mercoledì 22 aprile 2026

Una "Banca" per l'eternità contemporanea

                                    Davide Petix 

Intervista a Nino Sutera, Coordinatore della Rete Nazionale dei Borghi Genius Loci DeCo

Nino Sutera è tra i principali promotori in Italia della valorizzazione delle identità territoriali. Ideologo del modello dei Borghi Genius Loci De.Co., ha sviluppato un approccio culturale e operativo che mette al centro il patrimonio immateriale dei territori: tradizioni, saperi, memoria e relazioni. Il suo lavoro si colloca all’incrocio tra sviluppo locale, antropologia culturale ed economia civile, con l’obiettivo di restituire ai borghi un ruolo attivo e consapevole nel contesto contemporaneo.




Dott. Sutera, la “Banca del Genius Loci De.Co.” è un concetto affascinante e inusuale. Da dove nasce questa idea?

Nasce da una constatazione semplice: abbiamo territori ricchissimi di valore, ma poveri di strumenti per riconoscerlo e custodirlo. La Banca del Genius Loci non è un’istituzione finanziaria, ma un dispositivo culturale. Serve a rendere visibile ciò che spesso è invisibile: il patrimonio identitario. In un mondo che misura tutto in termini economici, noi abbiamo voluto creare un luogo simbolico dove il valore è dato dalla memoria, dalla storia e dalla felicità delle comunità.Il Genius Loci è l'anima del luogo: se lo perdi, il borgo diventa un guscio vuoto. Luigi Veronelli ideologo delle De.Co. ha definito il “genius loci”: “l’intimo e imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva”


Nel vostro statuto si parla di “moneta dell’identità”. Cosa significa concretamente?

Significa cambiare paradigma. La moneta tradizionale misura lo scambio economico; la nostra “moneta” misura la qualità delle relazioni, la capacità di una comunità di riconoscersi e di trasmettere il proprio patrimonio. Un seme antico recuperato, una ricetta tramandata, una storia raccontata: questi sono atti che generano valore reale, anche se non immediatamente monetizzabile.


Lei distingue tra “tipico” e “identitario”. Perché questa distinzione è così centrale?

Perché il “tipico” oggi rischia di diventare un prodotto replicabile, spesso svuotato di significato. L’“identitario”, invece, è irripetibile. Appartiene a un luogo preciso, a una comunità, a una storia. Se togliamo il racconto, il prodotto resta buono, ma perde anima. La De.Co. serve proprio a questo: a certificare non solo un prodotto, ma il suo legame profondo con il territorio.


La governance della Banca attribuisce un ruolo molto particolare al Sindaco e alla Pro Loco. Perché questa scelta?

Perché volevamo superare una visione puramente amministrativa. Il Sindaco diventa Custode dell’identità, garante di un patrimonio che non è solo materiale. La Pro Loco, e/o le Associazioni locali, invece, è il motore operativo, il luogo dove la comunità si attiva. È una governance che unisce istituzione e partecipazione, politica e cittadinanza attiva.


Un altro elemento innovativo è il concetto di “deposito” del valore. Cosa si deposita nella Banca?

Si depositano saperi, storie, semi, pratiche. Tutto ciò che rischia di andare perduto. La Banca verifica questi “depositi” e li iscrive in un Libro Mastro simbolico. È un modo per dire: questo patrimonio esiste, ha valore, e va protetto. Non accettiamo prodotti già tutelati da marchi europei, perché il nostro focus è sull’unicità non ancora riconosciuta.


Parliamo dello “spread identitario”: un termine mutuato dalla finanza ma reinterpretato.

Esatto. Lo spread, nella nostra visione, misura la distanza tra chi consuma il territorio e chi lo abita davvero. Più una comunità è consapevole e attiva, più lo spread cresce in senso positivo. È un indicatore di resilienza culturale, di capacità di resistere all’omologazione.


Il Protocollo di Identità Naturale (P.I.N.) introduce elementi simbolici come lo sguardo, la stretta di mano e l’abbraccio. È una provocazione?

È una proposta. In un’epoca dominata da codici digitali e relazioni virtuali, abbiamo voluto riportare al centro la fiducia umana. Guardarsi negli occhi, stringersi la mano, abbracciarsi: sono atti semplici, ma profondi. Rappresentano un contratto etico che nessuna firma può sostituire.


Il capitale umano sembra essere il vero fulcro del sistema.

Assolutamente. I Custodi, gli Ambasciatori, i Leader e le Sentinelle del Futuro sono le vere “cassaforti” della Banca. Senza le persone, non esiste identità. Il nostro obiettivo è creare un ecosistema in cui ogni generazione abbia un ruolo: chi conserva, chi racconta, chi innova.


Che ruolo hanno i giovani in questo modello?

Un ruolo decisivo. Li chiamiamo “Sentinelle del Futuro” perché sono loro a garantire la continuità. Devono imparare dai Custodi, ma anche tradurre questi saperi nei linguaggi contemporanei. Se non riusciamo a coinvolgerli, il sistema si interrompe.


