domenica 20 novembre 2016

Agira, Borgo GeniusLoci De.Co.

NTornatore
Quest’anno la sagra della “Cassatella di Agira   si  è impreziosita di due    tasselli,l’Audizione pubblica di presentazione e  la consegna dei riconoscimenti ‘Custode dell’Identità Territoriale’ del percorso Borghi GeniusLoci De.Co. afferma Nino Sutera.  Il Genius Loci rappresenta l’essenza, l’identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi”.


Il percorso,  inserito tra gli esempi virtuosi del ‘Forum Italiano dei Movimenti per la terra e il paesaggio’ e presentato al Poster Session del Forum Pa 2013 che si è svolto presso il Palazzo dei Congressi di Roma. Un percorso inedito che mette a sistema l’azione consolidata innovativa per la valorizzazione e la promozione dell’identità e dell’unicità dei territori, attraverso la De.Co. (Denominazione Comunale), un atto politico nelle prerogative del Sindaco. Il format   è composto da 12 step, tra i quali l’Audizione Pubblica e la consegna dei riconoscimenti  di ‘Custodi dell’identità territoriale’.









Il  riconoscimento –  ha  affermato Nino Sutera – viene conferito a chi  si  spende quotidianamente per la salvaguardia e la valorizzazione della tradizione  e dell’identità dei territori anche sotto l’aspetto agroalimentare,   attraverso un’efficace comunicazione del patrimonio enogastronomico autoctono. Realtà territoriali – sottolinea il dott. Sutera – che assumono un’importanza crescente anche nei confronti del visitatore che ritrova nel cibo un insieme di valori, ivi compresi quelli identitari.
 “L’audizione pubblica è uno dei  step per aderire alla Denominazione Comunale,  Borgo GeniusLoci che ha l’obiettivo di salvaguardare il territorio, le tradizioni e le tipicità ”, La via della De.Co. Borgo GeniusLoci ideata dalla Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus è, dunque, un’azione di marketing territoriale dove territorio, tradizioni e tipicità dei prodotti vengono valorizzate all’interno di un network che promuove un sistema capace di condividere i medesimi valori nel rispetto delle singole peculiarità. E al francese ‘terroir’ si preferisce quindi il latino ‘genius loci’, che sta a indicare un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile. Perché ognuno di noi è attaccato a un luogo d’infanzia, a un ricordo, a un affetto, a un dolce, a un piatto. L’obiettivo è dunque recuperare l’identità di un paese, attraverso le prelibatezze storiche e culturali del territorio. E un menù non è solo una sequenza di ghiottonerie atte ad appagare i piaceri del palato, ma va anche e soprattutto inteso come narrazione di un ‘frammento di civiltà’.
 L’On Maria Greco Sindaco di Agira, ha dichiarato, sono orgogliosa di ricevere il riconoscimento, che voglio condividere con il mio territorio. Agira è già il luogo della Cassatella, lavoriamo tutti insieme per trasformarla in un luogo capace di aumentare la produzione per assecondare una domanda crescente.
Aumentare la produzione, significa aumentare la produzione dei prodotti di base autoctoni, aumento dell’occupazione e crescita economica.Agira ha ricevuto  nel 2013 il Premio Luigi Veronelli, proprio per la sua attenta attività a difesa delle tradizione e della cultura locale.








 


martedì 15 novembre 2016

Il Sindaco di Agira, On Maria Greco Custode dell’Identità Territoriale


di Nuccia Tornatore 14 novembre 2016
Il prossimo 19 Novembre si terrà ad Agira, Comune della provincia di Enna, l’Audizione pubblica di presentazione nell’ambito dei Borghi GeniusLoci De.Co. e la consegna del riconoscimento di  "Custode dell’Identità Territoriale" al Sindaco On Maria Greco.


La procedura per addivenire all’istituzione del Borgo GeniusLoci De.Co. (Denominazione Comunale) attraverso il percorso di programmazione partecipata GeniusLoci De.Co. è stata avviata dalla Giunta Municipale il 26 ottobre scorso con delibera 140.

«Il percorso GeniusLoci De.Co. Sottolinea il dottor Nino Sutera, non è ne un’atto dovuto, ne tanto meno un obbligo di legge, ma una scelta volontaria di chi ama il suo territorio e dipende dalla capacità di far seguire ai buoni propositi, atti concreti, come appunto l’Amministrazione guidata dall’On Maria Greco,  sta facendo L’obiettivo condiviso è quello di valorizzare dal punto di vista culturale, turistico ed economico le eccellenze del giacimento eco-eno-gastronomico, che  il territorio senza ombra di dubbio possiede, che mostra con orgoglio al turista e al viaggiante".

