sabato 2 dicembre 2023

Quaderno di Neoruralità "Il sole nel bicchiere"

       

 

                    Pubblico delle grandi occasioni a Menfi in occasione della presentazione del Quaderno di Neoruralità "Il sole nel bicchiere" di Peppino Bivona, moderato magistralmente da Antonella Giovinco, con la partecipazione di Giuseppe Barbera, Giuseppe Bursi, Nino Sutera. 

E' possibile vedere  l'incontro integrale grazie alle riprese dell'Arch. Francesco Graffeo



VIDEO MAHARIA

 



























lunedì 20 novembre 2023

IL MISKE O AGAVE ANDINA. CHE NON È NÉ TEQUILA NÉ MEZCAL

 

VENTICINQUE VARIETÀ DELLE OLTRE TRECENTO SONO REGISTRATE, E TRA QUESTE C'È L'AGAVE AMERICANA, CHIAMATA ANCHE AGAVE BLU, BASE DI UNA BEVANDA ANCESTRALE: IL MISKE O AGAVE ANDINA. CHE NON È NÉ TEQUILA NÉ MEZCAL


Miske, l'antica bevanda autoctona che sta rinascendo in mezzo mondo

È l'unica bevanda ecuadoriana a Denominazione di Origine Ecuador e la sua produzione ha dato vita ad un progetto sociale che mette le donne al centro dell'attenzione di tutti.

Di origine indigena, il chaguarmishqui è una delle bevande più antiche d'America, ma anche la più denigrata per essere stata considerata la bevanda dei cosiddetti indiani , o che è lo stesso, degli indigeni delle Ande. Prodotto principalmente da donne, il suo distillato, miske o misque, è l'unica bevanda ecuadoriana con Denominazione di Origine Ecuador.

Nel cosiddetto centro del mondo,   si trova una piccola distilleria dove viene distillata la linfa dell'agave cactus americana o agave blu, della famiglia delle Agavaceae . Situata sulla terra che separa i due emisferi, Casa Agave nasce dalla rivendicazione di una bevanda ancestrale, dalla tradizione antica, che nasce in mezzo alle Ande, e che fa parte della cultura locale fin dalla creazione dei primi città native di Quito.

“Questo cactus è una pianta dinosauro, è una pianta preistorica. La linfa di agave è stata per migliaia di anni un alimento e una bevanda selvatica per gli abitanti delle Ande; La stessa cosa accade in Messico, dove hanno una cultura ancestrale dell’agave molto forte , con la differenza che quello che lì si chiama pulque, in Ecuador lo chiamiamo miske”, spiega Diego Mora, proprietario e mishquero di Casa Agave. Denigrata per essere l'acqua degli indios o l'acqua dei poveri, la sua importanza all'interno della cultura ecuadoriana cominciò a perdersi. A poco a poco il mestiere del mishquero , della persona che possiede tutte le conoscenze necessarie per l'estrazione del chaguarmishqui, cominciò ad essere lasciato da parte finché Don Virgilio Collahuazo rimase l'ultimo mishquero dell'Ecuador. Diego Mora ha imparato tutto da lui quando 22 anni fa è arrivato nelle valli di Quito per recuperare e valorizzare questo patrimonio ancestrale andino. È così che è nato Casa Agave, un progetto che non si concentra solo sul salvataggio di questa tradizione culturale e gastronomica ecuadoriana nelle mani di nove comunità, ma lavora anche per recuperare una pianta molto speciale proveniente dall'America e tipica della zona.

 

Oltre a vendere chaguarmishqui , Casa Agave produce anche miske, il suo distillato, l'unica bevanda ecuadoriana con Denominazione di Origine Ecuador. Qui i 3.000 litri di linfa di agave che raccolgono ogni mese vengono trasformati in 250 bottiglie di miske, una bevanda che è stata premiata nel 2021 e nel 2022 con un totale di tre medaglie d'oro, una d'argento e una di bronzo al World Spirits. Questi premi sono solo un esempio del lavoro che sta dietro questo progetto sociale che valorizza uno dei patrimoni più antichi delle valli interandine equatoriali, la cultura dell'agave. Ma questa non è l'unica cosa che fanno a Casa Agave, visto che il loro progetto prevede anche un piano di riforestazione con diversi tipi di agave da più di 20 anni e coinvolge tutti coloro che passano davanti alla loro distilleria invitandoli a piantare una piccola agave nella loro distilleria. vivaio per coinvolgerli nel recupero di una pianta ancestrale e di una bevanda tipica di mezzo mondo.

domenica 19 novembre 2023

Gran successo di Tregor Russo a Menfi

 

Pubblico delle grandi occasioni a Menfi presso i locali del Circolo Operai per la presentazione del libro di Tregor Russo,  "SICILIA; L'INCANTO DELL'ESTASI, EPOPEA NEL REGNO DEGLI DEI" se pur l’evento non era tra quelli previsti nel programma finale di Menfi Città italiana del vino 2023.    