Infine, qual è la sfida più grande per la Banca del Genius Loci De.Co.?

La coerenza. È facile trasformare l’identità in folklore o marketing. La nostra sfida è restare fedeli al principio che ci guida: il Genius Loci non si vende, si abita. Solo così possiamo costruire un modello di sviluppo autentico, sostenibile e duraturo.


L’esperienza della Banca del Genius Loci De.Co. rappresenta una delle più originali sperimentazioni italiane nel campo dello sviluppo territoriale. Un modello che invita a ripensare il valore, restituendo centralità alle comunità e alla loro capacità di generare futuro a partire dalle proprie radici.









lunedì 20 aprile 2026

Banca del GeniusLoci DeCo

 

Nasce la "Banca del GeniusLoci DeCo": l’Istituto che custodisce l’anima dei territori e investe nell’identità come Capitale Sociale


 

In un mondo dominato dall’omologazione, nasce un nuovo modello di sviluppo territoriale: una "Banca" dove il tasso di interesse si misura in felicità pubblica e il patrimonio è costituito dai saperi, dai semi e dalle narrazioni di comunità.

La nostra Banca, afferma Nino Sutera Coordinatore della Rete nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo  non custodisce né oro né valuta corrente, perché abbiamo capito che la vera ricchezza dei nostri borghi è altrove. Il nostro capitale è costituito dal patrimonio materiale e immateriale: una ricetta che rischia di sparire, la tecnica di un artigiano, un seme antico salvato dall’oblio, o quella leggenda che i vecchi raccontano ancora in piazza. Il nostro "tasso di interesse" non è una percentuale monetaria, ma il grado di felicità pubblica e la persistenza di un racconto tramandato. Il Genius Loci è l'anima del luogo: se lo perdi, il borgo diventa un guscio vuoto.

L'iniziativa, promossa dalla Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo, si pone l’obiettivo di trasformare il "Genius Loci" – l’intimo legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva – in un motore di sviluppo etico, circolare e sostenibile.

Una Moneta Chiamata Identità

La Banca, continua Nino Sutera, nasce da una riflessione profonda sulla differenza tra "prodotto tipico" e "prodotto identitario". Mentre il tipico risponde spesso a logiche di mercato diffuse e omologate, il prodotto De.Co. (Denominazione Comunale) rappresenta ciò che appartiene esclusivamente a un luogo: un piatto,una ricetta, una storia irripetibile, un microclima unico, un sapere manuale, ect che rischia l’oblio.

 Il valore del prodotto identitario sta nella leggenda narrante della tradizione; diversamente si tratta solo di un mero prodotto commerciale, ottimo ma senza anima", si legge nel preambolo dello Statuto.

La Banca interviene proprio qui: censendo e tutelando quel patrimonio materiale e immateriale che costituisce il vero "caveau" di una comunità.

La struttura della Banca riflette la visione del borgo come organismo vivo. La governance non segue gerarchie aziendali, ma ruoli di custodia e servizio:

Il Sindaco come Custode: Non un semplice amministratore, ma il garante politico della "sovranità identitaria".

La Rete Nazionale come Bussola Etica: Detentrice della "Golden Share", assicura che ogni azione locale sia coerente con i protocolli di qualità e autenticità nazionali.

Assetto Societario: Competenze come Quote Sociali

Il capitale della Banca del GeniusLoci è suddiviso in quote di partecipazione basate non sul denaro, ma sul talento. Gli Azionisti di Territorio (agricoltori, artigiani, allevatori) sono i "Caveau viventi" della biodiversità. Accanto a loro, gli Azionisti non residenti (scrittori, chef, operatori culturali) agiscono come "Alchimisti" e "Narratori", trasformando i depositi di memoria in esperienze sensoriali e comunicazione universale.

Le Operazioni Bancarie: Dal Deposito all’Investimento

Le operazioni della Banca seguono una logica di rigenerazione:

1.  Il Deposito a Risparmio: Ogni cittadino può "depositare" nel Libro Mastro una ricetta antica, un seme recuperato o un racconto orale.

2.  L'Investimento a Fondo Perduto: La Banca finanzia il passaggio generazionale. Il "rendimento" è garantito ogni volta che un anziano custode trasmette un’arte a un giovane.

3.  Linee di Investimento: Prestiti d’onore identitario per giovani artigiani e campagne di "Marketing della Memoria" per attrarre un turismo esperienziale consapevole.

Il Capitale Umano: Custodi, Ambasciatori e Sentinelle

Lo Statuto dedica ampio spazio alle figure che animano questo ecosistema:

I Custodi: Coloro che vigilano contro le adulterazioni della tradizione.

Gli Ambasciatori: Gli agenti di cambio culturale che portano il valore del borgo nel mondo (Glocalismo).

