venerdì 11 agosto 2023
martedì 8 agosto 2023
La cucina del Gattopardo volano dello sviluppo.
Il Comune, ha adottato recentemente il percorso Borgo GeniusLoci De.Co. un percorso culturale, per esaltare l’identità territoriale, puntando alla valorizzazione di uno dei prodotti identitari,"Le Siringate, quei gustosi dolcetti che piacevano tanto alla principessa Filangeri, che a Santa Margherita di Belice era trattata da tutti come una regina"
Per garantire la sostenibilità del percorso occorrono dei principi inderogabili e non barattabili, innanzitutto la storicità e l'unicità, l’interesse collettivo, condiviso e diffuso e a burocrazia zero. Il mito che circonda la maggior parte dei territori rurali di successo, assomiglia a una favola vera fatta di personaggi e di eccezionalità, e di unicità. Aspetti importanti che collocano l’idea del Borgo GeniusLoci De.Co. all’interno di un percorso culturale e di pensiero innovativo volto alla difesa delle peculiarità territoriali.
Territorio, Tradizioni, Tipicità, Tracciabilità e Trasparenza: ecco le 5“t” protagoniste del percorso “Borghi Genius Loci De.Co.”.ideato dalla Libera Università Rurale Saper&Sapor
Nel capolavoro di
Giuseppe Tomasi di Lampedusa "Il Gattopardo" l'autore fa una
dettagliata descrizione di quella che era la cucina della nobiltà siciliana del
tempo, come il celebre timballo o il sofisticato "Trionfo di gola",
dolce simbolo irrinunciabile per l'aristocrazia.
E proprio alla tavola del Gattopardo è stata dedicata la
serata finale del Premio letterario internazionale "Giuseppe Tomasi di
Lampedusa", giunto alla sua diciottesima edizione, che si è svolto a Santa
Margherita Belìce.
L'obiettivo è di valorizzare i prodotti identitari e i loro territori meritevoli della Denominazione Comunale. La denominazione comunale (De.Co.) « è un atto politico, nelle prerogative del Sindaco », che afferma il suo primato nel territorio, che presuppone una conoscenza del passato, un’analisi del presente ed una progettualità riferita al futuro. Il tutto nell’ottica del turismo enogastronomico, che se ben congegnato e gestito, costituisce una vera e grande opportunità per lo sviluppo dell’economia locale, specie per le piccole comunità rurali, che nei rispettivi prodotti alimentari e piatti tipici hanno un formidabile punto di forza attrattiva nei confronti del visitatore.
Le De.Co. nascono da
un’idea semplice e geniale del grande Luigi Veronelli , che così le spiegava: “Attraverso la
De.Co. il « prodotto » del Territorio acquista una sua identità.”
Rappresenta un concreto strumento di marketing territoriale, ma soprattutto
un’importante opportunità per il recupero e la valorizzazione delle identità e
le unicità locali. Veronelli,
enologo, gastronomo e scrittore lombardo, ideò le De.Co., ha
rappresentato e rappresenta il rinascimento dell’ ElaioEnoGastronomia italiana in
tutte le sue espressioni, ha aperto una strada, inventato un genere, vissuto e
tracciato la via per l’affermazione dei territori, e dei prodotti identitari,
una lezione di dedizione, onestà intellettuale, e sana partigianeria che
rappresenta l’antesignano alla sovranità alimentare. Ha
lottato contro i poteri forti a difesa dei piccoli produttori, a garanzia dei
consumatori consapevoli. E’ in questo scenario che 20 anni addietro è
stato ideato il percorso Borghi GeniusLoci De.Co., un
percorso culturale, che mira a salvaguardare e valorizzare il “locale”,
rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti
e sapori. La De.Co. è « un prodotto del territorio » (un piatto, un
dolce, un sapere, un evento, un lavoro artigianale, ecc.) con il quale una
comunità si identifica per elementi di unicità e caratteristiche identitarie,
deve essere considerata come una vera e propria attrazione turistica capace di
muovere un target di viaggiatori che la letteratura internazionale definisce
“foodies”, viaggiatori sensibili al patrimonio culinario locale e non solo.
