sabato 10 gennaio 2026

Analisi Strategica: Accordo UE–Mercosur

 Analisi Strategica: Accordo UE–Mercosur

 La chiave del successo per l'Italia risiederà nella capacità di monitorare l'applicazione delle "clausole specchio" e di utilizzare i fondi di compensazione per assistere  le filiere più fragili, ma sopratutto le aree rurali già in difficoltà. E' bene ricordare che il settore agricolo è uno dei pochi settori prettamente assistiti dalle politiche UE. Un esempio? chi vuole realizzare un impianto di vigneto, ottiene con l'OCM vino il contributo all'impianto, con il PSP il contributo all'acquisto delle trattrici e accessori, sempre con il PSP il contributo se aderisce all'agricoltura biologica, se poi vuole promuovere il vino ha diritto al contributo con OCM per la promozione. E' questo da sempre, chiaramente, quindi la differenza la fa la capacità di ottenere tutti i set di finanziamenti/assistenza/sussistenza UE. Il vero problema è proprio questo non tutte le aziende possono beneficiare dell'assistenza pubblica UE                 Come era prevedibile l'accordo ha creato un'ampia discussione tra favorevoli e contrari,   chiaramente non da ora, ma da sempre, incapace però di centrare il vero problema della questione.                           L'accordo rappresenta una delle manovre di politica commerciale più ambiziose e discusse degli ultimi decenni, mirando a creare un'area di libero scambio che interessa oltre 700 milioni di persone.




Opportunità e Criticità per il Sistema Italia

1. Sintesi dell'Accordo (Dati 2026)

Dopo anni di stallo, l’accordo ha ricevuto un impulso decisivo all'inizio del 2026. L'Italia ha espresso un voto favorevole,  L'obiettivo è l'abbattimento progressivo dei dazi sul 91% delle merci europee esportate e la protezione reciproca degli standard qualitativi.


2. Le Opportunità per il "Made in Italy"

L'Italia, con la sua forte vocazione all'export, è tra i Paesi che potrebbero beneficiare maggiormente dall'apertura di un mercato storicamente molto protezionista.

  • Export Agroalimentare: Si stima una crescita potenziale del +50%. Attualmente, i dazi su prodotti come vino (27%), formaggi (28%) e cioccolato (20%) limitano fortemente la penetrazione commerciale.

  • Tutela delle Indicazioni Geografiche (IG): L'accordo prevede la protezione di 57 Indicazioni Geografiche italiane (26 prodotti alimentari e 31 vini), ponendo fine alla produzione e vendita di imitazioni locali ("Italian sounding").

    • Esempi di prodotti protetti: Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Prosciutto di Parma, Prosecco, Chianti.

    • Meccanismo di Phasing Out: Le imitazioni locali (come il "Reggianito" argentino) dovranno essere eliminate gradualmente in un periodo compreso tra 5 e 10 anni.

  • Settore Meccanico e Industriale: L'Italia è leader nell'export di macchinari agricoli e industriali verso il Sud America. L'azzeramento dei dazi (attualmente fino al 14-18%) renderà la tecnologia italiana estremamente più competitiva rispetto a quella cinese o statunitense.

  • Accesso alle Materie Prime: L'accordo facilita l'approvvigionamento di materie prime critiche (litio, rame) essenziali per la transizione energetica italiana.


3. Le Criticità e i Rischi per il Settore Agricolo

Nonostante le opportunità, il mondo agricolo esprime forti preoccupazioni legate alla asimmetria degli standard produttivi.

  • Concorrenza Sleale (Prezzi vs Qualità): I produttori del Mercosur operano con costi di produzione inferiori, grazie a standard ambientali, sociali e di benessere animale meno rigidi di quelli europei.

  • Settori Sensibili:

    • Carni Bovine e Avicole: Il massiccio afflusso di carne sudamericana a basso costo minaccia la redditività degli allevamenti italiani (soprattutto nel Nord Italia).

    • Zucchero ed Etanolo: La produzione intensiva di Brasile e Argentina potrebbe destabilizzare il mercato interno UE.

