lunedì 13 maggio 2019

Viaggio nei Borghi GeniusLoci De.Co


 
La denominazione comunale (De.Co.) “Borghi Genius Loci” è un atto politico, nelle prerogative
del Sindaco,che afferma il suo primato nel territorio, che presuppone una conoscenza del passato,
un’analisi del presente ed una progettualità riferita al futuro. 

Il percorso Borghi GeniusLoci De.Co., è un percorso culturale, che mira a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l'essenza, l'identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi.

                       «Illuminante, al riguardo, la definizione che il compianto Luigi Veronelli ha dato del “genius loci”: esso è da intendere come “l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva”. Da qui il nome del percorso.
Luigi Veronelli,   enologo, gastronomo e scrittore lombardo, che ideò le De.Co., ha rappresentato e rappresenta il rinascimento dell’enogastronomia italiana in tutte le sue espressioni, ha aperto una strada, inventato un genere, vissuto e tracciato la via per l’affermazione dei territori.
Ha lottato contro i poteri forti a difesa dei piccoli produttori, a garanzia dei consumatori consapevoli.
È una lezione di dedizione, onestà intellettuale, e sana partigianeria che è di esempio in un campo, come quello dell’ ElaioEnogastronomia cioè l’insieme di nozioni relative all’arte culinaria e alla cultura riguardante l'olio, il vino e il buon cibo, verso il quale l’interesse continua a crescere, insieme alle sfide che questo pone.
Le De.Co (Denominazione Comunale) nascono da un’idea semplice e geniale del grande Luigi Veronelli, che così le spiegava:  “Attraverso la De.Co il "prodotto" del Territorio acquista una sua identità.” Rappresenta un concreto strumento di marketing territoriale, ma soprattutto un’importante opportunità per il recupero e la valorizzazione delle identità e le unicità locali. La De.Co. è “un prodotto del territorio” (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, un lavoro artigianale, etc) con il quale una comunità si identifica per elementi di unicità e caratteristiche identitarie,  deve essere considerata come una vera e propria attrazione turistica capace di muovere un target di viaggiatori che la letteratura internazionale definisce “foodies” viaggiatori sensibili al patrimonio culinario locale e non solo.   
 Obiettivo del Percorso GeniusLoci De.Co. è recuperare l’identità di un luogo, attraverso anche le valorizzazione delle produzioni di eccellenza e delle tradizioni storiche e culturali dello stesso, al fine di ottimizzarne la competitività. Il percorso innovativo “Borghi Genius Loci De.Co.”, attraverso il quale si intende incrementare il turismo enogastronomico puntando sulla spiccata tipicità delle pietanze ereditate dalle antiche tradizioni locali, in grado di esprimere l’essenza più autentica e di “raccontare” la storia di un territorio finalizzato a rafforzare l’identità del territorio attraverso l’esaltazione delle rispettive peculiarità gastronomiche, sulla base dell’assunto che una pietanza non serve solo a soddisfare l’appetito ed a fornire all’organismo apporti calorici e nutrizionali, ma riesce anche a “raccontare” la cultura, i valori e le tradizioni dell’ambiente in cui la si cucina e, prima di tutto, la si “pensa”.
Il tutto nell’ottica del turismo enogastronomico, che se ben congegnato e gestito, costituisce una vera e grande opportunità per lo sviluppo dell’economia locale, specie per le piccole comunità rurali, che nei rispettivi prodotti alimentari e piatti tipici hanno un formidabile punto di forza attrattiva nei confronti del visitatore. «E’ proprio a tavola che si esprime quel “genius loci” che dà il nome all’iniziativa, e che preferiamo al corrispondente termine francese “terroir”: il menù non è solo una sequenza di ghiottonerie atte ad appagare i piaceri del palato, ma va anche e soprattutto inteso come narrazione di un “frammento di civiltà”. Un piatto tipico locale, quindi, è assimilabile ad un’opera d’arte, perché è un unico ed (altrove) irripetibile equilibrio di forze ed energie scaturenti da un determinato e ben definito luogo.                        