Quando il cibo viene ancorato in maniera identitaria ad un territorio, smette
di essere un momento culinario e diventa esperienza totale. In questo modo
coinvolge immediatamente i quatto sensi, vedere, annusare, gustare e toccare;
ma quando un cibo è veramente ancorato ad un territorio tocca anche l’udito,
perché si racconta e racconta il territorio.
Quando arriva nel
piatto, quel cibo ti ha detto tante cose e quando lo assapori diventa
esperienza avvolgente, coinvolgente e identitaria di quel luogo. Il termine
genius loci, di origine latina, definisce letteralmente il “genio”, lo spirito,
l’anima di un luogo è caratterizza l’insieme delle peculiarità sociali,
culturali, architettoniche, ambientali e identitarie di una popolazione e
l’evoluzione di quest’ultima nel corso della storia. E’ quell’unicum che
caratterizza la destinazione, quella particolare atmosfera che rende un posto
così speciale agli occhi del visitatore. Il “Genius Loci", definito da Luigi Veronelli quale
intimo e imprescindibile legame fra uomo-ambiente-clima-cultura produttiva.
«Effetto GeniusLoci» è la capacità che deve avere un territorio, di « produrre
», grazie al saper fare dell’uomo che possiede il gusto del territorio nel
quale riconosce in modo permanente la singolarità ed il valore.
venerdì 21 luglio 2023
Chicco di Sole
Chicco di Sole
Peppino Bivona, profondo conoscitore delle tematiche legate al territorio, all’identità, alla storia, dalla cultura locale all’alimentazione, ci consegna un’altra opera straordinaria, “Chicco di Sole”con la prefazione di Giuseppe Barbera, l’introduzione di. Nicola Cacioppo, e la postfazione di Nino Sutera.
Nessuna coltura come
il grano ha segnato così profondamente la storia dell’alimentazione in tutto il
bacino del nel nostro mediterraneo. Questo cereale ha inciso fortemente sulle
vicende storiche della nostra civiltà, con i suoi risvolti economici, politici
e sociali.
Da secoli il grano
caratterizza lo scenario del paesaggio agrario meridionale, dal latifondo al
feudo: estensioni sconfinate,quasi una monotonia dominata della sola
monocoltura cere agricola: luoghi spogli caratterizzati dalla totale assenza di
un albero o di una casa.
Ma perché questa coltura ebbe ed ha,tanto successo? Quali
caratteristiche peculiari ne hanno assegnato un primato merceologico e
mercantile? Cos’ha di strategico questo “chicco” di grano?
Abbiamo immaginato, sostiene
Peppino Bivona, di proporvi un
viaggio per una destinazione incerta,approssimata, senza una precisa meta, come
si conviene ad un curioso viandante, un percorso in compagnia del chicco di
frumento,scegliendo i camminati occasionalmente, giorno dopo giorno attraverso
la mitologia, la storia, la tecnica, raccontarvi le complesse e complicate
vicende che hanno accompagnato il mondo agricolo nel suo rapporto con questa
strana “merce”: il grano. Si,davvero“strana”
per la sua doppia natura: di merce e mezzo di produzione!
Ma ancora più strana e curiosa è la sua origine: pensate,
non esiste allo stato selvatico, il grano non ha un “antenato” cosi come c’è
l’ha il pomodoro, o la patata. Questo “accidente” botanico, ha stimolato la
fantasia di scrittori come Mauro Biglino,
che lo vorrebbero un singolare dono degli “extraterrestri”.
In verità la nascita del moderno grano si deve ad un paio di incidenti genetici, avvenuti in tempi diversi, a causa del mancato sdoppiamento de corredo cromosomico all’interno delle cellule germinali. Poi il lento processo di addomesticamento iniziato già12.000 anni fa,ha caratterizzato la nascita dell’agricoltura. Lo troviamo diffuso in quasi tutto il mondo e assieme ai riso e ai mais costituisce la base dell’alimentazione per la nostra umanità.
Il nostro intento è aprire delle finestre, offrirvi una narrazione libera e originale con una visione aperta,articolata sulle tematiche relative al grano e ai suoi prodotti derivati, alle vicissitudini umane ad esso legate, in una esposizione dinamica priva di rigidi, noiosi, schemi didattici.