 

Dopo i Saluti di Vito Pendola  Presidente del Circolo Operai, Ezio Ferraro ha portato i saluti del Consiglio Comunale.

Nino Sutera, che ha moderato i lavori, ha ribadito il coraggio dell’Autore e del Presidente del Circolo di organizzare un evento culturale in un luogo diverso dai santuari della cultura. Coraggio che è stato ripagato da una sala strapiena di attenti intervenuti sino alla fine dei lavori. E’ stato il primo esperimento destinato a fare scuola.

"Da Artista, Scrittore e Fotoreporter Professionista il mio intento è quello di preservare e fare conoscere l'immenso patrimonio culturale, artistico, monumentale e naturalistico della Sicilia unico al mondo, tramite il proseguo del mio Secondo Grand Tour dell'entroterra della Sicilia intrapreso nell'agosto 2022 con le mie indagini storiche e sopralluoghi professionali.

Dopo “Catarsi Redentrice”, “Al Rintoccar dei Sensi Assopiti” e " Le Ferite Dell'Essere" la casa editrice Melqart Communiction dà alle stampe il 6 marzo 2023 il mio nuovo Quarto Libro "SICILIA; L'INCANTO DELL'ESTASI, EPOPEA NEL REGNO DEGLI DEI", con il mio intento di preservare e far conoscere l'immenso patrimonio culturale, artistico, architettonico, archeologico, monumentale e naturalistico della Sicilia unico al mondo, tramite le mie indagini storiche, fotoreportage e sopralluoghi professionali che ho realizzato per il mio innovativo Grand Tour dell'entroterra Sicilia antica durato due anni esatti dal luglio 2020 al luglio 2022 con 50 Comuni visitati ed inseriti nel Libro, per testimoniarne la storia, le informazioni storiche, l'opulenza dell'arte in tutte le sue forme e sfaccettature, le bellezze monumentali e paesaggistiche della Sicilia più recondita, alla scoperta di rotte turistiche nuove ed emozionanti e molto altro ancora che scoprirete all'interno del Libro che è adatto per tutti."

Alla presentazione del libro "SICILIA; L'INCANTO DELL'ESTASI, EPOPEA NEL REGNO DEGLI DEI" sono seguiti la proiezione dei cortometraggi sempre con la regia d’Autore.

Per la cronaca il lavoro è stato già presentato in venti borghi, in ognuno delle quali l’Autore ha ricevuto apprezzamenti e attestati di stima, da parte dei Sindaci e amministratori locali,   omaggiandolo di riconoscimenti (targhe e/o pergamene)





venerdì 17 novembre 2023

VINO PRESENTATO IL NUOVO MANIFESTO PER L'ANNO 2024 e il riconoscimento di Città Europea del Vino 2024

  L’Alto Piemonte e il Gran Monferrato hanno ricevuto     a Bruxelles dal network RECEVIN (Rete Europea delle Città del Vino), il riconoscimento di Città Europea del Vino 2024, il titolo che a rotazione premia le migliori aziende produttrici di un territorio italiano alternandosi con altre città vignaiole di Portogallo e Spagna. La corona di alloro è stata assegnata per tutto il prossimo anno a venti città piemontesi unite sotto un’unica sigla e un programma condiviso di eventi, meeting, convegni e degustazioni distribuiti sulle provincie di Alessandria, Biella, Novara, VCO e Vercelli nei Comuni di Acqui TermeBarengoBocaBogognoBorgomaneroBrionaBrusnengoCasale MonferratoFara NovareseGattinaraGhemmeGrignascoMaggioraMezzomericoOvadaRomagnano SesiaSizzanoSunoVigliano Biellese e Villa del Bosco.


Il dossier Alto Piemonte Gran Monferrato si è affermato sulla concorrenza per il coinvolgimento di ampi territori e di molti Comuni Città del vino dove alla programmazione ordinaria già pianificata durante l’anno si aggiungerà quella straordinaria legata all’evento. E proprio quest’ultima ha fatto la differenza. Il piatto forte saranno le tavole rotonde, le degustazioni, i convegni e le tematiche di carattere generale riguardanti le politiche comunitarie sulla vitivinicoltura, il mercato, il rapporto tra vino e salute, l’educazione al consumo consapevole e l’identità dei territori. Appuntamenti tutti collegati con un continuo passaggio di testimone da una città all’altra spalmati durante un anno intero che promettono di attirare turisti, curiosi e addetti ai lavori.

Sulla scena internazionale per tutto il 2023 resterà ancora la regione vinicola portoghese del Duoro vincitrice l’anno scorso del titolo. Dal 2024 toccherà ai Piemontesi.

Inoltre è stato scelto il disegno che rappresenterà l’Associazione per il 2024. Il miglior bozzetto è stato realizzato da Emanuele Franchi studente della classe 4G del Corso di Grafica dell’Istituto Enaip di Novara.

