martedì 5 febbraio 2019

I Borghi GeniusLoci De.Co. nei distretti del cibo, nell'Anno del turismo lento




 I Distretti del cibo, 
i nuovi strumenti, previsti dalla legge di bilancio per garantire ulteriori risorse e opportunità per la crescita e il rilancio a livello nazionale di filiere e territori  e hanno molte affinità con il percorso 
Borghi GeniusLoci De.Co.
In questa prospettiva vengono definiti come Distretti del cibo:
- i distretti rurali e agroalimentari di qualità già riconosciuti o da riconoscere;
- i distretti localizzati in aree urbane o periurbane caratterizzati da una significativa presenza di attività agricole volte alla riqualificazione ambientale e sociale delle aree;
- i distretti caratterizzati dall'integrazione fra attività agricole e attività di prossimità.
- i distretti biologici.
Per garantire lo sviluppo di tutto il territorio e non solo delle singole filiere, i nuovi Distretti opereranno attraverso programmi di progettazione integrata territoriale.
Il riconoscimento dei Distretti viene affidato alle Regioni  che provvedono a comunicarlo al Mipaaf presso il quale è istituito il Registro nazionale dei Distretti del Cibo, disponibile sul sito del Ministero. Per il rilancio del settore e per il sostegno ai distretti sono stati stanziati 5 milioni di euro per il 2018 e 10 milioni a decorrere dal 2019.
C'è bisogno di un salto di qualità nella gestione delle politiche del cibo per far sviluppare ancora i nostri territori.   L'esperienza dei distretti   va rilanciata e rafforzata, perché a tutela delle imprese agricole vanno costruiti rapporti più stretti nelle filiere e servizi che guardino a tutto il territorio nel suo complesso. Vuol dire mettere insieme imprese, cittadini, associazioni, istituzioni per realizzare obiettivi comuni. È una scelta innovativa, che consente al nostro Paese di guardare allo sviluppo locale e alla tutela del paesaggio con un approccio nuovo. Penso al tema del rapporto tra città e agricoltura, alla più stretta collaborazione tra realtà agricole e attività di prossimità, a partire dai mercati contadini, dall'integrazione col turismo fino ai distretti del biologico, dove la sostenibilità diventa leva di competitività anche fuori dai confini strettamente agricoli. Per la prima volta facciamo una scelta di sostegno chiara, con risorse certe e pluriennali, che aiuteranno lo sviluppo dei progetti. Nell'anno nazionale del cibo italiano e dopo Expo, mettiamo un altro tassello centrale per dare forza al Made in Italy agroalimentare".




I distretti del cibo hano molte affinità con l’ormai consolidati    Borghi GeniusLoci De.Co.,  che  mirano a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l'essenza, l'identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi. Obiettivo del Percorso GeniusLoci De.Co. è recuperare l’identità di un luogo, attraverso anche le valorizzazione delle produzioni di eccellenza e delle tradizioni storiche e culturali dello stesso, al fine di ottimizzarne la competitività.

Il percorso innovativo “Borghi Genius Loci De.Co.”, attraverso il quale si intende incrementare il turismo enogastronomico puntando sulla spiccata tipicità delle pietanze ereditate dalle antiche tradizioni locali, in grado di esprimere l’essenza più autentica e di “raccontare” la storia di un territorio finalizzato a rafforzare l’identità del territorio attraverso l’esaltazione delle rispettive peculiarità gastronomiche, sulla base dell’assunto che una pietanza non serve solo a soddisfare l’appetito ed a fornire all’organismo apporti calorici e nutrizionali, ma riesce anche a “raccontare” la cultura, i valori e le tradizioni dell’ambiente in cui la si cucina e, prima di tutto, la si “pensa”.

martedì 29 gennaio 2019

IL PRIMARIO VENETO CRESCE, SFIORATI NEL 2018 I 6,5 MLD/EURO




Presentato da Veneto Agricoltura il Report con le prime valutazioni sull’andamento dell’agroalimentare veneto nel 2018. Il vitivinicolo spinge la produzione lorda agricola regionale a 6,4mld/€, +8% sul 2017. In generale il primario tiene bene, con i soliti alti e bassi: male cereali autunno-vernini, barbabietole e colza; bene soia e girasole. Colture orticole in chiaroscuro; frutticole, ok mele e kiwi. Stabile la produzione di latte, bene i formaggi, carne in altalena.