Peppino Bivona di Menfi, Agronomo Giornalista è attualmente Presidente della Libera Università Rurale dei Ssaperi& dei Sapori Onlus, che proprio quest’anno celebra i primi dieci anni di vita. Nel corso degli anni e delle esperienze, il concetto di European Rural University si è addensato e arricchito, come si accompagna un mondo rurale in profonda trasformazione. Infatti, le aree rurali sono diventate multifunzionali per la loro potenzialità e rappresentano la posizione strategica delle politiche di sviluppo locale. L'Università rurale unisce tutte le forze nelle zone rurali, persone ed istituzioni socio-economiche, in un unicum innovativo nel preservare le tradizioni locali, in cui è in grado di raccogliere tutte le logiche di azione, della formazione, della ricerca, della capitalizzazione delle esperienze, in quanto consente di individuare, confrontare e analizzare le iniziative locali dello sviluppo. Sono conosciute come università rurali ed il loro impianto è in auge in tutta Europa. La loro origine risale alla metà dell’Ottocento negli Stati Uniti, dove la creazione di immensi campus pluridisciplinari obbligò ad allontanare sempre di più l’università dai nuclei urbani. In Europa la prima Università rurale è nata in Francia, nel 1975. La prima Università rurale, organizzata in sessioni regionali, diventa un esperimento nazionale nel 1983. Il gruppo Northern Ireland (Irlanda del Nord) ha finanziato la creazione di una "università rurale" incentrata sui bisogni concreti dell'economia delle zone rurali dell'Irlanda del Nord. In questo contesto che si inserisce la mission e la vision della lurss che ha plasmato il necessario dialogo fra “la conoscenza dell’imparato” e “la conoscenza delle esperienze”, tra teoria e prassi.
martedì 11 luglio 2023
Glifosate. L’EFSA si pronuncia: nessuna area di preoccupazione critica
Gianna Bozzali
L’impatto
su salute e ambiente del glifosate non desta “preoccupazioni critiche”. È
quanto emerso dallo studio d’impatto dell’Efsa, l’Autorità europea sulla
sicurezza alimentare, che ha presentato in questi giorni la propria analisi.
Un’analisi propedeutica, lo ricordiamo, alla decisione sull’estensione
dell’autorizzazione d’impiego del noto diserbante non selettivo il cui impiego
in Europa è sottoposto a una severa regolamentazione e la cui scadenza è stata
prorogata al 15 dicembre 2023. Nella sua revisione paritetica della valutazione
del rischio del glifosate come sostanza attiva, l’EFSA non ha
individuato dunque alcuna area di preoccupazione critica in relazione al
rischio che esso comporta per l’uomo, gli animali o l’ambiente.
Nel
2022 l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha effettuato una
valutazione dei pericoli posti dal glifosate in seguito alla quale aveva
concluso che esso non soddisfacesse i criteri scientifici per essere
classificato come sostanza cancerogena, mutagena o nefrotossica. Restano però
alcune questioni che non è stato possibile risolvere in via definitiva o
questioni rimaste in sospeso. Tra le questioni che non è stato possibile
risolvere in via definitiva rientrano la valutazione di una delle impurità presenti
nel glifosate, la valutazione del rischio alimentare per i consumatori e la
valutazione dei rischi per le piante acquatiche.
Tra
le questioni rimaste in sospeso vi sono, tra l’altro, la mancanza di
informazioni sulla tossicità di uno dei componenti della formulazione di
pesticidi a base di glifosate presentata ai fini della valutazione,
informazioni che sono necessarie per portare a termine la valutazione del
rischio relativo alla formulazione per gli usi rappresentativi. Per questa
formulazione non sono emerse indicazioni di tossicità acuta e genotossicità.
Per
quanto riguarda la biodiversità, gli esperti
hanno riconosciuto che i rischi associati agli usi rappresentativi del
glifosato sono complessi e dipendono da molteplici fattori. Nel complesso, le
informazioni disponibili non consentono di trarre conclusioni definitive su
questo aspetto della valutazione del rischio e i gestori del rischio possono
prendere in considerazione misure di mitigazione. Per quanto riguarda l'ecotossicologia,
il pacchetto di dati ha consentito un approccio conservativo alla valutazione
del rischio, che ha identificato un rischio elevato a lungo termine per i
mammiferi in 12 dei 23 usi proposti del glifosate.
