mercoledì 15 aprile 2020

Usi & Costumi post coronavirus


MA I CLIENTI DI RISTORANTI E PIZZERIE COSA PENSANO DAVVERO DEL FUTURO?
di
 Bruno Sganga 
giornalista enogastronomo

………una cosa è certa, almeno per i primi tempi la tavola non sarà più un luogo di aggregazione.

Quindi, ci chiediamo quale è il reale pensiero ed atteggiamento della clientela finale dinanzi al futuro che attende nella ristorazione, al di là delle scelte di consegna a domicilio che, per quanto utile nell’immediato od appena dopo, non potrà mai e da sola rappresentare il futuro d’una ristorazione che si basa su rapporto diretto e di condivisione ben diversa anche da un punto di vista emotivo. 

Infatti, nel mentre chi governa ha diritto-dovere d’indicare soluzioni in prospettiva ai vari settori economici del Paese Italia, pur se le informazioni medico-scientifiche ancora sono incerte, e contrastanti in alcuni casi, per cui in parte si naviga ancora a vista. Per altro, è evidente che il settore dei servizi (turismo e ristorazione in particolare) essendo il più importante dell'economia, sia per numero di occupati che per valore aggiunto, oltre che il più dinamico, risente e risentirà d’un fortissimo contraccolpo con tutte le conseguenze immaginabili per operatori, addetti vari e singole famiglie coinvolte che dovranno fare i conti con amarissime realtà. Non intendiamo scendere nei particolari di chi si sbizzarrisce su social e stampa con soluzioni plastiche divisorie, semplici distanziamenti di tavoli, od altro tra serio e bislacco. Ma invece ricordiamo che nell’abituale scelta d’un ristorante, osteria, trattoria, pizzeria, ecc. (di bar ed altri locali ci occuperemo più avanti), gli elementi che incidono maggiormente sono: lo stile enogastronomico - le opinioni di amici o parenti - il rapporto qualità-prezzo - il senso di salute e benessere - la posizione geografica - l’immagine del locale e di chi lo gestisce e/o del cuoco - l’orientamento verso un locale di moda o solo tradizione - l'esperienza personale già vissuta in quel locale e dunque l’eventuale fidelizzazione – e, non ultimo, le pagine ed i profili sui social o guide e classifiche varie. Escludendo, per ora, i locali o strutture per cerimonie ed eventi che comunque rappresentano un fondamentale comparto commerciale. 
Dunque, dinanzi ai mutamenti che certamente ci saranno almeno nei primi tempi (ma intanto i conti economici di molti operatori ne soffrono da subito), quanto più conteranno gli elementi di scelta di prima rispetto ad un locale piuttosto che un altro?? E quale tipo di cucina sarà maggiormente vincente dovendo inevitabilmente fare più passi indietro rispetto a stelle, classifiche, top e, soprattutto, costi particolarmente onerosi e non più accettabili dai clienti, salvo poche persone?? Meditate gente, meditate…Evviva!!

domenica 12 aprile 2020

il coronavirus e le tante verità.... 02





...non abbiamo nessuna intenzione di contestare nessuno,che sia chiaro, ma visto l'andamento generale, bisognerebbe ascoltare tutti! e chiedersi perchè?  

Covid-19 e Germania:

 qualcosa non torna…






Nei dati ufficiali di morti per Sars-CoV-2 qualcosa non torna. Tante sono le cose che non tornano, partendo dai paesi vicini all'Italia.
  • In Francia (popolazione 67 milioni) i casi totali sono 83.080 con 10.869 morti
  • In Italia (popolazione 60 milioni) i casi totali sono 139.422 con 17.669 morti.
  • In Spagna (popolazione 47 milioni) i casi totali sono 152.446 con 15.238 morti.
  • In Germania (popolazione 83 milioni) i casi totali sono 113.296 con soli 2.349 morti
In Italia su circa 60 milioni di individui ci sono stati oltre 17.000 morti mentre i deceduti in Germania, su una popolazione di 80 milioni, sono stati solo 2300!
Rapportando il numero di morti all'intera popolazione risulta che in Germania c'è 1 morto ogni 35.000 persone, mentre in Italia 1 ogni 3400 persone.
Com'è possibile una così enorme differenza? Non può certo dipendere da virtuosismi nel contenimento e isolamento delle masse, visto che hanno anche loro tanti positivi, e allora da cosa dipende?
Se oltre 100 mila tedeschi sono risultati positivi al tampone ma ne sono morti solo 2300 le possibili ipotesi sono le seguenti:
  1. L'apparato sanitario tedesco funziona molto meglio del nostro?
Su questo non ci piove, visto che con 28.000 posti letto in terapia intensiva la Germania è la nazione che può contare del rapporto più favorevole rispetto alla popolazione. Stiamo parlando di 6 posti letto per ogni 1.000 abitanti. In Italia con soli 2,6 posti letto per ogni 1.000 abitanti, l'Ocse ci ha rifilati al 19° posto su 23 paesi europei...
Ma è solo una questione di posti letto?
  1. Forse i medici teutonici non catalogano tutti i morti come Covid-19 ma solo quelli che quasi sicuramente sono deceduti per il virus?
Questo è un punto cruciale perché se le tantissime persone ricoverate in ospedale e poi morte per gravissime patologie come cancro, malattie cardiovascolari, renali e dismetaboliche venissero registrate come Covid-19, allora starebbero scientemente e delinquenzialmente facendo lievitare i numeri! Se questo fosse vero, e stando ai numeri assurdi italiani probabilmente lo è, la domanda cruciale è per quale motivo lo fanno?
Tali manovre sono dovute a semplice ignoranza o c'è invece dolo?
Tutto questo baillame qui prodest? A chi giova distruggere completamente il tessuto industriale dell'Italia, facendoci passare per la culla infettiva del pianeta?

