domenica 11 agosto 2019

SantaMargheritaBelice è un Borgo GeniusLoci De.Co.


Le De.Co. non sono un marchio 
Pubblico delle grandi occasioni all'Audizione Pubblica di presentazione.
 Il percorso Borghi  GeniusLoci De.Co.,è un percorso della Libera Università Rurale,   prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)-Tracciabilità e Trasparenza, che rappresentano la vera componente innovativa, da condividere con il territorio e per il territorio. Si tratta di un percorso che vuole salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, la quale tende ad omogeneizzare prodotti e sapori.

Per questo le  siringate di ricotta  rappresentano  un concentrato della tradizione identitaria di Santa Margherita Belice, con il quale la comunità si identifica per elementi di unicità e caratteristiche identitarie, può  essere considerata come una vera e propria attrazione turistica capace di muovere un target di viaggiatori che la letteratura internazionale definisce “foodies” viaggiatori sensibili al patrimonio culinario locale e non solo.
 La denominazione comunale (De.Co.) “Borghi Genius Loci” è un atto politico, nelle prerogative del Sindaco, che presuppone una conoscenza del passato, un’analisi del presente ed una progettualità riferita al futuro. Il tutto nell’ottica del turismo enogastronomico, che se ben congegnato e gestito, costituisce una vera e grande opportunità per lo sviluppo dell’economia locale, specie per le piccole comunità rurali, che nei rispettivi prodotti alimentari e piatti tipici hanno un formidabile punto di forza attrattiva nei confronti del visitatore.


«E’ proprio a tavola che si esprime quel “genius loci” che dà il nome all’iniziativa, e che preferiamo al corrispondente termine francese “terroir”:
«Illuminante, al riguardo, la definizione che il compianto Luigi Veronelli ha dato del “genius loci”: per il grande enologo, gastronomo e scrittore lombardo, esso è da intendere come “l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva”. Pertanto il Genius Loci si visita nel territorio e si assapora nel piatto».
La bellezza e l'unicità del paesaggio, gli insediamenti storici, la rigogliosa natura ha regalato diversi elementi attrattivi ereditati dalla tradizione ed in grado di affascinare i cosiddetti “viaggiatori del gusto”, ossia quei tanti turisti intelligenti e colti alla ricerca della buona tavola, non solo per apprezzarne le qualità gastronomiche, ma anche per l’intimo e profondo legame tra essa ed il territorio
L’effetto GeniusLoci è la capacità che deve avere un territorio, di « produrre », grazie al saper fare dell’uomo che possiede il gusto del territorio nel quale riconosce in modo permanente la singolarità ed il valore.







sabato 10 agosto 2019

..non una serata qualsiasi!


Venerdì 9 agosto  nella splendida location della borgata di Porto Palo di Menfi  si è svolta la
Cerimonia di consegna delle antologie "Il grande animo delle donne" edito da La Versiliana Editrice - Libera Associazione Poeti e Scrittori.

Una bella serata tra amici, ricca di emozioni e curata nei minimi dettagli.
L'evento organizzato dalla Consulta delle Donne del Comune di Menfi, ha visto la partecipazione dell’Amministrazione Comunale di Menfi con il Sindaco Marilena Mauceri, e gli assessori Nadia Curreri e Saverio Ardizzone,     è stato condotto brillantemente dalla prof.ssa Patrizia Buscemi Presidente della Consulta. A Seguire lo spettacolo "il Vino in una terra di mare"
Alla Consulta è stato conferito il riconoscimento di Custode dell’Identità Territoriale, da parte di Nino Sutera   Direttore della Libera Università Rurale. 
Mimma Augello, componete della Consulta, ha letto la lettera contenuta nell’Antologia indirizzata al Direttore della lurss.
<< A Nino 
“Sai, in questi giorni ho “studiato” ed ho riflettuto molto sulla presentazione della tua associazione e condivido pienamente quanto affermi. E' vero! Ci sono luoghi speciali dove il genius loci parla al cuore, entra nell'anima e ispira alla poesia, come Lerici con il suo golfo, dove Shelley e Byron hanno scritto pagine eterne. Ma è anche vero che il genius loci è la magia di un luogo in tutti i suoi aspetti! Io conosco poco il tuo territorio, ma sono rimasta affascinata dalla costa e dal mare cristallino che indubbiamente trasmette grandi emozioni. Mi ha conquistato la gente che ho incontrato per l'apertura e la disponibilità al dialogo ed ho provato sensazioni nuove a gustare i piatti tipici degustando ottimi vini. Sì posso proprio affermare che il genius loci che aleggia nel tuo territorio mi ha conquistato e non vedo l'ora di far scoprire questa magia anche ai soci della mia associazione e agli amici che vorranno accompagnarci in dicembre...... >>
 Un caro saluto
Giuseppina Morelli









venerdì 19 luglio 2019

Al via il progetto Abacus



Per l’innovazione sociale dei 

giovani siciliani

 Il programma  ABACUS   è stato  presentato il   17 luglio, ore 17:00, presso la Sala Bonsignore dell’Assessorato della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro (via Trinacria, 34), con la partecipazione tra gli altri di Antonio Grasso, dirigente del Servizio 6° del Dipartimento della Famiglia e delle Politiche sociali; Francesca Rita Cerami, presidente Eupsiche; Maria Laura Scaduto, presidente MeRIDIES; Vito Pecoraro, dirigente scolastico IPSSEOA “Pietro Piazza”;  Andrea De Tommasi, co-progettista e consulente del Progetto; Nino Sutera, direttore LURSS; 

