domenica 27 settembre 2020

Il manifesto delle De.Co

NinoSutera

            


                   

 

                    I prodotti agroalimentari e artigianali racchiudono al loro interno tradizione, cultura, valori, conoscenza locale, e, forse la cosa più importante, l’autenticità del loro territorio di origine. La Denominazione Comunale non è un marchio di qualità, ma il biglietto da visita di una comunità, sulla quale possono operare i sindaci per salvaguardare e valorizzare l'identità di un territorio.  

   

M A N I F E S T O 

delle 

 De.Co.

Il   Manifesto scaturisce per volontà del Comitato di Valorizzazione Nazionale Denominazioni Comunali (De.Co.),   al fine di promuoverne la conoscenza, la valorizzazione e la corretta attuazione. Tale decalogo intende fornire i principi originari del fondatore delle De.Co., affinché si rispettino gli elementi specifici in base ai quali si auspica, d'ora in poi, maggiore chiarezza interpretativa e di applicazione delle specifiche caratteristiche ad esse inerenti.

1.    Le De.Co. sono un agile strumento che consente ad ogni Sindaco di dare valore alla forte identità territoriale e storica di specifici prodotti, piatti-ricette o tradizioni del proprio Comune.

2.    Le De.Co. sono un censimento di origine con uno specifico valore storico e culturale, in particolare per quei tanti prodotti agroalimentari che non rientrano, per motivi diversi, in altre forme di salvaguardia.

3.    Le De.Co. rappresentano identità ed espressione di valori e tradizioni attestati attraverso una semplice delibera comunale del Sindaco, che certifica la provenienza specificatamente territoriale di ogni prodotto, piatto o sapere di quella peculiare terra.

4.    Le De.Co. rendono lustro al Comune di appartenenza che le dichiara proprie e specifiche del proprio territorio con effetto immediato dalla delibera del Sindaco e dell’Amministrazione. Esse, in quanto appartenenti al territorio comunale non sono proprietà di singoli né di associazioni, in quanto sono un bene collettivo. In tal senso le De.Co. contribuiscono a valorizzare specificità a confronto, con preponderante attenzione al genius loci, al fine di suggellare suggestive operazioni di marketing territoriale con evidenti benefici economici, produttivi e turistici.

5.    Le De.Co. hanno un carattere eticamente rispettoso sia della natura, sia dei diritti dei lavoratori artigianali e contadini, in quanto annoverano il prodotto alla propria terra, ossia allo specifico Comune, in cui esso viene da sempre generato con quelle peculiarità. Il fattore propulsivo delle De.Co. si pone in grado di smuovere un certo interesse economico-sociale intorno alla considerevole ricchezza e varietà di elementi culturali, di usanze e tradizioni attualmente ancora in vigore negli oltre 8.000 Comuni italiani.

6.    È, dunque, chiara e determinata volontà del Comitato creare una fitta rete di sinergie tra territori, al fine di incentivare al meglio l’istituzione delle De.Co. così da ottimizzare un costante scambio d’informazioni, suggerimenti e proposte operative.

7.    Il Comitato intende spronare i Comuni ad istituire le De.Co., promuovendo leggi regionali in conformità coi principi delle De.Co. ed attivandosi per costituire un gruppo trasversale di parlamentari disposti a farsi promotori della validità della prestigiosa intuizione di Luigi Veronelli in quanto a promozione, sostenibilità e sviluppo identitario dei luoghi.

8.    Si ritiene utile estendere il progetto De.Co. a tutta la rete di ristoratori e produttori locali che, individualmente o con specifiche associazioni, usano prodotti De.Co. per promuovere una specifica azione di sensibilizzazione e conoscenza rivolta al consumatore finale.

9.    Il Comitato si fa carico di individuare e promuovere contatti finalizzati col mondo dell'informazione (stampa, web, social e televisioni pubbliche e private), istituendo uno specifico gruppo operativo mirato a tale compito.

10. È inoltre precisa intenzione del Comitato ideare ed organizzare esclusive “Giornate De.Co.” con la collaborazione di tutti i Comuni che le hanno designate, coinvolgendo Istituzioni, Associazioni e vari protagonisti che ne hanno condiviso la promozione e la valorizzazione. 

                    



 










sabato 15 agosto 2020

Tony Sperandeo il riconoscimento di "Ambasciatore dell'Identità Territoriale"

 

Manifestazione Sicilia Parra presso Cave di Cusa.