il coronavirus e le tante verità.... 01


...non abbiamo nessuna intenzione di contestare nessuno,che sia chiaro, ma visto l'andamento generale, 
bisognerebbe ascoltare tutti!  

Rischi del vaccino per coronavirus?
 Dall’ADE alla Pandemia del 1918





Robert Kennedy Jr non lo ferma nessuno: sta parlando come un fiume in piena!
Dopo aver perso la nipote e suo figlio in circostanze alquanto misteriose, sta mettendo in allerta il mondo intero sui pericoli della veloce approvazione del vaccino contro il coronavirus.
Ha denunciato pubblicamente l'immunologo Anthony Stephen Fauci  membro della task force della Casa Bianca contro il Covid-19, reo di volere non solo l'approvazione rapidissima del farmaco, ma anche la procedura di immunità giudiziaria che esenterà i produttori del vaccino dagli inevitabili danni provocati. Le industrie ringraziano perché così facendo non si preoccuperanno di fabbricare qualcosa di sicuro! Ma non è tutto.
Come mai - si domanda Kennedy - medici promotori dei vaccini come il dottor Paul Allan Offit, pediatra specializzato in malattie infettive e il Peter Jay Hotez pediatra e avvocato americano ci avvertono freneticamente dei pericoli spaventosi di un vaccino contro il coronavirus?
Gli scienziati hanno tentato per la prima volta di sviluppare un vaccino contro il coronavirus dopo l'epidemia in Cina di SARS-CoV nel 2002. Squadre di scienziati statunitensi e stranieri hanno vaccinato animali con i quattro vaccini più promettenti del'epoca. Inizialmente l'esperimento sembrava avere successo poiché tutti gli animali avevano sviluppato una risposta anticorpale.
Tuttavia, quando gli scienziati hanno esposto gli animali vaccinati al virus selvaggio, i risultati sono stati a dir poco terrificanti.
Gli animali hanno manifestato risposte iperimmuni gravi, inclusa l'infiammazione generalizzata, che è terminata con infezioni polmonari letali. Si chiama ADE (Antibody-Dependent Denhancement), potenziamento dipendente dall'anticorpo, o più semplicemente “potenziamento immunitario” che si verifica quando le proteine antivirali facilitano l'ingresso del virus nelle cellule ospiti, portando ad una maggiore infettività nelle cellule...
I ricercatori avevano visto questa stessa “risposta immunitaria esagerata” durante i test umani sul vaccino contro l'RSV, il virus respiratorio sincinziale, falliti negli anni '60.
Il grossissimo problema è che qualsiasi nuovo vaccino contro il coronavirus potrebbe innescare reazioni immunitarie letali quando le persone vaccinate entreranno in contatto con il virus selvaggio!
Quindi invece di procedere con cautela il dottor Anthony Fauci ha fatto la scelta sconsiderata di cercare rapidamente il vaccino grazie anche ai soldi della Fondazione Bill and Melinda Gates.
L'amico Bill è così preoccupato del pericolo che non distribuirà i suoi vaccini fino a quando i governi non accetteranno di risarcirlo contro le eventuali cause legali
Quindi questi loschi individui al comando sanno perfettamente che un simile vaccino potrà avere effetti collaterali gravissimi anche letali, ma lo sfornano lo stesso mettendo la salute di centinaia di milioni di persone dietro i loro sporchi interessi economici, demografici ed eugenetici!
Il rischio è reale e se il vaccino sarà distribuito a livello mondiale, potrebbe ripetersi quello che è avvenuto nel 1918 con la pandemia di Spagnola...

lunedì 17 febbraio 2020

Comunità del cibo e della biodiversità


Comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare: sono definite dalla Legge 194/15, come “ambiti locali derivanti da accordi tra agricoltori locali, agricoltori e allevatori custodi, Gruppi di Acquisto Solidale, Istituti scolastici ed Universitari, Centri di ricerca, Associazioni per tutela della qualità della biodiversità di interesse agricolo ed alimentare, mense scolastiche, ospedali, esercizi di ristorazione, esercizi di ristorazione, esercizi commerciali, PMI artigiane di trasformazione agricola ed alimentare, Enti pubblici” e hanno il compito di tutelare e la valorizzare le risorse genetiche locali, ad esempio attraverso lo sviluppo di filiere corte, la definizione di accordi commerciali, lo studio del germoplasma locale, la condivisione dei saperi locali, il coinvolgimento della cittadinanza.