    • Riso e Agrumi: Ulteriori settori esposti alla pressione competitiva.

  • Standard Fitosanitari: L'uso di pesticidi e fitofarmaci vietati in Europa rappresenta un rischio sia per la salute dei consumatori che per la tenuta competitiva dei nostri agricoltori, obbligati a normative molto più restrittive (Farm to Fork).


4. Il "Compromesso Italiano": Misure di Salvaguardia

Per mitigare i rischi, l'Italia ha negoziato pacchetti di protezione specifici, approvati nel vertice di gennaio 2026:

MisuraDettaglio Tecnico
Soglia di SalvaguardiaAbbassata dall'8% al 5%. Se le importazioni superano questa soglia, scattano indagini rapide (21 giorni) per il ripristino dei dazi.
Fondo di EmergenzaStanziamento di 6,3 miliardi di euro a livello UE per sostenere le filiere agricole colpite da eventuali shock di mercato.
Clausole SpecchioObbligo (in fase di implementazione) per i prodotti importati di rispettare standard di sicurezza alimentare equivalenti a quelli UE.
FertilizzantiAzzeramento dei dazi sull'import di fertilizzanti dal Mercosur, per ridurre i costi di produzione degli agricoltori europei.

5. Conclusioni e Prospettive

L'accordo UE-Mercosur è un'arma a doppio taglio che richiede una vigilanza costante. Se da un lato apre mercati pronti a pagare un premium price per l'eccellenza italiana, dall'altro mette a dura prova la tenuta sociale delle aree rurali europee.

 

 

 

UE–Mercosur, in tanti festeggiano.


  il paradosso che protegge l’industria chimica e scarica i rischi sui consumatori


L’accordo commerciale UE–Mercosur porta alla luce una delle contraddizioni più gravi delle politiche europee su agricoltura, salute e commercio. L’Unione Europea vieta l’uso di pesticidi ritenuti pericolosi per la salute e per l’ambiente, ma continua a consentirne la produzione nei propri stabilimenti e la loro esportazione verso Paesi terzi. Oggi, con l’apertura del mercato europeo ai prodotti agricoli del Mercosur, quegli stessi veleni rischiano di rientrare legalmente nell’Unione sotto forma di residui negli alimenti importati.




Sostanze come Atrazina, Paraquat e Clorpirifos sono state bandite in Europa dopo valutazioni scientifiche ufficiali che ne hanno evidenziato effetti cancerogeni, neurotossici o di interferenza endocrina. Eppure, secondo i dati dell’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (ECHA), queste molecole continuano a essere prodotte in Europa, anche in Italia, ed esportate legalmente verso Paesi dell’America Latina. L’Europa non ne vieta la produzione, ma soltanto l’uso nei propri campi, proteggendo di fatto l’industria chimica e scaricando altrove i costi sanitari e ambientali.

Il paradosso è evidente: ciò che è giudicato troppo pericoloso per gli agricoltori europei diventa accettabile se utilizzato altrove, salvo poi rientrare nel mercato europeo attraverso le importazioni. Il sistema di allerta rapido europeo per alimenti e mangimi (RASFF) documenta ogni anno numerosi casi di prodotti bloccati alle frontiere per la presenza di pesticidi non autorizzati, spesso provenienti da Paesi del Mercosur. Non si tratta di un rischio teorico, ma di una dinamica già in atto.

Questa impostazione produce una doppia ingiustizia. Da un lato, gli agricoltori europei sono obbligati a rispettare standard sempre più stringenti, con costi crescenti e redditi in calo; dall’altro, i consumatori rischiano di vedere ridotte le garanzie sulla qualità e sulla sicurezza del cibo. A beneficiare di questo sistema sono le multinazionali chimiche e le filiere agroindustriali globali, mentre vengono penalizzate le piccole e medie aziende agricole e il diritto collettivo a un’alimentazione sicura e trasparente.