Che cos’è il glifosate
Il glifosate
è uno degli erbicidi più usati al mondo e rappresenta circa il 25% del mercato
globale di questi prodotti. È utilizzato principalmente in agricoltura per
combattere le erbe infestanti che contendono alle colture
spazio, acqua, sostanze nutritive e luce del sole. È definito
diserbante ad "ampio spettro" perché è efficace contro tutti i tipi
di infestanti ed è sempre utilizzato in formulati contenenti altre sostanze
chimiche.
A
differenza di altri prodotti, il glifosate è assorbito attraverso le foglie e
poi trasportato nelle altre parti della pianta. Questo conferisce alla sostanza
la caratteristica di fondamentale importanza di riuscire a devitalizzare anche
gli organi delle erbe infestanti che si trovano sottoterra. Ciò eradica
realmente l'infestante e gli impedisce di ricrescere dopo poche settimane.
In Italia l'uso del glifosate nella coltivazione dei cereali è consentito dalla normativa vigente solo in fase di pre-semina e in pre-emergenza, cioè per liberare il suolo da erbe infestanti prima che si effettui la semina delle piante da coltivare e garantire a queste ultime la possibilità di crescere senza che altre piante sottraggano loro le sostanze nutritive presenti nel suolo. I trattamenti pre-raccolta sui cereali non sono consentiti in Italia.
Prossime fasi
Le
conclusioni dell’EFSA sulla revisione paritetica della valutazione del rischio
relativa al glifosato sono state trasmesse alla Commissione europea e agli
Stati membri per orientare la decisione che sono chiamati a adottare in merito
all’opportunità di mantenere il glifosato nell’elenco dell’UE delle sostanze
attive approvate nei prodotti fitosanitari. La pubblicazione delle conclusioni
è prevista per la fine di luglio 2023 mentre quella dei documenti di
riferimento, che ammontano a diverse migliaia di pagine, è prevista tra la fine
di agosto e la metà di ottobre 2023.
Originaria di Vittoria (Ragusa). Una laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari e tante esperienze maturate nel mondo della comunicazione enogastronomica, sia in tv, sia grazie alla collaborazione con testate giornalistiche di settore. Giornalista e critico gastronomico, esperto assaggiatore Onav, è da anni PR ed ufficio stampa del Consorzio di Tutela del Cerasuolo di Vittoria DOCG. Spesso veste anche il ruolo di Docente di comunicazione gastronomica in diversi corsi di settore. Ama narrare le storie più semplici come quelle dei casari, dei contadini e dei vignaioli perché anche il più sconosciuto dei produttori merita di essere “ascoltato”.
lunedì 26 giugno 2023
I Gruppi Tematici dell'ERP Italy
ADESIONE AI GRUPPI TEMATICI
L’ambizione è di unire tutte le forze nelle zone rurali, persone ed istituzioni socio-economiche, in un unicum innovativo nel preservare le tradizioni locali, in grado di raccogliere tutte le logiche di azione delle esperienze, in quanto consente di individuare, confrontare e analizzare le iniziative locali dello sviluppo. Le politiche, gli investimenti, le conoscenze, i successi e gli insuccessi di una componente (agricoltura) si ripercuotono in modo reciproco ed incontrovertibile sull’altra (alimentazione). Agricoltura ed alimentazione sono protagoniste della crescita economica e sociale dell’Europa, ma sono anche garanti della sostenibilità nell’uso delle proprie risorse (suolo e materie prime) per assicurare disponibilità nel futuro, efficienza nell’impiego, incremento della competitività economica ed opportunità d’accesso alle risorse e ai servizi da parte di tutta la popolazione.
Il patto rurale istituito dalla Commissione Europea, è la cornice per la collaborazione tra le amministrazioni nazionali, regionali e locali, le organizzazioni della società civile, le imprese, il mondo accademico e i cittadini al fine di perseguire gli obiettivi condivisi della visione rurale.