Pertanto il Genius Loci si visita nel territorio e si assapora nel piatto. La bellezza e l'unicità del paesaggio, gli insediamenti storici, la rigogliosa natura ha regalato diversi elementi attrattivi ereditati dalla tradizione ed in grado di affascinare i cosiddetti “viaggiatori del gusto”, ossia quei tanti turisti intelligenti e colti alla ricerca della buona tavola, non solo per apprezzarne le qualità gastronomiche, ma anche per l’intimo e profondo legame tra essa ed il territorio. Il valore di una De.Co.(Denominazione Comunale) è quello di fissare, in un dato momento storico, ciò che identifica quel Comune. A memoria futura, oppure come occasione del presente per cogliere un’opportunità di marketing. I prodotti agroalimentari e artigianali racchiudono al loro interno tradizione, cultura, valori, conoscenza locale, e, forse la cosa più importante, l’autenticità del loro territorio di origine. La Denominazione Comunale non è un marchio di qualità, ma il biglietto da visita di una comunità, sulla quale possono operare i sindaci per salvaguardare e valorizzare l'identità di un territorio. L’istituzione del Borgo GeniusLoci De.Co., consente l'avvio di una fase di sviluppo endogeno del territorio, dove la propria storia e la propria tradizione diventa la "risorsa" su cui investire il proprio futuro.
                  Per garantire la sostenibilità del percorso occorrono tuttavia quattro principi, la storicità e l'unicità, l’interesse collettivo, condiviso e diffuso e a burocrazia zero Il mito che circonda la maggior parte dei territori rurali di successo, assomiglia a una favola vera fatta di personaggi e di eccezionalità, e di unicità. Aspetti importanti che collocano l’idea dei Borghi GeniusLoci De.Co. all’interno di un percorso culturale e di pensiero innovativo volto alla difesa delle peculiarità territoriali. Non potendo legare l'azione di forza alla qualità normata dai Reg. comunitari, sta nell'unicità dell'identità l'azione vincente. In questo processo culturale, i disciplinari, le commissioni, e i regolamenti, mutuati dai marchi di tutela di tipo europeo(DOP, IGP, DOC, ect) sono strumenti impropri.
Era il 1956 quando Luigi (Gino) Veronelli scriveva “L’agricoltura e il turismo sono le armi migliori per lo sviluppo e l’affermazione della nostra Italia”. Un’idea decisamente controcorrente considerando il pieno boom economico (1953-1963) cioè quel veloce sviluppo industriale che trasformò l’Italia, il suo modo di vivere, le abitudini, anche alimentari, della popolazione e modificò per sempre l’aspetto delle città, del paesaggio, delle campagne. Anni dopo, Veronelli sarebbe di nuovo tornato sull’argomento precisando che “L’agricoltura di qualità e il turismo di qualità sono le armi per lo sviluppo della nostra patria”. Gino, in questo come in tanti altri temi, è stato un antesignano, un intellettuale a tutto campo, ricco di intuizioni, uno straordinario personaggio ricco di umanità, e di contraddizioni, capace di vedere lontano. I suoi pensieri sul turismo e sull’agricoltura, infatti, hanno del pionieristico se collocati nel contesto storico in cui sono stati enunciati. Ma d’altra parte il suo grande fascino era dovuto al fatto che nella sua vita, non hai mai smesso di essere curioso e attento a cogliere le novità.
Il viaggio nei Borghi GeniusLoci De.Co è tutto questo e non solo…