Un vigneto che idealmente si tinge dei colori dell’arcobaleno, simbolo di pace e di non violenza, sette colori che esprimono il desiderio di vivere in un territorio rigoglioso senza pericoli o minacce. Questo è ciò che rappresenta il bozzetto scelto per accompagnare l’immagine delle Città del Vino per tutto il 2024.



La professoressa Marika Leonardi, che ha curato la partecipazione dell’Istituto Enaip al concorso indetto – come ogni anno – dall’Associazione Nazionale Città del Vino, ha accolto con felicità la notizia della vittoria, dicendosi molto soddisfatta per l’impegno che tutti gli alunni hanno mostrato nella realizzazione dei bozzetti secondo lo spirito del bando, che quest’anno aveva come tema la Pace con l’obiettivo di dare ai ragazzi una opportunità di riflessione, attraverso il proprio ingegno artistico, su ciò che stiamo vivendo in unione al mondo del vino e alle Città del Vino.






lunedì 13 novembre 2023

“Sicilia: L'incanto dell'Estasi. Epopea nel Regno degli Dei”.

  A Menfi domenica 19 novembre alle ore 17.30 la presentazione del libro presso il Circolo Operai

 

 


Si tratta di un viaggio nei borghi più belli della Sicilia, un innovativo  e completo Grand Tour tra la storia, le informazioni storiche, le bellezze monumentali e paesaggistiche della Sicilia più recondita.

Un Volume che, interamente a colori, apre alla scoperta di rotte turistiche nuove ed emozionali.

Infatti l’Autore Tregor Russo  non si è limitato soltanto a narrare le vicende storiche dei Borghi di cui parla nel Libro, a raccontarne tutti gli aspetti salienti, a realizzare le fotografie degli angoli più caratteristici e importanti, ma, da buon local insider, li ha raggiunti e visitati uno ad uno, incontrando i vari sindaci e le amministrazioni comunali, raccogliendo, sul posto, ulteriori informazioni e dettagli, e parlando de visu con gli abitanti di questi piccoli Comuni, appartenenti a pieno titolo alla Sicilia ed ai suoi misteriosi tesori di culture e bellezze.

I Borghi di cui si racconta nella “Sicilia: L'incanto dell'Estasi, Epopea nel Regno degli Dei” sono cinquanta, dislocati tra tutte le province siciliane, scelti accuratamente dall'Autore dopo una certosina selezione in modo tale da poter sviluppare, per l'intero Libro, un filo conduttore storico, geografico e culturale, e descrivere quegli angoli di Sicilia di cui, a torto, si parla meno e che, invece, andrebbero conosciuti meglio tanto dagli stessi siciliani quanto dai turisti che approdano sull'Isola.

 

il Volume che ha un prezzo di copertina di 29 euro è costituito da 458 pagine  con fotografie a colori, ed è stato arricchito ed accompagnato dal nuovo Cortometraggio realizzato il 25 marzo 2023, il terzo per Tregor Russo come Regista, Attore e Produttore Esecutivo, avendone realizzato il Video Trailer promozionale messo in rete il 2 aprile 2023, mettendo in auge l’Arte, Teatro, Storia, Architettura, Natura e Cultura ove si fondono magistralmente nel meraviglioso centro storico di Palermo!

 

TREGOR RUSSO  oltre ad essere artista internazionale, è insegnante di musica, compositore, arrangiatore, polistrumentista, cantante, scrittore, fotoreporter, poeta, saggista, attore, regista ,direttore artistico e radio speaker.

Ha già pubblicato 3 Libri di poesie, aforismi e saggistica: “Catarsi Redentrice” edito da La Zisa

Edizioni nel 2018, “Al Rintoccar dei Sensi Assopiti” edito da Ex Libris Editore nel 2020   e  “Le

Ferite Dell'Essere” edito da Melqart  Communication Editore nel 2021, oltre ad aver pubblicato in ambito internazionale i suoi 7 Album, Ep e Demo di Musica Metal dal 1997 al 2021.

martedì 17 ottobre 2023

“Il sole nel bicchiere, Menfi e il suo vino”

 Nino Sutera 

Menfi, Città del vino 2023 

Tradizione non è culto delle ceneri, ma custodia del fuoco. Omaggiare la tradizione non è chinare il capo al passato, non è lasciare alle ceneri del ricordo il compito di portare fino a noi le immagini di un tempo ormai andato. Omaggiare la tradizione è ben altro: è mantenere vivo quel fuoco, che brucia vispo nei solchi lasciati dalle vite di chi abita questa terra, e alimentarlo con storie evocative ed emozioni travolgenti. 