«Il genius loci è il territorio della memoria, il nostro patrimonio, il valore più profondo della cultura  mediterranea ed europea,ed è l’unico anticorpo che abbiamo rispetto alla cultura dell’ indefinito  globale»   afferma Sutera, blogger glocal’nauta

L’obiettivo  di  Borghi GeniusLoci De.Co. (format ideato dalla lurss.onlus)  è  valorizzare quei prodotti di nicchia che inducono gli appassionati viaggiatori ad andare ad acquistare e degustare i prodotti nelle loro zone di produzione, per promuovere l’offerta integrata "del" e "nel" territorio, piuttosto che mettere su strada le merci.

Le De.Co (Denominazione Comunale) nascono da una idea semplice e geniale del grande Luigi Veronelli, che così le spiegava: " attraverso la De.Co il "prodotto" del Territorio acquista una sua identità". Un’idea nata dal basso per valorizzare quegli immensi giacimenti enogastronomici che racchiude l’Italia. Risorse e ricchezze che appartengono alla terra, alla storia, alla tradizione di un luogo.

La cassatella di Agira è un dolce di origini molto antiche e sembra che la civiltà di maggiore influenza sulla sua nascita sia la spagnola. Si sono poi aggiunti elementi agropastorali e baronali, commistioni ricche e povere,   mandorle e cacao, con la farina di ceci quale condensante del ripieno. Un’ipotesi suggestiva non ancora del tutto storicamente provata, ma compatibile con gli indizi finora esaminati dagli studiosi di gastronomia. Un comune che ha saputo cogliere l’importanza storica, culturale ed economica di un prodotto e che testimonia, realizzandole, quanto concrete fossero le intuizioni di Luigi Veronelli.

Il format GeniusLoci De.Co. è un percorso culturale, composto da 12 steps tra questi  l’audizione pubblica di presentazione alla Città.

Il percorso ideato dalla Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus,   prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)-Tracciabilità e Trasparenza,  che rappresentano la vera componente innovativa, da condividere con il territorio e per il territorio.  Si tratta di un percorso che vuole salvaguardare e valorizzare il "locale", rispetto al fenomeno della globalizzazione, la quale tende ad omogeneizzare prodotti e sapori.

Il percorso è stato inserito tra gli esempi virtuosi del -FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO- "Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori" Il format è stato presentato al Poster Session del Forum P.A. di Roma, VALORE PAESE economia delle soluzioni, organizzata da ItaliaCamp a Reggio Emilia, Premio nazionale Filippo Basile dell’AIF,  XXVI Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Formatori di Palermo e a EXPO 2015 di Milano



lunedì 31 ottobre 2016

i Session Poster di terr@


I pani di Sicilia diventino Patrimonio dell’umanità


Franco Vescera,  presidente sez. Confindustria Alimentari  e anche  Custode dell’Identità Territoriale del Genius Loci De.Co. percorso della lurss.onlus per la valorizzazione dell’identità e le unicità dei territori.
Franco Vescera: «Nessuna Regione può vantare una così vasta varietà di grani e prodotti».

Il pane siciliano sia inserito nella “World heritage list” dell’Unesco. Diventi patrimonio dell’umanità come Pantalica, il barocco del Sud-est o la Valle dei templi. La proposta, già avanzata al commissario Ray Bondin, è di un brianzolo arrivato tanti anni fa in Sicilia per amore, al seguito della fidanzata nel frattempo diventata moglie.  Ma anche della Sicilia si è innamorato presto: Franco Vescera per professione è sempre andato a fondo alle cose. Da quando era istruttore subacqueo. 