domenica 14 aprile 2019

Oscar Farinetti con Eataly ha oscurato Slow Food?



Oscar Farinetti con Eataly ha oscurato Slow Food? 

L'inchiesta di Pagina99

Non ho mai compreso fino in fondo, perché al sud si continuano a  inseguire mode, che ormai sono passate di moda nel resto del paese.
Ne tanto meno ho mai capito, perché  per esempio nel Veneto, in tutto il Veneto, ci sono solo pochi presìdi e nella "ricca Sicilia" 46 o forse più.......
E’ ancora non mi è chiaro, perché mai nel Veneto hanno puntato su altri strumenti,per promuovere il territorio, mentre nella " ricca Sicilia" si continuano ad inseguire mode fuori moda, spacciandole come trovate .......geniali.

Il confronto comunque, come sanno pure i bambini, vede una delle due regioni, con una crescita invidiabile, l’altra mentre con una crisi senza precedenti,  del settore.

Esternando queste considerazioni in occasione di una tavola rotonda, qualche tempo addietro,un "bravissimo" rappresentate del popolo, mi ha detto,   pubblicamente, il suo problema è che frequenta troppo il nord, il sud è il sud, e non ha nessuna voglia di emulare il nord.
E’ forse aveva anche ragione, ma la platea attenta, se messa a ridere, da una affermazione tanto lungimirante quanto stupida. !!!!
Eppure, eppure basterebbe osservare,  studiare, ma sopratutto comprendere, come intendono le strategie dello sviluppo le regioni virtuose.
 ...Eppure non è così, non è mai stato così "semplice".





Ritorniamo all'inchiesta di Pagina99, che aiuterà forse a comprendere meglio.....
                       C’era una volta la rivoluzione gastronomica di Slow Food. E il suo ideologo, Carlin Petrini, finiva nelle classifiche di Time Magazine e Guardian fra gli innovatori “dell’epoca”. Ora l’uomo del momento — in tavola e sui giornali — è Oscar Farinetti. E col suo colosso, Eataly, oscura tutti gli altri. Oggi in edicola Pagina99 interpreta così la staffetta fra Carlo “Carlin” Petrini di Slow Food (“nata contro efficienza e frenesia, a favore del localismo”), e Natale “Oscar” Farinetti, l’imprenditore di Eataly, “un’efficiente rete di vendita, da Tokyo a New York”. Col primo convinto dall’approccio didattico alla gastronomia abbracciato dal secondo. Una staffetta ‘cannibale’?
“Il tesoro di storie e territori […] Farinetti lo ha trovato già pronto. Raccolto e mappato da Carlo Petrini […]. L’idea del primo Eataly, a Torino, era proprio dare a quel patrimonio a rischio estinzione, i presidi, una dimensione commerciale […]. "Io so vendere, ma senza i vostri prodotti non ce la farò", disse Oscar. Carlin accettò. Da quel brindisi ne è passato di Barolo sotto i ponti”.

Dal chilometro zero — dichiaratamente maldigerito da Farinetti — si vola quindi a 25 negozi (metà oltre confine), e in due anni si arriverà ai quaranta. Alle spalle una rete di quasi duemila aziende, molte delle quali piuttosto piccole, soprattutto rispetto al pantagruelico titano farinettiano. Che proprio in virtù della loro realtà local si accinge ad entrare nel cuore del mondo global: la Borsa.
“Un approdo dichiarato da tempo, orizzonte 2016 o 2017. Ma dallo scorso 10 marzo, quando il fondo milanese Tamburi ha annunciato il suo investimento nella società, ha assunto l’urgenza dell’ufficialità. […] A fine 2014 il fatturato dovrebbe arrivare a quota 400 milioni di euro, dal 2009 cresce in media del 30% ogni anno. Ma i soci dell’operazione Tamburi, tra gli altri Marzotto, Lavazza e Ferrero, si aspettano che possa accelerare ancora, almeno a giudicare dai 120 milioni di euro che hanno sborsato per il 20% di Eatinvest, capogruppo della galassia Farinetti. Valutata dunque 600 milioni, ben tredici volte il margine operativo”.

L’ossimoro glocal di Farinetti non è però del tutto ignorato da Slow Food:
“Il nostro ideale non corrisponde al suo — riconosce il presidente di Slow Food Roberto Burdese — ma dobbiamo confrontarci con realtà diverse, non isolarci. E dai nostri associati che vendono a Eataly non sono mai arrivate grosse lamentele". Qualcuno, a dire il vero, protesta, pur non esponendo il proprio nome [ma] tanti piccoli artigiani, in effetti, la descrivono come una grande opportunità di arrivare su mercati che con le proprie gambe non sarebbero mai riusciti a raggiungere
In prospettiva, si legge su Pagina99, “quanto alle lumachine, i produttori artigianali, tenerli a bordo richiederà uno sforzo sempre maggiore”. E nel frattempo sugli scaffali Eataliani entrano Peroni, Barilla e Ferrero, che pure nel migliore delle ipotesi, di ‘slow’ — si osserva — hanno ben poco. 
E Slow Food? Nel pezzo di corredo, Burdese pare non sentirsi propriamente ‘divorato’. Anzi. "Il bilancio di questa alleanza è positivo, per noi, per i produttori della rete e per il sistema", dichiara. Poteva esserlo ancora di più se Slow Food, come Farinetti aveva proposto, fosse entrata nel capitale di Eataly. "L’avessimo saputo allora dei 600 milioni — scherza il presidente — ma è stato giusto così, dovevamo rimanere indipendenti".
https://www.huffingtonpost.it/2014/04/05/oscar-farinetti-eataly-oscurato-slow-food-inchiesta-pagina99_n_5095930.html

giovedì 4 aprile 2019

Una giornata con Corrado Barberis



di Peppino Bivona

E’ scomparso all’età di novant’anni il prof. Corrado Barberis
Ultimo testimone del mondo rurale.