Gustav Mahler


        L’Autore, Peppino Bivona  nasce a Menfi, Sicilia, nel 1948. È laureato in Scienze Agrarie. Insegna materie professionali presso istituti agrari e dal 1976 è di ruolo nell’Assistenza Tecnica dell’Ente di Sviluppo Agricolo della Re­gione Siciliana, Direttore Generale in quiescenza dello stesso Ente,   Giornalista, ha scritto diversi articoli per Sicilia Agricola. Attual­mente pubblica articoli sul sito della Libera Università Rurale di cui è il Presidente. Per i Quaderni di Neoruralità ha pubblicato nel 2018 Diario dell'ulivo saraceno e nel 2021 Chicco di sole.

Le storie che leggerete in questo Quaderno di Neoruralità, “Il sole nel bicchiere, Menfi e il suo vino”  raccontano una meravigliosa “favola” che riguarda la Storia di Menfi e del suo territorio. Il vino rappresenta l’epilo­go al quale giungeranno i protagonisti attraverso il succeder­si di travagliati accadimenti, come i molti confronti e scontri che caratterizzarono le scelte più decisive.   La storia delle cantine Settesoli è intimamente legata al territorio  Negli anni a cavallo di questo secolo, Menfi è stata protagonista di una rivoluzione nel settore vitivi­nicolo.

 

La Libera Università Rurale già nel 2014 ha attribuito a Diego Planeta il riconoscimento di Ambasciatore dell'Identità Territoriale  

https://unirurale.blogspot.com/2014/06/inycon-2014-e-geniusloci-deco.html 

 

La Libera Università Rurale compie dieci anni di attività. Tra le iniziative di successo si annoverano: il percorso culturale “Borghi GenusLoci De.Co.” per la salvaguardia, la valorizzazione e la promozione dell’identità dei luoghi attraverso le prelibatezze e le unicità dei territori; la promozione dell’European Rural Parliament, che coordina per l’Italia, una campagna a lungo termine per dare voce alle popolazioni rurali; l’organizzazione di tanti eventi divulgativi; la cura del blog   https://liberauniversitrurale.blogspot.com/

Peppino Bivona,   profondo conoscitore delle tematiche legate al territorio, dall’identità alla storia, dalla cultura locale all’alimentazione, ci consegna un’opera vera, un racconto indelebile, essendo stato artefice e protagonista di una trasformazione agraria, ma anche sociale ed economica del territorio.  

                       Tratto dalla Premessa 

Menfi, Città del vino 2023     

Per molti miei concittadini, e particolarmente i giovani, questo significativo riconoscimento potrà sembrare naturale, quasi ovvio: un territorio dominato dalla coltura della vite, una Cantina sociale tra le più grandi d’Italia, un solido underground culturale che fa del vino addirittura una festa. Sì, Inycon è la massima testimonianza che questa comunità riconosce e celebra a se stessa. Si regala orgogliosamente l’ebbrezza del riposo dopo un anno di dura fatica. È nata da una felice coniugazione tra due istituzioni: il comune di Menfi e le Cantine Settesoli Eppure questo paese, fondato intorno alla prima metà del Seicento per soddisfare le, sempre più crescenti, esigenze di grano delle armate spagnole per la conquista dell’America Latina, non lasciava presagire nulla di questa realtà. Sono trascorsi quasi quattro secoli e noi siamo qui a chiederci come sia stato possibile questo “miracolo”. Protagonisti sono stati i tanti braccianti, mezzadri e contadini che in “forme” diverse assaltarono e frantumarono la secolare realtà feudale, che ancora sussisteva alla fine della Seconda guerra mondiale. Poi, le opere di adduzione dalla diga sul lago Arancio resero irrigue le nostre contrade. Prende così il via un vero e proprio “Rinascimento”  che in pochi decenni trasforma radicalmente lo scenario agricolo ridisegnando il paesaggio. Si passa, infatti, da una “agricoltura senza campagna”, tipicamente feudale, a una campagna dai connotati pur sempre agricoli ma permeati da spazi crescenti indirizzati al turismo. Un turismo dai lineamenti originali che, integrando il godimento della costa, ovvero del suo mare e delle sue spiagge, si estende verso l’entroterra più prossimo, ottimizzando la pressione antropica sul territorio tipica di uno sviluppo sostenibile. Le pagine che leggerete in questo libro cercheranno di raccontarvi questa meravigliosa “favola”. Il vino rappresenta l’epilogo al quale giungeranno i protagonisti attraverso il succedersi di travagliati accadimenti, come i molti confronti-scontri che caratterizzarono le scelte più decisive.  La prefazione è di Giuseppe Bursi, la presentazione di Nicola Cacioppo  e la postfazione di Nino Sutera. Conclude il lavoro il Manifesto sulla Neoruralità

  

lunedì 16 ottobre 2023

I MESTIERI DI MIRKO


 Gianna Bozzali


Una Produzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali

 

Le eccellenze della tradizione artigianale siciliana

riscoperte da Mirko Matteucci

 

In esclusiva dal 16 ottobre su RaiPlay

 

 https://drive.google.com/file/d/1K_2xPHs8XVUKFmjmWwn4O5S-3OMUi8V7/view

 