Arrivato in Sicilia, ha approfondito quella che era l’attività di famiglia della moglie: panificatori dal 1890. Allora ha cominciato a studiare il pane.  Lo ha venduto come ambulante, lo ha offerto ai ministri del G8 Ambiente che erano riuniti al Castello Maniace di Siracusa: e pare che alcuni andassero matti per la fetta condita con una goccia di olio e tanto sale. Lo ha offerto ad Alberto di Monaco che è tornato nel principato con venti chili di pane di Lentini.   Poi ha cominciato a studiare il grano siciliano. Nelle sue 50 varietà antiche che hanno resistito per millenni arrivando fino ai giorni nostri.   «Non c’è un’altra regione – ha detto Vescera – che può vantare una così vasta concentrazione di varietà di grani. Quello di Raddusa è diverso da quello di Caltagirone. E a rendere il tutto ancora più straordinario c’è il fatto che ogni grano serve a produrre un pane diverso. Da Lentini a Castelvetrano a Camporeale. È una questione di microclima, è una questione di arte artigianale. Tutto cambia in pochi chilometri. La materia prima, il prodotto finale».  E questa affermazione Vescera ha deciso di documentarla in uno dei suoi esperimenti. Colline di Lentini, zona San Demetrio: un campo esposto a sud, l’altro a est. «Tanto è bastato – ha detto lo studioso – per modificare dal punto di vista organolettico il pane. Basta qualche minerale in più o in meno a modificare l’equilibrio: e io credo che questa sia magia».
Sentirlo parlare di grano, pane, sapori affascina. Perché mette accanto la tradizione più integralista e una piccola dose di progresso. La tradizione parte dalle 1.500 interviste che ha realizzato in tutta la Sicilia «ai produttori di grano e di pane – spiega -. Soprattutto famiglie». Andando a sbirciare nelle loro tradizioni: dal crescente, all’acqua, al sale. Il modo per esaltare il sapore ma anche il valore di vitamine e proteine. Perché poi alla fine è solo una questione di gusti e di abitudini. Nella sola Ustica, 20 interviste per 20 modi diversi di fare il pane. Lo stesso a Pantelleria, a Piana degli Albanesi. Non c’è provincia dove non abbia trovato un “tozzo di pane” da studiare con passione.  E adesso pensa a come proteggere, rilanciare, pubblicizzare grano e pane. Il progetto più ambizioso è certamente quello del quale ha già parlato con Ray Bondin. Il pane siciliano patrimonio dell’umanità. «Ho sottoposto la questione al rappresentante Unesco e all’assessore regionale Sgarlata – ha detto -: è un cammino complicato, lo sappiamo, ma importante. La catalogazione del pane va curata come quella del vino».  Vescera sa che la Sicilia è la regione con la maggiore concentrazione di siti Unesco. Lo apprezza ma lancia la sfida: «In un chicco di grano c’è più storia che in un monumento. Perché l’origine di quel monumento sta nel chicco di grano, senza il quale non sarebbe esistito».

sabato 29 ottobre 2016

Manifestazione di interesse


AVVISO per manifestazione di interesse rivolto alle aziende siciliane interessate a partecipare alle principali manifestazioni fieristiche in programma nel periodo Dicembre 2016/ Giugno 2017



Nelle more dell'attivazione delle azioni 3.4.1. (Progetti di promozione dell'export destinati a
imprese e loro forme aggregate individuate su base territoriale o settoriale) e 3.4.2. (Incentivi all'acquisto di servizi di supporto all'internazionalizzazione delle PMI ) del PO FESR Sicilia 2014/2020, l'Amministrazione regionale intende acquisire una manifestazione di interesse da parte delle aziende siciliane interessate a partecipare alle principali manifestazioni fieristiche in programma nel periodo Dicembre 2016/Giugno 2017.
Entro il 7 novembre si può richiedere la partecipazione anche allo Street food festival, che si svolgerà prossimamente nel centro storico di Palermo, all'interno dello stand dell'Assessorato Regionale alle attività produttive. Sarà ammessa la vendita dei prodotti agroalimentari e dell'artigianato tipico e di qualità.
In allegato Avviso per le imprese
Allegati:
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mercoledì 5 ottobre 2016

Montevago, Borgo GeniusLoci De.Co. L'identità come valore


            Venerdì 14 Ottobre alle ore 18.30 presso l'Aula Consiliare del Comune   è in programma l'Audizione Pubblica Montevago, Borgo GeniusLoci De.Co. nell'ambito della rassegna dei giacimenti enogastronomici e dell'identità territoriale.