Consentire la produzione e l’esportazione di pesticidi vietati e, allo stesso tempo, aprire il mercato europeo a prodotti coltivati con quelle stesse sostanze non è una necessità tecnica, ma una scelta politica precisa. Una scelta che solleva una domanda inevitabile: se una sostanza è giudicata troppo pericolosa per essere usata nei campi europei, perché è considerata accettabile produrla in Europa, esportarla e poi ritrovarla nel cibo che arriva sulle nostre tavole?

Fonti

Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (ECHA) – Regolamento PIC: https://echa.europa.eu/information-on-chemicals/pic

Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) – Clorpirifos: https://www.efsa.europa.eu/en/topics/topic/chlorpyrifos

Corte di Giustizia dell’Unione Europea – Sentenza T-229/04 (Paraquat): https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:62004TJ0229

Sistema di Allerta Rapido UE per Alimenti e Mangimi (RASFF): https://webgate.ec.europa.eu/rasff-window/portal/

Public Eye – Inchiesta sui pesticidi vietati prodotti in Europa: https://www.publiceye.ch/en/topics/pesticides

giovedì 8 gennaio 2026

La libertà dei figli e la legge dei padri


Peppino Bivona

Belice di Mare 

Primavera 2024



(il vitello grasso non fu contento del ritorno del figlio prodigo)


 La nostra condizione attuale ci consente un privilegio quasi esclusivo: essere stati figli, divenire genitori e…ora anche nonni!

 Nella nostra memoria la  condizione di figli,  la figura “paterna” rappresentava il potere del padre,  a volte anche un padrone col bastone a cui ci consegnavamo per raddrizzarci in quanti  per  definizione: “viti storti” bisognevoli di un “tutore”. La figura del padre che guida le nostre vite, le difende, li protegge magari ricorrendo alle recinzioni e  obbliga a seguire certi tracciati. Per due filosofi francesi Gil Deleuze e Felix Guatteri,è questa figura patriarcale che schiaccia la nostra libertà e di cui Dio è la matrice teologica. In fondo il 68 fu una rivoluzione contro i padri sia nella versione simbolica, che in quella reale: Il padre un despota, un tiranno autore della repressione delle libertà. Da qui il radicale rifiuto di tutte le espressioni padronali del potere dei padri!

Ma davvero il “padre” è il simbolo della prigione della libertà dei figli come pensavano Deleuze e Quatteri?

La nostra cultura ha due fondamentali radici, una greca e l’altra giudaica-cristiana. In ognuna vi sono delle storie di figli che fanno parte  della nostra base educativa - formativa.

La prima figura è quella di Edipo, cosi come ci viene raccontata nella tragedia di Sofocle in “Edipo Re” . La storia la conosciamo: Edipo, figlio di Laio e Giocasta, al momento della nascita l’oracolo predice che questo figlio da grande ucciderà il padre e giacerà con la madre, mettendo al mondo figli-fratelli, insomma una mostruosità! Il re Laio non ha dubbi, la tragica profezia lo  induce a sopprimere il neonato, affidandolo nelle mani di un pastore che lo avrebbe buttato giù da una montagna. Ma il pastore mosso da pietà decide di non ucciderlo e lo affida ad un altro pastore , in una terra lontana, che lo cede a sua volta ad una coppia di reali che non hanno figli, dove viene cresciuto come un figlio naturale. Edipo ormai giovanotto, una sera  a cena con gli amici, qualcuno ,avendo alzato un po' troppo il gomito, confessa che Edipo non è il figlio legittimo dei reali di Tebe. Con questo dubbio il giovane principe non prende sonno e l’indomani si reca dall’oracolo per sapere la verità sulla sua origine. L’oracolo conferma l’originaria profezia, ovvero ucciderai tuo padre e giacerai con tua madre. Sconvolto Edipo fugge lontano dalla sua città, ma lungo la strada ad un incrocio incontra  una piccola carovana di cui uno dei tre uomini ,che con fare spavaldo pretende di aver diritto di precedenza, anzi  alza la frusta. Edipo si difende ed uccide i tre uomini. Da qui prende avvio la tragedia vera e propria che come sapete culminerà con l’accecamento di Edipo e l’impiccagione di Giocasta.