Ha 3 obiettivi:
Amplificare la voce delle comunità rurali e darle maggiore priorità nell'agenda politica
Strutturare e favorire la creazione di reti, la collaborazione e l'apprendimento reciproco
Incoraggiare e monitorare gli impegni volontari ad agire per realizzare questa visione
Nella democrazia partecipativa, la decisione viene presa dai rappresentanti sulla base di processi di partecipazione dei cittadini che hanno la possibilità di esprimere le proprie ragioni su un determinato tema. La mission e la vision che anima l’ERP-Italy è di sperimentare modelli nuovi, per addivenire a traiettorie e percorsi rivoluzionari (nel senso buono del termine)
sabato 3 giugno 2023
MADE IN ITALY
MADE IN ITALY
Disposizioni organiche per la valorizzazione, la promozione e la
tutela del Made in Italy (disegno di legge)
Il Consiglio dei Ministri ha approvato, con procedura d’urgenza, un
disegno di legge volto all’introduzione di disposizioni organiche per la
valorizzazione, la promozione e la tutela del Made in Italy, tra i provvedimenti anche quelli relativi alle
Le nuove norme intervengono al fine di sostenere lo sviluppo delle
produzioni nazionali d’eccellenza e promuovere la tutela e la conoscenza delle
bellezze naturali, del patrimonio culturale e delle radici culturali nazionali,
in Italia e all’estero, alla valorizzazione dei mestieri e al sostegno dei
giovani. Si stabilisce che le misure di promozione e incentivazione siano
coerenti con il principio di sostenibilità ambientale della produzione, con la
transizione dei processi produttivi verso la digitalizzazione nella
salvaguardia delle peculiarità artigianali, con l’inclusione sociale e la
valorizzazione del lavoro femminile e giovanile e con il principio di non
discriminazione tra le imprese.
Di seguito alcune tra le principali misure previste, suddivise per ambiti
d’intervento.
Filiere
strategiche nazionali
Nell’ambito delle filiere strategiche nazionali, si prevedono misure a
favore delle imprese, tra le quali:
·
l’istituzione del Fondo nazionale
per il Made in Italy, per l’attrazione di capitali e la realizzazione di
investimenti governativi diretti e indiretti, con una dotazione iniziale di un
miliardo di euro;
·
il rifinanziamento o la
rimodulazione d’incentivi specifici (rifinanziamento a decorrere dal 2024 del
c.d. “Voucher 3i” per l’acquisto di servizi di consulenza per la brevettazione;
misure di sostegno per l’imprenditoria femminile; misure a favore delle filiere
legno-arredo, fibre tessili naturali, ceramica, nautica da diporto; disposizioni
in materia di pubblico approvvigionamento di forniture di qualità; informazione
del consumatore sulle fasi di produzione della pasta).
Istruzione
e formazione
Al fine di promuovere le abilità, le conoscenze e le competenze connesse
al made in Italy, si prevede:
·
l’istituzione del Liceo del
“Made in Italy”, per promuovere le conoscenze e le abilità connesse
all’eccellenza dei prodotti e della tradizione italiana attraverso un percorso
in grado di dare competenze storico-giuridiche, artistiche, linguistiche,
economiche e di mercato idonee alla promozione e alla valorizzazione dei
singoli settori produttivi nazionali che tengano conto delle specifiche
vocazioni dei territori;
·
l’istituzione della
Fondazione “imprese e competenze” (con il compito, tra l’altro, di promuovere
il raccordo tra le imprese e i licei e di gestire l’”Esposizione nazionale
permanente del Made in Italy”);
il nuovo “tutoraggio” con il quale i datori di lavoro privati,
entro parametri stabiliti, potranno stipulare con i lavoratori pensionati
contratti di durata massima di 24 mesi finalizzati a svolgere tutoraggio a
favore dei giovani neo-assunti (con esonero, a favore del datore di lavoro, dei
contributi nei confronti dei neo-assunti).
Giornata
nazionale del Made in Italy
Si istituisce il 15 aprile di ogni anno, ricorrenza della nascita di
Leonardo da Vinci, la giornata nazionale del Made in Italy, al fine di
celebrare la creatività e l’eccellenza italiana presso le istituzioni, le
scuole di ogni ordine e grado e i luoghi di produzione, di riconoscere agli
stessi il ruolo sociale e il contributo allo sviluppo economico e culturale
della Nazione e del suo patrimonio identitario, di sensibilizzare l’opinione
pubblica nei confronti dei temi della promozione e della tutela del valore e
delle qualità peculiari delle opere dell’ingegno e dei prodotti italiani.