                          Il format Borghi  GeniusLoci De.Co.  è un percorso culturale,     che mira a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l'essenza, l'identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi.
 Obiettivo del  Percorso  Borghi GeniusLoci De.Co. è recuperare l’identità di un luogo, attraverso anche le valorizzazione delle produzioni di eccellenza e delle tradizioni storiche e culturali dello stesso, al fine di ottimizzarne la competitività.              Il  percorso   innovativo   “Borghi Genius Loci De.Co.”, attraverso il quale si intende incrementare il turismo enogastronomico puntando sulla spiccata tipicità delle pietanze ereditate dalle antiche tradizioni locali, in grado di esprimere l’essenza più autentica e di “raccontare” la storia di un territorio finalizzato a rafforzare l’identità del  territorio   attraverso l’esaltazione delle rispettive peculiarità gastronomiche, sulla base dell’assunto che una pietanza non serve solo a soddisfare l’appetito ed a fornire all’organismo apporti calorici e nutrizionali, ma riesce anche a “raccontare” la cultura, i valori e le tradizioni dell’ambiente in cui la si cucina e, prima di tutto, la si “pensa”.

«La denominazione comunale (De.Co.) “Borghi Genius Loci”    è un atto politico, nelle prerogative del Sindaco, che presuppone una conoscenza del passato, un’analisi del presente ed una progettualità riferita al futuro. Il tutto nell’ottica del turismo enogastronomico, che se ben congegnato e gestito, costituisce una vera e grande opportunità per lo sviluppo dell’economia locale, specie per le piccole comunità rurali, che nei rispettivi prodotti alimentari e piatti tipici hanno un formidabile punto di forza attrattiva nei confronti del visitatore.
«E’ proprio a tavola che si esprime quel “genius loci” che dà il nome all’iniziativa, e che preferiamo al corrispondente termine francese “terroir”: il menù non è solo una sequenza di ghiottonerie atte ad appagare i piaceri del palato, ma va anche e soprattutto inteso come narrazione di un “frammento di civiltà”. 
«Illuminante, al riguardo, la definizione che il compianto Luigi Veronelli ha dato del “genius loci”: per il grande enologo, gastronomo e scrittore lombardo, esso è da intendere come “l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva”. Pertanto  il Genius Loci si visita nel territorio e si assapora nel piatto».
 La bellezza e l'unicità del paesaggio, gli insediamenti storici,  la  rigogliosa natura ha regalato diversi  elementi attrattivi  ereditati dalla tradizione ed in grado di affascinare i cosiddetti “viaggiatori del gusto”, ossia quei tanti turisti intelligenti e colti alla ricerca della buona tavola, non solo per apprezzarne le qualità gastronomiche, ma anche per l’intimo e profondo legame tra essa ed il territorio
Il format GeniusLoci De.Co. è un percorso culturale, composto da 12 steps, tra questi l’audizione pubblica di presentazione alla Città.  Il percorso ideato dalla Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus, prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)-Tracciabilità e Trasparenza, che rappresentano la vera componente innovativa, da condividere con il territorio e per il territorio.
L’effetto GeniusLoci è  la capacità che deve avere un territorio,  di « produrre », grazie al saper fare dell’uomo   che possiede il gusto del territorio  nel quale  riconosce in modo permanente la singolarità ed il valore.
Al termine,  la cerimonia di consegna   del riconoscimento  “”Custode dell’Identità Territoriale” al Sindaco della Città On Margherita La Rocca Ruvolo





martedì 4 ottobre 2016

A Nino Sutera il Diploma Honoris Causa


Emilia Petix
Allora, in sintesi, Diploma di Laurea in Scienze  e Tecnologie Agroalimentari,   Divulgatore Agricolo    consulente del PAN fitofarmaci e formatore., Funzionario Responsabile dell'Azienda Sperimentale Campo Carboj, ma   anche blogger,    Funzionario Direttivo della Regione Siciliana,   “Formatore Consulente”    Componente del Gruppo di Lavoro PAN sottogruppo formazione, Informazione e sensibilizzazione,  Iscritto all’Albo regionale dei Formatori interni presso il Dipartimento della Funzione Pubblica della Regione Siciliana del gruppo di lavoro, Politica dell’Accoglienza presso  l’Assessorato alle Risorse Agricole  -  Ideologo dei Borghi GeniusLoci De.Co.  Ideologo   Percorso informativo di sviluppo locale “Un Villaggio di idee” Coordinatore  del  G.I.T (Gruppi d’interesse territoriale del MIUR)   Ideologo della Libera Università Rurale,  componente per l'italia del comitato promotore del Parlamento Rurale Europeo,  autore di diverse pubblicazioni e relatore a tantissimi eventi divulgativi.


Allora Dr Sutera  o  Nino come preferisce?