All’attore siciliano A Tony Sperandeo il  riconoscimento di

"Ambasciatore dell'Identità Territoriale"

del percorso Borghi GeniusLoci De.Co.

 della Libera Università Rurale dei Saperi& dei Sapori Onlus

 

La consegna in occasione dell’evento organizzato  lo scorso  13 agosto nell’ambito delle manifestazioni di Sicilia Parra ideate da Piero Indelicato

 Il prestigioso riconoscimento è stato conferito negli anni passati alle Miss Italia 2012 e 2014, a Miss Mondo Sicilia 2016,   a Diego Planeta,   Antonio Presti, Gaetano Basile, agli attori Totò Cascio e Francesco Cacciatore e altri



Gli ambasciatori dell’identità territoriale, sono destinati ad assolvere a un ruolo fondamentale, comunicare e far conoscere il territorio, il quale assume un importanza crescente anche nei confronti del visitatore  e del viaggiante, che ritrova  un insieme di valori, ivi compresi quelli identitari, afferma NinoSutera coordinatore dei Borghi GeniusLoci De.Co.                     

Borghi GeniusLoci De.Co., è un percorso culturale, nelle prerogative dei Sindaci e mira a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l'essenza, l'identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi.

                   Luigi Veronelli,   enologo, gastronomo e scrittore lombardo, che ideò le De.Co., ha rappresentato e rappresenta il rinascimento dell’enogastronomia italiana in tutte le sue espressioni, ha aperto una strada, inventato un genere, vissuto e tracciato la via per l’affermazione dei territori.

                    Ha lottato contro i poteri forti a difesa dei piccoli produttori, a garanzia dei consumatori consapevoli.

                  È una lezione di dedizione, onestà intellettuale, e sana partigianeria che è di esempio in un campo, come quello dell’ ElaioEnoGastronomia cioè l’insieme di nozioni relative all’arte culinaria e alla cultura riguardante l'olio, il vino e il buon cibo, verso il quale l’interesse continua a crescere, insieme alle sfide che questo pone.

                   Il percorso Borghi GeniusLoci De.Co., è un percorso culturale, che mira a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l'essenza, l'identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi.

                  Illuminante, al riguardo, la definizione che il compianto Luigi Veronelli ha dato del “genius loci”: esso è da intendere come “l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva. Da qui il nome del percorso.

                        Le De.Co (Denominazione Comunale) nascono da un’idea semplice e geniale del grande Luigi Veronelli, che così le spiegava:  “Attraverso la De.Co il "prodotto" del Territorio acquista una sua identità.” Rappresenta un concreto strumento di marketing territoriale, ma soprattutto un’importante opportunità per il recupero e la valorizzazione delle identità e le unicità locali.

La De.Co. su un piatto, un dolce, un evento,ect. (ma non su una produzione tutelata o tutelabile dai Reg. Cee.) deve essere considerata come una vera e propria attrazione turistica capace di muovere un target di viaggiatori che la letteratura internazionale definisce “foodies” “viaggiatori” sensibili al patrimonio culinario locale.
La particolarità di queste nuove figure turistiche si rinvengono nel modo in cui essi vivono la gastronomia, e l’enogastronomia, considerandoli come un’esperienza complessa e culturale, non solo come una risorsa utile alla soddisfazione di un bisogno primario di alimentazione e nutrizione.
Il cibo ha da sempre svolto ruoli diversi dalla soddisfazione dei bisogni primari,ai bisogni sociali e culturali, all’esperienza paesaggistica, all’unicità ed identità dei popoli.etc.
Così facendo la De.Co. oltre ad essere una piacevole attività sensoriale, si può trasformare in un fattore di attrazione e uno strumento di marketing turistico.


                 Obiettivo del Percorso GeniusLoci De.Co. è recuperare l’identità di un luogo, attraverso anche le valorizzazione delle produzioni di eccellenza e delle tradizioni storiche e culturali dello stesso, al fine di ottimizzarne la competitività. Il percorso innovativo “Borghi Genius Loci De.Co.”, attraverso il quale si intende incrementare il turismo enogastronomico puntando sulla spiccata tipicità delle pietanze ereditate dalle antiche tradizioni locali, in grado di esprimere l’essenza più autentica e di “raccontare” la storia di un territorio finalizzato a rafforzare l’identità del territorio attraverso l’esaltazione delle rispettive peculiarità gastronomiche, sulla base dell’assunto che una pietanza non serve solo a soddisfare l’appetito ed a fornire all’organismo apporti calorici e nutrizionali, ma riesce anche a “raccontare” la cultura, i valori e le tradizioni dell’ambiente in cui la si cucina e, prima di tutto, la si “pensa”.

                       Il tutto nell’ottica del turismo enogastronomico, che se ben congegnato e gestito, costituisce una vera e grande opportunità per lo sviluppo dell’economia locale, specie per le piccole comunità rurali, che nei rispettivi prodotti alimentari e piatti tipici hanno un formidabile punto di forza attrattiva nei confronti del visitatore. «E’ proprio a tavola che si esprime quel “genius loci” che dà il nome all’iniziativa, e che preferiamo al corrispondente termine francese “terroir”: il menù non è solo una sequenza di ghiottonerie atte ad appagare i piaceri del palato, ma va anche e soprattutto inteso come narrazione di un “frammento di civiltà”. Un piatto tipico locale, quindi, è assimilabile ad un’opera d’arte, perché è un unico ed (altrove) irripetibile equilibrio di forze ed energie scaturenti da un determinato e ben definito luogo.                       