Misure di
promozione
Si introducono misure finalizzate alla promozione, valorizzazione e
tutela del patrimonio culturale e del turismo:
·
la possibilità per gli
istituti e i luoghi della cultura di registrare il marchio che li caratterizza
(l’uso del marchio potrà essere concesso a terzi a titolo oneroso);
·
l’introduzione
nell’ordinamento della definizione di “imprese culturali e creative”, per le
quali si prevedono un apposito albo e un fondo presso il Ministero;
·
l’introduzione del “Piano
nazionale strategico per la promozione e lo sviluppo delle imprese culturali e
creative”;
·
il sostegno del settore
fieristico in Italia mediante finanziamenti a favore delle imprese del settore;
·
la promozione del sistema
“NutrInform Battery” quale sistema di etichettatura nazionale per il corretto
utilizzo delle indicazioni nutrizionali dei prodotti alimentari;
·
la “certificazione di qualità
a favore della ristorazione italiana” all’estero;
·
l’istituzione del fondo per
la protezione nel mondo delle indicazioni geografiche italiane agricole,
alimentari, del vino e delle bevande;
·
la valorizzazione della
biodiversità, delle pratiche tradizionali e del paesaggio rurale, attraverso il
sostegno di programmi di miglioramento genetico mediante l’istituzione di
specifici fondi, tra i quali quello per i distretti del prodotto tipico italiano.
Tutela dei
prodotti
Si mira ad assicurare la riconoscibilità e la provenienza dei prodotti
italiani, anche intervenendo in materia penale. A questo scopo:
·
si adotta un contrassegno
ufficiale di attestazione dell’origine italiana delle merci, apponibile, su
base volontaria, dalle imprese sui beni prodotti sul territorio nazionale;
·
si effettua una ricognizione
dei prodotti industriali e artigianali tipici, radicati in una specifica zona
geografica, e si adottano disciplinari di produzione con la costituzione di
associazioni di produttori per la valorizzazione dei prodotti oggetto dei
disciplinari;
·
si prevede l’uso delle nuove
tecnologie per la tracciabilità dei prodotti tramite l’istituzione di un
catalogo nazionale con i requisiti fissati dall’European Blockchain Service
Infrastructure (EBSI);
·
si riorganizzano le
competenze degli uffici giudiziari per garantire la specializzazione dei magistrati
in materia di lotta alla contraffazione e la loro formazione in materia;
·
si aumentano le sanzioni
amministrative pecuniarie per gli illeciti di acquisto e introduzione di
prodotti contraffatti;
·
si modificano il Codice
penale e il Codice di procedura penale, per punire anche coloro che detengono
per la vendita prodotti contraffatti e per velocizzare e semplificare le
operazioni di distruzione della merce contraffatta sequestrata;
·
si estendono le disposizioni
in materia di operazioni sotto copertura ai reati di contraffazione;
·
si valorizza la
collaborazione prestata dallo straniero nel corso delle indagini per
l’identificazione dei produttori e dei distributori delle merci contraffatte.
sabato 20 maggio 2023
GeniusLoci tra neoliberismo, futurismo e artefizi
Al sistema della finanza (banche e multinazionali), il neoliberismo, la storia non piace come pure non piace la cultura, due dei valori e delle risorse, insieme a paesaggio, ambiente e tradizioni che rappresentano il territorio. Piace solo, e molto, l’intelligenza artificiale, quella capace di registrare ogni nostro respiro e di combinare i numeri che servono a contare bene il denaro. Per il sistema anche noi siamo numeri, però difettosi, per il fatto che abbiamo un’anima che emoziona, un cuore che ama e una mente che pensa, ragiona. Difettosi, anche, perché ci piace conoscere, sapere, chiacchierare, raccontare, ridere e sorridere. In pratica ci piace il convivio, la buona tavola, il cibo, che – è bene sottolinearlo – ha qualità, solo se espresso dall’origine, il territorio, e, anche diversità, se racconta le stagioni e, ancor più, la biodiversità. Parlando di cibo, c’è da dire che l’Italia è, più di ogni altro al mondo, il Paese della biodiversità, tant’è che non c’è centimetro del suo territorio che non è segnato da una delle 838 eccellenze alimentari Dop e Igp, che, da quasi vent’anni ci collocano sul podio più alto, in Europa e nel mondo. Due gli esempi più significativi, quelli che ci coinvolgono di più e da tempo: il vino e l’olio. I due fedeli amici, compagni di viaggio da oltre seimila anni, che, dopo aver segnato di storia, cultura, tradizioni il Mediterraneo, alla fine del secolo scorso si sono avventurati nella conquista di nuovi territori nel resto del mondo. Tant’è – ci piace sottolineare - che non c’è minuto che passa senza sentire un frantoio che macina e un mosto che fermenta in una cantina aperta in qualche angolo dei cinque continenti. L’olio del gentile olivo e il vino della nobile vite, delizioso nettare, entrambi simboli, soprattutto della sacralità, e, insieme, testimoni dei valori e delle risorse che il Genius loci, da sempre, abbraccia e rappresenta.