Un viaggio nella terra del sole e del mare alla scoperta delle sue tradizioni artigianali. Dopo il successo delle precedenti edizioni, in esclusiva su RaiPlay dal 16 ottobre, torna “I mestieri di Mirko”, una produzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali, con dieci nuovi episodi rilasciati ogni lunedì e interamente dedicati alla Sicilia. Mirko Matteucci l’attraverserà per lungo e per largo, per raccontare l’evoluzione dei lavori antichi che mantengono un legame indissolubile con il territorio e che vengono tenuti in vita dai tanti giovani che - con il giusto rinnovamento - rendono i “mestieri” italiani unici al mondo. Matteucci, accompagnerà il pubblico in questo viaggio con ironia e semplicità, ricoprendo al tempo stesso, il ruolo di cronista e quello di apprendista. E attraverso le sue vicissitudini, metterà in risalto l’abilità dei vari artigiani, rivolgendo una particolare attenzione ai giovani e all’imprenditoria femminile.



In Sicilia, il conduttore scoprirà i colori e il calore della “Vucciria”  di Palermo con la sua Street Food, l’arte incantatrice dell’opera dei pupi, la solennità delle saline, il fascino maestoso dell’Etna con le sue coltivazioni Dop, i viaggi mistici dei carretti siciliani, i suoni arcaici dei tamburi fatti a mano. Un occhio anche alle eccellenze culinarie locali: i cannoli, la cassata e la frutta martorana (ormai brand mondiali)i gamberi di Mazara del Vallo e i vini italiani IGP.

“I mestieri di Mirko” è un programma di Mariano D’Angelo, condotto da Mirko Matteucci per la regia di Paolo Tommasini. 

lunedì 9 ottobre 2023

La Flai Cgil Sicilia e la Fondazione Metes mercoledì presentano uno studio



  La Flai Cgil Sicilia e la Fondazione Metes mercoledì presentano uno studio

 

  “Verso un sistema agroecologico siciliano, per il cibo ‘giusto’, per le foreste, l’ambiente e per la qualità del lavoro”: è il titolo di uno studio a cura della Flai Cgil Sicilia e della Fondazione Metes,  realizzato col contributo di esperti e docenti universitari. Il lavoro sarà presentato mercoledì 11 ottobre alle 15 a Palermo, ai Cantieri culturali alla Zisa, Noz-Nuove officine. Interverranno Massimiliano D’Alessio (Fondazione Metes), Paolo Guarnaccia ( Università di Catania), Francesco Sottile ( Università di Palermo), Massimo Todaro ( Università di Palermo), Franco Andaloro ecologo e biologo marino), Tommaso La Mantia (Università di Palermo), autori degli interventi che compongono lo studio. Le conclusioni saranno del segretario generale della Flai cgil nazionale Giovanni Mininni . Prevista anche  partecipazione del Direttore Generale Dario Cartabellotta e  dell’Assessore regionale all’agricoltura Luca Sammartano  “Vogliamo aprire un dibattito- dice Tonino Russo, segretario generale della Flai Sicilia-  sui temi interconnessi della produzione di cibo, della salute, della salvaguardia del territorio, dell’agricoltura e del lavoro di qualità. Oggi riteniamo che non si stia andando nella direzione giusta- sottolinea-  ma solo in quella del massimo profitto. Un nuovo modello agroecologico in Sicilia è però possibile. Con questo studio auspichiamo si apra una discussione che faccia centrare questo obiettivo”.


 

venerdì 6 ottobre 2023

I Centro Studi di Danilo Dolci

 

 I Centro Studi di Danilo Dolci

 Franco Alasia

Uno anche a Menfi

La Sicilia occidentale è ancora una fra le zone più depresse d’Europa. Essa rappresenta però un enorme capitale di uomini e di risorse.

L’intervento dello Stato, per vari motivi, non è riuscito finora ad incrementare sviluppo. Il divario del reddito tra nord Italia e sud continua a crescere.



Per smuovere una situazione economico-sociale come quella della Sicilia occidentale – da secoli statica per gran parte –  non bastano alcuni interventi infrastrutturali. Non basta la sola azione di assistenza concreta (che rischia sempre di trasformarsi in opera di carità spicciola, inefficiente e mortificante per chi riceve), né la sola pressione e denuncia alle autorità e all’opinione pubblica (che troppo facilmente diventa sterile protesta); né bastano gli studi e le indagini dell’ambiente, se non tesi ad una responsabile utilizzazione, pratica e concreta.

Per un intervento efficace è necessaria la combinazione organica di questi elementi:

  • lo studio delle cause e delle manifestazioni dell’arretratezza, per appurare fatti e teorie, in modo da potersi poi muovere consapevolmente;
  • il lavoro pilota  paziente e pratico di ogni giorno per sperimentare e dimostrare le possibili soluzioni e valorizzazioni;
  • la pressione democratica nonviolenta (ove non bastano gli strumenti e l’azione silenziosa  per  superare  situazioni  intollerabili)  sulle autorità  responsabili,   stimolando  investimenti  di  natura  democratica:  e nei cittadini la speranza e l’attiva partecipazione.