L’Agrobiodiversità, coltivata e allevata, è espressione della coevoluzione tra territorio e comunità e ne determina la ricchezza culturale e naturale. Da questa consapevolezza può nascere la volontà di tutelare e valorizzare questo patrimonio, attraverso la definizione di politiche attive e di iniziative che coinvolgano tutti gli attori presenti su un territorio. La Comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare è uno strumento utile a coordinare le iniziative esistenti, a sviluppare nuove progettualità e ad orientare gli obiettivi delle diverse azioni pubbliche e private. Questo strumento di tutela, valorizzazione e progettazione è definito dalla Legge n.194/15 (Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare) e ha lo scopo di promuovere, in ambiti territoriali definiti, azioni concrete e accordi tra gli attori locali: agricoltori e allevatori custodi, ristoratori, GAS, piccole aziende di trasformazione, associazioni di produttori e allevatori, istituti scolastici e universitari, centri di ricerca, enti locali e ogni altro soggetto coinvolto e interessato al tema. Gli ambiti di intervento e gli obiettivi della Comunità, come la sua strutturazione, sono il frutto del confronto tra gli attori locali che ne promuovono la nascita, ma è possibile identificare interventi comuni e trasversali, come lo studio dell’Agrobiodiversità locale, la promozione di circuiti locali di produzione, trasformazione e vendita, la sensibilizzazione della cittadinanza sull’importanza della tutela dell’Agrobiodiversità locale come elemento identitario, la creazione di reti tra agricoltori e altri operatori della filiera per la condivisione degli aspetti tecnici della coltivazione, dell’allevamento, della trasformazione e dell’utilizzo dei prodotti locali biodiversi.
  Per promuovere la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare la legge n.194/2015 prevede la realizzazione di periodiche campagne promozionali ed identifica appositi itinerari della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, che hanno l’obiettivo di promuovere la conoscenza delle risorse genetiche locali iscritte all'anagrafe nazionale e lo sviluppo dei territori interessati. È prevista anche l’istituzione della giornata nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare il giorno 20 maggio. In conclusione, possiamo affermare che l’importanza della legge n.194/2015 e del sistema nazionale di tutela risiede nel fatto che potrà dare un nuovo impulso all’attuazione del Piano nazionale sulla biodiversità di interesse agricolo e potrà mettere a sistema le numerose attività e iniziative legislative regionali intervenute in materia. Per promuovere la tutela e la valorizzazione della biodiversità agricola e alimentare e delle risorse genetiche in agricoltura occorre sviluppare un’azione sinergica tra gli strumenti previsti dal sistema nazionale della biodiversità della legge n.194/2015 e gli interventi contemplati dalle misure di finanziamento dei programmi di sviluppo rurale. I Programmi di Sviluppo Rurale (PSR) 2014/2020 rappresentano lo strumento più importante per assicurare un sostegno diretto agli agricoltori e agli allevatori custodi della biodiversità. Inoltre, attraverso gli incentivi previsti dai PSR, si possono promuovere anche la competitività e la multifunzionalità delle aziende agricole custodi della biodiversità. Più in generale possiamo affermare che un aspetto rilevante per rafforzare la competitività delle risorse genetiche autoctone è sicuramente costituito dal loro inserimento in sistemi territoriali sostenibili. È importante riuscire a coniugare la conservazione della biodiversità agricola con lo sviluppo locale del territorio, creando sinergie tra agrobiodiversità, ambiente, territorio, aree protette, paesaggio, cultura e identità locali sulla base del modello proposto dalle comunità del cibo e della biodiversità agraria e alimentare.



venerdì 31 gennaio 2020

La baronia del Belice “territorii nullius”?

Menfi 12 ottobre 2018
 
  Peppino Bivona



 Una prima ricognizione voluta da don Diego Pignatelli Cortez Aragona  nel lontano 1732 e poi  quella di qualche mese antecedente (1811)  la fine della feudalità in Sicilia (1812) .  Negli anni successivi due sindaci di Menfi ,l’avvocato Nino Ognibene e Rosario Giaccone  prospettano il problema di una nuova circoscrizione territoriale che superi i confini dell’ex contea feudale .  Il sindaco Giaccone per rispondere  ad alcuni quesiti  richiesti dal governo, affida  all’agrimensore Don Francesco Viola la redazione di una mappa del territorio di Menfi  e del territorio della baronia del Belice.
Ebbene se visualizziamo le mappe redatte  dal marchese Vincenzo Mortillaro di Villarena nel 1837- 1853 per conto del governo Borbonico ( Catasto Borbonico) non sembrano aver sortito alcun effetto positivo circa le rivendicazioni avanzate dal comune di Menfi, malgrado le precise e puntuali orgomentazioni esposte dall’agrimensore Francesco Viola.