Lo Spirito del luogo duramente combattuto dal neoliberismo,, che, con la sua
mania di depredare e distruggere, lo ritiene l’ostacolo più difficile da
rimuovere sulla strada che porta al suo dio onnipotente, il denaro. Oggi più
che mai, per la ragione che su questa strada ci sono investimenti pari a ben
800 miliardi di euro, destinati alla produzione di un cibo coltivato, non
dai coltivatori, ma dall’intelligenza
artificiale. In pratica, intelligenza impegnata a trasformare un atto agricolo,
qual è il cibo, in un prodotto pensato, lavorato e realizzato da un robot. Oggi
il vino, domani l’olio evo e/o il pane, la stessa Dieta mediterranea, quale
stile di vita e non solo modo di mangiare. Sta qui la premura e la fretta del
sistema, il grande regista, a utilizzare tutte le sue comparse, quelle presenti
nelle istituzioni, negli organi di informazione e, perché la notizia non sia
fraintesa come opinione, nelle Università e nei centri di ricerca. Ed è così
che si fa presto a spargere la voce che il vino è cancerogeno, anche se ne
viene bevuta una goccia, e tutto per
colpa della sua percentuale di alcol (raramente oltre il 15%). Nessuna parola
sui mali prodotti dalle bevande non alcoliche! E così, non più l’aria e l’acqua
inquinate, il suolo maltrattato da un’agricoltura industrializzata e
allevamenti super intensivi, che hanno fatto e continuano abuso della chimica e
degli antibiotici, ma il vino, l’autore della crescita dei tumori!
Guarda caso, proprio oggi o, volendo dare più tempo al tempo, nel periodo degli ultimi cinquant’anni quando il consumo procapite, in Italia, di questa bevanda/alimento, che anima il convivio, e ben si sposa con le pietanze della nostra cucina, è passato dai 114 litri pro-capite del 1974 a sotto i 50 litri dei giorni nostri, cioè più che dimezzato. Un calo netto del consumo di vino proprio negli anni in cui si registra un aumento del consumo di droga, un abuso delle sostanze inquinanti sopra citate e un aumento dei casi di tumori di ogni tipo e ogni specie. È nella natura di un sistema privo di valori, imbroglione per indole, porre in cattiva luce tutto ciò che mette a rischio gli obiettivi già prefissati, che poi si riducono a depredare e distruggere, tutto e solo per accumulare denaro. Che fare? Avere cura e premura del territorio e lottare per salvaguardarlo e tutelarlo, visto che è la grande e sola risorsa che abbiamo. Riappropriarsi della politica, quale arte, per governarlo con progetti e programmi che portano a vivere un domani pieno di nuove speranze. Lottare, prima che sia troppo tardi, il sistema e disarmarlo per tornare a respirare, bere, gustare il nuovo domani.
Basta – come raccomanda il Genius loci
– un fetta di pane di farina di grano duro, un filo d’olio evo di una o
più varietà autoctone, un pomodoro dell’orto più vicino, una spolverata di
origano d’annata e un pizzico di sale per avere tutta la forza che serve per
mettere in crisi il sistema, anch’esso un mostro da un occhio solo, per giunta
accecato dal denaro.

