Leader&Leader: Coloro che praticano una leadership orizzontale e collaborativa.

Le Sentinelle del Futuro: I giovani del borgo, definiti "Fondo di Garanzia", che hanno il compito di tradurre i saperi antichi nei linguaggi tecnologici contemporanei.

Il Premio TERR@ e la Clausola di Autenticità

A coronamento dell'attività annuale, la Banca presenterà una "Mappa del GeniusLoci rigenerato" anziché un classico bilancio economico. In questa occasione verrà conferito il Premio TERR@ (Terre, Eccellenza, Radici, Relazioni, Autenticità), con una menzione speciale, "Radici & Ali", dedicata ai giovani che hanno saputo coniugare fedeltà alla storia e capacità di innovare.

La Banca opera sotto una rigorosa Clausola di Autenticità: "Il Genius Loci non si vende, si abita". Un impegno solenne a rifiutare la trasformazione dell'identità in folklore commerciale, mantenendo la dignità del lavoro e la verità storica al centro di ogni iniziativa.

 La Banca del GeniusLoci DeCo è un progetto pilota che mira alla creazione di una rete capillare di borghi resilienti, capaci di generare economia attraverso la valorizzazione della propria memoria storica e della biodiversità culturale, conclude Sutera

mercoledì 1 aprile 2026

Case vuote in cambio di cura: nasce il progetto di ospitalità solidale

 A Nicosia prende forma un’iniziativa che punta a dare nuova vita alle abitazioni inutilizzate e, allo stesso tempo, a contrastare lo spopolamento dei borghi dell’entroterra siciliano. Si tratta del progetto promosso dall’associazione SicilyUp in collaborazione con il network TiME4, basato su un sistema di scambio reciproco: ospitalità in cambio di tempo e attività utili.



 

Come funziona lo scambio

Il meccanismo è semplice, ci spiega Maria Antonietta La Greca, presidente della associazione di promozione sociale SicilyUp. I proprietari di seconde case o abitazioni utilizzate solo per brevi periodi dell’anno possono metterle a disposizione di chi desidera soggiornare sul territorio.

In cambio, gli ospiti — tra cui viaggiatori, nomadi digitali, famiglie o pensionati attivi — offrono il proprio contributo in attività quotidiane come manutenzione degli spazi, cura di orti e giardini, accudimento di animali e custodia delle abitazioni. Non è previsto alcun compenso economico. Lo scambio si basa esclusivamente sul tempo, sulla fiducia e sulla collaborazione.

Un progetto contro lo spopolamento

L’iniziativa si inserisce in un contesto ben noto, ovvero quello dello spopolamento che interessa da anni molti comuni dell’entroterra siciliano. Anche realtà come Nicosia registrano una progressiva diminuzione della popolazione residente, con un conseguente aumento di immobili inutilizzati e una riduzione della vitalità sociale ed economica.

Il progetto mira proprio a invertire questa tendenza, almeno in parte, riportando presenza e attività nei borghi attraverso forme temporanee ma significative di abitazione.

Il ruolo delle associazioni

SicilyUp è attiva da tempo nella promozione di iniziative legate allo sviluppo locale e alla creazione di reti di comunità. TiME4, invece, si fonda sul principio della “banca del tempo”, mettendo in relazione persone che possono offrire e ricevere supporto attraverso lo scambio di ore e competenze.  Dalla collaborazione tra le due realtà nasce un modello che unisce ospitalità e solidarietà, valorizzando risorse già presenti sul territorio.

Obiettivi e prospettive

L’obiettivo non è solo quello di offrire un’alternativa al turismo tradizionale, ma soprattutto di riattivare immobili inutilizzati, favorire nuove relazioni tra residenti e visitatori, rafforzare il tessuto sociale locale e promuovere forme sostenibili di abitare.

Se il progetto troverà continuità e adesione, potrà rappresentare un modello replicabile anche in altri borghi della Sicilia e del resto d’Italia.

Come partecipare

Per aderire all’iniziativa o ottenere maggiori informazioni è possibile consultare la piattaforma online di TiME4.

Una rivoluzione gentile (ma concreta)

In un mondo dominato da scambi economici e logiche di profitto, questo progetto propone qualcosa di diverso: una economia della fiducia. Non è utopia. È un modello praticabile, replicabile, già in movimento. Una rivoluzione silenziosa che non costruisce nuovi edifici, ma riapre quelli esistenti. Che non inventa nuove risorse, ma valorizza quelle dimenticate. Che non porta turismo, ma presenza.

E se fosse solo l’inizio?

Quello che oggi nasce nei borghi siciliani potrebbe diventare un modello per molte altre aree interne italiane — e non solo. Perché il vero valore di questo progetto non è nelle case, né nel tempo scambiato. È nella possibilità di ricucire legami tra persone e luoghi. E forse, proprio da qui, può ripartire un nuovo modo di abitare il mondo.