Un progetto culturale e interdisciplinare che mira all’innovazione sociale dei Giovani siciliani, non trascurando il fenomeno della dispersione scolastica e degli aspetti legati alla “professionalizzazione” dei giovani residenti. È il programma di “ABACUS – ATTIVAZIONE DEI BACINI CULTURALI SICILIANI”, un progetto nato da un’idea delle associazioni EUPSICHE e MeRIDIES, assieme agli Istituti scolastici “Pietro Piazza” di Palermo e “Calogero Amato Vetrano” di Sciacca
Il Progetto ABACUS, finanziato dalla Regione Siciliana – Assessorato della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro – Dipartimento della Famiglia e delle Politiche sociali e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile universale (attraverso il “Fondo Politiche Giovanili”), ha l’obiettivo di creare una vera e propria “Comunità di Progetto” nell’ambito dei Comuni dei bacini idrografici del Fiume Oreto e del Fiume Belìce, per favorire l’interscambio di competenze professionalizzanti tra i Giovani e la creazione di nuove di forme di aggregazione e partecipazione sociale.
Attraverso ABACUS sarà possibile acquisire competenze (individuali e di gruppo) e collaborare attivamente affrontando tematiche attuali come l’orientamento, la formazione, le professioni e l’auto-imprenditorialità: “Con il progetto ABACUS – spiega Francesca Cerami, presidente di Eupsiche – sarà possibile stimolare le comunità interessate (Altofonte, Bisacquino, Castelvetrano-Selinunte, Monreale, Montevago, Palermo, Partanna, Partinico, Sciacca, Sambuca di Sicilia, Caltabellotta, Santa Margherita di Belìce), intorno al tema della ‘rigenerazione culturale’ e della creazione di imprese”. Numerose le attività previste nel progetto: “Community, workshop itineranti, attività autogestite, piattaforme web di dialogo e interazione – conclude Cerami – sostanzieranno il nostro progetto, una vera e propria comunità dentro la comunità, per fare sistema e connettere i nodi pubblici e privati della rete locale direzionandone le energie verso il rilancio socio-economico dei territori siciliani”.
Al progetto potranno partecipare i Giovani siciliani dei Comuni ricadenti nei bacini del Fiume Oreto e del Fiume Belìce, con età compresa tra 17 e 20 anni, ma anche tutti i soggetti interessati a identificare, mappare e capire nel dettaglio gli interscambi di umanità, culture, conoscenze e competenze professionalizzanti che avvengono in questi due “Bacini Culturali”.
A seguire, degustazione dei prodotti tipici a cura di IDIMED, dell’associazione “La Piana d’Oro” di Bagheria, il Caseificio Bompietro e l’azienda Ferraro Bio Farm Sicily.

domenica 14 luglio 2019

Presentazione del Progetto ABACUS


PROGETTO “ABACUS"
ATTIVAZIONE DEI BACINI CULTURALI SICILIANI” – CUP G75B19002780003 INIZIATIVA SELEZIONATA E FINANZIATA AI SENSI DELL’AVVISO PUBBLICO PER LA SELEZIONE DEI PROGETTI FINANZIATI DALLA REGIONE SICILIANA E DALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI – DIPARTIMENTO DELLA GIOVENTÙ E DEL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE, A VALERE SUL “FONDO POLITICHE GIOVANILI”  

 Capofila: 
Associazione EUPSICHE - Palermo



La LiberaUniversitàRurale Saper&SaporOnlus
 tra le associazioni a sostegno del progetto

Concept del progetto:
Il Progetto ABACUS si focalizza sulla parte di territorio regionale ricadente nell’ambito dei bacini dei fiumi
Belìce e Oreto, posta lungo il corridoio idrografico NE/SW che ospita anche importanti connessioni
infrastrutturali tra l’area metropolitana di Palermo e la costa tirrenica, da un lato, e la costa del Canale di Sicilia compresa tra Marsala, Selinunte, Menfi e Sciacca.
In tal senso, l’attivazione dei “Bacini culturali” è volta all’applicazione sperimentale, in più contesti di questa parte del territorio regionale, di approcci integrati alle necessità socio-culturali topiche delle comunità giovanili locali, tra le quali:
• ottimizzazione delle interazioni tra le realtà poste “a monte” e quelle “a valle” dei bacini idrografici e
dei relativi “Bacini culturali”;
• riduzione dell’eccessiva dispersività delle forme attuali di socializzazione “virtuale” mediata dai social
media e delle derive sociali e insidiosità per i soggetti più esposti;
• attivazione di contesti di socializzazione e aggregazione dei giovani in grado di esplicitare più
compiutamente tali esigenze;
• consapevolizzazione dei dati su scolarizzazione, dispersione scolastica e NEET, e dell’emergenza (e non
più solo l’emergere) nelle comunità giovanili di esigenze “vive” di innovazione dell’identità individuale
e collettiva;
• «l’alto tasso di NEET...in Sicilia il 23,5% dei giovani fra i 18 e i 24 anni ha lasciato la scuola prima di
terminare il ciclo delle superiori (Regional Yearbook 2017 Eurostat)» Il Sole 24 Ore, 14/07/2017
• «obbligo dell’istruzione fino a 16 anni…un percorso obbligatorio di istruzione o di formazione
professionale, attraverso i tirocini…anche in Sicilia i corsi di durata triennale o quadriennale» Il Sole
24 Ore, 31/10/2017
• «I dati provinciali Istat (fine del 2016)…Palermo con un tasso di disoccupazione del 25,1%...Agrigento
(24,3%)» Il Sole 24 Ore, 05/11/2017
Beneficiari diretti:
Il focus del Progetto ABACUS è incentrato sui giovani nella fascia anagrafica 17-20, che si trovano tra la maturità anagrafica e scolastica, e l’accesso all’università e/o ai percorsi di formazione e/o l’inserimento nel mondo lavorativo e professionistico, non trascurando, in parallelo, il fenomeno dei NEET, né i recenti aggiornamenti circa gli obblighi scolastici, ad es. «obbligo dell’istruzione fino a 16 anni…un percorso obbligatorio di istruzione o di formazione professionale, attraverso i tirocini…anche in Sicilia i corsi di durata triennale o quadriennale» (Il Sole 24 Ore, 31/10/2017)

lunedì 13 maggio 2019

Viaggio nei Borghi GeniusLoci De.Co


 Un percorso per Amministratori lungimiranti

Il percorso Borghi GeniusLoci De.Co., è un percorso culturale, che mira a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l'essenza, l'identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi.