Il consiglio comunale di Menfi dopo l’Unità d’Italia ripropone la questione, ma con lo stesso insuccesso .
Se la mia memoria non mi tradisce la buonanima del cav. Francesco Bilello sosteneva che la “difesa” degli attuali confini comunali sia stata caparbiamente voluta dai Pignatelli, i quali avevano fatto coincidere i confini territoriali con la delimitazione dei loro feudi. Di fatto Belice è l’ultimo lembo di feudo della famiglia Pignatelli
Ora , a distanza di un secolo e mezzo proviamo a dare una diversa chiave di lettura  del problema,che non sia la semplice e banale rivendicazione dal sapore “patriottico” irredentistico

Se le fondamenta della democrazia si reggono sulla divisione dei poteri, l’esercizio di una democrazia rappresentativa si concretizza nella dialettica elettore-eletto ovvero nel rispetto delle regole del gioco democratico: i cittadini periodicamente eleggono i loro rappresentanti politici per la gestione della “cosa pubblica” . Il momento elettorale costituisce il nodo cruciale delle verifiche tra le attese dei cittadini e la risposta dei rappresentanti. Le elezioni politiche offrono ai cittadini la possibilità di analizzare, verificare, giudicare l’operato degli eletti avendone il potere di confermargli o rimuoverne la fiducia. Ebbene questa normale dialettica democratica non trova applicazione nella piccola comunità proprietari dei terreni in contrada Belice di mare, Casuzze ,Casenuove e Serralunga.

 Come sostenevamo pocanzi, per ragioni complesse e talvolta complicate queste contrade provenienti dagli ex feudi Pignatelli –Aragona ricadono sotto la giurisdizione di Castelvetrano, mentre i proprietari, coltivatori da secoli a diverso titolo, risiedono nel vicino comune di Menfi. La qualcosa ha da sempre destato un malessere nei proprietari delle contrade su menzionate, ed invero in tutta la comunità menfitana tante che già dal 1828 l’amministrazione comunale di Menfi ha cercato di rivendicarne i diritti ponendo il fiume Belice come il naturale confine che separa la provincia di Trapani da quella di Agrigento e conseguentemente il comune di Menfi da Castelvetrano.

L’anomalia è tutta “Qui “ ovvero centrata sulla impossibilità di attuare una normale prassi democratica . I detentori dei beni fondiari e abitativi delle contrade di  Belice e altr. pagano al comune di Castelvetrano  le giuste tasse  per ricevere adeguati servizi (ritiro della spazzatura, gestione delle strade ecc.) oltre alla gestione del territorio. Accade ora che in assenza di un adempimento di questi servizi ,la comunità non è sufficientemente tutelata perché non  adeguatamente rappresentata , le resta solo la eventualità di protestare, spesso senza alcun esito positivo. Ma c’è di più , il territorio “terra di nessuno” diviene oggetto  di “incursioni”  speculative senza alcuna voce che si alzi circa l’ opposizione della gestione politica amministrativa. Insomma il territorio privo di una sua rappresentazione nei banchi del comune e oggetto di abbandono . gli amministratori gestiscono il territorio alla stregua di una “discarica”, sono svincolati dal giudizio degli elettori che in questo caso esercitano il diritto di voto a Menfi. I territori sono dei “luoghi” contrariamente ai “non luoghi” dove le comunità esercitano le proprie attività determinandone il vissuto, sono la sedimentazione delle vicende storiche collettive e personali che ne definiscono  lo scenario umano, economico ,paesaggistico ecc.
Questa piccola comunità , oggi ,vuole riappropriarsi della sua identità , vuole decidere  modi e tempi nel farsi rappresentare, e  cosi divenire” soggetti”    nella gestione del territorio e non “oggetti”  di eventuali occasionali , benevoli concessioni!    








  
          

venerdì 3 gennaio 2020

“HISTORIAS DE TANGO” su 9 Colonne

       La prestigiosa agenzia giornalistica nazionale Nove Colonne, la scorsa settimana si è occupata del romanzo, attraverso una lusinghiera recensione.  


SPECIALE LIBRI / NUCCIA VONA E LE
“HISTORIAS DE TANGO”

Roma, 27 dic - Tanti sono i personaggi che popolano le “historias” narrate dall’autrice che, sebbene al debutto letterario, vanta una padronanza espressiva mirabile. Oggi è l’Italia, invece, a rappresentare un porto di approdo per chi nasce dall’altra parte del Mediterraneo: emigrazione e immigrazio... (© 9Colonne - citare la fonte)

  L’agenzia giornalistica nazionale Nove Colonne è una cooperativa di giornalisti nata nel 1996 ed è diretta da Paolo Pagliaro, opinionista di Otto e Mezzo su La7 con il Punto.