 Nino, chiaramente.

Complimenti un bel curriculum
Grazie, così dicono gli addetti ai lavori


Che sapore ha essere insignito del riconoscimento di Accademico  dell’Accademia di Sicilia e del Diploma Honoris Causa  dell'IstitutoSuperiore di LettereArti e Scienze del Mediterraneo?
La cerimonia di investitura è stata molto emozionante, poi ricevere i riconoscimenti insieme a     Massimiliano Tripoli - Chirurgo Plastico,  Giuseppe Barcellona - scrittore e storico  Giornalista; Grazia Locascio - Dirigente  del Centro Emodialitico; bhe non capita a tutti,  ne tutti i giorni.


Ma Lei non si sente un  Funzionario pubblico un po’ atipico?
Dipende dai Funzionari che Lei conosce.

In che senso?
Nel senso che nelle professioni come nella vita,  c’è chi sa essere  e sa fare,   chi guarda, chi in qualche misura fa quello che può, si rende utile,  e chi non sa ne fare, ne essere utile,  di questi proprio non se ne avverte la necessità, ma purtroppo ci sono.
Quale delle iniziative avviate Le ha dato maggiori soddisfazioni?
Ma, guardi non è che si può fare una classifica.
Si ma c’è ne sarà una che è stata migliore delle altre?
No,  guardi non funziona proprio così,non è una gara  tra migliori e peggiori.
Prendo spunto nelle mie attività e iniziative dall’aforisma di Thomas  Alva Edison  “il valore di un idea sta nel metterla in pratica”Partecipare da protagonista in uno spazio di del Claster BioMediterraneo di Expo 2015,  per ben tre volte, oppure all’Assemblea dei Sindaci dei Borghi De.Co., piuttosto al Session Poster del  Forum  PA, oppure a Palazzo Steri, o all'Orto Botanico,  piuttosto  in un’Aula Consiliare, ha la stessa identica valenza. Certo vedere, per esempio,  che un’iniziativa di circa dieci  anni addietro c’è ancora traccia nel sito web del MIUR,  o della Rete Rurale,  qualcosa vorrà dire,  o no?
Anche se?
Cosa?
Si, in effetti un'attività  che  mi ha dato tanta gratificazione c'è.
Ho partecipato insieme a 150 Colleghi a un percorso di riqualificazione, Progetto Demetra, curato dal Formez,  ecco sono stato uno dei pochi Funzionari, che dopo aver superato una prova selettiva,  ha completato il percorso conseguendo il titolo di "Consulente-Formatore"
Ma  il tempo per fare tutte queste cose dove lo trova?
Guardi che abbiamo fatto una sintesi di attività e iniziative spalmate nel tempo, poi  quando uno vuole il tempo lo trova, sempre.
   Tra le sue competenze, riconosciute da più parti, le politiche   sulla  NeoRuralità, di cosa si tratta?
NeoRurale  è    un modo per descrivere, chi torna alla terra fondendo tradizione ed innovazione. Chi vede nella NeoRuralità una concreta opportunità per se stessi, le proprie famiglie e le comunità locali, un processo culturale condiviso  di valenza diffusa.
Il modello di sviluppo seguito da Neorurale è frutto di una profonda innovazione culturale nelle zone rurali. Un cambiamento di prospettiva che non prevede lo sviluppo di nuove tecnologie, ma utilizza in modo creativo quelle esistenti
Un Ente pubblico ha il diritto-dovere di osservare il fenomeno che già è una realtà in tutt'europa.
Ecco allora che  neorualità e  neoagricoltura contadina  stanno introducendo ‘nuovi/antichi codici’ di produzione di qualità locale e ambientale in rapporto a nuove forme sociali di scambio diretto con l’autorganizzazione del consumo.
 Lei è anche l’ideologo del percorso Borghi Genius Loci De.Co. un percorso culturale che molti Amministratori lungimiranti hanno adottato, Di  cosa si tratta?
Borghi GeniusLoci De.Co è un percorso culturale, che mira  al recupero delle nostre tradizioni e alla valorizzazione delle   produzioni tipiche.
  Al francese “terroir”, preferiamo il latino “genius loci”, un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile. Il percorso Borghi  GeniusLoci De.Co.,   prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)-Tracciabilità e Trasparenza, che rappresentano la vera componente innovativa, da condividere con il territorio e per il territorio. Si tratta di un percorso che vuole salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, la quale tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Nelle arti e non solo, il “GeniusLoci” rappresenta concettualmente quello “spirito” percepibile, quasi tangibile, che rende unici certi luoghi ed irripetibili certi momenti, uno spazio, un edificio o un monumento. Non solo: il Genius Loci è anche nelle immagini, nei colori, nei sapori e nei profumi dei paesaggi intorno a noi, che tanto spesso, anche all’improvviso, ci stupiscono ed emozionano. Le persone “respirano” il genius loci di un luogo, di un ambiente quando ne hanno piena coscienza. Ognuno di noi è attaccato ad un luogo d’infanzia, ad un ricordo, ad un affetto, a un dolce, ad un piatto. Ecco, l’obiettivo è recuperare l’identità di un luogo, attraverso le prelibatezze storiche e culturali del territorio.
Un percorso consolidato anche da riconoscimenti esterni?
 Il percorso è stato inserito tra gli esempi virtuosi del -FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO- “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori” Il format è stato presentato: * Poster Session del Forum P.A. di Roma; * VALORE PAESE economia delle soluzioni, organizzata da ItaliaCamp a Reggio Emilia; * Premio nazionale Filippo Basile dell’AIF · XXVI Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Formatori di Palermo. EXPO2015 MILANO
Qual è la mission?
Il percorso Borghi GeniusLoci De.Co.,   mira a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l'essenza, l'identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi. Obiettivo del Percorso GeniusLoci De.Co. è recuperare l’identità di un luogo, attraverso anche le valorizzazione delle produzioni di eccellenza e delle tradizioni storiche e culturali dello stesso, al fine di ottimizzarne la competitività.
Il percorso innovativo “Borghi Genius Loci De.Co.”, attraverso il quale si intende incrementare il turismo enogastronomico puntando sulla spiccata tipicità delle pietanze ereditate dalle antiche tradizioni locali, in grado di esprimere l’essenza più autentica e di “raccontare” la storia di un territorio finalizzato a rafforzare l’identità del territorio attraverso l’esaltazione delle rispettive peculiarità gastronomiche, sulla base dell’assunto che una pietanza non serve solo a soddisfare l’appetito ed a fornire all’organismo apporti calorici e nutrizionali, ma riesce anche a “raccontare” la cultura, i valori e le tradizioni dell’ambiente in cui la si cucina e, prima di tutto, la si “pensa”.




martedì 20 settembre 2016

Casa Planeta, Presentazione di TERR@

Venerdì 30 Settembre alle ore 18.00 a casa Planeta la presentazione di  “ t e r r @” 
          TerritorioEnogastronomiaRisorseRurali@mbientali 
                      percorso ITINERANTE InFormativo di glocal.

 Moderato da Antonella Marascia Past President AIF Sicilia, segretario generale del Comune di Mazara del Vallo, docente e progettista area formazione pubblica, impegnata nei processi di innovazione, formazione e comunicazione nella P.A., autrice di articoli e pubblicazione sui temi dell’apprendimento e dello sviluppo locale.
Cos’ è Terr@ ? Piccoli gruppi per grandi idee, un viaggio itinerante e intrigante, per approfondire tematiche d'interesse comune, costruendo il percorso formativo e portandolo avanti in situazione di sostanziale autoapprendimento. Uno spazio di riflessione, persone di diversa estrazione ed esperienza s'incontrano per presentare la propria esperienza, per elaborare idee, proposte e progetti comuni, ma anche uno spazio come sinonimia di un’agire creativo.
Perchè? L’ambizione è di avvistare in maniera partecipata e condivisa idee, proposte, tale da divenire per il prossimo futuro un modello da seguire, aperto a tutti i soggetti socio – economici, ed ai singoli cittadini, che sono interessati e vogliano cimentarsi sul futuro sostenibile del proprio territorio.In questa prospettiva, il territorio non deve essere considerato semplicemente come luogo fisico, ma esso rappresenta soprattutto una comunità collettiva, ricca di saperi e competenze diffusi tra i vari attori, dalle istituzioni pubbliche alle organizzazioni, dalle associazioni, ai singoli cittadini.
Quale tematica? terr@ affronterà le tematiche legate a Ambiente&Territorio-Etica&Finanza- Pari Opportunità-Energie Rinnovabili-Paese Albergo-Territorio in un Immagine-Agricoltura Sociale-Città Intelligenti-Cibo&Letteratura- Differenziamoci-GioventùInMovimento-Agricoltura&Alimentazione
La metodologia? Seminari, focus group, session poster, talk show. Incontri quindicinali da Ottobre 2016
I partner? portatori di interessi economici, sociali e culturali.
Promotore dell’iniziativa la LiberaUniversitàRuraledeiSaperi&deiSaporiOnlus con la collaborazione di Banca Mediolanum.