                       «Illuminante, al riguardo, la definizione che il compianto Luigi Veronelli ha dato del “genius loci”: esso è da intendere come “l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva”. Da qui il nome del percorso.
Luigi Veronelli,   enologo, gastronomo e scrittore lombardo, che ideò le De.Co., ha rappresentato e rappresenta il rinascimento dell’enogastronomia italiana in tutte le sue espressioni, ha aperto una strada, inventato un genere, vissuto e tracciato la via per l’affermazione dei territori.
Ha lottato contro i poteri forti a difesa dei piccoli produttori, a garanzia dei consumatori consapevoli.
È una lezione di dedizione, onestà intellettuale, e sana partigianeria che è di esempio in un campo, come quello dell’ ElaioEnogastronomia cioè l’insieme di nozioni relative all’arte culinaria e alla cultura riguardante l'olio, il vino e il buon cibo, verso il quale l’interesse continua a crescere, insieme alle sfide che questo pone.
Le De.Co (Denominazione Comunale) nascono da un’idea semplice e geniale del grande Luigi Veronelli, che così le spiegava:  “Attraverso la De.Co il "prodotto" del Territorio acquista una sua identità.” Rappresenta un concreto strumento di marketing territoriale, ma soprattutto un’importante opportunità per il recupero e la valorizzazione delle identità e le unicità locali. La De.Co. è “un prodotto del territorio” (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, un lavoro artigianale, etc) con il quale una comunità si identifica per elementi di unicità e caratteristiche identitarie,  deve essere considerata come una vera e propria attrazione turistica capace di muovere un target di viaggiatori che la letteratura internazionale definisce “foodies” viaggiatori sensibili al patrimonio culinario locale e non solo.   
 Obiettivo del Percorso GeniusLoci De.Co. è recuperare l’identità di un luogo, attraverso anche le valorizzazione delle produzioni di eccellenza e delle tradizioni storiche e culturali dello stesso, al fine di ottimizzarne la competitività. Il percorso innovativo “Borghi Genius Loci De.Co.”, attraverso il quale si intende incrementare il turismo enogastronomico puntando sulla spiccata tipicità delle pietanze ereditate dalle antiche tradizioni locali, in grado di esprimere l’essenza più autentica e di “raccontare” la storia di un territorio finalizzato a rafforzare l’identità del territorio attraverso l’esaltazione delle rispettive peculiarità gastronomiche, sulla base dell’assunto che una pietanza non serve solo a soddisfare l’appetito ed a fornire all’organismo apporti calorici e nutrizionali, ma riesce anche a “raccontare” la cultura, i valori e le tradizioni dell’ambiente in cui la si cucina e, prima di tutto, la si “pensa”.
Il tutto nell’ottica del turismo enogastronomico, che se ben congegnato e gestito, costituisce una vera e grande opportunità per lo sviluppo dell’economia locale, specie per le piccole comunità rurali, che nei rispettivi prodotti alimentari e piatti tipici hanno un formidabile punto di forza attrattiva nei confronti del visitatore. «E’ proprio a tavola che si esprime quel “genius loci” che dà il nome all’iniziativa, e che preferiamo al corrispondente termine francese “terroir”: il menù non è solo una sequenza di ghiottonerie atte ad appagare i piaceri del palato, ma va anche e soprattutto inteso come narrazione di un “frammento di civiltà”. Un piatto tipico locale, quindi, è assimilabile ad un’opera d’arte, perché è un unico ed (altrove) irripetibile equilibrio di forze ed energie scaturenti da un determinato e ben definito luogo.                        
Pertanto il Genius Loci si visita nel territorio e si assapora nel piatto. La bellezza e l'unicità del paesaggio, gli insediamenti storici, la rigogliosa natura ha regalato diversi elementi attrattivi ereditati dalla tradizione ed in grado di affascinare i cosiddetti “viaggiatori del gusto”, ossia quei tanti turisti intelligenti e colti alla ricerca della buona tavola, non solo per apprezzarne le qualità gastronomiche, ma anche per l’intimo e profondo legame tra essa ed il territorio. Il valore di una De.Co.(Denominazione Comunale) è quello di fissare, in un dato momento storico, ciò che identifica quel Comune. A memoria futura, oppure come occasione del presente per cogliere un’opportunità di marketing. I prodotti agroalimentari e artigianali racchiudono al loro interno tradizione, cultura, valori, conoscenza locale, e, forse la cosa più importante, l’autenticità del loro territorio di origine. La Denominazione Comunale non è un marchio di qualità, ma il biglietto da visita di una comunità, sulla quale possono operare i sindaci per salvaguardare e valorizzare l'identità di un territorio. L’istituzione del Borgo GeniusLoci De.Co., consente l'avvio di una fase di sviluppo endogeno del territorio, dove la propria storia e la propria tradizione diventa la "risorsa" su cui investire il proprio futuro.
                  Per garantire la sostenibilità del percorso occorrono tuttavia quattro principi, la storicità e l'unicità, l’interesse collettivo, condiviso e diffuso e a burocrazia zero Il mito che circonda la maggior parte dei territori rurali di successo, assomiglia a una favola vera fatta di personaggi e di eccezionalità, e di unicità. Aspetti importanti che collocano l’idea dei Borghi GeniusLoci De.Co. all’interno di un percorso culturale e di pensiero innovativo volto alla difesa delle peculiarità territoriali. Non potendo legare l'azione di forza alla qualità normata dai Reg. comunitari, sta nell'unicità dell'identità l'azione vincente. In questo processo culturale, i disciplinari, le commissioni, e i regolamenti, mutuati dai marchi di tutela di tipo europeo(DOP, IGP, DOC, ect) sono strumenti impropri.
Era il 1956 quando Luigi (Gino) Veronelli scriveva “L’agricoltura e il turismo sono le armi migliori per lo sviluppo e l’affermazione della nostra Italia”. Un’idea decisamente controcorrente considerando il pieno boom economico (1953-1963) cioè quel veloce sviluppo industriale che trasformò l’Italia, il suo modo di vivere, le abitudini, anche alimentari, della popolazione e modificò per sempre l’aspetto delle città, del paesaggio, delle campagne. Anni dopo, Veronelli sarebbe di nuovo tornato sull’argomento precisando che “L’agricoltura di qualità e il turismo di qualità sono le armi per lo sviluppo della nostra patria”. Gino, in questo come in tanti altri temi, è stato un antesignano, un intellettuale a tutto campo, ricco di intuizioni, uno straordinario personaggio ricco di umanità, e di contraddizioni, capace di vedere lontano. I suoi pensieri sul turismo e sull’agricoltura, infatti, hanno del pionieristico se collocati nel contesto storico in cui sono stati enunciati. Ma d’altra parte il suo grande fascino era dovuto al fatto che nella sua vita, non hai mai smesso di essere curioso e attento a cogliere le novità.
Il viaggio nei Borghi GeniusLoci De.Co è tutto questo e non solo…







