martedì 11 agosto 2026

DeCo Percorso Certificato

 Lina Anna Briti

Introduzione

La De.Co. non è un logo da appendere al frigorifero del marketing territoriale: è la firma collettiva di una comunità, il segno che una storia, un sapere e un paesaggio sono stati riconosciuti e messi sotto tutela civica. In un racconto che parte dalla lezione di Luigi Veronelli e si aggiorna alle esigenze di governance contemporanea, la certificazione del percorso De.Co. diventa la garanzia che quel riconoscimento non sia un gesto simbolico vuoto, ma il frutto di un processo democratico, scientifico e partecipato.

L’intera architettura teorica e operativa del format è stata tracciata in una densa conversazione con   Nino Sutera, che ha illustrato la genesi e gli obiettivi strategici di un modello metodologico di successo, già inserito tra gli esempi virtuosi del Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio (“Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori”) e capillarmente presentato in autorevoli contesti scientifici e istituzionali nazionali, tra cui la Poster Session del Forum P.A. di Roma, l’iniziativa Valore Paese – Economia delle soluzioni organizzata da ItaliaCamp a Reggio Emilia, il Premio Nazionale Filippo Basile dell'AIF a Palermo ed EXPO 2015 a Milano, solo per citarne alcuni



Il valore originario della DeCo

La Denominazione Comunale nasce come atto politico-culturale: è il Sindaco insieme alla Comunità che censisce, tutela e restituisce valore al patrimonio materiale e immateriale locale. Non è una DOP né un’etichetta commerciale; è invece il biglietto d’identità antropologico di un luogo — una ricetta, un saper fare, una festa, un mestiere — che racconta chi siamo e da dove veniamo. Quando la De.Co. è autentica, trasforma la memoria collettiva in attrazione culturale e turistica, capace di parlare a viaggiatori sensibili che cercano storie e sapori veri. La vera componente d’innovazione del modello si articola su cinque pilastri relazionali: Territorio, Tradizione, Tipicità (intesa come specificità assoluta), Tracciabilità e Trasparenza. Questi elementi mirano a destrutturare la retorica dell’omologazione per restituire centralità al saper fare umano. L’effetto Genius Loci si sostanzia proprio nella capacità di una comunità di produrre valore permanente attraverso la consapevolezza della propria singolarità. I contenuti cardine del format richiamano concetti precisi: l’originalità, intesa nell’accezione etimologica latina di derivazione culturale che non distorce la voce della terra d’origine; la naturalità, intesa come produzione priva di interventi estranei all'azione del territorio; l’identità, come permanenza nel tempo di un senso del luogo riconoscibile; e la specificità, mutuata dalla lezione sociologica di Max Weber del 1919, come unicità chiaramente individuabile per le sue caratteristiche originarie.



I rischi dell’uso improprio

Negli anni la De.Co. ha corso il rischio di svuotarsi: usata come semplice stampiglia pubblicitaria, confusa con marchi di tutela o inventata ad hoc, oppure sconfinando in altri strumenti istituzionali (PAT) ha perso valore e credibilità. Questo fenomeno di inflazione mercatistica ha reso molte De.Co. banali, controproducenti e talvolta in conflitto con norme e buone pratiche. Anche le prese di posizione istituzionali — come quelle espresse dal MIPAF già nel 2004 — hanno dimostrato che procedure errate vanno confinate e possono e devono essere corrette 

Il Percorso Operativo Certificato

Per restituire dignità e rigore alla De.Co. abbiamo codificato il primo Percorso Operativo Certificato in Italia. Questo percorso, promosso dalla Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci De.Co., verifica la legittimità del riconoscimento confrontando i provvedimenti comunali con norme europee, giurisprudenza, sentenze e buone pratiche. È un percorso in 12 tappe che coinvolge la comunità, mette al centro trasparenza e tracciabilità, e consente di correggere eventuali anomalie con accorgimenti semplici ma efficaci. In questo modo la De.Co. torna a essere un atto politico serio, non un’etichetta inpropia .


Perché la certificazione è necessaria?

La certificazione non è un formalismo: è lo strumento che tutela la De.Co. dall’omologazione e dalla mercificazione. Garantisce che il riconoscimento sia democratico, scientificamente fondato e socialmente partecipato. Protegge la storicità, l’unicità e l’interesse collettivo, evitando che il valore culturale venga sacrificato sull’altare del profitto privato.   «La denominazione comunale (De.Co.) “Borghi Genius Loci” è un atto politico, nelle prerogative del Sindaco, che afferma il suo primato sul territorio», e la certificazione è la bussola che orienta questa scelta verso pratiche sostenibili e non conflittuali.

Conclusione

In un’epoca in cui la globalizzazione tende a livellare differenze e sapori, la vera strategia di sopravvivenza per i piccoli comuni è la cura della propria identità. La certificazione del percorso De.Co. non è un vincolo, ma una protezione: assicura che l’identità locale resti autentica, riconoscibile e capace di generare valore duraturo. Non tutte le comunità saranno pronte — e questo è un merito del modello: seleziona chi possiede memoria, unicità e governance illuminata — ma per quelle che intraprendono il cammino, la certificazione è la garanzia che la loro storia non venga dispersa, ma valorizzata con rigore e responsabilità. Per garantire l’efficacia e la sostenibilità del circuito, l’adesione è ancorata a requisiti rigorosi e non negoziabili: storicità comprovata, unicità dell’elemento, interesse collettivo diffuso, e mai a vantaggio di un singolo,   soprattutto, una filosofia d’azione incentrata sulla “burocrazia zero”. In questo senso, il percorso si pone in netta controtendenza rispetto ai marchi di tutela di matrice europea (come DOP, IGP o DOC): all’interno del processo culturale dei Borghi GeniusLoci DeCo  non vengono mai adottati o“rubati”   la cassetta degli attrezzi  di altri strumenti, come     disciplinari   commissioni   e regolamenti    considerati non solo inutile, ma persino controproducente per la salvaguardia dell’autenticità rurale, che somiglia piuttosto a una favola vera fatta di eccezionalità e di storie umane vere.Il format si sviluppa operativamente attraverso un percorso guidato in 12 tappe codificate, che coinvolgono attivamente l’intera comunità:

Un percorso culturale inclusivo  d’eccellenza che, come conclude fermamente Nino Sutera, non è programmaticamente aperto a tutti: non tutte le comunità   sono  dotati di una reale memoria storica, di elementi unici e di una governance locale illuminata, e non tutti quindi possiedono i requisiti culturali per fare ingresso nel circuito dei Borghi GeniusLoci De.Co.


Nessun commento:

Posta un commento