Ma quello che a noi interessa è la vicenda iniziale, quando  Laio non “accetta”  che un proprio figlio possa ucciderlo!  Ma questo non è forse il destino di tutti i padri? Ogni volta che mettiamo al mondo dei figli e li osserviamo crescere  in tutta la loro struggente bellezza, non ci avvisano della nostra morte? Non ci costringono ad entrare “nell’avvicendamento della vita”? Non suona la campana per ricordarci  che stiamo avviandoci al“ tramonto”?.

Laio il padre orco, non vuole tramontare, anziché rispettarla legge della natura si macchia di un crimine: figlicidio. Non vuole cedere lo scettro, si sente intramontabile, non sopporta essere superato dal figlio. Applica la simmetria, la specularità!

 

Poi ,in radicale contrasto, col padre greco troviamo il padre biblico nel racconto di Luca :il figlio prodigo o meglio come lo chiama Papa Francesco: il figlio ritrovato. La storia è arcinota: un padre ha due figli e un giorno il più piccolo dei due, si rivolge al padre con tono perentorio:” Dammi la parte di eredità che mi spetta…!” Il padre poteva avvalersi della legge ebraica che vietava ai figli di chiedere parte dell’eredità se prima il vegliardo non fosse deceduto. Questo padre invece senza alcuna obbiezione gli da quanto pattuito della sua parte di eredità. Il padre Lucano, lascia libero il figlio, nessuna predica, nessun discorso moralistico, ”sospende” l’applicazione della legge, si avvale di una legge non scritta: quella del cuore ,dell’amore!Gli fa un dono ,un vero dono: la libertà! .

La storia sappiamo come va a finire. Il giovinastro in poco tempo sperpera al gioco e a buttane, l’intero patrimonio. Una imprevedibile carestia lo porta a competere il cibo, ovvero le ghiande ,con i porci: Rendendosi conto che nell’azienda di suo padre i servi vivevano meglio decide di rientrare  Non ha alcuna pretesa  ne di farsi perdonare ne chiedere pietà, il suo intento è fare il servo a casa sua. Il padre  vedendolo arrivare gli va incontro e lo abbraccia, ordina ai servi di lavarlo , preparare un lussuoso banchetto , uccidere il vitello grasso e fare festa.

Nella storia dell’arte c’ è un’opera di Rembrand, che raffigura la scena: un vecchio stanco che si china sul figlio straccione , posa le sue grosse e grandi mani sullo schiena del figlio, come dire “ Ora ci sono io a proteggerti!”. Il figlio non ci capisce niente, rimane come un pugile suonato, vuole chiedere qualcosa ma frastornato : ”Possibile che possa essere successo tutto questo?”

Il racconto di Luca coinvolge l’altro fratello ,il maggiore che di ritorno dal lavoro, a vedere questo spettacolo si indigna:” Ma come, io che ho lavorato come un mulo ,neanche un capretto da consumare con gli amici e arriva questo scavezzacollo e mio padre ordina di uccidere addirittura il vitello ingrassato da alcuni mesi?”

Noi no abbiamo alcuna simpatia per i fratello maggiore, cresce come fotocopia del padre, non deroga, non entra in conflitto col padre! Eppure  i figli hanno il diritto-dovere  di entrare in uno scontro dialettico coi genitori, il loro mestiere è essere critici magari di rivoltasi come fa il secondogenito I padri di dargli la libertà ,anche di sbagliare!

In questi ultimi anni la figura del padre come si dice “è evaporata” ha perso spessore ,consistenza ,generazione senza padri!. La verità che abbiamo commesso un errore imperdonabile: abbiamo buttato l’acqua sporca col bambino! La figura del padre rappresenta la “legge”, non quella patibolare, ma la legge umanizzata che sa anche “sospendersi” che non è scritta nei codici, ma nella carne viva del cuore. 

E’ quello che ci insegna questo padre del racconto lucano.