domenica 14 aprile 2019

Oscar Farinetti con Eataly ha oscurato Slow Food?


ninosutera

Oscar Farinetti con Eataly ha oscurato Slow Food. 

L'inchiesta di Pagina99

Non ho mai compreso fino in fondo, perché al sud si continuano a  inseguire mode, che ormai sono passate di moda.
Ne tanto meno ho mai capito, perché  per esempio nel Veneto, in tutto il Veneto, ci sono solo 15 presìdi e nella "ricca Sicilia" 50 o forse più.......
E’ ancora non mi è chiaro, perché mai nel Veneto hanno puntato su altri strumenti,per promuovere il territorio, mentre nella " ricca Sicilia" si continuano ad inseguire mode fuori moda.

Il confronto comunque, come sanno pure i bambini, vede una delle due regioni, con una crescita invidiabile, l’altra mentre con una crisi senza precedenti, disoccupazione dilagante perpetua e permanente…..

Esternando queste considerazioni in occasione di una tavola rotonda, un "bravissimo" rappresentate del popolo, mi ha detto,   pubblicamente, il suo problema è che frequenta troppo il nord, il sud è il sud………..
E’ forse avrà anche ragione, ma la platea attenta, se messa a ridere, da una affermazione tanto lungimirante quanto stupida. !!!!
Eppure, eppure basterebbe osservare,  studiare, ma sopratutto comprendere, come intendono le startegie dello sviluppo le regioni virtuose.
 ...Eppure non è così, non è mai stato così "semplice".



Ritorniamo all'inchiesta di Pagina99, che aiuterà forse a comprendere meglio.....
                       C’era una volta la rivoluzione gastronomica di Slow Food. E il suo ideologo, Carlin Petrini, finiva nelle classifiche di Time Magazine e Guardian fra gli innovatori “dell’epoca”. Ora l’uomo del momento — in tavola e sui giornali — è Oscar Farinetti. E col suo colosso, Eataly, oscura tutti gli altri. Oggi in edicola Pagina99 interpreta così la staffetta fra Carlo “Carlin” Petrini di Slow Food (“nata contro efficienza e frenesia, a favore del localismo”), e Natale “Oscar” Farinetti, l’imprenditore di Eataly, “un’efficiente rete di vendita, da Tokyo a New York”. Col primo convinto dall’approccio didattico alla gastronomia abbracciato dal secondo. Una staffetta ‘cannibale’?
“Il tesoro di storie e territori […] Farinetti lo ha trovato già pronto. Raccolto e mappato da Carlo Petrini […]. L’idea del primo Eataly, a Torino, era proprio dare a quel patrimonio a rischio estinzione, i presidi, una dimensione commerciale […]. "Io so vendere, ma senza i vostri prodotti non ce la farò", disse Oscar. Carlin accettò. Da quel brindisi ne è passato di Barolo sotto i ponti”.

Dal chilometro zero — dichiaratamente maldigerito da Farinetti — si vola quindi a 25 negozi (metà oltre confine), e in due anni si arriverà ai quaranta. Alle spalle una rete di quasi duemila aziende, molte delle quali piuttosto piccole, soprattutto rispetto al pantagruelico titano farinettiano. Che proprio in virtù della loro realtà local si accinge ad entrare nel cuore del mondo global: la Borsa.
“Un approdo dichiarato da tempo, orizzonte 2016 o 2017. Ma dallo scorso 10 marzo, quando il fondo milanese Tamburi ha annunciato il suo investimento nella società, ha assunto l’urgenza dell’ufficialità. […] A fine 2014 il fatturato dovrebbe arrivare a quota 400 milioni di euro, dal 2009 cresce in media del 30% ogni anno. Ma i soci dell’operazione Tamburi, tra gli altri Marzotto, Lavazza e Ferrero, si aspettano che possa accelerare ancora, almeno a giudicare dai 120 milioni di euro che hanno sborsato per il 20% di Eatinvest, capogruppo della galassia Farinetti. Valutata dunque 600 milioni, ben tredici volte il margine operativo”.

L’ossimoro glocal di Farinetti non è però del tutto ignorato da Slow Food:
“Il nostro ideale non corrisponde al suo — riconosce il presidente di Slow Food Roberto Burdese — ma dobbiamo confrontarci con realtà diverse, non isolarci. E dai nostri associati che vendono a Eataly non sono mai arrivate grosse lamentele". Qualcuno, a dire il vero, protesta, pur non esponendo il proprio nome [ma] tanti piccoli artigiani, in effetti, la descrivono come una grande opportunità di arrivare su mercati che con le proprie gambe non sarebbero mai riusciti a raggiungere
In prospettiva, si legge su Pagina99, “quanto alle lumachine, i produttori artigianali, tenerli a bordo richiederà uno sforzo sempre maggiore”. E nel frattempo sugli scaffali Eataliani entrano Peroni, Barilla e Ferrero, che pure nel migliore delle ipotesi, di ‘slow’ — si osserva — hanno ben poco. 
E Slow Food? Nel pezzo di corredo, Burdese pare non sentirsi propriamente ‘divorato’. Anzi. "Il bilancio di questa alleanza è positivo, per noi, per i produttori della rete e per il sistema", dichiara. Poteva esserlo ancora di più se Slow Food, come Farinetti aveva proposto, fosse entrata nel capitale di Eataly. "L’avessimo saputo allora dei 600 milioni — scherza il presidente — ma è stato giusto così, dovevamo rimanere indipendenti".
https://www.huffingtonpost.it/2014/04/05/oscar-farinetti-eataly-oscurato-slow-food-inchiesta-pagina99_n_5095930.html

giovedì 4 aprile 2019

Una giornata con Corrado Barberis



di Peppino Bivona

E’ scomparso all’età di novant’anni il prof. Corrado Barberis
Ultimo testimone del mondo rurale.






                          Ho conosciuto Corrado Barberis nei primi anni ottanta, al tempo in cui il Formez di Napoli organizzava corsi di aggiornamento per i tecnici impegnati nell’Assistenza Agricola. Negli ultimi decenni era stato nominato presidente dell’Istituto Nazionale di Sociologia Rurale ed aveva curato numerosi “Atlanti” dei prodotti che caratterizzavano le nostre produzioni agroalimentare. Fu in occasione dell’uscita del volume sui formaggi che mi chiese se conoscevo prodotti tipici non descritti nell’”Atlante” e se potevo inviargli una breve descrizione della zona di produzione e del processo produttivo. Ebbi cosi l’occasione di far pervenire al suo Istituto la segnalazione della “Vastedda delBelice” ,prodotta nel nostro areale belicino e la “Giuncata” un tipico formaggio fresco prodotto nell’areale pedemontano della Sila in cui ricadevano i paesi albanesi.
Corrado Barberis venne a Menfi in occasione di una di una edizione di Inycon per un convegno organizzato dalla locale sezione di Assistenza Tecnica. Poiché il suo aereo partiva l’indomani sera(domenica) mi pregò di accompagnarlo a visitare le Cave Di Cusa e i templi della collina orientale. La mattina passai a prenderlo al Baglio san Vincenzo dopo aver fatto colazione con …un cucchiaio di olio extravergine di oliva . La nostra prima tappa fu le “Cave di Cusa”. Barberis restò affascinato da quella sequenza di “tampuri” di calcarenite, lo vidi per un attimo chiudere gli occhi e…immaginare la scena di un cantiere aperto. Poi l’abbandono dei “tamburi” in mezzo alla strada alla tragica notizia dell’arrivo dei cartaginesi che sbarcati mettevano a ferro e fuoco la città di Selinunte. Da lì ci spostammo a Selinunte dove avremmo rivisto le imponenti colonne distendersi come soldati caduti in una battaglia. Aveva portato un cappellino per difendersi dal primo caldo estivo e malgrado i suoi quasi ottant’anni si muoveva come un ragazzo vispo e curioso.
Ormai era ora di pranzo e mi chiese se potevamo pranzare assieme. Imbarazzato risposi che mi aspettava mia mogli e mia madre e che avrei dovuto, quantomeno, avvisarli. Sentii mia moglie che senza pensarci due volte mi disse di invitare Barberis a pranzare   assieme a noi. Corrado accetto di buon grado l’invito.
La sua sorpresa divenne quasi una emozione allorché mia moglie ci fece sapere di aver preparato un piatto tipicamente calabrese  quale: “raschiatelli al ragù di capra”. Corrado  gustò  con  immenso piacere il piatto calabrese,  annaffiandolo con il robusto rosso Moscafratta .Sorridendo  ci raccontò di un simpatico personaggio di un romanzo intitolato “Ragù di capra” che dopo una serie di singolari vicende approda in un paesino della Calabria ionica.Nel chiedere informazioni si trovò a bussare ad una casa dove una famiglia stava per mettersi a Tavola.Con grande naturalezza viene invitato a prendere posto ed onorare la tavola. Quel pranzo era a base di” raschiatelli al ragù di capra”.
“Ebbene” disse soddisfatto Corrado “ il protagonista lasciò il suo lavoro a Milano e si trasferì definitivamente in Calabria!
Potenza dell’accoglienza mediterranea e… della sua arte culinaria”

Il tardo pomeriggio un collega lo accompagnò all’aeroporto per raggiungere Roma.

