domenica 10 dicembre 2023

La paternità culturale delle De.Co. e la Sentenza n. 75/2023:

 NinoSutera

 Ricostruzione storica, implicazioni giuridiche e ruolo della 

Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo

Abstract

La Denominazione Comunale (De.Co.), ideata da Luigi Veronelli negli anni ’90, è uno strumento di valorizzazione e salvaguardia dell' identità, fondato sulla potestà del Comune di riconoscere e documentare espressioni materiali e immateriali del territorio. Per oltre vent’anni, la De.Co. è stata oggetto di interpretazioni divergenti, spesso improprie, che l’hanno assimilata a un marchio di qualità o a un dispositivo certificativo. La sentenza n. 75/2023 della Corte Costituzionale ha chiarito definitivamente la natura culturale e non certificativa della De.Co., restituendola alla sua matrice veronelliana. Nonostante ciò, anche nel periodo successivo alla sentenza, alcuni documenti istituzionali —   pubblicati in Gazzetta Ufficiale — continuano ad attribuire la paternità della De.Co. a origini casuali o indeterminate, ignorando la genealogia culturale e politica che ne ha determinato la nascita. Questo articolo ricostruisce criticamente la storia della De.Co., analizza la portata della sentenza e discute le implicazioni epistemologiche della persistente “attribuzione al caso”. Inoltre, approfondisce il ruolo della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo, dal 2013 principale soggetto scientifico e istituzionale impegnato nel recupero della matrice veronelliana, nella definizione di metodologie identitarie e nella tutela della corretta interpretazione dell’istituto. L’obiettivo è restituire alla De.Co. la sua legittima collocazione teorica e storica, riaffermando la centralità del pensiero veronelliano nel rapporto tra territorio, identità e amministrazione pubblica.

1. Introduzione

La Denominazione Comunale (De.Co.) costituisce uno degli strumenti più originali del panorama identitario italiano. Ideata da Luigi Veronelli, essa nasce come atto politico del sindaco, volto a riconoscere e documentare elementi identitari del territorio. Nonostante questa matrice culturale, la De.Co. è stata per lungo tempo oggetto di fraintendimenti, sovrapposizioni concettuali e interpretazioni tecniche improprie. La sentenza n. 75/2023 della Corte Costituzionale ha finalmente chiarito la natura dell’istituto, ma non ha impedito che, nel periodo successivo, si diffondessero documenti ufficiali che attribuiscono la paternità della De.Co. a origini casuali o non riconducibili a Veronelli. In questo quadro, assume rilievo crescente il ruolo della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo, che opera come soggetto scientifico e istituzionale impegnato nella tutela della corretta interpretazione dell’istituto.


 

2. La filosofia veronelliana e la genesi delle De.Co.

2.1. Veronelli e la democrazia territoriale

Luigi Veronelli concepisce la De.Co. come strumento di democrazia territoriale, fondato sulla responsabilità del Comune nel riconoscere e tutelare le espressioni identitarie della comunità. La De.Co. non nasce come marchio, ma come archivio civico: un dispositivo di memoria, narrazione e responsabilità pubblica.

2.2. Le fonti veronelliane

Gli scritti di Veronelli tra il 1998 e il 2004 mostrano chiaramente che la De.Co. è pensata come atto politico e culturale, non come certificazione tecnica. La sua funzione è identitaria, non economica; comunitaria, non commerciale.

3. La Sentenza n. 75/2023 della Corte Costituzionale

La Corte Costituzionale ha stabilito che:

  • la De.Co. è un atto politico del sindaco e non un marchio di qualità;
  • non può prevedere disciplinari vincolanti né procedure certificative,ne loghi;
  • è espressione della potestà comunale di riconoscere elementi culturali del territorio;
  • non è assimilabile ai regimi DOP/IGP né ad altri sistemi di certificazione agroalimentare.

La sentenza restituisce la De.Co. alla sua matrice veronelliana, archiviando anni di interpretazioni improprie.

4. La paternità “attribuita al caso”: un problema epistemologico e istituzionale

Nonostante la chiarezza della sentenza, alcuni documenti istituzionali successivi — inclusi atti pubblicati in G.U. — continuano a ignorare la storia della De.Co., attribuendone la nascita a:

  • prassi amministrative spontanee;
  • iniziative locali non collegate alla tradizione veronelliana;
  • origini   indeterminate;
  • evoluzioni normative casuali.

Questa “attribuzione al caso” non è solo un errore storiografico: è un vulnus epistemologico che indebolisce la legittimità della De.Co. come strumento identitario.


 

5. Il ruolo della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo

5.1. Custodire la matrice veronelliana

La Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo è oggi il principale soggetto scientifico e istituzionale impegnato nel recupero, nella tutela e nello sviluppo della matrice veronelliana. La Rete opera come:

  • istituzione culturale che custodisce la genealogia della De.Co.;
  • centro di ricerca che produce metodologie identitarie;
  • struttura di accompagnamento per i Comuni che adottano la De.Co. nel rispetto della sentenza n. 75/2023 già dal 2013;
  • garante epistemologico contro le distorsioni interpretative.

5.2. La Banca del GeniusLoci DeCo

La Banca del GeniusLoci DeCo, istituzione non-profit della Rete, rappresenta l’evoluzione più coerente della visione veronelliana: un archivio identitario nazionale che censisce, documenta e valorizza elementi culturali locali, restituendo alla De.Co. la sua funzione originaria di memoria civica.

5.3. La Rete come infrastruttura scientifica

La Rete ha sviluppato:

  • un vocabolario identitario nazionale non omologante;
  • un format metodologico in 12 passi per i Comuni;
  • linee guida conformi alla sentenza n. 75/2023;
  • un modello di governance che distingue nettamente identità e qualità.

In questo senso, la Rete rappresenta oggi la traduzione istituzionale contemporanea del pensiero veronelliano.



6. Conclusioni

La De.Co. è uno strumento identitario unico nel panorama italiano. La sentenza n. 75/2023 ha chiarito la sua natura, ma la persistenza di interpretazioni improprie impone un lavoro scientifico rigoroso di ricostruzione storica. In questo quadro, la Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo svolge un ruolo decisivo: custodisce la genealogia veronelliana, produce metodologie identitarie e garantisce la corretta interpretazione dell’istituto. Riconoscere la paternità veronelliana non è un atto celebrativo: è una necessità epistemologica per garantire la coerenza dell’istituto e la sua efficacia culturale.


 


Bibliografia

Fonti primarie

  • Corte Costituzionale, Sentenza n. 75/2023, G.U. Serie Speciale Corte Costituzionale, 2023.
  • Veronelli, L., Scritti civili e territoriali, Milano, 1998–2004.

Studi e riferimenti teorici

  • Montanari, M., Il cibo come cultura, Roma-Bari, Laterza, 2004.
  • Petrini, C., Buono, pulito e giusto, Torino, Slow Food Editore, 2005.
  • Guastini, A., Interpretazione e significato degli atti amministrativi, Bologna, Il Mulino, 2010.

Documenti istituzionali e metodologici

  • Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo, Linee guida  , 2013–2024.
  • Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo, Format Borghi GeniusLoci DeCo, 2023.
  • Banca del GeniusLoci DeCo, Documenti di missione e criteri identitari, 2018.
  • Ministero dell’Agricoltura, Quadro normativo sulle produzioni agroalimentari tradizionali, Roma, varie edizioni.

 


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