                      Pertanto il Genius Loci si visita nel territorio e si assapora nel piatto. La bellezza e l'unicità del paesaggio, gli insediamenti storici, la rigogliosa natura ha regalato diversi elementi attrattivi ereditati dalla tradizione ed in grado di affascinare i cosiddetti “viaggiatori del gusto”, ossia quei tanti turisti intelligenti e colti alla ricerca della buona tavola, non solo per apprezzarne le qualità gastronomiche, ma anche per l’intimo e profondo legame tra essa ed il territorio. Il valore di una De.Co.(Denominazione Comunale) è quello di fissare, in un dato momento storico, ciò che identifica quel Comune. A memoria futura, oppure come occasione del presente per cogliere un’opportunità di marketing. 

                    I prodotti agroalimentari e artigianali racchiudono al loro interno tradizione, cultura, valori, conoscenza locale, e, forse la cosa più importante, l’autenticità del loro territorio di origine. La Denominazione Comunale non è un marchio di qualità, ma il biglietto da visita di una comunità, sulla quale possono operare i sindaci per salvaguardare e valorizzare l'identità di un territorio. L’istituzione del Borgo GeniusLoci De.Co., consente l'avvio di una fase di sviluppo endogeno del territorio, dove la propria storia e la propria tradizione diventa la "risorsa" su cui investire il proprio futuro.

                    Per garantire la sostenibilità del percorso occorrono tuttavia quattro principi, la storicità e l'unicità, l’interesse collettivo, condiviso e diffuso e a burocrazia zero Il mito che circonda la maggior parte dei territori rurali di successo, assomiglia a una favola vera fatta di personaggi e di eccezionalità, e di unicità.

                    Aspetti importanti che collocano l’idea dei Borghi GeniusLoci De.Co. all’interno di un percorso culturale e di pensiero innovativo volto alla difesa delle peculiarità territoriali. Non potendo legare l'azione di forza alla qualità normata dai Reg. comunitari, sta nell'unicità dell'identità l'azione vincente. In questo processo culturale, i disciplinari, le commissioni, e i regolamenti, mutuati dai marchi di tutela di tipo europeo(DOP, IGP, DOC, ect) sono strumenti totalmente inutili e impropri, conclude Nino Sutera.


venerdì 17 luglio 2020

A Sciacca Anna Martano riceve il riconoscimento di Custode dell’Identità Territoriale del percorso Borghi GeniusLoci De.Co.

danielatornatore



 Nel corso della presentazione del libro  Il diamante nel piatto, presso la Lega Navale di Sciacca,  Anna Martano ha  ricevuto il prestigioso riconoscimento  di "Custode dell'identità territoriale" 
dalla Libera Università Rurale Saperi e Sapori - European Rural Parliament


 Ha affermato Nino Sutera,   il  riconoscimento "Custode dell'Identità Territoriale".    fa parte del percorso Borghi GeniusLoci De.Co., consiglierò il lavoro straordinario di Anna ai Sindaci che si apprestano ad avviare nei propri comuni il percorso per la De.Co. 



   L'evento organizzato    dell’Associazione “Disciples d’Auguste Escoffier     
 hanno partecipato il Presidente della Lega Navale di Sciacca Aldo Rossi, lo chef Giovanni Montemaggiore Presidente dell’Associazione “Disciples d’Auguste Escoffier, Nino Sutera Direttore dell’azienda sperimentale campo Carboj.
Nel corso della serata spazio anche alle  degustazioni di olio a cura del Dott Damiano Licata mentre  lo chef Gianluca Interrante ha proposto una sua ricetta col gambero rosso di Sciacca. Interventi qualificati  anche del giornalista Giacomo Glaviano di Stefano Catalano, e lo Chef Nino Leo.


“Il diamante nel piatto”   non è semplice un ricettario della cucina siciliana, ma un attento racconto della Sicilia attraverso la sua cucina. Anna Martano ha aperto la dispensa della cucina regionale, frutto dell’incrocio fra territorio e culture che si sono succedute nell’Isola, e l’ha offerto ai lettori affinché non si perdesse la memoria dei sapori e degli odori della sua terra.       
La cucina siciliana è straordinaria - dice l’autrice - per due ragioni, una naturale e una culturale; il territorio siciliano è ricchissimo in termini di biodiversità e questo mette a nostra disposizione una dispensa colma d’ogni bene. Inoltre tutte le culture che qui si sono incrociate e intrecciate hanno dato vita ad una mescolanza, ad una etnodiversità, che ha arricchito di saperi e sapori questa dispensa. Il risultato è ciò che io definisco “gastrodiversità”».             



  Chiediamo a Nino Sutera,   Che cos’è un  Borgo  GeniusLoci De.Co.?
E’ un percorso culturale, al francese “terroir”, preferiamo il latino “genius loci”, un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile. Il percorso Borghi  GeniusLoci De.Co.,   prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)-Tracciabilità e Trasparenza, che rappresentano la vera componente innovativa, da condividere con il territorio e per il territorio. Si tratta di un percorso che vuole salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, la quale tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Nelle arti e non solo, il “GeniusLoci” rappresenta concettualmente quello “spirito” percepibile, quasi tangibile, che rende unici certi luoghi ed irripetibili certi momenti, uno spazio, un edificio o un monumento. Non solo: il Genius Loci è anche nelle immagini, nei colori, nei sapori e nei profumi dei paesaggi intorno a noi, che tanto spesso, anche all’improvviso, ci stupiscono ed emozionano. Le persone “respirano” il genius loci di un luogo, di un ambiente quando ne hanno piena coscienza. Ognuno di noi è attaccato ad un luogo d’infanzia, ad un ricordo, ad un affetto, a un dolce, ad un piatto. Ecco, l’obiettivo è recuperare l’identità di un luogo, attraverso le prelibatezze storiche e culturali del territorio. Il percorso è stato inserito tra gli esempi virtuosi del -FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO- “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori” Il format è stato presentato: * Poster Session del Forum P.A. di Roma; * VALORE PAESE economia delle soluzioni, organizzata da ItaliaCamp a Reggio Emilia; * Premio nazionale Filippo Basile dell’AIF · XXVI Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Formatori di Palermo. EXPO2015 MILANO 
Qual è la mission?     Il percorso Borghi GeniusLoci De.Co.,   mira a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l'essenza, l'identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi. Obiettivo del Percorso GeniusLoci De.Co. è recuperare l’identità di un luogo, attraverso anche le valorizzazione delle produzioni di eccellenza e delle tradizioni storiche e culturali dello stesso, al fine di ottimizzarne la competitività.
Il percorso innovativo “Borghi Genius Loci De.Co.”, attraverso il quale si intende incrementare il turismo enogastronomico puntando sulla spiccata tipicità delle pietanze ereditate dalle antiche tradizioni locali, in grado di esprimere l’essenza più autentica e di “raccontare” la storia di un territorio finalizzato a rafforzare l’identità del territorio attraverso l’esaltazione delle rispettive peculiarità gastronomiche, sulla base dell’assunto che una pietanza non serve solo a soddisfare l’appetito ed a fornire all’organismo apporti calorici e nutrizionali, ma riesce anche a “raccontare” la cultura, i valori e le tradizioni dell’ambiente in cui la si cucina e, prima di tutto, la si “pensa”.
Qual è la differenza rispetto agli altri strumenti?   «La denominazione comunale (De.Co.) “Borghi Genius Loci” è un atto politico, nelle prerogative del Sindaco, che presuppone una conoscenza del passato, un’analisi del presente ed una progettualità riferita al futuro. Il tutto nell’ottica del turismo enogastronomico, che se ben congegnato e gestito, costituisce una vera e grande opportunità per lo sviluppo dell’economia locale, specie per le piccole comunità rurali, che nei rispettivi prodotti alimentari e piatti tipici hanno un formidabile punto di forza attrattiva nei confronti del visitatore.
 Illuminante, al riguardo, la definizione che il compianto Luigi Veronelli  ideologo delle De.Co.  ha dato del “genius loci”:   esso è da intendere come “l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva.  
Qual è la vision?  La bellezza e l'unicità del paesaggio, gli insediamenti storici, la rigogliosa natura ha regalato diversi elementi attrattivi ereditati dalla tradizione ed in grado di affascinare i cosiddetti “viaggiatori del gusto”, ossia quei tanti turisti intelligenti e colti alla ricerca della buona tavola, non solo per apprezzarne le qualità gastronomiche, ma anche per l’intimo e profondo legame tra essa ed il territorio.