Il Centro studi e iniziative, fondato nel ’58, ha posto le sue ragioni d’essere e di lavorare partendo da una concreta situazione economica-sociale – quella della Sicilia occidentale – e dalle esigenze che tale realtà dimostrava.

In un lungo periodo iniziale – dal ’52 al ’56 –  Danilo Dolci e un piccolo gruppo di volontari collaboratori  si inserirono nel vivo della più tragica realtà siciliana, condividendo la vita quotidiana della parte più misera della popolazione locale. Questa esperienza diede frutti di sostanziale importanza su due diversi piani:  da un lato, attraverso episodi che alcuni forse ricordano, richiamò l’attenzione dell’opinione pubblica italiana e mondiale su una cruda realtà da molti ignorata o mal conosciuta (il digiuno di Trappeto,  lo “sciopero alla rovescia” sulla trazzera di Partinico, l’arresto di Danilo e dei sindacalisti,  il relativo processo, ecc.);  d’altro canto,  permise a Danilo e al piccolo nucleo dei suoi amici e collaboratori di iniziare uno studio approfondito dell’ambiente che li circondava, cominciando ad individuare le componenti dei fenomeni economico-sociale di quelle zone e ad indagare con rigore sulle interferenze ed interdipendenze di manifestazioni e situazioni caratteristiche della Sicilia occidentale: arretratezza economica, disoccupazione e sottoccupazione, basso livello tecnico – culturale,  difficoltà  alla  vita  associativa,  mafia.

Individuati i punti chiave per un lavoro pilota in tre zone omogenee – il Golfo di Castellammare, una zona collinosa all’interno e un tratto della costa sud occidentale – nel corso del ’58 si aprirono rispettivamente a Partinico, Corleone, Roccamena e Menfi i Centri studi e Iniziative nei quali hanno lavorato tecnici agrari,  assistenti sociali,  educatori e giovani volontari in grado di svolgere un preciso lavoro nell’ambito dell’organizzazione,  senza sostituirsi alle responsabilità degli Enti locali.

La zona di incidenza del lavoro interessa tre grandi vallate:  dello Jato,  del Belice e del Carboi.  Su tre fiumi, la possibilità di utilizzare più di 180 milioni di metri cubi d’acqua rappresenta la soluzione fondamentale per l’avvio sicuro di un sano sviluppo socio – eco- nomico della zona.  In tal senso s’è mossa l’iniziativa del Centro studi,  per cui in questi anni si è potuto avviare:

  • la completa valorizzazione delle acque del fiume Carboj,  il cui serbatoio capace  di 36 milioni di metri cubi di acqua, era già costruito ma pressoché completamente inutilizzato nel 1958;
  • la costruzione della diga sullo Jato a Partinico, con un invaso capace di 72 milioni di metri cubi di acqua, che ha permesso l’inizio dell’irrigazione di parte dei circa  9.000 ettari irrigabili,  nell’estate del 1971;
  • i lavori di sondaggio, progettazione e costruzione della diga sul Belice, nella zona di Roccamena, per raccogliere oltre 70 milioni di metri cubi di acqua.

Sul piano del lavoro di formazione di nuovi gruppi democratici sostitutivi dei vecchi gruppi clientelari – mafiosi,  si sono costituiti:

  • la Cooperativa cantina  “Il Progresso” di Menfi con 450 soci;la Cooperativa di abitazione a Menfi, dopo il terremoto, con 20 soci;
  • la Cooperativa  edile  “La Fontana” a Partinico, con 31 soci;
  • la Cooperativa cantina sociale  “Conca d’Oro” a Partinico con 60 soci;
  • la Cooperativa  intercomunale coltivatori ortofrutticoli,  a Partinico,  con 220 soci;
  • la Cooperativa  “Consorzio irriguo Jato”  a Partinico, con 800 soci.

Milleottocentottanta piccoli coltivatori e lavoratori organizzati in queste nuove cooperative suscettibili – in particolar modo per quanto riguarda il “Consorzio irriguo Jato” – di diventare molte migliaia nel giro di pochi anni.

Sempre in questo settore di lavoro per la promozione della cooperazione, particolare attenzione si è dedicata all’artigianato locale; per incrementarne il lavoro, si è aperto un punto di vendita di prodotti artigianali presso il Centro turistico  “Città del Mare”  nel Golfo di Castellammare,  con lo scopo di:  incentivare la produzione locale, offrendo un immediato smercio dei prodotti;  migliorarla, conservando quanto di valido la tradizione locale produce e studiando nuovi prodotti; avviarla verso la cooperazione con l’organizzazione di gruppi pre-cooperativi e cooperative vere e proprie in seguito.