                  Ritornò ancora una volta a Menfi in occasione della presentazione della istituenda Libera Universita Rurale.

Grazie Corrado

martedì 5 febbraio 2019

I Borghi GeniusLoci De.Co. nei distretti del cibo, nell'Anno del turismo lento




 I Distretti del cibo, 
i nuovi strumenti, previsti dalla legge di bilancio per garantire ulteriori risorse e opportunità per la crescita e il rilancio a livello nazionale di filiere e territori  e hanno molte affinità con il percorso 
Borghi GeniusLoci De.Co.
In questa prospettiva vengono definiti come Distretti del cibo:
- i distretti rurali e agroalimentari di qualità già riconosciuti o da riconoscere;
- i distretti localizzati in aree urbane o periurbane caratterizzati da una significativa presenza di attività agricole volte alla riqualificazione ambientale e sociale delle aree;
- i distretti caratterizzati dall'integrazione fra attività agricole e attività di prossimità.
- i distretti biologici.
Per garantire lo sviluppo di tutto il territorio e non solo delle singole filiere, i nuovi Distretti opereranno attraverso programmi di progettazione integrata territoriale.
Il riconoscimento dei Distretti viene affidato alle Regioni  che provvedono a comunicarlo al Mipaaf presso il quale è istituito il Registro nazionale dei Distretti del Cibo, disponibile sul sito del Ministero. Per il rilancio del settore e per il sostegno ai distretti sono stati stanziati 5 milioni di euro per il 2018 e 10 milioni a decorrere dal 2019.
C'è bisogno di un salto di qualità nella gestione delle politiche del cibo per far sviluppare ancora i nostri territori.   L'esperienza dei distretti   va rilanciata e rafforzata, perché a tutela delle imprese agricole vanno costruiti rapporti più stretti nelle filiere e servizi che guardino a tutto il territorio nel suo complesso. Vuol dire mettere insieme imprese, cittadini, associazioni, istituzioni per realizzare obiettivi comuni. È una scelta innovativa, che consente al nostro Paese di guardare allo sviluppo locale e alla tutela del paesaggio con un approccio nuovo. Penso al tema del rapporto tra città e agricoltura, alla più stretta collaborazione tra realtà agricole e attività di prossimità, a partire dai mercati contadini, dall'integrazione col turismo fino ai distretti del biologico, dove la sostenibilità diventa leva di competitività anche fuori dai confini strettamente agricoli. Per la prima volta facciamo una scelta di sostegno chiara, con risorse certe e pluriennali, che aiuteranno lo sviluppo dei progetti. Nell'anno nazionale del cibo italiano e dopo Expo, mettiamo un altro tassello centrale per dare forza al Made in Italy agroalimentare".




I distretti del cibo hano molte affinità con l’ormai consolidati    Borghi GeniusLoci De.Co.,  che  mirano a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l'essenza, l'identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi. Obiettivo del Percorso GeniusLoci De.Co. è recuperare l’identità di un luogo, attraverso anche le valorizzazione delle produzioni di eccellenza e delle tradizioni storiche e culturali dello stesso, al fine di ottimizzarne la competitività.

Il percorso innovativo “Borghi Genius Loci De.Co.”, attraverso il quale si intende incrementare il turismo enogastronomico puntando sulla spiccata tipicità delle pietanze ereditate dalle antiche tradizioni locali, in grado di esprimere l’essenza più autentica e di “raccontare” la storia di un territorio finalizzato a rafforzare l’identità del territorio attraverso l’esaltazione delle rispettive peculiarità gastronomiche, sulla base dell’assunto che una pietanza non serve solo a soddisfare l’appetito ed a fornire all’organismo apporti calorici e nutrizionali, ma riesce anche a “raccontare” la cultura, i valori e le tradizioni dell’ambiente in cui la si cucina e, prima di tutto, la si “pensa”.

martedì 29 gennaio 2019

IL PRIMARIO VENETO CRESCE, SFIORATI NEL 2018 I 6,5 MLD/EURO




Presentato da Veneto Agricoltura il Report con le prime valutazioni sull’andamento dell’agroalimentare veneto nel 2018. Il vitivinicolo spinge la produzione lorda agricola regionale a 6,4mld/€, +8% sul 2017. In generale il primario tiene bene, con i soliti alti e bassi: male cereali autunno-vernini, barbabietole e colza; bene soia e girasole. Colture orticole in chiaroscuro; frutticole, ok mele e kiwi. Stabile la produzione di latte, bene i formaggi, carne in altalena.



“L’agricoltura sottostà all’andamento meteo delle stagioni, che non sempre è favorevole, ma negli ultimi anni si ritrova a fare i conti anche con i cambiamenti climatici. Ciò nonostante, il valore complessivo della produzione lorda agricola veneta nel 2018 sfiora i 6,4 miliardi di euro (6,393), in deciso aumento rispetto all’anno precedente (+8%)”. L’Assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan, intervenuto oggi alla conferenza stampa di presentazione delle prime stime elaborate da Veneto Agricoltura sull’andamento del settore agroalimentare regionale nel 2018, rimarca questo importante traguardo, sottolineando che la Regione si pone costantemente al fianco degli agricoltori, cercando le soluzioni più adeguate alla crescite delle loro aziende, anche attraverso le misure del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, per il quale il Veneto risulta essere la prima Regione in Italia per pagamenti effettuati.