 L’Agenzia collabora con le principali testate nazionali realizzando inserti dedicati al costume e al tempo libero e diverse rubriche quotidiane.

Dal 2004 l’Agenzia ha avviato la produzione di “9Colonne”, un notiziario quotidiano nazionale. L’Agenzia cura inoltre un notiziario destinato all’estero: news, approfondimenti e pagine pronte per la stampa. Il servizio è utilizzato da 300 editori italiani nel mondo, dalle Ambasciate e dai Consolati, ed è realizzato su incarico del Ministero Affari Esteri.


domenica 11 agosto 2019

SantaMargheritaBelice è un Borgo GeniusLoci De.Co.


Le De.Co. non sono un marchio 
Pubblico delle grandi occasioni all'Audizione Pubblica di presentazione.
 Il percorso Borghi  GeniusLoci De.Co.,è un percorso della Libera Università Rurale,   prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)-Tracciabilità e Trasparenza, che rappresentano la vera componente innovativa, da condividere con il territorio e per il territorio. Si tratta di un percorso che vuole salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, la quale tende ad omogeneizzare prodotti e sapori.

Per questo le  siringate di ricotta  rappresentano  un concentrato della tradizione identitaria di Santa Margherita Belice, con il quale la comunità si identifica per elementi di unicità e caratteristiche identitarie, può  essere considerata come una vera e propria attrazione turistica capace di muovere un target di viaggiatori che la letteratura internazionale definisce “foodies” viaggiatori sensibili al patrimonio culinario locale e non solo.
 La denominazione comunale (De.Co.) “Borghi Genius Loci” è un atto politico, nelle prerogative del Sindaco, che presuppone una conoscenza del passato, un’analisi del presente ed una progettualità riferita al futuro. Il tutto nell’ottica del turismo enogastronomico, che se ben congegnato e gestito, costituisce una vera e grande opportunità per lo sviluppo dell’economia locale, specie per le piccole comunità rurali, che nei rispettivi prodotti alimentari e piatti tipici hanno un formidabile punto di forza attrattiva nei confronti del visitatore.


«E’ proprio a tavola che si esprime quel “genius loci” che dà il nome all’iniziativa, e che preferiamo al corrispondente termine francese “terroir”:
«Illuminante, al riguardo, la definizione che il compianto Luigi Veronelli ha dato del “genius loci”: per il grande enologo, gastronomo e scrittore lombardo, esso è da intendere come “l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva”. Pertanto il Genius Loci si visita nel territorio e si assapora nel piatto».
La bellezza e l'unicità del paesaggio, gli insediamenti storici, la rigogliosa natura ha regalato diversi elementi attrattivi ereditati dalla tradizione ed in grado di affascinare i cosiddetti “viaggiatori del gusto”, ossia quei tanti turisti intelligenti e colti alla ricerca della buona tavola, non solo per apprezzarne le qualità gastronomiche, ma anche per l’intimo e profondo legame tra essa ed il territorio
L’effetto GeniusLoci è la capacità che deve avere un territorio, di « produrre », grazie al saper fare dell’uomo che possiede il gusto del territorio nel quale riconosce in modo permanente la singolarità ed il valore.







sabato 10 agosto 2019

..non una serata qualsiasi!


Venerdì 9 agosto  nella splendida location della borgata di Porto Palo di Menfi  si è svolta la
Cerimonia di consegna delle antologie "Il grande animo delle donne" edito da La Versiliana Editrice - Libera Associazione Poeti e Scrittori.

Una bella serata tra amici, ricca di emozioni e curata nei minimi dettagli.
L'evento organizzato dalla Consulta delle Donne del Comune di Menfi, ha visto la partecipazione dell’Amministrazione Comunale di Menfi con il Sindaco Marilena Mauceri, e gli assessori Nadia Curreri e Saverio Ardizzone,     è stato condotto brillantemente dalla prof.ssa Patrizia Buscemi Presidente della Consulta. A Seguire lo spettacolo "il Vino in una terra di mare"
Alla Consulta è stato conferito il riconoscimento di Custode dell’Identità Territoriale, da parte di Nino Sutera   Direttore della Libera Università Rurale. 
Mimma Augello, componete della Consulta, ha letto la lettera contenuta nell’Antologia indirizzata al Direttore della lurss.
<< A Nino 
“Sai, in questi giorni ho “studiato” ed ho riflettuto molto sulla presentazione della tua associazione e condivido pienamente quanto affermi. E' vero! Ci sono luoghi speciali dove il genius loci parla al cuore, entra nell'anima e ispira alla poesia, come Lerici con il suo golfo, dove Shelley e Byron hanno scritto pagine eterne. Ma è anche vero che il genius loci è la magia di un luogo in tutti i suoi aspetti! Io conosco poco il tuo territorio, ma sono rimasta affascinata dalla costa e dal mare cristallino che indubbiamente trasmette grandi emozioni. Mi ha conquistato la gente che ho incontrato per l'apertura e la disponibilità al dialogo ed ho provato sensazioni nuove a gustare i piatti tipici degustando ottimi vini. Sì posso proprio affermare che il genius loci che aleggia nel tuo territorio mi ha conquistato e non vedo l'ora di far scoprire questa magia anche ai soci della mia associazione e agli amici che vorranno accompagnarci in dicembre...... >>
 Un caro saluto
Giuseppina Morelli