Il valore di una De.Co.(Denominazione Comunale) è quello di fissare, in un dato momento storico, ciò che identifica quel Comune. A memoria futura, oppure come occasione del presente per cogliere un’opportunità di marketing. I prodotti agro-alimentari e artigianali racchiudono al loro interno tradizione, cultura, valori, conoscenza locale, e, forse la cosa più importante, l’autenticità del loro territorio di origine. La Denominazione Comunale non è un marchio di qualità, ma il biglietto da visita di una comunità, sulla quale possono operare i sindaci per salvaguardare e valorizzare l'identità di un territorio.
In conclusione  Dr  Sutera quali sono  i contenuti Genius Loci?
L’ effetto GeniusLoci   è la capacità che deve avere un territorio, di « produrre », grazie al saper fare dell’uomo che possiede il gusto del territorio nel quale riconosce in modo permanente la singolarità ed il valore.
Mentre i contenuti innovativi sono:  l’originalità, dal latino oriri, derivare, non solo da un punto di vista topografico, ma culturale, vuol dire non distorcere la voce  del territorio di provenienza.
La naturalità, produrre senza interventi estranei all’azione del territorio.
L’Identità  dal latino Idem, uguale che non cambia nel tempo, quindi facilmente riconoscibile, perché è il senso del luogo.
Infine  la specificità, nel significato dato da Max Weber nel 1919 di qualcosa facilmente riconoscibile per le sue caratteristiche originali (un dolce, un piatto, un evento una tradizione)
Infine, quali sono i requisiti che i comuni debbono possedere per far parte del circuito dei Borghi GeniusLoci De.Co.?
 Per garantire la sostenibilità del percorso occorrono dei principi inderogabili e non barattabili, innanzitutto  la storicità e l'unicità, l’interesse collettivo, condiviso e diffuso e a burocrazia zero.  Il mito che circonda la maggior parte dei territori rurali di successo, assomiglia a una favola vera fatta di personaggi e di eccezionalità, e di unicità. Aspetti importanti che collocano l’idea del Borgo GeniusLoci  De.Co. all’interno di un percorso culturale e di pensiero innovativo volto alla difesa delle peculiarità territoriali.   
In questo processo culturale, i disciplinari, le commissioni, e i regolamenti, mutuati dai marchi di tutela di tipo europeo(DOP, IGP, DOC, ect) sono perfettamente inutili e controproducenti.

 Bisogna dire infine,   che non è un percorso per tutti, ne tanto meno tutti i Comuni hanno i requisiti necessari per essere inseriti tra i Borghi GeniusLoci De.Co.

venerdì 1 maggio 2020

.......Tango è


       ...Tango è     

 Il romanzo di Nuccia Vona  “Historias de tango”,   lo si può definire un “libro da leggere e da ascoltare” per chi ama il tango e per chi volesse entrare nell’intimità di quel popolo che, emigrato in Argentina, determinò la nascita del tango. L’Autrice consiglia,  ... di ascoltare  durante la lettura  il Brano: A MEDIA LUZ di Edgardo Donato                                                                                               




                           

Mimì  
                                  


“…Non possedeva nient’altro oltre a quello che indossava.Lavorava per poter vivere la notte.”
           


                           Durante il giorno vestiva i panni trucidi del duro lavoro al porto e di qualche espediente, grazie alla sua arte di arrangiarsi. La sera si faceva chiamare Mimì e, gonfio di sé, indossava gli abiti eleganti del grande seduttore dalle raffinate movenze: giacca a doppio petto scura o gessata, con spalle larghe imbottite, aderente in vita e con ampi revers appuntiti; camicia bianca di batista con polsini doppi e gemelli; elegante gilet scuro; pantaloni morbidi con le pences; cravatta con nodo stretto ed immancabile pochette nel taschino, coordinata con la cravatta. Tocco finale della sua vestizione, per un’impeccabile trasformazione, era un elegante ed insostituibile cappello grigio in feltro.
Con i suoi modi gentili, con la sua abilità nel ballare il tango, con il sussurrare canticchiando le più belle frasi dei brani, con abbracci avvolgenti e sensuali, con garbata simpatia, con sguardi intensi, con cenni di sorrisi ammalianti, con fare raffinato e poche parole, dosate con mistero e con maestria, creava intorno a sé un’aurea di fascino ed era certo di fare breccia nel cuore di ogni donna… anche in quello più duro.
Possedeva la grazia dell’ascolto; le lasciava parlare ed ogni donna, nel raccontare di sé, si innamorava di lui, il quale strategicamente le seduceva proprio ascoltandole e dicendo solo ciò che ognuna di loro avrebbe voluto sentirsi dire… mentre lentamente sbottonava i piccoli bottoni del suo gilet!
Faceva, così, credere di essere ciò che ognuna preferiva… era in tal modo un uomo dalle sfaccettature diverse per ogni donna diversa.
Era questa un’arma sempre vincente e lui ne faceva la sua forza, che lo distingueva dagli altri uomini.
Preferiva le donne sposate per il piacere, la soddisfazione della sfida e per la libertà da ogni legame. Inoltre, il brivido di un marito lo esaltava e lo attirava ad una continua competizione, in un’incessante scommessa con se stesso e con il mondo.
Il suo era un empito irrefrenabile e gli amori senza legami erano per lui accattivanti opportunità.
Si trovò spesso a raccogliere in fretta i suoi abiti e a fuggire in mutande in piena notte per l’arrivo del marito o per l’intervento dei gendarmi… a causa delle facili bagarre nei postriboli.
Pronto per la prossima avventura.
Molte furono le donne che approfittarono di lui, sfruttando la sua passionalità, il suo ardore e lui, consapevole, recitava con “piacere” il suo ruolo…”