                          Ho conosciuto Corrado Barberis nei primi anni ottanta, al tempo in cui il Formez di Napoli organizzava corsi di aggiornamento per i tecnici impegnati nell’Assistenza Agricola. Negli ultimi decenni era stato nominato presidente dell’Istituto Nazionale di Sociologia Rurale ed aveva curato numerosi “Atlanti” dei prodotti che caratterizzavano le nostre produzioni agroalimentare. Fu in occasione dell’uscita del volume sui formaggi che mi chiese se conoscevo prodotti tipici non descritti nell’”Atlante” e se potevo inviargli una breve descrizione della zona di produzione e del processo produttivo. Ebbi cosi l’occasione di far pervenire al suo Istituto la segnalazione della “Vastedda delBelice” ,prodotta nel nostro areale belicino e la “Giuncata” un tipico formaggio fresco prodotto nell’areale pedemontano della Sila in cui ricadevano i paesi albanesi.
Corrado Barberis venne a Menfi in occasione di una di una edizione di Inycon per un convegno organizzato dalla locale sezione di Assistenza Tecnica. Poiché il suo aereo partiva l’indomani sera(domenica) mi pregò di accompagnarlo a visitare le Cave Di Cusa e i templi della collina orientale. La mattina passai a prenderlo al Baglio san Vincenzo dopo aver fatto colazione con …un cucchiaio di olio extravergine di oliva . La nostra prima tappa fu le “Cave di Cusa”. Barberis restò affascinato da quella sequenza di “tampuri” di calcarenite, lo vidi per un attimo chiudere gli occhi e…immaginare la scena di un cantiere aperto. Poi l’abbandono dei “tamburi” in mezzo alla strada alla tragica notizia dell’arrivo dei cartaginesi che sbarcati mettevano a ferro e fuoco la città di Selinunte. Da lì ci spostammo a Selinunte dove avremmo rivisto le imponenti colonne distendersi come soldati caduti in una battaglia. Aveva portato un cappellino per difendersi dal primo caldo estivo e malgrado i suoi quasi ottant’anni si muoveva come un ragazzo vispo e curioso.
Ormai era ora di pranzo e mi chiese se potevamo pranzare assieme. Imbarazzato risposi che mi aspettava mia mogli e mia madre e che avrei dovuto, quantomeno, avvisarli. Sentii mia moglie che senza pensarci due volte mi disse di invitare Barberis a pranzare   assieme a noi. Corrado accetto di buon grado l’invito.
La sua sorpresa divenne quasi una emozione allorché mia moglie ci fece sapere di aver preparato un piatto tipicamente calabrese  quale: “raschiatelli al ragù di capra”. Corrado  gustò  con  immenso piacere il piatto calabrese,  annaffiandolo con il robusto rosso Moscafratta .Sorridendo  ci raccontò di un simpatico personaggio di un romanzo intitolato “Ragù di capra” che dopo una serie di singolari vicende approda in un paesino della Calabria ionica.Nel chiedere informazioni si trovò a bussare ad una casa dove una famiglia stava per mettersi a Tavola.Con grande naturalezza viene invitato a prendere posto ed onorare la tavola. Quel pranzo era a base di” raschiatelli al ragù di capra”.
“Ebbene” disse soddisfatto Corrado “ il protagonista lasciò il suo lavoro a Milano e si trasferì definitivamente in Calabria!
Potenza dell’accoglienza mediterranea e… della sua arte culinaria”

Il tardo pomeriggio un collega lo accompagnò all’aeroporto per raggiungere Roma.

                  Ritornò ancora una volta a Menfi in occasione della presentazione della istituenda Libera Universita Rurale.

Grazie Corrado

martedì 5 febbraio 2019

I Borghi GeniusLoci De.Co. nei distretti del cibo, nell'Anno del turismo lento

ninosutera


 I Distretti del cibo, 
i nuovi strumenti, previsti dalla legge di bilancio per garantire ulteriori risorse e opportunità per la crescita e il rilancio a livello nazionale di filiere e territori  e hanno molte affinità con il percorso 
Borghi GeniusLoci De.Co.
In questa prospettiva vengono definiti come Distretti del cibo:
- i distretti rurali e agroalimentari di qualità già riconosciuti o da riconoscere;
- i distretti localizzati in aree urbane o periurbane caratterizzati da una significativa presenza di attività agricole volte alla riqualificazione ambientale e sociale delle aree;
- i distretti caratterizzati dall'integrazione fra attività agricole e attività di prossimità.
- i distretti biologici.
Per garantire lo sviluppo di tutto il territorio e non solo delle singole filiere, i nuovi Distretti opereranno attraverso programmi di progettazione integrata territoriale.
Il riconoscimento dei Distretti viene affidato alle Regioni  che provvedono a comunicarlo al Mipaaf presso il quale è istituito il Registro nazionale dei Distretti del Cibo, disponibile sul sito del Ministero. Per il rilancio del settore e per il sostegno ai distretti sono stati stanziati 5 milioni di euro per il 2018 e 10 milioni a decorrere dal 2019.
C'è bisogno di un salto di qualità nella gestione delle politiche del cibo per far sviluppare ancora i nostri territori.   L'esperienza dei distretti   va rilanciata e rafforzata, perché a tutela delle imprese agricole vanno costruiti rapporti più stretti nelle filiere e servizi che guardino a tutto il territorio nel suo complesso. Vuol dire mettere insieme imprese, cittadini, associazioni, istituzioni per realizzare obiettivi comuni. È una scelta innovativa, che consente al nostro Paese di guardare allo sviluppo locale e alla tutela del paesaggio con un approccio nuovo. Penso al tema del rapporto tra città e agricoltura, alla più stretta collaborazione tra realtà agricole e attività di prossimità, a partire dai mercati contadini, dall'integrazione col turismo fino ai distretti del biologico, dove la sostenibilità diventa leva di competitività anche fuori dai confini strettamente agricoli. Per la prima volta facciamo una scelta di sostegno chiara, con risorse certe e pluriennali, che aiuteranno lo sviluppo dei progetti. Nell'anno nazionale del cibo italiano e dopo Expo, mettiamo un altro tassello centrale per dare forza al Made in Italy agroalimentare".




I distretti del cibo hano molte affinità con l’ormai consolidati    Borghi GeniusLoci De.Co.,  che  mirano a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l'essenza, l'identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi. Obiettivo del Percorso GeniusLoci De.Co. è recuperare l’identità di un luogo, attraverso anche le valorizzazione delle produzioni di eccellenza e delle tradizioni storiche e culturali dello stesso, al fine di ottimizzarne la competitività.

Il percorso innovativo “Borghi Genius Loci De.Co.”, attraverso il quale si intende incrementare il turismo enogastronomico puntando sulla spiccata tipicità delle pietanze ereditate dalle antiche tradizioni locali, in grado di esprimere l’essenza più autentica e di “raccontare” la storia di un territorio finalizzato a rafforzare l’identità del territorio attraverso l’esaltazione delle rispettive peculiarità gastronomiche, sulla base dell’assunto che una pietanza non serve solo a soddisfare l’appetito ed a fornire all’organismo apporti calorici e nutrizionali, ma riesce anche a “raccontare” la cultura, i valori e le tradizioni dell’ambiente in cui la si cucina e, prima di tutto, la si “pensa”.

sabato 5 gennaio 2019

Rassegna dei prodotti identitari, nell’ambito del percorso Menfi, Borgo GeniusLoci De.Co

Daniela Tornetta
Il 2019 si apre con una tappa fondamentale del percorso Menfi Borgo GeniusLoci De.Co. con la rassegna e degustazione di alcuni dei prodotti identitari, voluta dal Sindaco Mauceri
All'Associazione «le Signore della Cucina menfitana» da sempre impegnata  nella difesa delle identità territoriale  è stato conferito il riconoscimento di Custode dell’ Identità  Territoriale   del percorso Borghi  GeniusLoci De.Co. ha dichiarato Peppino Bivona Presidente dell'Università Rurale

Un iniziativa straordinaria di educazione alimentare, con l'obiettivo di recupero  e valorizzazione dell’identità territoriale, ha affermato  il Sindaco di Menfi  
                     Il vero valore del prodotto, sta nella storia narrante della tradizione identitaria, diversamente siamo in presenza solo di un mero prodotto commerciale, prodotto spesso a qualche migliaio di Km di distanza,  ma senza gli ingredienti indispensabili dell'unicità e della specificità: Territorio, Tradizioni, Tracciabilità, Trasparenza e Tipicità,  insomma prive di  anima,storia e identità, senza GeniusLoci. ha affermato Nino Sutera.