venerdì 19 luglio 2019

Al via il progetto Abacus



Per l’innovazione sociale dei 

giovani siciliani

 Il programma  ABACUS   è stato  presentato il   17 luglio, ore 17:00, presso la Sala Bonsignore dell’Assessorato della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro (via Trinacria, 34), con la partecipazione tra gli altri di Antonio Grasso, dirigente del Servizio 6° del Dipartimento della Famiglia e delle Politiche sociali; Francesca Rita Cerami, presidente Eupsiche; Maria Laura Scaduto, presidente MeRIDIES; Vito Pecoraro, dirigente scolastico IPSSEOA “Pietro Piazza”;  Andrea De Tommasi, co-progettista e consulente del Progetto; Nino Sutera, direttore LURSS; 

Un progetto culturale e interdisciplinare che mira all’innovazione sociale dei Giovani siciliani, non trascurando il fenomeno della dispersione scolastica e degli aspetti legati alla “professionalizzazione” dei giovani residenti. È il programma di “ABACUS – ATTIVAZIONE DEI BACINI CULTURALI SICILIANI”, un progetto nato da un’idea delle associazioni EUPSICHE e MeRIDIES, assieme agli Istituti scolastici “Pietro Piazza” di Palermo e “Calogero Amato Vetrano” di Sciacca
Il Progetto ABACUS, finanziato dalla Regione Siciliana – Assessorato della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro – Dipartimento della Famiglia e delle Politiche sociali e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile universale (attraverso il “Fondo Politiche Giovanili”), ha l’obiettivo di creare una vera e propria “Comunità di Progetto” nell’ambito dei Comuni dei bacini idrografici del Fiume Oreto e del Fiume Belìce, per favorire l’interscambio di competenze professionalizzanti tra i Giovani e la creazione di nuove di forme di aggregazione e partecipazione sociale.
Attraverso ABACUS sarà possibile acquisire competenze (individuali e di gruppo) e collaborare attivamente affrontando tematiche attuali come l’orientamento, la formazione, le professioni e l’auto-imprenditorialità: “Con il progetto ABACUS – spiega Francesca Cerami, presidente di Eupsiche – sarà possibile stimolare le comunità interessate (Altofonte, Bisacquino, Castelvetrano-Selinunte, Monreale, Montevago, Palermo, Partanna, Partinico, Sciacca, Sambuca di Sicilia, Caltabellotta, Santa Margherita di Belìce), intorno al tema della ‘rigenerazione culturale’ e della creazione di imprese”. Numerose le attività previste nel progetto: “Community, workshop itineranti, attività autogestite, piattaforme web di dialogo e interazione – conclude Cerami – sostanzieranno il nostro progetto, una vera e propria comunità dentro la comunità, per fare sistema e connettere i nodi pubblici e privati della rete locale direzionandone le energie verso il rilancio socio-economico dei territori siciliani”.
Al progetto potranno partecipare i Giovani siciliani dei Comuni ricadenti nei bacini del Fiume Oreto e del Fiume Belìce, con età compresa tra 17 e 20 anni, ma anche tutti i soggetti interessati a identificare, mappare e capire nel dettaglio gli interscambi di umanità, culture, conoscenze e competenze professionalizzanti che avvengono in questi due “Bacini Culturali”.
A seguire, degustazione dei prodotti tipici a cura di IDIMED, dell’associazione “La Piana d’Oro” di Bagheria, il Caseificio Bompietro e l’azienda Ferraro Bio Farm Sicily.

domenica 14 luglio 2019

Presentazione del Progetto ABACUS


PROGETTO “ABACUS"
ATTIVAZIONE DEI BACINI CULTURALI SICILIANI” – CUP G75B19002780003 INIZIATIVA SELEZIONATA E FINANZIATA AI SENSI DELL’AVVISO PUBBLICO PER LA SELEZIONE DEI PROGETTI FINANZIATI DALLA REGIONE SICILIANA E DALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI – DIPARTIMENTO DELLA GIOVENTÙ E DEL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE, A VALERE SUL “FONDO POLITICHE GIOVANILI”  

 Capofila: 
Associazione EUPSICHE - Palermo



La LiberaUniversitàRurale Saper&SaporOnlus
 tra le associazioni a sostegno del progetto