Tratto da “Historias de tango”
 di Nuccia Vona



mercoledì 15 aprile 2020

Usi & Costumi post coronavirus


MA I CLIENTI DI RISTORANTI E PIZZERIE COSA PENSANO DAVVERO DEL FUTURO?
di
 Bruno Sganga 
giornalista enogastronomo

………una cosa è certa, almeno per i primi tempi la tavola non sarà più un luogo di aggregazione.

Quindi, ci chiediamo quale è il reale pensiero ed atteggiamento della clientela finale dinanzi al futuro che attende nella ristorazione, al di là delle scelte di consegna a domicilio che, per quanto utile nell’immediato od appena dopo, non potrà mai e da sola rappresentare il futuro d’una ristorazione che si basa su rapporto diretto e di condivisione ben diversa anche da un punto di vista emotivo. 

Infatti, nel mentre chi governa ha diritto-dovere d’indicare soluzioni in prospettiva ai vari settori economici del Paese Italia, pur se le informazioni medico-scientifiche ancora sono incerte, e contrastanti in alcuni casi, per cui in parte si naviga ancora a vista. Per altro, è evidente che il settore dei servizi (turismo e ristorazione in particolare) essendo il più importante dell'economia, sia per numero di occupati che per valore aggiunto, oltre che il più dinamico, risente e risentirà d’un fortissimo contraccolpo con tutte le conseguenze immaginabili per operatori, addetti vari e singole famiglie coinvolte che dovranno fare i conti con amarissime realtà. Non intendiamo scendere nei particolari di chi si sbizzarrisce su social e stampa con soluzioni plastiche divisorie, semplici distanziamenti di tavoli, od altro tra serio e bislacco. Ma invece ricordiamo che nell’abituale scelta d’un ristorante, osteria, trattoria, pizzeria, ecc. (di bar ed altri locali ci occuperemo più avanti), gli elementi che incidono maggiormente sono: lo stile enogastronomico - le opinioni di amici o parenti - il rapporto qualità-prezzo - il senso di salute e benessere - la posizione geografica - l’immagine del locale e di chi lo gestisce e/o del cuoco - l’orientamento verso un locale di moda o solo tradizione - l'esperienza personale già vissuta in quel locale e dunque l’eventuale fidelizzazione – e, non ultimo, le pagine ed i profili sui social o guide e classifiche varie. Escludendo, per ora, i locali o strutture per cerimonie ed eventi che comunque rappresentano un fondamentale comparto commerciale. 
Dunque, dinanzi ai mutamenti che certamente ci saranno almeno nei primi tempi (ma intanto i conti economici di molti operatori ne soffrono da subito), quanto più conteranno gli elementi di scelta di prima rispetto ad un locale piuttosto che un altro?? E quale tipo di cucina sarà maggiormente vincente dovendo inevitabilmente fare più passi indietro rispetto a stelle, classifiche, top e, soprattutto, costi particolarmente onerosi e non più accettabili dai clienti, salvo poche persone?? Meditate gente, meditate…Evviva!!

domenica 12 aprile 2020

il coronavirus e le tante verità.... 02





...non abbiamo nessuna intenzione di contestare nessuno,che sia chiaro, ma visto l'andamento generale, bisognerebbe ascoltare tutti! e chiedersi perchè?  

Covid-19 e Germania:

 qualcosa non torna…






Nei dati ufficiali di morti per Sars-CoV-2 qualcosa non torna. Tante sono le cose che non tornano, partendo dai paesi vicini all'Italia.
  • In Francia (popolazione 67 milioni) i casi totali sono 83.080 con 10.869 morti
  • In Italia (popolazione 60 milioni) i casi totali sono 139.422 con 17.669 morti.
  • In Spagna (popolazione 47 milioni) i casi totali sono 152.446 con 15.238 morti.
  • In Germania (popolazione 83 milioni) i casi totali sono 113.296 con soli 2.349 morti
In Italia su circa 60 milioni di individui ci sono stati oltre 17.000 morti mentre i deceduti in Germania, su una popolazione di 80 milioni, sono stati solo 2300!
Rapportando il numero di morti all'intera popolazione risulta che in Germania c'è 1 morto ogni 35.000 persone, mentre in Italia 1 ogni 3400 persone.
Com'è possibile una così enorme differenza? Non può certo dipendere da virtuosismi nel contenimento e isolamento delle masse, visto che hanno anche loro tanti positivi, e allora da cosa dipende?
Se oltre 100 mila tedeschi sono risultati positivi al tampone ma ne sono morti solo 2300 le possibili ipotesi sono le seguenti:
  1. L'apparato sanitario tedesco funziona molto meglio del nostro?
Su questo non ci piove, visto che con 28.000 posti letto in terapia intensiva la Germania è la nazione che può contare del rapporto più favorevole rispetto alla popolazione. Stiamo parlando di 6 posti letto per ogni 1.000 abitanti. In Italia con soli 2,6 posti letto per ogni 1.000 abitanti, l'Ocse ci ha rifilati al 19° posto su 23 paesi europei...
Ma è solo una questione di posti letto?
  1. Forse i medici teutonici non catalogano tutti i morti come Covid-19 ma solo quelli che quasi sicuramente sono deceduti per il virus?
Questo è un punto cruciale perché se le tantissime persone ricoverate in ospedale e poi morte per gravissime patologie come cancro, malattie cardiovascolari, renali e dismetaboliche venissero registrate come Covid-19, allora starebbero scientemente e delinquenzialmente facendo lievitare i numeri! Se questo fosse vero, e stando ai numeri assurdi italiani probabilmente lo è, la domanda cruciale è per quale motivo lo fanno?
Tali manovre sono dovute a semplice ignoranza o c'è invece dolo?
Tutto questo baillame qui prodest? A chi giova distruggere completamente il tessuto industriale dell'Italia, facendoci passare per la culla infettiva del pianeta?

il coronavirus e le tante verità.... 01


...non abbiamo nessuna intenzione di contestare nessuno,che sia chiaro, ma visto l'andamento generale, 
bisognerebbe ascoltare tutti!  

Rischi del vaccino per coronavirus?
 Dall’ADE alla Pandemia del 1918





Robert Kennedy Jr non lo ferma nessuno: sta parlando come un fiume in piena!
Dopo aver perso la nipote e suo figlio in circostanze alquanto misteriose, sta mettendo in allerta il mondo intero sui pericoli della veloce approvazione del vaccino contro il coronavirus.
Ha denunciato pubblicamente l'immunologo Anthony Stephen Fauci  membro della task force della Casa Bianca contro il Covid-19, reo di volere non solo l'approvazione rapidissima del farmaco, ma anche la procedura di immunità giudiziaria che esenterà i produttori del vaccino dagli inevitabili danni provocati. Le industrie ringraziano perché così facendo non si preoccuperanno di fabbricare qualcosa di sicuro! Ma non è tutto.
Come mai - si domanda Kennedy - medici promotori dei vaccini come il dottor Paul Allan Offit, pediatra specializzato in malattie infettive e il Peter Jay Hotez pediatra e avvocato americano ci avvertono freneticamente dei pericoli spaventosi di un vaccino contro il coronavirus?
Gli scienziati hanno tentato per la prima volta di sviluppare un vaccino contro il coronavirus dopo l'epidemia in Cina di SARS-CoV nel 2002. Squadre di scienziati statunitensi e stranieri hanno vaccinato animali con i quattro vaccini più promettenti del'epoca. Inizialmente l'esperimento sembrava avere successo poiché tutti gli animali avevano sviluppato una risposta anticorpale.
Tuttavia, quando gli scienziati hanno esposto gli animali vaccinati al virus selvaggio, i risultati sono stati a dir poco terrificanti.
Gli animali hanno manifestato risposte iperimmuni gravi, inclusa l'infiammazione generalizzata, che è terminata con infezioni polmonari letali. Si chiama ADE (Antibody-Dependent Denhancement), potenziamento dipendente dall'anticorpo, o più semplicemente “potenziamento immunitario” che si verifica quando le proteine antivirali facilitano l'ingresso del virus nelle cellule ospiti, portando ad una maggiore infettività nelle cellule...
I ricercatori avevano visto questa stessa “risposta immunitaria esagerata” durante i test umani sul vaccino contro l'RSV, il virus respiratorio sincinziale, falliti negli anni '60.
Il grossissimo problema è che qualsiasi nuovo vaccino contro il coronavirus potrebbe innescare reazioni immunitarie letali quando le persone vaccinate entreranno in contatto con il virus selvaggio!
Quindi invece di procedere con cautela il dottor Anthony Fauci ha fatto la scelta sconsiderata di cercare rapidamente il vaccino grazie anche ai soldi della Fondazione Bill and Melinda Gates.
L'amico Bill è così preoccupato del pericolo che non distribuirà i suoi vaccini fino a quando i governi non accetteranno di risarcirlo contro le eventuali cause legali
Quindi questi loschi individui al comando sanno perfettamente che un simile vaccino potrà avere effetti collaterali gravissimi anche letali, ma lo sfornano lo stesso mettendo la salute di centinaia di milioni di persone dietro i loro sporchi interessi economici, demografici ed eugenetici!
Il rischio è reale e se il vaccino sarà distribuito a livello mondiale, potrebbe ripetersi quello che è avvenuto nel 1918 con la pandemia di Spagnola...