Da parte sua, il Direttore dell’Agenzia regionale, Alberto Negro, nel ricordare l’importanza dei Report agroalimentari elaborati ogni anno da Veneto Agricoltura, strumenti essenziali per la programmazione dell’attività degli imprenditori agricoli, ha evidenziato che la buona performance raggiunta nel 2018 dall’agroalimentare veneto è legata ad una serie di fattori quali, innanzitutto, l’aumento delle quantità prodotte di numerose colture (uva su tutte), mentre l’andamento dei prezzi di mercato ha inciso in maniera positiva sul valore delle colture erbacee e ha influito negativamente sulle coltivazioni legnose e sugli allevamenti.

Il Report 2018, illustrato da Alessandra Liviero del Settore Economia e Mercati di Veneto Agricoltura, fornisce come ogni anno a gennaio le prime valutazioni sull’andamento del settore agroalimentare veneto nell’anno che si è appena concluso, in attesa del Report definitivo che come sempre viene presentato alla vigilia dell’estate. Vediamo più in dettaglio le dimensioni del settore le performance raggiunte dai diversi comparti.

Imprese

Al terzo trimestre 2018, le imprese venete attive si attestano a 63.422 unità (-0,7%), un dato in linea con l’andamento del settore nazionale, che registra anch’esso una lieve diminuzione (-0,4%). La flessione ha riguardato esclusivamente le ditte individuali (51.834 unità), in calo dell’1,6%, ma che costituiscono ancora l’81,7% del totale delle imprese agricole venete. In aumento invece tutte le forme societarie. In calo dello 0,2% anche il numero di imprese del comparto alimentare veneto, mentre a livello nazionale si registra una sostanziale stabilità.

Occupati

Nello stesso periodo del 2018 preso in considerazione, si evidenzia un deciso decremento degli occupati agricoli a livello regionale, scesi del -9,5% rispetto allo stesso periodo del 2017. Si tratta di una perdita degli addetti in controtendenza rispetto alla media italiana (+1,1%). In diminuzione sia gli occupati indipendenti (-12,5%) che dipendenti (-3,3%).

Import/Export

Per quanto riguarda il commercio con l’estero, il deficit della bilancia commerciale veneta è rimasto sostanzialmente sugli stessi livelli del 2017, con un saldo negativo attestatosi a circa 318 milioni di euro, in leggera flessione (-1%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Di fatto, risultano praticamente invariate anche le importazioni e le esportazioni: le prime si mantengono a circa 5,3 miliardi di euro (+0,2%), mentre l’export si conferma di poco inferiore ai 5 miliardi di euro (+0,3%).

Cereali

Andamento climatico sfavorevole per i cereali autunno-vernini per l’elevata piovosità nei mesi di marzo e maggio e scarsità di acqua e temperature elevate ad aprile con conseguente diminuzione delle rese ad ettaro (-12% per il grano tenero, -10% per il grano duro). È andata meglio per il mais che ha visto un aumento delle rese del 11%, ma il calo degli investimenti del 15% ha comunque comportato una perdita di produzione del 6%.

Colture industriali

Relativamente alle colture industriali, la soia segna una resa in aumento del +20% rispetto al 2017, anno particolarmente negativo in termini produttivi, nonostante la cimice asiatica e alcune anomalie dovute al caldo notturno nel mese di agosto. In aumento gli investimenti (+7%) e la produzione (+28%) a scapito del prezzo in flessione del 9%. Tutti segni negativi a due cifre per la barbabietola da zucchero (superficie -10%, resa -13%, produzione -21% e prezzo -14%), per la quale si intravede un recupero nel 2019 considerato l’aumento del prezzo internazionale dello zucchero e del sostegno comunitario accoppiato. Male anche il tabacco (-10% produzione, -5,6% rese), bene le colture energetiche, con il girasole che aumenta rese (+5%) e produzione (+28%) e la colza che si mantiene stabile nonostante rese in contrazione (-9%).

Orticole

L’andamento climatico ha favorito problemi fitosanitari anche per le principali colture orticole che hanno segnato rese negative con diminuzione della produzione per patata (127.400 t, -2%) e lattuga (-8%); in aumento la produzione di radicchio (134.400 t, +8%) in virtù di un incremento della superficie (+4,7%) e delle rese (+3%). Annata negativa per le fragole, con riduzione degli investimenti e della produzione di oltre il 20%, nonostante rese e prezzi in aumento. Nel 2018 le superfici investite a orticole sono scese a circa 26.700 ettari, in calo del 3% rispetto all’anno precedente. Si stima che le orticole in piena aria, che rappresentano il 75% degli ortaggi coltivati in Veneto, possano attestarsi su circa 23.500 ettari (-4%), mentre le orticole in serra, stimate in circa 3.850 ettari, si riducono del -2,8%; in aumento le piante da tubero (3.270 ha, +5%).

Frutticole

Annata climatica tutto sommato favorevole per le frutticole, che ha permesso un incremento delle rese e della produzione di mele (291.000 t, +24%) e di kiwi (57.400 t, +46%) anche se al di sotto dei livelli standard considerati normali per le colture. Le condizioni meteo hanno, invece, creato problemi fitosanitari per ciliegio, pesco-nettarine e pere (queste ultime particolarmente colpite dalla Cimice asiatica), portando a cali consistenti di rese e produzione. A parità di superficie, la resa del pero è scesa del -5% e la produzione del -6%, mentre le pesche-nettarine hanno visto ulteriormente ridursi la superficie dedicata (-16%), con conseguente flessione della produzione (-18%).