Nell’ambito del lavoro per la demolizione delle vecchie strutture clientelari – mafiose, conservatrici e parassitarie, va vista la campagna antimafia del Centro studi e Iniziative:  la precisa ed approfondita inchiesta sui rapporti mafia-politica nella Sicilia occidentale, se da una parte ha avuto una fondamentale funzione educativa in quanto ha favorito e sollecitato la presa di coscienza e l’assunzione di responsabilità nelle gente locale (determinando inoltre l’apertura di un processo a Roma contro Danilo Dolci e Franco Alasia), ha permesso il pubblico dibattito sul come si costituisce il potere politico in questa zona mettendo a nudo situazioni malsane e pericolose, e ha determinato il crollo politico di un Ministro e di due Sottosegretari collusi con la mafia delinquenziale locale.

Particolare impegno si è avuto per la zona terremotata dopo il sisma del ’68, per la quale è stato preparato un piano di sviluppo organico,  in collaborazione con la popolazione stessa ed un gruppo di esperti. Va vista nella direzione dello sviluppo della zona terremotata la campagna di pressioni del ’69, con digiuni, marce e denunce, e l’iniziativa di “Radio libera a Partinico”, l’emittente installata al Centro studi di Partinico nel marzo del ’70  con la quale, per 27 ore consecutive, prima che l’intervento delle forze di polizia la mettesse a tacere, sono state trasmesse (con le voci di donne, bambini, vecchi, medici, maestri, lavoratori) una serie di precise denunce documentate sulle responsabilità e le inadempienze governative riguardo il futuro della popolazione colpita dal terremoto nella valle del Belice.

Per rispondere all’esigenza di nuovi quadri locali capaci di promuovere nuovo sviluppo, da inserire nella realtà della Sicilia occidentale,  oltre che nel Centro studi,  al Borgo di Trappeto si sono tenuti sin dal 1960 dei corsi per la formazione di operatori di sviluppo. Nel 1968 viene cos-truito il  “Centro di Formazione per la Pianificazione organica”  a Trap-peto:  uno strumento cioè che ha lo scopo di formare mediante stages, corsi, seminari, incontri, dibattiti, nuovi educatori, nuovi cooperativisti, nuovi tecnici capaci di rapporti maieutici con la popolazione.

Fondamentalmente per rispondere alle medesime esigenze di portare nuova cultura, per incidere sempre più a maggiore profondità nella situazione, per i bambini della scuola materna fino ai 14 anni, in una zo-na dove l’intervento statale è più che altrove deplorevolmente insufficie-nte, nel 1971 è nata l’iniziativa, in corso di realizzazione, della creazione di un nuovo Centro educativo a Mirto, dove una sana, libera educazione di effettiva democrazia possa contribuire a creare persone nuove, rispondendo alle pur necessarie proteste contro una scuola vecchia e autoritaria con una concreta indicazione di una nuova educazione.

In questa chiave va anche vista l’azione del Centro studi per introdurre nelle scuole lo studio di uno strumento elementare e puro come il flauto dolce, mettendo i giovani in condizione di fare della musica in modo attivo e valorizzando un patrimonio musicale non conosciuto.

Una ventina sono i collaboratori a pieno tempo.

I fondi per il Centro studi e Iniziative vengono da fonti private e volontarie, raccolti soprattutto da comitati di sostegno in varie città italiane e all’estero.

In Italia particolarmente, gli artisti, pittori e scultori soprattutto, in varie occasioni hanno donato loro opere per il lavoro del Centro studi.

L’essere stati costantemente impegnati in un lavoro che non si piega alle esigenze di potenti o dove vanno le mode, che non vuol legarsi a nessun partito politico – non per agnosticismo ma per poter operare le proprie scelte di fondo in coscienza senza dover sottostare a calcoli di convenzione – non ha certamente favorito il reperimento dei fondi per il lavoro, per cui una costante difficoltà al Centro studi è sempre stata per tutti questi anni la scarsezza dei mezzi finanziari.

Dallo Stato italiano, e dalla Regione siciliana, il Centro studi e Iniziative non ha mai ricevuto, in tutti questi anni di attività, una lira.


lunedì 25 settembre 2023

Uova di gallina alle diossine

 Si può essere a favore o contro gli inceneritori, considerati per alcuni portatori di interessi, per altri un po meno. L'errore che non si deve commettere è tifare per l'uno o l'altro, ma informarsi, conoscere per scegliere da quale parte stare. 


Uova di gallina piene di diossine e Pfas nel veneziano: è l’esito del primo biomonitoraggio indipendente svolto dal Coordinamento No Inceneritore Fusina con il supporto scientifico di Isde Italia (Medici per l’Ambiente)

Uova di gallina piene di diossine e PFAS nel veneziano: è l’esito del primo biomonitoraggio indipendente svolto dal Coordinamento No Inceneritore Fusina con il supporto scientifico di Isde Italia (Medici per l’Ambiente).