lunedì 17 febbraio 2020

Comunità del cibo e della biodiversità


Comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare: sono definite dalla Legge 194/15, come “ambiti locali derivanti da accordi tra agricoltori locali, agricoltori e allevatori custodi, Gruppi di Acquisto Solidale, Istituti scolastici ed Universitari, Centri di ricerca, Associazioni per tutela della qualità della biodiversità di interesse agricolo ed alimentare, mense scolastiche, ospedali, esercizi di ristorazione, esercizi di ristorazione, esercizi commerciali, PMI artigiane di trasformazione agricola ed alimentare, Enti pubblici” e hanno il compito di tutelare e la valorizzare le risorse genetiche locali, ad esempio attraverso lo sviluppo di filiere corte, la definizione di accordi commerciali, lo studio del germoplasma locale, la condivisione dei saperi locali, il coinvolgimento della cittadinanza.

L’Agrobiodiversità, coltivata e allevata, è espressione della coevoluzione tra territorio e comunità e ne determina la ricchezza culturale e naturale. Da questa consapevolezza può nascere la volontà di tutelare e valorizzare questo patrimonio, attraverso la definizione di politiche attive e di iniziative che coinvolgano tutti gli attori presenti su un territorio. La Comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare è uno strumento utile a coordinare le iniziative esistenti, a sviluppare nuove progettualità e ad orientare gli obiettivi delle diverse azioni pubbliche e private. Questo strumento di tutela, valorizzazione e progettazione è definito dalla Legge n.194/15 (Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare) e ha lo scopo di promuovere, in ambiti territoriali definiti, azioni concrete e accordi tra gli attori locali: agricoltori e allevatori custodi, ristoratori, GAS, piccole aziende di trasformazione, associazioni di produttori e allevatori, istituti scolastici e universitari, centri di ricerca, enti locali e ogni altro soggetto coinvolto e interessato al tema. Gli ambiti di intervento e gli obiettivi della Comunità, come la sua strutturazione, sono il frutto del confronto tra gli attori locali che ne promuovono la nascita, ma è possibile identificare interventi comuni e trasversali, come lo studio dell’Agrobiodiversità locale, la promozione di circuiti locali di produzione, trasformazione e vendita, la sensibilizzazione della cittadinanza sull’importanza della tutela dell’Agrobiodiversità locale come elemento identitario, la creazione di reti tra agricoltori e altri operatori della filiera per la condivisione degli aspetti tecnici della coltivazione, dell’allevamento, della trasformazione e dell’utilizzo dei prodotti locali biodiversi.
  Per promuovere la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare la legge n.194/2015 prevede la realizzazione di periodiche campagne promozionali ed identifica appositi itinerari della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, che hanno l’obiettivo di promuovere la conoscenza delle risorse genetiche locali iscritte all'anagrafe nazionale e lo sviluppo dei territori interessati. È prevista anche l’istituzione della giornata nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare il giorno 20 maggio. In conclusione, possiamo affermare che l’importanza della legge n.194/2015 e del sistema nazionale di tutela risiede nel fatto che potrà dare un nuovo impulso all’attuazione del Piano nazionale sulla biodiversità di interesse agricolo e potrà mettere a sistema le numerose attività e iniziative legislative regionali intervenute in materia. Per promuovere la tutela e la valorizzazione della biodiversità agricola e alimentare e delle risorse genetiche in agricoltura occorre sviluppare un’azione sinergica tra gli strumenti previsti dal sistema nazionale della biodiversità della legge n.194/2015 e gli interventi contemplati dalle misure di finanziamento dei programmi di sviluppo rurale. I Programmi di Sviluppo Rurale (PSR) 2014/2020 rappresentano lo strumento più importante per assicurare un sostegno diretto agli agricoltori e agli allevatori custodi della biodiversità. Inoltre, attraverso gli incentivi previsti dai PSR, si possono promuovere anche la competitività e la multifunzionalità delle aziende agricole custodi della biodiversità. Più in generale possiamo affermare che un aspetto rilevante per rafforzare la competitività delle risorse genetiche autoctone è sicuramente costituito dal loro inserimento in sistemi territoriali sostenibili. È importante riuscire a coniugare la conservazione della biodiversità agricola con lo sviluppo locale del territorio, creando sinergie tra agrobiodiversità, ambiente, territorio, aree protette, paesaggio, cultura e identità locali sulla base del modello proposto dalle comunità del cibo e della biodiversità agraria e alimentare.