Concept del progetto:
Il Progetto ABACUS si focalizza sulla parte di territorio regionale ricadente nell’ambito dei bacini dei fiumi
Belìce e Oreto, posta lungo il corridoio idrografico NE/SW che ospita anche importanti connessioni
infrastrutturali tra l’area metropolitana di Palermo e la costa tirrenica, da un lato, e la costa del Canale di Sicilia compresa tra Marsala, Selinunte, Menfi e Sciacca.
In tal senso, l’attivazione dei “Bacini culturali” è volta all’applicazione sperimentale, in più contesti di questa parte del territorio regionale, di approcci integrati alle necessità socio-culturali topiche delle comunità giovanili locali, tra le quali:
• ottimizzazione delle interazioni tra le realtà poste “a monte” e quelle “a valle” dei bacini idrografici e
dei relativi “Bacini culturali”;
• riduzione dell’eccessiva dispersività delle forme attuali di socializzazione “virtuale” mediata dai social
media e delle derive sociali e insidiosità per i soggetti più esposti;
• attivazione di contesti di socializzazione e aggregazione dei giovani in grado di esplicitare più
compiutamente tali esigenze;
• consapevolizzazione dei dati su scolarizzazione, dispersione scolastica e NEET, e dell’emergenza (e non
più solo l’emergere) nelle comunità giovanili di esigenze “vive” di innovazione dell’identità individuale
e collettiva;
• «l’alto tasso di NEET...in Sicilia il 23,5% dei giovani fra i 18 e i 24 anni ha lasciato la scuola prima di
terminare il ciclo delle superiori (Regional Yearbook 2017 Eurostat)» Il Sole 24 Ore, 14/07/2017
• «obbligo dell’istruzione fino a 16 anni…un percorso obbligatorio di istruzione o di formazione
professionale, attraverso i tirocini…anche in Sicilia i corsi di durata triennale o quadriennale» Il Sole
24 Ore, 31/10/2017
• «I dati provinciali Istat (fine del 2016)…Palermo con un tasso di disoccupazione del 25,1%...Agrigento
(24,3%)» Il Sole 24 Ore, 05/11/2017
Beneficiari diretti:
Il focus del Progetto ABACUS è incentrato sui giovani nella fascia anagrafica 17-20, che si trovano tra la maturità anagrafica e scolastica, e l’accesso all’università e/o ai percorsi di formazione e/o l’inserimento nel mondo lavorativo e professionistico, non trascurando, in parallelo, il fenomeno dei NEET, né i recenti aggiornamenti circa gli obblighi scolastici, ad es. «obbligo dell’istruzione fino a 16 anni…un percorso obbligatorio di istruzione o di formazione professionale, attraverso i tirocini…anche in Sicilia i corsi di durata triennale o quadriennale» (Il Sole 24 Ore, 31/10/2017)

lunedì 13 maggio 2019

Viaggio nei Borghi GeniusLoci De.Co


 
La denominazione comunale (De.Co.) “Borghi Genius Loci” è un atto politico, nelle prerogative
del Sindaco,che afferma il suo primato nel territorio, che presuppone una conoscenza del passato,
un’analisi del presente ed una progettualità riferita al futuro. 

Il percorso Borghi GeniusLoci De.Co., è un percorso culturale, che mira a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l'essenza, l'identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi.

                       «Illuminante, al riguardo, la definizione che il compianto Luigi Veronelli ha dato del “genius loci”: esso è da intendere come “l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva”. Da qui il nome del percorso.
Luigi Veronelli,   enologo, gastronomo e scrittore lombardo, che ideò le De.Co., ha rappresentato e rappresenta il rinascimento dell’enogastronomia italiana in tutte le sue espressioni, ha aperto una strada, inventato un genere, vissuto e tracciato la via per l’affermazione dei territori.
Ha lottato contro i poteri forti a difesa dei piccoli produttori, a garanzia dei consumatori consapevoli.
È una lezione di dedizione, onestà intellettuale, e sana partigianeria che è di esempio in un campo, come quello dell’ ElaioEnogastronomia cioè l’insieme di nozioni relative all’arte culinaria e alla cultura riguardante l'olio, il vino e il buon cibo, verso il quale l’interesse continua a crescere, insieme alle sfide che questo pone.
Le De.Co (Denominazione Comunale) nascono da un’idea semplice e geniale del grande Luigi Veronelli, che così le spiegava:  “Attraverso la De.Co il "prodotto" del Territorio acquista una sua identità.” Rappresenta un concreto strumento di marketing territoriale, ma soprattutto un’importante opportunità per il recupero e la valorizzazione delle identità e le unicità locali. La De.Co. è “un prodotto del territorio” (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, un lavoro artigianale, etc) con il quale una comunità si identifica per elementi di unicità e caratteristiche identitarie,  deve essere considerata come una vera e propria attrazione turistica capace di muovere un target di viaggiatori che la letteratura internazionale definisce “foodies” viaggiatori sensibili al patrimonio culinario locale e non solo.   
 Obiettivo del Percorso GeniusLoci De.Co. è recuperare l’identità di un luogo, attraverso anche le valorizzazione delle produzioni di eccellenza e delle tradizioni storiche e culturali dello stesso, al fine di ottimizzarne la competitività. Il percorso innovativo “Borghi Genius Loci De.Co.”, attraverso il quale si intende incrementare il turismo enogastronomico puntando sulla spiccata tipicità delle pietanze ereditate dalle antiche tradizioni locali, in grado di esprimere l’essenza più autentica e di “raccontare” la storia di un territorio finalizzato a rafforzare l’identità del territorio attraverso l’esaltazione delle rispettive peculiarità gastronomiche, sulla base dell’assunto che una pietanza non serve solo a soddisfare l’appetito ed a fornire all’organismo apporti calorici e nutrizionali, ma riesce anche a “raccontare” la cultura, i valori e le tradizioni dell’ambiente in cui la si cucina e, prima di tutto, la si “pensa”.
Il tutto nell’ottica del turismo enogastronomico, che se ben congegnato e gestito, costituisce una vera e grande opportunità per lo sviluppo dell’economia locale, specie per le piccole comunità rurali, che nei rispettivi prodotti alimentari e piatti tipici hanno un formidabile punto di forza attrattiva nei confronti del visitatore. «E’ proprio a tavola che si esprime quel “genius loci” che dà il nome all’iniziativa, e che preferiamo al corrispondente termine francese “terroir”: il menù non è solo una sequenza di ghiottonerie atte ad appagare i piaceri del palato, ma va anche e soprattutto inteso come narrazione di un “frammento di civiltà”. Un piatto tipico locale, quindi, è assimilabile ad un’opera d’arte, perché è un unico ed (altrove) irripetibile equilibrio di forze ed energie scaturenti da un determinato e ben definito luogo.                        
Pertanto il Genius Loci si visita nel territorio e si assapora nel piatto. La bellezza e l'unicità del paesaggio, gli insediamenti storici, la rigogliosa natura ha regalato diversi elementi attrattivi ereditati dalla tradizione ed in grado di affascinare i cosiddetti “viaggiatori del gusto”, ossia quei tanti turisti intelligenti e colti alla ricerca della buona tavola, non solo per apprezzarne le qualità gastronomiche, ma anche per l’intimo e profondo legame tra essa ed il territorio. Il valore di una De.Co.(Denominazione Comunale) è quello di fissare, in un dato momento storico, ciò che identifica quel Comune. A memoria futura, oppure come occasione del presente per cogliere un’opportunità di marketing. I prodotti agroalimentari e artigianali racchiudono al loro interno tradizione, cultura, valori, conoscenza locale, e, forse la cosa più importante, l’autenticità del loro territorio di origine. La Denominazione Comunale non è un marchio di qualità, ma il biglietto da visita di una comunità, sulla quale possono operare i sindaci per salvaguardare e valorizzare l'identità di un territorio. L’istituzione del Borgo GeniusLoci De.Co., consente l'avvio di una fase di sviluppo endogeno del territorio, dove la propria storia e la propria tradizione diventa la "risorsa" su cui investire il proprio futuro.
                  Per garantire la sostenibilità del percorso occorrono tuttavia quattro principi, la storicità e l'unicità, l’interesse collettivo, condiviso e diffuso e a burocrazia zero Il mito che circonda la maggior parte dei territori rurali di successo, assomiglia a una favola vera fatta di personaggi e di eccezionalità, e di unicità. Aspetti importanti che collocano l’idea dei Borghi GeniusLoci De.Co. all’interno di un percorso culturale e di pensiero innovativo volto alla difesa delle peculiarità territoriali. Non potendo legare l'azione di forza alla qualità normata dai Reg. comunitari, sta nell'unicità dell'identità l'azione vincente. In questo processo culturale, i disciplinari, le commissioni, e i regolamenti, mutuati dai marchi di tutela di tipo europeo(DOP, IGP, DOC, ect) sono strumenti impropri.
Era il 1956 quando Luigi (Gino) Veronelli scriveva “L’agricoltura e il turismo sono le armi migliori per lo sviluppo e l’affermazione della nostra Italia”. Un’idea decisamente controcorrente considerando il pieno boom economico (1953-1963) cioè quel veloce sviluppo industriale che trasformò l’Italia, il suo modo di vivere, le abitudini, anche alimentari, della popolazione e modificò per sempre l’aspetto delle città, del paesaggio, delle campagne. Anni dopo, Veronelli sarebbe di nuovo tornato sull’argomento precisando che “L’agricoltura di qualità e il turismo di qualità sono le armi per lo sviluppo della nostra patria”. Gino, in questo come in tanti altri temi, è stato un antesignano, un intellettuale a tutto campo, ricco di intuizioni, uno straordinario personaggio ricco di umanità, e di contraddizioni, capace di vedere lontano. I suoi pensieri sul turismo e sull’agricoltura, infatti, hanno del pionieristico se collocati nel contesto storico in cui sono stati enunciati. Ma d’altra parte il suo grande fascino era dovuto al fatto che nella sua vita, non hai mai smesso di essere curioso e attento a cogliere le novità.
Il viaggio nei Borghi GeniusLoci De.Co è tutto questo e non solo…