Aver saputo interpretare le esigenze e le richieste diffuse di disseminare conoscenze e informazioni, tramutandoli in un fatto concreto è destinato ad essere consegnato alla storia di questa terra, ecco allora come un iniziativa nasconde l’ambizione per tramutarsi in un metodo condiviso

mercoledì 14 settembre 2016

IL FALSO MITO DEL BIO


 Il falso mito del “Bio”
 di R. Mancini





Sintesi: L’articolo si ripropone di analizzare il significato della coltura biologica, riflettendo su false credenze impartite dalla (mala)informazione. Sono state analizzate tre convinzioni contro il biologico e tre a favore. Infine le mie personali conclusioni.


Ormai in qualunque negozio è possibile acquistare prodotti Bio, forse non economicamente convenienti, ma tutti ci raccontano che “fanno bene”, che sono liberi da quella cosa scellerata che è la “chimica” e quindi spendiamo volentieri qualche soldo in più al fine di star meglio. Ma è davvero così?
Oggi lettore voglio provare a sfatare questa falsa credenza, fortemente radicata nel giro di pochi anni, che Biologico è sinonimo di bontà e benessere.
Non inizierò citando il noioso regolamento CE (che mi sono dovuto leggere per scrivere questo articolo) per l’agricoltura biologica, se vuoi queste informazioni internet sarà esaustiva di certo (inserisco in bibliografia il link dal quale potrai informarti). Mio maggiore interesse è rispondere a quelle domande a volte innocenti, a volte banali, a cui spesso si danno risposte fuorviate e alquanto fallaci:
§  E’ vero che l’agricoltura biologica “fa meglio” di quella convenzionale?
§  E’ vero che i prodotti Bio sono più sicuri degli altri?
§  E’ vero che il Biologico è il futuro dell’alimentazione?
La mia risposta a queste tre domande fondamentali è un categorico <No. Non è vero.>
Ma iniziamo con le dovute accortezze.
Cos’è effettivamente un prodotto Bio?
L’argicoltura biologica è un metodo di coltura con il fine di ridurre l’impatto ambientale del settore primario (le attività che rispondono ai bisogno primari dell’uomo) e di proporre dei prodotti con meno sostanze potenzialmente nocive. L’idea che vi è dietro il logo di marketing “Bio” è molto bella, prodotti “puliti”, ridotti consumi di pesticidi ecc
Ci tengo qui a chiarire il primo falso mito: Anche l’agricoltura biologica utilizza pesticidi. Infatti sebbene questo tipo di agricoltura non possa, per legge, utilizzare pesticidi di sintesi, è lecito utilizzarne alcuni di origine naturale. Nonostante non siano prodotti sintetici, non si deve pensare che questi agrofarmaci (che vanno da prodotti naturali come batteri e piretrine a composti tradizionali quali solfato di rame [CuSo4], Idrossido di Rame(II) [Cu(OH)2], zolfo elementare e altro) abbiano un impatto ambientale trascurabile. Vi sono parecchie sostanze naturali tossiche, esempio per tutti è l’insetticida Rotenone, questa sostanza chiamata anche Derris commercialmente, è estratta da una pianta tropicale della famiglia delle leguminose, esso deprime la respirazione cellulare degli insetti portandoli alla morte. Bene, questo prodotto utilizzato sovente in agricoltura biologica, causa scoperta tossicità, è in via di eliminazione dalle coltivazioni. Dunque non prendiamo alla lettera “biologico = natura allo stato brado”.
C’è anche da dire, però, che è tuttavia vero che i prodotti biologici presentano quantità di residui di pesticidi ridotte. E’ dell’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) il rapporto del 2009 che analizza 74.305 campioni e certifica al di fuori dei limiti il 4% dei prodotti convenzionali e di contro solo l’1,24% di quelli biologici. Piccole percentuali che però nascondono la storia biologica del prodotto.
Il secondo mito che mi piacerebbe sfatare è la ferrea convinzione che biologico sia sinonimo di sicurezza e proprietà nutrizionali migliori. