previsto, anche se i costi per produrlo (gasolio, sementi, energia) sono rimasti altissimi

giovedì 11 giugno 2026

C'era una volta l'agricoltura

 

Mentre il Governo continua a sventolare i record dell’export agroalimentare come una medaglia, nelle campagne italiane si consuma una resa silenziosa.
  È una narrazione costruita per coprire un fallimento.



Perché l’export che il governo celebra non è il reddito degli agricoltori italiani.
È il fatturato delle grandi concentrazioni industriali, è il risultato di filiere lunghe che drenano valore e lo allontanano dalla terra.
E continuare a confondere queste due cose non è più propaganda: è una responsabilità politica.

I dati   non lasciano spazio a interpretazioni:

📉 State governando il crollo
Reddito agricolo –7,8%.
12.400 aziende chiuse in un anno.
Giovani che abbandonano la terra.
Investimenti in ritirata.
Questa non è una crisi: è una selezione. E sta vincendo chi non produce.

🌾 Avete rotto il patto con la terra
Meno produzione, prezzi all’origine più bassi.
Chi lavora perde sempre.
Chi intermedia guadagna comunque.
Qual'è l'dea di filiera?

⛽⚡ Avete lasciato soli gli agricoltori
Gasolio alle stelle. Energia fuori controllo.
Nessuna misura strutturale. Nessuna visione.
Solo emergenze gestite a parole e scaricate nei bilanci delle aziende agricole.

🧪 Costi su, valore giù: la   politica in sintesi
Tutto aumenta, tranne ciò che conta: il prezzo riconosciuto al produttore.
E questo non è il mercato. È una distorsione tollerata, quando non favorita.

La verità è che sotto la sua guida il sistema agricolo italiano si sta spaccando in due:
da una parte chi produce valore senza trattenerlo,
dall’altra chi lo concentra senza produrlo.

E lei, Ministro, ha scelto da che parte stare.?

Ha scelto di raccontare un’agricoltura che cresce nei numeri macroeconomici mentre muore nei territori.
Ha scelto di non affrontare il nodo della distribuzione del valore.
Ha scelto di non disturbare gli equilibri della grande trasformazione e della grande distribuzione.

Ma senza agricoltori, non esiste export.
Senza reddito agricolo, non esiste filiera.
Senza terra viva, non esiste sovranità alimentare.

E allora basta retorica.

Serve dire chiaramente:

  • perché chi produce vende sotto costo,

  • perché il dumping internazionale continua a essere accettato,

  • perché i fondi pubblici premiano la dimensione e non il valore,

  • perché il lavoro agricolo è diventato l’anello sacrificabile della catena.

Non serve un confronto pubblico, uno dei tanti, inconcludenti
Non conferenze stampa, non passerelle, non slogan. Bisogna agire subito

Serve assumersi la responsabilità politica di un modello che sta espellendo gli agricoltori dal sistema che dovrebbero guidare.

Perché oggi il punto non è più tecnico. È politico.

O si continua a difendere un sistema che concentra ricchezza e desertifica i territori,
oppure si restituisce centralità economica a chi la terra la lavora davvero.

Ministro Lollobrigida, la domanda ormai è semplice:
vuole essere ricordato come il Ministro dell’export e delle feste, o come il Ministro che ha lasciato morire l’agricoltura italiana?

Perché la terra, oggi, non sta chiedendo sostegno.
Sta chiedendo giustizia.



 

mercoledì 10 giugno 2026

Villarosa Borgo GeniusLoci DeCo

  Venerdì 26 giugno l'evento di presentazione con l'Audizione pubblica con la partecipazione della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo

Il Comune di Villarosa guidato dal Sindaco Costanza Francesco Antonio, su proposta dell'Assessore   Michelangelo Taravella ,  ha adottato il percorso per la valorizzazione dell'identità territoriale, attraverso il percorso dei Borghi GeniusLoci DeCo.

L’Audizione Pubblica di Villarosa segna un momento di straordinaria rilevanza nel percorso di valorizzazione dei territori italiani che si riconoscono nei principi del GeniusLoci De.Co., un modello culturale e operativo che mette al centro l’identità, la memoria e il patrimonio immateriale delle comunità locali. In questo contesto, il borgo siciliano si propone come laboratorio vivo di una nuova visione dello sviluppo territoriale, capace di coniugare tradizione e innovazione, partecipazione civica e progettualità istituzionale.

L’iniziativa rappresenta non solo un evento pubblico, ma un vero e proprio processo di ascolto e condivisione, in cui cittadini, amministratori, studiosi e operatori culturali sono chiamati a contribuire alla costruzione di un modello di governance identitaria. L’Audizione Pubblica si configura infatti come uno spazio democratico e inclusivo, in cui il sapere diffuso delle comunità si intreccia con le competenze tecniche e le strategie di sviluppo, generando un patrimonio comune di idee, visioni e proposte.

Al centro di questo percorso si colloca la Banca del GeniusLoci De.Co., un’innovativa infrastruttura culturale e operativa pensata per raccogliere, tutelare e valorizzare il capitale identitario dei borghi italiani. Non si tratta di una banca in senso tradizionale, bensì di un sistema dinamico di archiviazione, certificazione e promozione delle risorse locali, che comprende saperi artigianali, tradizioni enogastronomiche, pratiche sociali e paesaggi culturali.

La Banca del GeniusLoci De.Co. si fonda su un principio fondamentale: ogni comunità è custode di un patrimonio unico e irripetibile, che deve essere riconosciuto, documentato e trasmesso alle generazioni future. In questo senso, essa si configura come uno strumento strategico per rafforzare l’identità territoriale e contrastare i processi di omologazione culturale, promuovendo al contempo nuove opportunità di sviluppo sostenibile.


 

L’esperienza di Villarosa assume quindi un valore emblematico, ponendosi come modello replicabile per altri borghi che intendono intraprendere un percorso analogo. L’Audizione Pubblica diventa così il primo passo di un cammino più ampio, che mira alla costruzione di una rete nazionale dei Borghi GeniusLoci De.Co., capace di mettere in relazione esperienze diverse ma unite da una visione comune.

In un’epoca segnata da profonde trasformazioni economiche e sociali, iniziative come questa rappresentano un segnale forte di resilienza e di rinnovamento. Esse dimostrano come sia possibile ripensare lo sviluppo partendo dai territori, valorizzando le risorse locali e coinvolgendo attivamente le comunità. La sfida è quella di trasformare il patrimonio identitario in leva di crescita, senza snaturarne l’autenticità.

L’Audizione Pubblica di Villarosa e la nascita della Banca del GeniusLoci De.Co. si inseriscono dunque in un disegno più ampio, che guarda al futuro senza dimenticare le radici. Un progetto ambizioso, ma necessario, per restituire centralità ai borghi italiani e costruire un nuovo paradigma di sviluppo fondato sull’identità, sulla partecipazione e sulla sostenibilità.

Molto dettagliata ed esaustiva la relazione a corredo della proposta deliberativa, come si addice alle realtà rurali molto vivaci, che puntano su una propria identità storica e culturale.





Relazione celebrativa sul Pane di San Giuseppe di Villarosa, che ha già ottenuto l'iscrizione nell'Atlante del cibo locale  atlante del cibo  

 

Il Pane di San Giuseppe rappresenta uno dei simboli più profondi e identitari della comunità di Villarosa.

Non si tratta soltanto di una tradizione legata a una ricorrenza religiosa, ma di un patrimonio culturale vivo, che affonda le sue radici nella storia del paese e continua a rinnovarsi quotidianamente, rendendo Villarosa un caso unico nel panorama delle tradizioni siciliane.


venerdì 5 giugno 2026

Armonie di Vino e Sensoriali

 

L’Associazione Collegium Ars Musica“ operante in Italia ed all’Estero per la diffusione della musica tra i giovani attraverso attività concertistica e didattica, collaborata da musicisti professionisti e              giovanissimi, sta organizzando l’evento dal titolo “Armonie di Vino e Sensoriali” giorno 10 Giugno 2026 al “CASTELLO DI CARINI” La Grua Talamacca dalle ore 10:00

alle ore 19: 00 e giorno 11 Giugno 2026 al Centro Commerciale “LA TORRE” Palermo dalle ore 10,00 alle ore 13.30 come da programma dettagliato accluso.

Questa iniziativa è finanziata dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea –Dipartimento Regionale dell’Agricoltura.

L’evento ha una valenza di notevole importanza per gli argomenti che si tratteranno, per il mondo giovanile, e, per la valorizzazione dei prodotti siciliani, prodotti preparati con colture biologiche e secondo le antiche ricette tradizionali. Sono stati invitati Relatori esperti nel settore che relazioneranno come da programma accluso gli argomenti relativi al tema principale del Convegno.

Dopo l’esposizione delle aziende espositrici ci sarà il Concerto del DUO CASCINO-INDOVINO (Violino-Pianoforte) e si concluderà il Convegno con la degustazione dei prodotti.  





CALICI DEI CABRERA, A…MARE IL VINO

 


Torna a Pozzallo, con la quarta edizione, la tre giorni di “Calici dei Cabrera -  a…mare il vino”. L’appuntamento che unisce il vino alla musica Jazz e alle eccellenze del territorio ibleo.

POZZALLO - La splendida Villa Comunale di Pozzallo si prepara ad accogliere la quarta edizione di “Calici dei Cabrera – a…mare il vino”, l’appuntamento estivo dedicato alle eccellenze enogastronomiche del sud est siciliano. Dal 12 al 14 giugno, il cuore della cittadina marina ospiterà l’atteso appuntamento dell’estate, strategico per la promozione territoriale e culturale della città di Pozzallo, capace di unire la maestosità storica della Torre Cabrera all'eleganza del Liberty pozzallese per offrire una narrazione autentica dell'identità locale. Saranno tre giorni di degustazioni, momenti di approfondimento sulle eccellenze enogastronomiche del sud est e, immancabilmente, di musica pop e Jazz.

Questa iniziativa è finanziata dall’Assessorato Regionale dell'Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea - Dipartimento Regionale dell’Agricoltura e promossa dal Comune di Pozzallo




Un viaggio sensoriale attende i visitatori con un programma ricco e coinvolgente, pensato per valorizzare le eccellenze enogastronomiche e musicali del territorio, realizzato in collaborazione con la Strada del Vino e dei Sapori del Val di Noto, la Strada del Vino Cerasuolo di Vittoria, l'Enoteca Regionale della Sicilia sede del Sud Est, i Consorzi di tutela dei vini Val di Noto Doc e Cerasuolo di Vittoria Docg, i Consorzi dell’Olio Dop Monti Iblei, del Ragusano Dop, del Pomodoro di Pachino Igp e della Carota Novella di Ispica IGP e la delegazione ONAV di Modica.

Venerdì 12 giugno il sipario si alzerà con il talk dal titolo “L’oro e il rubino del Sud-Est: biodiversità agricola come volano di attrattività turistica internazionale”. Verrà esplorato il ruolo di Pozzallo come "Porta d'accesso" per le rotte commerciali del Mediterraneo, focalizzandosi sulla capacità dei vitigni autoctoni di narrare il territorio. Seguirà una degustazione guidata di oli evo con la prestigiosa presenza dell’oleologo, produttore e giornalista Enzo Signorelli.

La giornata di sabato 13 sarà all'insegna degli show cooking con “Le Pietanze della Contessa” che sveleranno i segreti della nostra cucina tradizionale, permettendo al pubblico di scoprire le ricette e le tecniche che rendono unica la gastronomia locale. Si potrà partecipare al laboratorio dal vivo dedicato alla Pasta Fresca preparata con pesto di mandorle e prosciutto crudo croccante.

Domenica 14 giugno si proseguirà con un altro interessante show cooking per apprezzare l'arte culinaria del territorio. Ci sarà un focus sul cous cous e sulla tecnica della cosiddetta n'cucciata a mano. Ci saranno due proposte di abbinamento: un delicato sugo di pesce pescato localmente e una variante vegetariana ricca dei profumi e delle essenze degli orti iblei.

In tutte e tre le serate da non perdere le degustazioni di vino con “I Calici del Conte- I vini del Barocco, dal Val di Noto al Cerasuolo di Vittoria: un’esperienza enologica di altissimo profilo che accompagnerà ogni serata. Questo banco d'assaggio d'eccellenza rappresenta un momento unico nel panorama siciliano: per la prima volta, l’anima vibrante della Strada del Vino del Val di Noto incontra la nobile e complessa struttura della Strada del Vino Cerasuolo di Vittoria Docg.

Sotto l’attenta guida dei sommelier della delegazione ONAV di Modica, il pubblico sarà condotto in un viaggio sensoriale che esplora il dialogo tra i diversi terroir del Sud-Est: dal Nero d'Avola, ambasciatore di forza e complessità, al Frappato, espressione di eleganza e freschezza, fino al Moscato Bianco che ne completa il quadro aromatico. La degustazione tecnica, che unisce rigore scientifico e piacere conviviale, sarà inoltre arricchita dalla possibilità di abbinare queste etichette d'eccellenza con le specialità gastronomiche locali offerte in degustazione, creando un connubio perfetto tra la tradizione vinicola siciliana e la sapienza della tavola pozzallese.

lunedì 25 maggio 2026

Pantelleria celebra Italo Cucci: conferito il riconoscimento di “Ambasciatore dell’Identità Territoriale”

 

Pantelleria – In uno scenario di straordinaria suggestione, sospeso tra mare, vento e pietra lavica, l’isola di Pantelleria ha ospitato una significativa cerimonia pubblica dedicata alla valorizzazione dell’identità territoriale. Nel corso dell’Audizione Pubblica è stato conferito al giornalista Italo Cucci il prestigioso riconoscimento di “Ambasciatore dell’Identità Territoriale”.

 


L’onorificenza, promossa nell’ambito delle iniziative della Rete dei Borghi Genius Loci De.Co., intende rendere omaggio a personalità che, attraverso il proprio impegno professionale e culturale, contribuiscono alla diffusione e alla tutela dei valori identitari dei territori italiani. La scelta di Cucci si inserisce in un percorso di riconoscimento rivolto a figure autorevoli capaci di raccontare l’Italia autentica, fatta di comunità, tradizioni e patrimoni immateriali.

Giornalista di lungo corso, già direttore di importanti testate e voce autorevole del panorama sportivo e culturale italiano, Italo Cucci ha saputo nel tempo interpretare il racconto giornalistico come strumento di memoria e identità, con uno stile attento alle radici e ai contesti sociali. Oggi, anche nella sua veste di Presidente del Parco Nazionale Isola di Pantelleria, incarna un punto di riferimento per la promozione sostenibile del territorio e per la tutela del paesaggio e delle tradizioni locali.

 

La cerimonia, partecipata da istituzioni, operatori culturali e cittadini, ha rappresentato un momento di grande valore simbolico: Pantelleria, già riconosciuta per la sua unicità paesaggistica e culturale – basti pensare alla pratica agricola della vite ad alberello, patrimonio UNESCO – si conferma così laboratorio di buone pratiche nella salvaguardia dell’identità territoriale.

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«Questo riconoscimento – è stato sottolineato nel corso dell’audizione pubblica – non rappresenta solo un tributo a una carriera prestigiosa, ma un impegno condiviso a custodire e trasmettere il Genius Loci dei nostri territori, affinché diventi leva di sviluppo culturale ed economico per le future generazioni».

Con il conferimento a Italo Cucci, la comunità di Pantelleria rinnova il proprio ruolo di presidio attivo dell’identità territoriale, rafforzando il legame tra memoria, cultura e sviluppo sostenibile.

Pantelleria, ancora una volta, si fa voce autentica dei territori


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 italiani.

domenica 24 maggio 2026

Audizione pubblica Pantelleria Borgo GeniusLoci DeCo

 

 

                                                                     

«Il gusto come identità, il vento come spirito, la terra come memoria» non è soltanto il sottotitolo dell’iniziativa: è una dichiarazione di metodo. Perché Pantelleria, più di altri luoghi, conserva ancora un rapporto organico tra ambiente, cultura materiale e pratiche agricole. Un equilibrio fragile, costruito nei secoli dal lavoro umano e dalla necessità di adattarsi a una terra aspra, vulcanica, battuta dal vento e costantemente sospesa tra Africa e Sicilia.

 


Pantelleria protagonista di una giornata destinata a segnare un passaggio storico nel percorso di valorizzazione identitaria dell’isola. Un pubblico delle grandi occasioni ha preso parte all’Audizione pubblica che ha sancito il riconoscimento della laboriosa comunità pantesca come Custode dell’Identità Territoriale, per aver saputo preservare e tramandare il GeniusLoci,  insieme al conferimento del titolo di Ambasciatore dell’Identità Territoriale a Italo Cucci, pantesco d’adozione, recentemente nominato Presidente del Parco Nazionale Isola di Pantelleria, per la capacità di narrare e raccontare l’isola in ogni occasione e in ogni luogo.


 


A moderare i lavori è stata Francesca Di Giovanni, consulente del Sindaco Fabrizio D’Ancona, che ha curato tutta la parte propedeutica all’adozione dell’Amministrazione del percorso Borghi GeniusLoci DeCo, e ha guidato l’incontro sottolineandone il valore non solo istituzionale, ma profondamente culturale e strategico per il futuro dell’isola. In apertura, il richiamo alla celebre riflessione di Gustav Mahler – «La tradizione non è culto delle ceneri, ma custodia del fuoco» – ha offerto la chiave interpretativa dell’intera giornata: un invito a considerare l’identità non come memoria statica, ma come energia viva da trasmettere e rinnovare.


 



Il Genius Loci come visione di sviluppo

Al centro del dibattito il concetto di Genius Loci, inteso come espressione profonda e irripetibile del legame tra comunità, ambiente e cultura produttiva. Una visione che trova radici nel pensiero di Luigi Veronelli, per il quale il territorio è sintesi viva di storia, clima, saper fare e identità.

In questo quadro, la Denominazione Comunale (De.Co.) emerge come strumento politico e culturale di primaria importanza: non un semplice marchio, ma un atto di sovranità territoriale attraverso cui le amministrazioni riconoscono e tutelano il valore autentico delle proprie produzioni e tradizioni.

Il modello della Rete Nazionale dei Borghi Genius Loci De.Co., coordinato da Nino Sutera, rappresenta oggi una delle più avanzate esperienze di governance identitaria, capace di restituire ai territori il ruolo di protagonisti nella costruzione della propria narrazione culturale.


 

L’avvio ufficiale del percorso De.Co.

Momento centrale della giornata è stata l’Audizione pubblica ospitata presso il Qalea Hotel di Suvaki, che segna formalmente l’avvio del percorso di riconoscimento di Pantelleria come Borgo Genius Loci De.Co. e il suo ingresso nella rete nazionale.

All’incontro hanno preso parte rappresentanti istituzionali e protagonisti del territorio, tra cui:

•          Adele Pineda, Vice Sindaco e Assessore alla Cultura

•          Massimo Bonì, Assessore all’Agricoltura

•          Michela Silvia, Presidente della Pro Loco di Pantelleria

•          Italo Cucci, Presidente del Parco Nazionale Isola di Pantelleria

•          Carmine Vitale, Direttore pro tempore del Parco Nazionale

•          Davide Emma, Tecnico Agronomo del Parco

•          Nino Sutera, Coordinatore della Rete Nazionale Borghi GeniusLoci De.Co.

 

Gli interventi, molto apprezzati dal pubblico, hanno contribuito a delineare una visione condivisa di sviluppo fondata sulla tutela attiva del patrimonio materiale e immateriale, così come gli interventi dalla platea di  Salvatore Murana   e la Presidente di Pantelleria Enoica Caterina D’Ancona (12 piccoli produttori di vino ) e Giampaolo Rampini. 

 


Oltre il turismo: l’identità come infrastruttura culturale

Pantelleria compie oggi una scelta chiara: non limitarsi a raccontarsi attraverso il paesaggio, ma trasformare la propria identità in una leva culturale, economica e politica.

È in questa prospettiva che nasce la prima edizione di Genius Loci dell’Elaio-Enogastronomia di Pantelleria, iniziativa che inserisce l’isola al centro del dibattito contemporaneo sul valore identitario del cibo mediterraneo, anche nel quadro della candidatura della cucina italiana a patrimonio UNESCO.

Il progetto – sostenuto dall’Assessorato regionale all’Agricoltura, dal Comune, dal Parco Nazionale e dalla Pro Loco, insieme alla rete Idimed – interpreta l’enogastronomia non come semplice attrattore turistico, ma come infrastruttura culturale del territorio.


Un laboratorio identitario mediterraneo

Pantelleria si conferma un autentico laboratorio identitario: un luogo in cui storia, ambiente e cultura materiale si fondono in un equilibrio costruito nei secoli. Dalla vite ad alberello al dammuso, dal giardino pantesco ai sistemi di raccolta dell’acqua, ogni elemento racconta un adattamento intelligente e profondo tra uomo e natura.

In questo contesto, l’identità territoriale si afferma come valore non replicabile: un patrimonio da custodire e trasmettere, capace di generare sviluppo sostenibile senza tradire le proprie radici.


Un futuro fondato sulla consapevolezza

Con questo percorso, l’amministrazione guidata dal sindaco Fabrizio D’Ancona avvia una nuova fase di governance territoriale, dotandosi di strumenti capaci di tutelare non solo prodotti e paesaggi, ma soprattutto saperi, pratiche e memoria collettiva.

Pantelleria lancia così un messaggio chiaro: il futuro dei territori non risiede nell’imitazione di modelli esterni, ma nella capacità di riconoscere, valorizzare e rendere vivo il proprio Genius Loci.

Perché l’identità, quando è autentica, non si replica. Si custodisce. E si tramanda.