domenica 24 maggio 2026

Audizione pubblica Pantelleria Borgo GeniusLoci DeCo

 

 

                                                                     

«Il gusto come identità, il vento come spirito, la terra come memoria» non è soltanto il sottotitolo dell’iniziativa: è una dichiarazione di metodo. Perché Pantelleria, più di altri luoghi, conserva ancora un rapporto organico tra ambiente, cultura materiale e pratiche agricole. Un equilibrio fragile, costruito nei secoli dal lavoro umano e dalla necessità di adattarsi a una terra aspra, vulcanica, battuta dal vento e costantemente sospesa tra Africa e Sicilia.

 


Pantelleria protagonista di una giornata destinata a segnare un passaggio storico nel percorso di valorizzazione identitaria dell’isola. Un pubblico delle grandi occasioni ha preso parte all’Audizione pubblica che ha sancito il riconoscimento della laboriosa comunità pantesca come Custode dell’Identità Territoriale, per aver saputo preservare e tramandare il GeniusLoci,  insieme al conferimento del titolo di Ambasciatore dell’Identità Territoriale a Italo Cucci, pantesco d’adozione, recentemente nominato Presidente del Parco Nazionale Isola di Pantelleria, per la capacità di narrare e raccontare l’isola in ogni occasione e in ogni luogo.


 


A moderare i lavori è stata Francesca Di Giovanni, consulente del Sindaco Fabrizio D’Ancona, che ha curato tutta la parte propedeutica all’adozione dell’Amministrazione del percorso Borghi GeniusLoci DeCo, e ha guidato l’incontro sottolineandone il valore non solo istituzionale, ma profondamente culturale e strategico per il futuro dell’isola. In apertura, il richiamo alla celebre riflessione di Gustav Mahler – «La tradizione non è culto delle ceneri, ma custodia del fuoco» – ha offerto la chiave interpretativa dell’intera giornata: un invito a considerare l’identità non come memoria statica, ma come energia viva da trasmettere e rinnovare.


 



Il Genius Loci come visione di sviluppo

Al centro del dibattito il concetto di Genius Loci, inteso come espressione profonda e irripetibile del legame tra comunità, ambiente e cultura produttiva. Una visione che trova radici nel pensiero di Luigi Veronelli, per il quale il territorio è sintesi viva di storia, clima, saper fare e identità.

In questo quadro, la Denominazione Comunale (De.Co.) emerge come strumento politico e culturale di primaria importanza: non un semplice marchio, ma un atto di sovranità territoriale attraverso cui le amministrazioni riconoscono e tutelano il valore autentico delle proprie produzioni e tradizioni.

Il modello della Rete Nazionale dei Borghi Genius Loci De.Co., coordinato da Nino Sutera, rappresenta oggi una delle più avanzate esperienze di governance identitaria, capace di restituire ai territori il ruolo di protagonisti nella costruzione della propria narrazione culturale.


 

L’avvio ufficiale del percorso De.Co.

Momento centrale della giornata è stata l’Audizione pubblica ospitata presso il Qalea Hotel di Suvaki, che segna formalmente l’avvio del percorso di riconoscimento di Pantelleria come Borgo Genius Loci De.Co. e il suo ingresso nella rete nazionale.

All’incontro hanno preso parte rappresentanti istituzionali e protagonisti del territorio, tra cui:

•          Adele Pineda, Vice Sindaco e Assessore alla Cultura

•          Massimo Bonì, Assessore all’Agricoltura

•          Michela Silvia, Presidente della Pro Loco di Pantelleria

•          Italo Cucci, Presidente del Parco Nazionale Isola di Pantelleria

•          Carmine Vitale, Direttore pro tempore del Parco Nazionale

•          Davide Emma, Tecnico Agronomo del Parco

•          Nino Sutera, Coordinatore della Rete Nazionale Borghi GeniusLoci De.Co.

 

Gli interventi, molto apprezzati dal pubblico, hanno contribuito a delineare una visione condivisa di sviluppo fondata sulla tutela attiva del patrimonio materiale e immateriale, così come gli interventi dalla platea di  Salvatore Murana   e la Presidente di Pantelleria Enoica Caterina D’Ancona (12 piccoli produttori di vino ) e Giampaolo Rampini. 

 


Oltre il turismo: l’identità come infrastruttura culturale

Pantelleria compie oggi una scelta chiara: non limitarsi a raccontarsi attraverso il paesaggio, ma trasformare la propria identità in una leva culturale, economica e politica.

È in questa prospettiva che nasce la prima edizione di Genius Loci dell’Elaio-Enogastronomia di Pantelleria, iniziativa che inserisce l’isola al centro del dibattito contemporaneo sul valore identitario del cibo mediterraneo, anche nel quadro della candidatura della cucina italiana a patrimonio UNESCO.

Il progetto – sostenuto dall’Assessorato regionale all’Agricoltura, dal Comune, dal Parco Nazionale e dalla Pro Loco, insieme alla rete Idimed – interpreta l’enogastronomia non come semplice attrattore turistico, ma come infrastruttura culturale del territorio.


Un laboratorio identitario mediterraneo

Pantelleria si conferma un autentico laboratorio identitario: un luogo in cui storia, ambiente e cultura materiale si fondono in un equilibrio costruito nei secoli. Dalla vite ad alberello al dammuso, dal giardino pantesco ai sistemi di raccolta dell’acqua, ogni elemento racconta un adattamento intelligente e profondo tra uomo e natura.

In questo contesto, l’identità territoriale si afferma come valore non replicabile: un patrimonio da custodire e trasmettere, capace di generare sviluppo sostenibile senza tradire le proprie radici.


Un futuro fondato sulla consapevolezza

Con questo percorso, l’amministrazione guidata dal sindaco Fabrizio D’Ancona avvia una nuova fase di governance territoriale, dotandosi di strumenti capaci di tutelare non solo prodotti e paesaggi, ma soprattutto saperi, pratiche e memoria collettiva.

Pantelleria lancia così un messaggio chiaro: il futuro dei territori non risiede nell’imitazione di modelli esterni, ma nella capacità di riconoscere, valorizzare e rendere vivo il proprio Genius Loci.

Perché l’identità, quando è autentica, non si replica. Si custodisce. E si tramanda.

 












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