Vitivinicoltura

Annata eccezionale per la vitivinicoltura, agevolata da un andamento climatico altalenante, ma tutto sommato favorevole, che ha portato la produzione di uva a 16,4 milioni di quintali raccolti (+48,9% rispetto alla scarsa vendemmia del 2017). Il vino prodotto si stima essere pari a quasi 13,4 milioni di hl (+40,1% rispetto al 2017). La superficie vitata regionale è aumentata nel corso del 2018 fino a 94.414 ettari (+3,4%). Il prezzo delle uve registrato nel 2018 risulta essere pari a 0,63 €/kg. Continua ad andare a gonfie vele l’export di vino veneto con un valore di esportato, nel periodo gennaio-settembre 2018, di circa 1,58 miliardi di euro, in rialzo del +3,4%.

Zootecnia

Per quanto riguarda il settore zootecnico, la quantità di latte prodotta dovrebbe attestarsi a 1,18 milioni di tonnellate su base annua, in linea con la produzione 2017 (+0,6%). Il prezzo del latte crudo alla stalla ha tenuto in Veneto, con una media annua pari a 36,05 euro/100 l. In aumento le produzioni dei principali formaggi. All’aumento delle macellazioni di capi di allevamenti veneti del +2,7% è corrisposto un andamento leggermente sfavorevole del mercato (-1,5%). La disponibilità interna e il modestissimo incremento dei consumi non hanno favorito nemmeno le importazioni di carne fresca bovina, diminuita in quantità del -2,3% nei primi 9 mesi del 2018. Stabile la produzione di suini (+1,5%), ma con fatturato e prezzi in calo del 10%. Stagnante il consumo domestico di carne avicola che ha indotto ad una contrazione della produzione (-4%), ma prezzi in aumento del 2,7%. Crolla la produzione di conigli (-22%) e il fatturato del settore, di cui il Veneto è leader a livello nazionale. Annata sfavorevole per le uova il cui mercato segna una contrazione dei prezzi del 4,5%.

Pesca

Continua ancora la fase di calo della produzione della pesca marittima sbarcata nei mercati ittici regionali che segna un ulteriore -12% rispetto all’anno precedente. Nel 2018 il settore dei molluschi bivalvi di mare continua invece la risalita dei volumi pescati segnando un +64,3% sul 2017. Sostanzialmente stabili flotta e imprese.

lunedì 14 gennaio 2019

Il mare d'inverno


Sdraiarsi sulla sabbia del mare d’inverno, aprire le mani al sole e lasciare evaporare l’identità (Fabrizio Caramagna)
Il mare d’inverno può essere considerato una vera e propria medicina naturale. Se è vero, che è la meta più ambita per le vacanze estive, non bisogna sottovalutare il fascino e le suggestioni che riesce a regalarci durante i mesi più freddi. 

Il lungomare solitario, qualche barca rimasta nel litorale, i gabbiani in cerca di cibo e quel magnifico silenzio che ci mette a contatto con la natura. Andare al mare d’inverno non è triste, è magico.
L’atmosfera deserta, con le attività commerciali chiuse, ci riportano agli albori, alla distesa blu sconfinata in cui si vede l’orizzonte e lo si può osservare senza essere disturbati dal suono dei clacson o dal chiacchiericcio della gente.
Ma andare al mare d’inverno porta anche tantissimi benefici alla salute, vediamo quali.
Lo iodio è un aerosol naturale
Grazie allo iodio e alla salsedine, il mare migliora la respirazione grazie a una sorta di aerosol naturale che contiene sali come cloruro di sodio e di magnesio, calcio, potassio, bromo e silicio e l’acqua di mare. Fate un bel po' di respiri sul litorale per sentirvi subito meglio!
Il blu rilassa gli occhi
Il blu è il colore del relax per eccellenza, non a caso viene consigliato per ambienti come la camera da letto e le camerette dei bambini. Secondo la cromoterapia, il blu rappresenta la calma, ha un effetto rilassante, che induce alla riflessione e all’armonia. E dove osservarlo se non nel mare sconfinato?
Il suono e il movimento delle onde rilassano corpo e mente
Il ritmo delle onde può essere associato alla percezione delle emozioni. Il mare aumenta il nostro stato di calma e di benessere e il perché ha una spiegazione scientifica: le onde del mare generano ioni negativi che producono alterazioni molecolari nel nostro corpo e provocano sensazioni di pace e equilibrio.
Rende la mente lucida e creativa
L’acqua ci riporta al nostro stato naturale per cui stimola il nostro cervello. Se ci fate caso, sono tantissimi che vanno in spiaggia proprio quando devono sviluppare un nuovo progetto o prendere una decisione importante. Provateci!
Stimola il sistema immunitario
Il mare rafforza le difese dell’organismo e il sistema immunitario perché grazie all’assorbimento degli oligoelimenti presenti nell’acqua che dei sali marini, si ripristina l'equilibrio del corpo. Chiaramente in inverno non dovrete farvi un bagno nell'acqua gelida, basta bagnarsi leggermente le mani o per i più impavidi i piedi. 
Migliora l'umore e diminuisce lo stress
Sabbia e mare sono ottimi strumenti per staccare la spina dalla quotidianità e diminuire così i livelli di stress che ogni giorno accumuliamo. Sarebbe bene a questo scopo evitare di portare in spiaggia, o quanto meno di stare costantemente incollati, a smartphone e tablet per godere al meglio dei benefici dell’ambiente sul sistema nervoso. Ottimo anche passeggiare, nei nostri piedi tra l’altro vi sono migliaia di terminazioni nervose e camminare sulla sabbia è un sistema per stimolarle compiendo un vero e proprio massaggio.
Calma l’ansia
Il rumore del mare è molto benefico per il nostro sistema nervoso. Ascoltare le onde che si infrangono sulla riva può effettivamente calmare l’ansia e cullarci in uno stato rilassato che permette il rilascio di dopamina e serotonina.