“L’agricoltura sottostà all’andamento meteo delle stagioni, che non sempre è favorevole, ma negli ultimi anni si ritrova a fare i conti anche con i cambiamenti climatici. Ciò nonostante, il valore complessivo della produzione lorda agricola veneta nel 2018 sfiora i 6,4 miliardi di euro (6,393), in deciso aumento rispetto all’anno precedente (+8%)”. L’Assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan, intervenuto oggi alla conferenza stampa di presentazione delle prime stime elaborate da Veneto Agricoltura sull’andamento del settore agroalimentare regionale nel 2018, rimarca questo importante traguardo, sottolineando che la Regione si pone costantemente al fianco degli agricoltori, cercando le soluzioni più adeguate alla crescite delle loro aziende, anche attraverso le misure del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, per il quale il Veneto risulta essere la prima Regione in Italia per pagamenti effettuati.

Da parte sua, il Direttore dell’Agenzia regionale, Alberto Negro, nel ricordare l’importanza dei Report agroalimentari elaborati ogni anno da Veneto Agricoltura, strumenti essenziali per la programmazione dell’attività degli imprenditori agricoli, ha evidenziato che la buona performance raggiunta nel 2018 dall’agroalimentare veneto è legata ad una serie di fattori quali, innanzitutto, l’aumento delle quantità prodotte di numerose colture (uva su tutte), mentre l’andamento dei prezzi di mercato ha inciso in maniera positiva sul valore delle colture erbacee e ha influito negativamente sulle coltivazioni legnose e sugli allevamenti.

Il Report 2018, illustrato da Alessandra Liviero del Settore Economia e Mercati di Veneto Agricoltura, fornisce come ogni anno a gennaio le prime valutazioni sull’andamento del settore agroalimentare veneto nell’anno che si è appena concluso, in attesa del Report definitivo che come sempre viene presentato alla vigilia dell’estate. Vediamo più in dettaglio le dimensioni del settore le performance raggiunte dai diversi comparti.

Imprese

Al terzo trimestre 2018, le imprese venete attive si attestano a 63.422 unità (-0,7%), un dato in linea con l’andamento del settore nazionale, che registra anch’esso una lieve diminuzione (-0,4%). La flessione ha riguardato esclusivamente le ditte individuali (51.834 unità), in calo dell’1,6%, ma che costituiscono ancora l’81,7% del totale delle imprese agricole venete. In aumento invece tutte le forme societarie. In calo dello 0,2% anche il numero di imprese del comparto alimentare veneto, mentre a livello nazionale si registra una sostanziale stabilità.

Occupati

Nello stesso periodo del 2018 preso in considerazione, si evidenzia un deciso decremento degli occupati agricoli a livello regionale, scesi del -9,5% rispetto allo stesso periodo del 2017. Si tratta di una perdita degli addetti in controtendenza rispetto alla media italiana (+1,1%). In diminuzione sia gli occupati indipendenti (-12,5%) che dipendenti (-3,3%).

Import/Export

Per quanto riguarda il commercio con l’estero, il deficit della bilancia commerciale veneta è rimasto sostanzialmente sugli stessi livelli del 2017, con un saldo negativo attestatosi a circa 318 milioni di euro, in leggera flessione (-1%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Di fatto, risultano praticamente invariate anche le importazioni e le esportazioni: le prime si mantengono a circa 5,3 miliardi di euro (+0,2%), mentre l’export si conferma di poco inferiore ai 5 miliardi di euro (+0,3%).

Cereali

Andamento climatico sfavorevole per i cereali autunno-vernini per l’elevata piovosità nei mesi di marzo e maggio e scarsità di acqua e temperature elevate ad aprile con conseguente diminuzione delle rese ad ettaro (-12% per il grano tenero, -10% per il grano duro). È andata meglio per il mais che ha visto un aumento delle rese del 11%, ma il calo degli investimenti del 15% ha comunque comportato una perdita di produzione del 6%.

Colture industriali

Relativamente alle colture industriali, la soia segna una resa in aumento del +20% rispetto al 2017, anno particolarmente negativo in termini produttivi, nonostante la cimice asiatica e alcune anomalie dovute al caldo notturno nel mese di agosto. In aumento gli investimenti (+7%) e la produzione (+28%) a scapito del prezzo in flessione del 9%. Tutti segni negativi a due cifre per la barbabietola da zucchero (superficie -10%, resa -13%, produzione -21% e prezzo -14%), per la quale si intravede un recupero nel 2019 considerato l’aumento del prezzo internazionale dello zucchero e del sostegno comunitario accoppiato. Male anche il tabacco (-10% produzione, -5,6% rese), bene le colture energetiche, con il girasole che aumenta rese (+5%) e produzione (+28%) e la colza che si mantiene stabile nonostante rese in contrazione (-9%).

Orticole

L’andamento climatico ha favorito problemi fitosanitari anche per le principali colture orticole che hanno segnato rese negative con diminuzione della produzione per patata (127.400 t, -2%) e lattuga (-8%); in aumento la produzione di radicchio (134.400 t, +8%) in virtù di un incremento della superficie (+4,7%) e delle rese (+3%). Annata negativa per le fragole, con riduzione degli investimenti e della produzione di oltre il 20%, nonostante rese e prezzi in aumento. Nel 2018 le superfici investite a orticole sono scese a circa 26.700 ettari, in calo del 3% rispetto all’anno precedente. Si stima che le orticole in piena aria, che rappresentano il 75% degli ortaggi coltivati in Veneto, possano attestarsi su circa 23.500 ettari (-4%), mentre le orticole in serra, stimate in circa 3.850 ettari, si riducono del -2,8%; in aumento le piante da tubero (3.270 ha, +5%).

Frutticole

Annata climatica tutto sommato favorevole per le frutticole, che ha permesso un incremento delle rese e della produzione di mele (291.000 t, +24%) e di kiwi (57.400 t, +46%) anche se al di sotto dei livelli standard considerati normali per le colture. Le condizioni meteo hanno, invece, creato problemi fitosanitari per ciliegio, pesco-nettarine e pere (queste ultime particolarmente colpite dalla Cimice asiatica), portando a cali consistenti di rese e produzione. A parità di superficie, la resa del pero è scesa del -5% e la produzione del -6%, mentre le pesche-nettarine hanno visto ulteriormente ridursi la superficie dedicata (-16%), con conseguente flessione della produzione (-18%).

Vitivinicoltura

Annata eccezionale per la vitivinicoltura, agevolata da un andamento climatico altalenante, ma tutto sommato favorevole, che ha portato la produzione di uva a 16,4 milioni di quintali raccolti (+48,9% rispetto alla scarsa vendemmia del 2017). Il vino prodotto si stima essere pari a quasi 13,4 milioni di hl (+40,1% rispetto al 2017). La superficie vitata regionale è aumentata nel corso del 2018 fino a 94.414 ettari (+3,4%). Il prezzo delle uve registrato nel 2018 risulta essere pari a 0,63 €/kg. Continua ad andare a gonfie vele l’export di vino veneto con un valore di esportato, nel periodo gennaio-settembre 2018, di circa 1,58 miliardi di euro, in rialzo del +3,4%.

Zootecnia

Per quanto riguarda il settore zootecnico, la quantità di latte prodotta dovrebbe attestarsi a 1,18 milioni di tonnellate su base annua, in linea con la produzione 2017 (+0,6%). Il prezzo del latte crudo alla stalla ha tenuto in Veneto, con una media annua pari a 36,05 euro/100 l. In aumento le produzioni dei principali formaggi. All’aumento delle macellazioni di capi di allevamenti veneti del +2,7% è corrisposto un andamento leggermente sfavorevole del mercato (-1,5%). La disponibilità interna e il modestissimo incremento dei consumi non hanno favorito nemmeno le importazioni di carne fresca bovina, diminuita in quantità del -2,3% nei primi 9 mesi del 2018. Stabile la produzione di suini (+1,5%), ma con fatturato e prezzi in calo del 10%. Stagnante il consumo domestico di carne avicola che ha indotto ad una contrazione della produzione (-4%), ma prezzi in aumento del 2,7%. Crolla la produzione di conigli (-22%) e il fatturato del settore, di cui il Veneto è leader a livello nazionale. Annata sfavorevole per le uova il cui mercato segna una contrazione dei prezzi del 4,5%.

Pesca

Continua ancora la fase di calo della produzione della pesca marittima sbarcata nei mercati ittici regionali che segna un ulteriore -12% rispetto all’anno precedente. Nel 2018 il settore dei molluschi bivalvi di mare continua invece la risalita dei volumi pescati segnando un +64,3% sul 2017. Sostanzialmente stabili flotta e imprese.

lunedì 14 gennaio 2019

Il mare d'inverno


Sdraiarsi sulla sabbia del mare d’inverno, aprire le mani al sole e lasciare evaporare l’identità (Fabrizio Caramagna)
Il mare d’inverno può essere considerato una vera e propria medicina naturale. Se è vero, che è la meta più ambita per le vacanze estive, non bisogna sottovalutare il fascino e le suggestioni che riesce a regalarci durante i mesi più freddi. 

Il lungomare solitario, qualche barca rimasta nel litorale, i gabbiani in cerca di cibo e quel magnifico silenzio che ci mette a contatto con la natura. Andare al mare d’inverno non è triste, è magico.
L’atmosfera deserta, con le attività commerciali chiuse, ci riportano agli albori, alla distesa blu sconfinata in cui si vede l’orizzonte e lo si può osservare senza essere disturbati dal suono dei clacson o dal chiacchiericcio della gente.
Ma andare al mare d’inverno porta anche tantissimi benefici alla salute, vediamo quali.
Lo iodio è un aerosol naturale
Grazie allo iodio e alla salsedine, il mare migliora la respirazione grazie a una sorta di aerosol naturale che contiene sali come cloruro di sodio e di magnesio, calcio, potassio, bromo e silicio e l’acqua di mare. Fate un bel po' di respiri sul litorale per sentirvi subito meglio!
Il blu rilassa gli occhi
Il blu è il colore del relax per eccellenza, non a caso viene consigliato per ambienti come la camera da letto e le camerette dei bambini. Secondo la cromoterapia, il blu rappresenta la calma, ha un effetto rilassante, che induce alla riflessione e all’armonia. E dove osservarlo se non nel mare sconfinato?
Il suono e il movimento delle onde rilassano corpo e mente
Il ritmo delle onde può essere associato alla percezione delle emozioni. Il mare aumenta il nostro stato di calma e di benessere e il perché ha una spiegazione scientifica: le onde del mare generano ioni negativi che producono alterazioni molecolari nel nostro corpo e provocano sensazioni di pace e equilibrio.
Rende la mente lucida e creativa
L’acqua ci riporta al nostro stato naturale per cui stimola il nostro cervello. Se ci fate caso, sono tantissimi che vanno in spiaggia proprio quando devono sviluppare un nuovo progetto o prendere una decisione importante. Provateci!
Stimola il sistema immunitario
Il mare rafforza le difese dell’organismo e il sistema immunitario perché grazie all’assorbimento degli oligoelimenti presenti nell’acqua che dei sali marini, si ripristina l'equilibrio del corpo. Chiaramente in inverno non dovrete farvi un bagno nell'acqua gelida, basta bagnarsi leggermente le mani o per i più impavidi i piedi. 
Migliora l'umore e diminuisce lo stress
Sabbia e mare sono ottimi strumenti per staccare la spina dalla quotidianità e diminuire così i livelli di stress che ogni giorno accumuliamo. Sarebbe bene a questo scopo evitare di portare in spiaggia, o quanto meno di stare costantemente incollati, a smartphone e tablet per godere al meglio dei benefici dell’ambiente sul sistema nervoso. Ottimo anche passeggiare, nei nostri piedi tra l’altro vi sono migliaia di terminazioni nervose e camminare sulla sabbia è un sistema per stimolarle compiendo un vero e proprio massaggio.
Calma l’ansia
Il rumore del mare è molto benefico per il nostro sistema nervoso. Ascoltare le onde che si infrangono sulla riva può effettivamente calmare l’ansia e cullarci in uno stato rilassato che permette il rilascio di dopamina e serotonina.


martedì 8 gennaio 2019

Per il Veneto è il momento di definire le priorità del sistema agricolo


Per il Veneto è il momento di definire le priorità del sistema agricolo
“Dimenticare come zappare la terra e curare il terreno, significa dimenticare se stessi. (Mahatma Gandhi)


Il settore primario in Veneto conta oltre 100mila aziende agricole, di cui 63mila iscritte alla Camera di commercio, che gestiscono 800mila ettari di superficie agricola coltivabile e che nel 2017 hanno realizzato una produzione lorda di poco superiore ai 6 miliardi di euro e che, anche negli anni delle crisi, ha continuato a tenere alta l’asticella delle esportazioni. Il Veneto è leader in Italia per produzioni di qualità, come risulta dall’ultimo rapporto Ismea – Qualivita 2018 che colloca la nostra regione al primo posto per numero di DOP, IGP e STG. Sono 91 i prodotti registrati a marchio europeo, a testimonianza della specializzazione e capacità produttiva dell’agroalimentare veneto, oltre che del talento e tenacia nei nostri produttori. Certo, un ruolo importante è giocato anche dall’efficacia di politiche di sostegno e di accompagnamento dedicate alle filiere. Ma incombono nuove sfide, dettate dal cambiamento climatico, dalla necessità di maggiore sostenibilità ambientale, dalla competitività e distribuzione del valore, dall’innovazione, dall’occupazione giovanile e dalle possibilità di sviluppo dei territori rurali: sfide che ci impongono nuove strategie e nuovi strumenti per individuare soluzioni.
Per fare questo, abbiamo dato il via ad un percorso di ascolto e confronto con oltre 300 sigle che rappresentano il mondo agricolo e rurale veneto. La Conferenza Regionale dell’Agricoltura Veneta si è aperta a Padova con il seminario introduttivo al quale seguiranno la consultazione online, una fase di approfondimento scientifico e la giornata conclusiva. Penso che tutti siamo consapevoli del ruolo e delle risorse a disposizione della Regione e sappiamo che sono limitate, per questo è imperativo condividere il quadro di analisi per orientare gli sforzi possibili verso ciò che è veramente prioritario. La grande consultazione, equiparabile ad una sorta di ‘stati generali’ del settore primario, proseguirà online sino al 31 gennaio, raccogliendo osservazioni e contributi  
Le tappe successive del percorso prevedono l’analisi dei dati raccolti dalla consultazione. Saranno valutati e utilizzati per redigere il documento che conterrà le indicazioni date dal partenariato per orientare le scelte dell’agricoltura veneta verso il 2030.
Prima di salutarvi voglio augurare a tutti Voi e alle Vostre famiglie un sereno Natale e un felice Anno nuovo, condividendo con voi questa frase che a me è piaciuta molto: “Dimenticare come zappare la terra e curare il terreno, significa dimenticare se stessi. (Mahatma Gandhi)
Giuseppe Pan
Assessore all’Agricoltura Caccia e Pesca

sabato 5 gennaio 2019

Rassegna dei prodotti identitari, nell’ambito del percorso Menfi, Borgo GeniusLoci De.Co

Il 2019 si apre con una tappa fondamentale del percorso Menfi Borgo GeniusLoci De.Co. con la rassegna e degustazione di alcuni dei prodotti identitari
All'Associazione «le Signore della Cucina menfitana» da sempre impegnata  nella difesa delle identità territoriale  è stato conferito il riconoscimento di Custode dell’ Identità  Territoriale   del percorso Borghi  GeniusLoci De.Co. 

Un iniziativa straordinaria di educazione alimentare, con l'obiettivo di recupero  e valorizzazione dell’identità territoriale, ha affermato il Sindaco Arch. Marilena Mauceri,    grazie anche al lavoro dell’Associazione Culturale “le Signore della cucina menfitana” e al supporto della Libera Università Rurale.Sono contenta di rappresentare una comunità coesa e laboriosa,   ha concluso il Sindaco.

                     Il vero valore del prodotto, sta nella storia narrante della tradizione identitaria, diversamente siamo in presenza solo di un mero prodotto commerciale, prodotto spesso a qualche migliaio di Km di distanza,  ma senza gli ingredienti indispensabili dell'unicità e della specificità: Territorio, Tradizioni, Tracciabilità, Trasparenza e Tipicità,  insomma prive di  anima,storia e identità, senza GeniusLoci. ha affermato Nino Sutera.


Il nostro obiettivo è accompagnare la valorizzazione dei simboli della nostra terra, il profumo del nostro mare, uniti alle bellezze ambientali. In questo percorso, chef, gastronauti, giornalisti, sommelier, associazioni,  intenditori e appassionati, sono partners privilegiati, candidati ideali a divenire Custodi dell’identità territoriale.In questo contesto,  l’Associazione Culturale «le Signore della Cucina menfitana»  è stato conferito il riconoscimento di Custode dell’ Identità  Territoriale.

    
 Borghi GenusLoci De.Co. “Denominazione Comunale” è un Percorso culturale per la salvaguardia, la valorizzazione e la promozione dell’identità dei luoghi, con le prelibatezze e le unicità dei territori, l'iniziativa che si è svolta a Menfi al Palazzo Pignatelli rappresenta una  delle tappe del percorso.
 Il percorso ideato  Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus  che ne detiene la proprietà intellettuale, è adottato da tante Amministrazioni Comunali. Inserito tra gli esempi virtuosi del -FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO- “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori” Il format è stato presentato: * Poster Session del Forum P.A. di Roma; * VALORE PAESE economia delle soluzioni, organizzata da ItaliaCamp a Reggio Emilia; * Premio nazionale Filippo Basile dell’AIF · XXVI Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Formatori di Palermo e non per ultimo all’EXPO2015 di MILANO. 
Francesca LiCastri e Liboria LoBrutto  dell’Associazione Culturale “le Signore della cucina menfitana” hanno  narrato i piatti in rassegna, elaborati e selezionati dopo una attenta analisi storica, molto apprezzati durante la degustazione da una platea  attenta di intenditori. 
CAPOLATA
Piatto antico che risale al secolo XVIII e XIX, proveniente dalla cucina dei MONSU’, parola che deriva dal francese Monsieur.  Appellativo dato anticamente in Sicilia ai cuochi professionisti provenienti dalla Francia, perché a capo delle cucine aristocratiche siciliane, in un epoca d’influenza gastronomica francese, niente più di un titolo francesizzante pareva premiare l’eccellenza, anche se essi di solito non lo erano.
Dall’Ottocento ad oggi la Capolata è stata tramandata da generazione in generazione nel nostro territorio da alcune famiglie di Menfi, ma poco conosciuta  


Cuddrureddri d’imprescia 
Dolci  a forma di collare o braccialetto dal nome difficile da pronunciare. Prodotto caratteristico, consueto e frequente, realizzato in fretta e furia, ovvero d’imprescia, poiché non necessita di lievitazione e dev’essere lavorato prima che si raffreddi. Il nome deriva dalla forma che si dà all’impasto..


 Ovu ‘ncannulatu
L’ovu ‘ncannulatu è un dolce antichissimo. Era il dolce delle famiglie “burgisi” (appartenenti alla borghesia). Il dolce di semplice  realizzazione, poiché gli ingredienti erano ciò che si produceva nelle famiglie contadine, uova e ricotta.


Pani di casa con lievito madre
La magia del lievito madre fu “desacralizzata” da Louis Pasteur il quale scoprì che a provocare la fermentazione erano microrganismi viventi. Ancora oggi viene usato per il pane fatto in casa a mano, ma anche pizza, dolci e focacce. Il prodotto è  l’emblema della  teoria del GeniuLoci. Il pane fatto con farina di grano duro autoctono, molito a pietra, rigorosamente in forno a legna, assumeva e assume, un gusto e un sapore  diverso da luogo a luogo, proprio grazie alla specificità e alla magia del lievito madre e all’anima dei luoghi.

I prodotti identitari assumono rilevanza per valorizzare la nostra storia, con un forte legame e radicamento con il territorio, custodiscono infatti l’eredità di un sapere antico tramandato di generazioni in generazioni, espressione diffusa della nostra identità e tradizione locale.
"Il percorso Borgo GeniusLoci DeCo.  non è per solo nostalgici,  ".......c'era una volta" ma al contrario per i futuristi.Il futuro  infatti, possiede le radici del nostro vissuto e gli elementi del nostro quotidiano."





giovedì 3 gennaio 2019

2019 Anno del turismo lento.



Tante le iniziative nei  Borghi GeniusLoci De.Co. 
dai distretti del cibo,  alle donne del borgo, 
con custodi,ambasciatori e leader&leader
I Borghi GeniusLoci De.Co. puntano sui prodotti identitari, un piatto, un dolce, un sapere, un evento, etc. con il quale una comunità si identifica, per elementi di unicità e caratteristiche identitarie.

 Il valore del prodotto, sta nella storia narrante della tradizione identitaria, diversamente si tratta solo un mero prodotto commerciale, a volte anche ottimo, ma senza gli ingredienti indispensabili di anima,  storia e identità, senza Genius Loci.

Le produzioni locali assumono  una notevole rilevanza per valorizzare la nostra identità, con un forte legame e radicamento con il territorio. I prodotti identitari custodiscono infatti l’eredità di un sapere antico tramandato di generazioni in generazioni, espressione diffusa della nostra identità e tradizione locale.
I Distretti del cibo, i nuovi strumenti, previsti dalla legge di bilancio per garantire ulteriori risorse e opportunità per la crescita e il rilancio a livello nazionale di filiere e territori  e hanno molte affinità con il percorso Borghi GeniusLoci De.Co.
Il percorso Borghi GeniusLoci De.Co.,   mira a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l'essenza, l'identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi. Obiettivo del Percorso GeniusLoci De.Co. è recuperare l’identità di un luogo, attraverso anche le valorizzazione delle produzioni di eccellenza e delle tradizioni storiche e culturali dello stesso, al fine di ottimizzarne la competitività.
Il 2019 sarà all'insegna di itinerari lenti, intelligenti e sostenibili, in un unicum che lega anche il percorso dei Borghi geniusLoci De.Co. caratterizzati dal     2016    Anno nazionale dei cammini, il 2017 dei borghi e il 2018 del cibo italiano, il 2019 è infatti l'anno del turismo lento. Un turismo,  dedicato a chi vuole viaggiare in   a passo lento, alla ricerca dell’unicità e degli elementi identitari dei Borghi
Un ulteriore modo per valorizzare i territori italiani meno conosciuti dal turismo internazionale e rilanciarli in chiave sostenibile favorendo esperienze di viaggio innovative. A cominciare dai treni storici a alta panoramicità, agli itinerari culturali, ai cammini, alle ciclovie, ai viaggi a cavallo.

  Investire sul turismo sostenibile sia una strategia di sviluppo che ha come fine la tutela e la riproposizione innovativa di luoghi, memorie, conoscenze e artigianalità che fanno del nostro Paese un luogo unico: un circuito di bellezza straordinariamente diffuso lungo tutto il suo territorio fisico, e lungo un arco di secoli di civiltà.  

giovedì 27 dicembre 2018

Lo sviluppo locale integrato e sostenibile


Dario Costanzo
  Responsabile di Piano G.A.L. I.S.C. MADONIE

Il nostro è proprio un mondo all’incontrario.Nel nostro immaginario collettivo aspiriamo tutti a vivere in un ambiente pulito, sano, bello ma poi lo riempiamo di rifiuti non degradabili, costruiamo sul letto dei torrenti e vorremmo costruire dove ci pare e quanto ci piace, senza sottostare ad alcuna regola urbanistica o di sicurezza.

                      Amiamo i nostri figli più della nostra stessa vita, e pensiamo che un bambino in salute sia un bambino grassoccio; per questo motivo lo nutriamo a dismisura, dandogli molte più calorie di quelle di cui in effetti ha bisogno.
Li facciamo giocare seduti alla scrivania con play station e videogiochi, dotandoli di telefonini sempre più performanti ma poi, un po’ per moda, un po’ perché ce lo dicono i medici, li iscriviamo in palestra per perdere peso. Naturalmente li accompagniamo in palestra in macchina, salvo poi farli sedere su biciclette statiche, cioè senza ruote; usciti dalla palestra li accompagniamo al catechismo in macchina, da Mc Donald’s in macchina e l’indomani, naturalmente, a scuola in macchina.
Gli mettiamo nello zaino merendine piene di grassi, zuccheri e conservanti, ma poi ci preoccupiamo se diventano “sovrappeso”, se non addirittura “obesi” perché sappiamo (lo abbiamo letto sulle riviste) che l’obesità infantile predispone all’obesità in età adulta e lo sappiamo (lo abbiamo letto sulle riviste) che l’obesità in età adulta predispone a malattie cardiocircolatorie, dismetaboliche, oncologiche … e chi più ne ha più ne metta.
Una volta raggiunta l’età da marito (come si usava dire una volta), portiamo le ragazzine dal dietologo e dall’estetista, perché le vogliamo più sane e più belle, come quelle delle riviste.
Per assicurare loro un futuro dignitoso, li facciamo studiare sino alla laurea, preparandoli a fare professioni che non hanno più alcuna possibilità di affermarsi, almeno in Italia, e poi ci lamentiamo se loro ci lasciano per andare a vivere all’estero e se non troviamo più un idraulico, un falegname o un calzolaio.
Compriamo automobili tedesche, motociclette giapponesi, elettrodomestici olandesi, computer coreani, abiti cinesi, giocattoli vietnamiti e tortellini emiliani, salvo poi a lamentarci che in Sicilia non c’è lavoro.
Ci arrabbiamo se non ci sono più concorsi alla Regione, perché vorremmo per i nostri figli un posto da impiegato, ben pagato e possibilmente con poche responsabilità.
Naturalmente ho un po’ esagerato, anche se un fondo di verità esiste in tutto quello che ho detto.
Se questa realtà non ci piace, proviamo a cambiarla; proviamo ad immaginare un nuovo stile di vita, una nuova “dieta”, nel senso etimologico del termine greco.
Proviamo a pensare che la crescita economica non può essere infinita, che le risorse del nostro pianeta sono limitate, che molti dei problemi attuali sono derivati da una pessima distribuzione delle risorse, sia in campo nazionale che, ancor di più, in campo internazionale.
Un gruppo di esaltati, al quale appartengo, pensano che invertendo la rotta si possa tentare di vivere meglio. Per questo motivo immaginano un modello di sviluppo non più dirigista, ma condiviso dal basso (i più colti lo chiamano Approccio Leader o Approccio Bottom – up). Alcuni di questi esaltati lavorano dentro strutture che prendono nomi strani (G.A.L., G.A.C.).
Questo nuovo modello di sviluppo pensa che 7.000 anni di storia dell’uomo sulla terra abbiano qualcosa da insegnarci. Essi pensano che l’equilibrato rapporto uomo-natura abbia selezionato frutti che magari non saranno tutti tondi, grandi e colorati, ma certamente ci possono accompagnare lungo tutta la stagione con una maturazione di tipo scalare, per nutrirci tutto l’anno senza ricorrere a conservanti chimici. Riscopriamo quindi la biodiversità.
In merito alla composizione della Dieta alimentare, essi pensano che sia necessario mettere alla base della piramide alimentare: attività fisica regolare, poi pane, pasta, riso e altri cereali possibilmente integrali, frutta, legumi, verdure e grassi derivanti esclusivamente dall’olio d’oliva. Salendo troviamo, in quantità inferiori, latte e latticini, pesce, carne bianca, uova, dolci e carne rossa (una volta al mese).
Gli esaltati di cui sopra pensano che l’utilizzo di questi prodotti e la loro corretta composizione nella dieta andrebbero estesi alle mense collettive (ad esempio quelle scolastiche) ed a quelle individuali (ad esempio quelle dei ristoranti italiani).
La produzione di tali cibi, utilizzati in sempre maggiore quantità, pensano che potrebbe portare uno sviluppo dell’agricoltura mediterranea, possibilmente biologica ed eco-compatibile, con evidenti ripercussioni di ordine sociale ed economico.
Proviamo insieme, se ci crediamo, a pensare ad un modello di sviluppo basato non più su industrie automobilistiche, raffinerie di petrolio e trivelle, quanto piuttosto su una agricoltura moderna ma sostenibile, multifunzionale legata alla valorizzazione delle nostre identità locali.Se riusciremo in questo intento, vivremo certamente un po’ più felici, sicuramente più sani e probabilmente più belli, nella consapevolezza che la BELLEZZA salverà il mondo.



martedì 18 dicembre 2018

“Le mamme del borgo” di Motta Camastra.


 Motta Camastra, Borgo GeniusLoci De.Co. 
con 
“Le mamme del borgo”  
 il primo ristorante di cucina diffusa in Sicilia.


Recentemente il Comune ha avviato
 l'iter del Borgo  GeniusLoci De.Co. 

  Al francese “terroir”, preferiamo il latino “genius loci”, un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile. Il percorso Borghi  GeniusLoci De.Co.,   prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)-Tracciabilità e Trasparenza, che rappresentano la vera componente innovativa, da condividere con il territorio e per il territorio. Si tratta di un percorso che vuole salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, la quale tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. 




  E’ un pasto itinerante, divertente ed originalissimo, quello proposto da Le mamme del borgo Motta Camastra (Me), delizioso paesino arroccato sulla valle che si affaccia sulle spettacolari Gole del fiume Alcantara. E’ il primo ristorante di cucina diffusa in Sicilia,   sapori tipici siciliani cucinati in casa e gustati direttamente tra le vie del borgo.


“Le mamme del borgo” sono una dozzina di signore “mutticiane” che hanno messo a frutto l’esperienza già sperimentata durante l’annuale e genuina “Festa della noce” (di cui Motta Camastra va fiera),   oltre agli stand dove vengono venduti i migliori frutti delle campagne locali o prodotti di artigianato prezioso, le mamme cucinano i piatti tipici per farli gustare ai turisti direttamente sulla porta di casa, nelle cantine, nei vicoli. A pranzo o a cena, in giorni stabiliti.

L’aspetto unico e curioso è che ci si sposta da un tavolo all’altro a seconda delle portate, sempre ottime e abbondanti, per cui la breve passeggiata accompagnati da ragazze del posto e bambini è molto gradita, anche per smaltire.
Ma soprattutto, si chiacchiera, si socializza e si fa amicizia con le mamme e con gli altri commensali, tra cui molti stranieri.
Nel frattempo, si scoprono angoli del borgo bellissimi e poetici, con viste impagabili sulla Valle dell’Alcantara e sull’Etna.

Motta Camastra, che da lontano sembra una rondine incastrata tra le rocce, è famosa anche per essere stata uno dei set cinematografici del film di Francis Ford Coppola “Il Padrino”.
Qui si vive fino in fondo l’atmosfera vera di un luogo che non ha ancora perso il legame più genuino e sacro con la terra e le tradizioni.
Oltre agli aspetti gastronomici, è davvero esemplare  lo spirito d’iniziativa e intraprendenza di queste pioniere.
A Motta Camastra da un po’ di anni ha chiuso l’unico ristorante esistente, ma le mamme hanno trovato il modo di soddisfare lo stesso i palati dei turisti consentendo loro di vivere una vera esperienza di condivisione. Ma soprattutto hanno creato occupazione.
In un territorio che potrebbe essere floridissimo ma è depresso, dove il lavoro non c’è (o se c’è è per pochi euro e in nero, soprattutto per le donne), le vie obbligate sembrano essere solo la rassegnazione o la fuga.
E’ sempre da premiare, perciò, chi inventa strade nuove, chi assume dei rischi, con coraggio e creatività.

Scoprire l'identità territoriale attraverso colture, produzioni e tecniche agricole, usi, costumi, storia, tradizioni, biodiversità, culture e identità materiali e immateriali, di luoghi e territori. Il paesaggio agricolo è luogo di accumulo stratificato di beni materiali e immateriali, è stato capace di generare opere d'arte e di influenzare le scelte architettoniche ed urbanistiche;

usare i cinque sensi, vedendo, annusando, gustando prodotti autoctoni che permette di conoscere i territori;
risalire la filiera produttiva agricola e gastronomica, scoprendo il sapere artigianale che ne sta alla base, le materie prime proprie del territorio, il contesto storico e geografico che ha determinato la nascita di una tecnica produttiva e un piatto specifici, lo spirito culturale all'interno del quale, un prodotto e un cibo, non sono solo qualcosa da mangiare, ma simbolo e promotore di un territorio e del suo paesaggio. Il paesaggio, estrema sintesi tra storia e geografia, fondamentale archivio delle nostre vicende umane e di popolo, matrice della nostra identità, che non è solo un valore estetico, prezioso, ma anche racconto del nostro grado di cibiltà che si aggiorna e muta continuamente;