Veronelli, Gino per gli amici , è stato un gastronomo, giornalista, editore, conduttore televisivo, filosofo e anarchico italiano. Viene ricordato come una delle figure centrali nella valorizzazione e nella diffusione del patrimonio enogastronomico italiano. 

Ideò le De.Co. 

 Antesignano di espressioni e punti di vista che poi sono entrati nell'uso comune e protagonista di caparbie battaglie per la preservazione delle diversità nel campo della produzione agricola e alimentare, attraverso la creazione delle De.Co. (Denominazioni Comunali), le battaglie a fianco delle amministrazioni locali, l'appoggio ai produttori al dettaglio. 

Veronelli, ha rappresentato e rappresenta il rinascimento dell’ElaioEnoGastronomia italiana in tutte le sue espressioni, ha aperto una strada, inventato un genere, vissuto e tracciato la via per l’affermazione dei territori e dei loro prodotti identitari, una lezione di dedizione, onestà intellettuale e sana partigianeria che fa di lui l’antesignano della sovranità alimentare. Ha lottato contro i poteri forti a difesa dei piccoli produttori, a garanzia dei consumatori consapevoli, tra le sue battaglie: “con la trasparenza del prezzo sorgente, il consumatore verrebbe messo in grado di valutare il tipo di ricarico applicato dal rivenditore, e da questo la sua onestà”.

 Già nel lontano 1956 Luigi (Gino) Veronelli scriveva “L’agricoltura e il turismo sono le armi migliori per lo sviluppo e l’affermazione della nostra Italia”. Un’idea decisamente controcorrente considerando il pieno boom economico, ossia quel veloce sviluppo industriale che trasformò l’Italia, il suo modo di vivere, le abitudini, anche alimentari, della popolazione e modificò per sempre l’aspetto delle città, del paesaggio, delle campagne. Anni dopo, Veronelli è tornato sull’argomento precisando che “L’agricoltura di qualità e il turismo di qualità sono le armi per lo sviluppo della nostra patria”.

“Come io ammiro Picasso perché lo riconosco, così posso apprezzare un vino o qualsiasi altra cosa che viene dalla terra, se la riconosco. Trovo che questo sia un recupero di civiltà, di intelligenza e di libertà estremamente importante. Per questo non mi piacciono i prodotti tipici. Sono diventati un marchio commerciale. Non mi piacciono le tradizioni imbalsamate.  Ma voglio sapere dove nasce un prodotto. Mi fido dell’autocertificazione del produttore che mi spiega come è fatto il suo vino o i suoi ortaggi”.

Veronelli in questo come in tanti altri temi, è stato un intellettuale a tutto campo, ricco di intuizioni, uno straordinario personaggio ricco di umanità e di contraddizioni, capace di vedere lontano. I suoi pensieri sul turismo e sull’agricoltura, infatti, hanno del pionieristico se collocati nel contesto storico in cui sono stati enunciati.  Ma d’altra parte il suo grande fascino era dovuto al fatto che nella sua vita non hai mai smesso di  essere curioso e attento a cogliere le novità, nel rispetto delle identità territoriali.

Il nostro obiettivo, per Peppino Bivona   è accompagnare la valorizzazione dei simboli della nostra terra, il profumo del nostro mare, uniti alle bellezze ambientali. In questo percorso, chef, gastronauti, giornalisti, sommelier, associazioni,  intenditori e appassionati, sono partners privilegiati, candidati ideali a divenire Custodi dell’identità territoriale. In questo contesto,  l’Associazione Culturale «le Signore della Cucina menfitana»  è stato conferito il riconoscimento di Custode dell’ Identità  Territoriale.

    
 Borghi GenusLoci De.Co. “Denominazione Comunale” è un Percorso culturale per la salvaguardia, la valorizzazione e la promozione dell’identità dei luoghi, con le prelibatezze e le unicità dei territori, l'iniziativa che si è svolta a Menfi al Palazzo Pignatelli rappresenta una  delle tappe del percorso, ha affermato NinoSutera
 Il percorso ideato  Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus  che ne detiene la proprietà intellettuale, è adottato da tante Amministrazioni Comunali. Inserito tra gli esempi virtuosi del -FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO- “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori” Il format è stato presentato: * Poster Session del Forum P.A. di Roma; * VALORE PAESE economia delle soluzioni, organizzata da ItaliaCamp a Reggio Emilia; * Premio nazionale Filippo Basile dell’AIF · XXVI Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Formatori di Palermo e non per ultimo all’EXPO2015 di MILANO. 
Francesca LiCastri e Liboria LoBrutto  dell’Associazione Culturale “le Signore della cucina menfitana” hanno  narrato i piatti in rassegna, elaborati e selezionati dopo una attenta analisi storica, molto apprezzati durante la degustazione da una platea  attenta di intenditori. 
CAPOLATA
Piatto antico che risale al secolo XVIII e XIX, proveniente dalla cucina dei MONSU’, parola che deriva dal francese Monsieur.  Appellativo dato anticamente in Sicilia ai cuochi professionisti provenienti dalla Francia, perché a capo delle cucine aristocratiche siciliane, in un epoca d’influenza gastronomica francese, niente più di un titolo francesizzante pareva premiare l’eccellenza, anche se essi di solito non lo erano.
Dall’Ottocento ad oggi la Capolata è stata tramandata da generazione in generazione nel nostro territorio da alcune famiglie di Menfi, ma poco conosciuta  


Cuddrureddri d’imprescia 
Dolci  a forma di collare o braccialetto dal nome difficile da pronunciare. Prodotto caratteristico, consueto e frequente, realizzato in fretta e furia, ovvero d’imprescia, poiché non necessita di lievitazione e dev’essere lavorato prima che si raffreddi. Il nome deriva dalla forma che si dà all’impasto..


 Ovu ‘ncannulatu
L’ovu ‘ncannulatu è un dolce antichissimo. Era il dolce delle famiglie “burgisi” (appartenenti alla borghesia). Il dolce di semplice  realizzazione, poiché gli ingredienti erano ciò che si produceva nelle famiglie contadine, uova e ricotta.


Pani di casa con lievito madre
La magia del lievito madre fu “desacralizzata” da Louis Pasteur il quale scoprì che a provocare la fermentazione erano microrganismi viventi. Ancora oggi viene usato per il pane fatto in casa a mano, ma anche pizza, dolci e focacce. Il prodotto è  l’emblema della  teoria del GeniuLoci. Il pane fatto con farina di grano duro autoctono, molito a pietra, rigorosamente in forno a legna, assumeva e assume, un gusto e un sapore  diverso da luogo a luogo, proprio grazie alla specificità e alla magia del lievito madre e all’anima dei luoghi.

I prodotti identitari assumono rilevanza per valorizzare la nostra storia, con un forte legame e radicamento con il territorio, custodiscono infatti l’eredità di un sapere antico tramandato di generazioni in generazioni, espressione diffusa della nostra identità e tradizione locale.
"Il percorso Borgo GeniusLoci DeCo. per Nino Sutera,  non è per solo nostalgici,  ".......c'era una volta" ma al contrario per i futuristi.Il futuro  infatti, possiede le radici del nostro vissuto e gli elementi del nostro quotidiano."





giovedì 3 gennaio 2019

Contessa Entellina, 2° forum sul turismo lento

nucciatornatore
2019 Anno del turismo lento,
 nei Borghi GeniusLoci De.Co.
               L' Associazione Vivere Slow ha   organizzato il II Forum del turismo lento.

 L'intento è quello di costituire quella rete locale fatta di amministratori e privati per poter sviluppare insieme un percorso turistico di una parte della Sicilia ricchissima di storia, di beni e di prodotti.  Un territorio pronto per farvi vivere un viaggio nella storia, nella tradizione e nei sapori. Un territorio che ha bisogno di aprirsi per non perdere le sue ricchezze troppo spesso isolate e dimenticate. Il Forum nel tentativo di dare "parola" alle aziende vuole accendere il confronto e l'incontro con il fine di cucire quella “rete reale” che permetterà al territorio di mostrarsi all'esterno. 
      La location scelta è stata quella dell'ex-convento delle suore basiliane all'interno del quale è stato allestito un percorso  di degustazione.   I progetti già in atto sono quelli della Trasversale Sicula 650 km lungo tutta la Sicilia, le aziende partecipanti avranno già la possibilità di firmare gratuitamente la convenzione ed entrare come azienda a far parte del percorso.


             Un altro progetto è il portale assaporasicilia.com per far conoscere i prodotti e i percorsi turistici. Le aziende che parteciperanno, avranno la possibilità di inserire i loro prodotti e di entrare così a far parte di questa vetrina che mira ad unire esperienze turistiche ed esperienze eno-gastronomiche e uno spazio dedicato alle forme artistiche del territorio.
Il Forum, inserito all'interno del periodo della festa di San Giuseppe, apre la stagione delle escursioni e degli eventi dell'Associazione Vivere Slow che sarà ricco di appuntamenti. 
Al  forum hanno preso parte  

Moderatrice:
Prof.ssa Anna Fucarino

Nino Montalbano – Associazione Vivere Slow
Il Forum intenti e iniziative

La Trasversale Sicula
Progetti per il futuro – Ciclabile con Aurelio Cibien

Carola Guarino – Le aziende e i prodotti
seguiranno i contributi delle aziende

Dott. Alessandro La Grassa – GAL Valle del Belice
La strategia turistica GAL Valle del Belice e il rapporto con il turismo lento

Dott Nino Sutera - Ideologo del percorso GeniusLoci  De.Co.
I borghi GeniusLoci De.Co  nell'anno del turismo lento.

Dott. Francesco Tulone – Unipa di Palermo
Istruire al turismo rurale

Dott.ssa Grimaudo Mariangela – Accademia del coaching – Esperta marketing
Allenare il potenziale delle aziende per vincere le sfide del mercato
  
                        I Borghi GeniusLoci De.Co. puntano sui prodotti identitari, un piatto, un dolce, un sapere, un evento, etc. con il quale una comunità si identifica, per elementi di unicità e caratteristiche identitarie.

              Il valore del prodotto, sta nella storia narrante della tradizione identitaria, diversamente si tratta solo un mero prodotto commerciale, a volte anche ottimo, ma senza gli ingredienti indispensabili di anima,  storia e identità, senza Genius Loci.

                    Le produzioni locali assumono  una notevole rilevanza per valorizzare la nostra identità, con un forte legame e radicamento con il territorio. I prodotti identitari custodiscono infatti l’eredità di un sapere antico tramandato di generazioni in generazioni, espressione diffusa della nostra identità e tradizione locale.
                  I Distretti del cibo, i nuovi strumenti, previsti dalla legge di bilancio per garantire ulteriori risorse e opportunità per la crescita e il rilancio a livello nazionale di filiere e territori  e hanno molte affinità con il percorso Borghi GeniusLoci De.Co.
                  Il percorso Borghi GeniusLoci De.Co.,   mira a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l'essenza, l'identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi. Obiettivo del Percorso GeniusLoci De.Co. è recuperare l’identità di un luogo, attraverso anche le valorizzazione delle produzioni di eccellenza e delle tradizioni storiche e culturali dello stesso, al fine di ottimizzarne la competitività.
                  Il 2019 è all'insegna di itinerari lenti, intelligenti e sostenibili, in un unicum che lega anche il percorso dei Borghi geniusLoci De.Co. caratterizzati dal     2016    Anno nazionale dei cammini, il 2017 dei borghi e il 2018 del cibo italiano, il 2019 è infatti l'anno del turismo lento. Un turismo,  dedicato a chi vuole viaggiare in   a passo lento, alla ricerca dell’unicità e degli elementi identitari dei Borghi
                     Un ulteriore modo per valorizzare i territori italiani meno conosciuti dal turismo internazionale e rilanciarli in chiave sostenibile favorendo esperienze di viaggio innovative. A cominciare dai treni storici a alta panoramicità, agli itinerari culturali, ai cammini, alle ciclovie, ai viaggi a cavallo.

                          Investire sul turismo sostenibile sia una strategia di sviluppo che ha come fine la tutela e la riproposizione innovativa di luoghi, memorie, conoscenze e artigianalità che fanno del nostro Paese un luogo unico: un circuito di bellezza straordinariamente diffuso lungo tutto il suo territorio fisico, e lungo un arco di secoli di civiltà.