mercoledì 18 marzo 2026

Le DeCo: dove l’Italia ritrova la sua voce

 


Presso la Sala della Lupa della Camera dei Deputati, l’Ente Pro Loco Italiane APS (EPLI APS) e La Libera Università Rurale Saperi&Sapori Onlus, hanno firmato una convenzione finalizzata a promuovere forme di collaborazione stabile per la valorizzazione dei territori, alla tutela delle identità locali, alla diffusione di buone pratiche di promozione culturale, fondato sul riconoscimento delle Denominazioni Comunali (DeCo) quale strumento identitario che attesta la specificità culturale, produttiva e comunitaria dei borghi italiani









Ci sono luoghi in Italia in cui il tempo non scorre: sedimenta. Rimane sospeso tra una pietra consumata, un profumo di pane, un gesto antico che si ripete da generazioni. È in questi spazi che vive il genius loci, quella presenza sottile e potentissima che dà anima ai borghi.  

Non è un progetto di marketing territoriale, né un’operazione nostalgica. È un patto civile tra comunità che scelgono di riconoscere ciò che le rende uniche. La Denominazione Comunale  diventa così un atto di consapevolezza: un Comune che dichiara “questo è nostro, ci appartiene, ci rappresenta”. Può essere un prodotto, una festa, un mestiere, una tecnica agricola, un rito. Ma soprattutto è un frammento di identità che rischierebbe di scomparire se non venisse custodito.

La Rete mette insieme questi frammenti e li fa dialogare. Ogni borgo porta la propria storia, ma la condivide dentro una cornice nazionale che dà metodo, strumenti, visione. È una comunità di amministratori, studiosi, artigiani, agricoltori, associazioni: persone che credono che il futuro dei territori passi dalla loro autenticità, non dalla loro imitazione.

Il valore della Rete sta proprio qui: nel trasformare la memoria in percorso condiviso. Non si limita a certificare ciò che esiste, ma aiuta i borghi a raccontarlo, a renderlo leggibile, a farlo diventare leva di sviluppo culturale, sociale ed economico. Fornisce regolamenti, protocolli, schede tecniche, ma anche un linguaggio comune per narrare ciò che spesso sfugge alle definizioni.

  E' un gesto di resistenza gentile. Un invito a guardare i borghi non come cartoline, ma come organismi vivi, capaci di generare futuro a partire dalle proprie radici. È un’Italia che non si accontenta di essere bella: vuole essere consapevole, riconosciuta, raccontata con verità.

E forse è proprio questo il suo segreto: ricordarci che l’identità non è un museo, ma un respiro. E che ogni borgo, quando ritrova la sua voce, fa risuonare un po’ più forte anche quella dell’intero Paese.

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