“Situazione allarmante”

La notizia è stata resa pubblica dalla delegazione dei comitati e da Vitalia Murgia di Isde Italia in una conferenza stampa convocata a Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio Regionale veneto: “Non è casuale la scelta del luogo, la sede più importanei della Regione, l’istituzione che primariamente dovrebbe sovraintendere alla gestione della sanità pubblica, perché – affermano gli esponenti dei comitati – qui siamo di fronte a una situazione allarmante, di grave rischio per la salute di decine di migliaia di persone che vivono intorno al polo industriale di Porto Marghera”.

L’indagine

I comitati spiegano che l’indagine è stata condotta nel corso dell’estate su 4 campioni di uova (ciascuno composto da 6 unità) provenienti da galline allevate all’aperto in pollai familiari, senza uso di antibiotici o altri prodotti chimici. Le uova sono state prelevate con tutte le precauzioni del caso e affidate a un laboratorio accreditato da Accredia specializzato in analisi alimentari.

Le zone interessate

Due campioni provenienti il primo dalla zona di Villabona, e il secondo dall’area agricola a sud di Malcontenta (Comune di Mira) hanno evidenziato valori altissimi di PCDD/F e PCB (diossine, furani e policlorobifenil), da 2 a oltre 5 volte il limite di legge. Addirittura con l’assunzione di una sola di queste uova anche un adulto supera la dose settimanale tollerabile (DST), mentre per i bambini più piccoli si arriva fino a 6-7 volte il DST. In pratica si tratta di uova avvelenate, non commestibili.
Gli altri due campioni, prelevati in centro a Marghera e a sud di Oriago risultano nei limiti fissati dal Regolamento europeo 2023/915 ma molto al di sopra delle soglie cautelative indicate nella Raccomandazione europea 2013/711, tanto che con 2 sole di queste uova i bambini al di sotto dei 10 anni superano il DST.

I Pfas ritrovati

Significativa anche la presenza di Pfas, che sebbene entro i limiti, risultano comunque abbondanti (fino a 680 nanogrammi/Kg a fronte di un limite fissato in 1700 ng/Kg). “Un dato che smentisce clamorosamente chi continua a rassicurare sull’assenza di rischi per questi inquinanti nel territorio veneziano” scrive il comitato. La dottoressa Murgia sottolinea che per avere un quadro più completo e preciso è necessario fare ulteriori analisi, ma l’allarme per i comitati è alto: “Quando presentano progetti come i nuovi inceneritori, sentiamo dire che va sempre tutto bene, che non ci sono rischi, né impatti. Ma la realtà è un’altra e questa ricerca non fa altro che confermare con numeri alla mano la gravissima situazione ambientale in cui ci troviamo: livelli di smog da record, veleni disseminati in aria, nelle acque e nei suoli da decenni di industrializzazione e cementificazione dissennati. Il VI Rapporto SENTIERI curato dall’Istituto Superiore di Sanità afferma che nella nostra zona ci si ammala e si muore di più rispetto alla media regionale, ora stiamo arrivando al punto che non possiamo più mangiare i prodotti della nostra terra”.

“Intervenga la Regione e l’Iss”

“Quattro campioni di uova non bastano? Bene, allora si investa di più nel monitoraggio ambientale e nella sorveglianza sanitaria. Il progetto sui biomonitoraggi One Healt Citizen Science, che vede coinvolti la stessa Regione Veneto, ISS, CNR, Università di Padova va nella giusta direzione, e come cittadini intendiamo contribuire pienamente per la sua buona riuscita. Ma non ha senso fare bei progetti, se contemporaneamente si continua a favorire grandi opere e impianti nocivi, a cominciare dal ritorno del carbone a tutto spiano nella centrale Enel, e ai due inceneritori di Veritas e ENI; intanto bonifiche e riconversione ecologica rimangono un miraggio”. scrive il comitato.

Le richieste del comitato

Chiare e precise le rivendicazioni del Coordinamento No Inceneritore Fusina per fare fronte a questa situazione:
1. Stop immediato al carbone nella centrale ENEL Palladio, ai lavori per la seconda linea dell’inceneritore di Veritas e al progetto di inceneritore per fanghi proposto da ENI Rewind;
2. Trasparenza sulle emissioni dei principali impianti inquinanti presenti nel SIN di Porto Marghera con pubblicazione dei dati sulle emissioni di inquinanti e microinquinanti rilevate in continuo;
3. Misurazione dei PFAS al camino degli inceneritori;
4. Nuovo studio sulle ricadute dei fumi dell’inceneritore di Veritas, a seguito del parere dell’ISS che ha dichiarato inattendibile quello presentato dalla multiutility veneziana;
4. Avvio immediato di una campagna estesa di analisi sui suoli e sugli alimenti in tutta l’area vasta intorno a Porto Marghera.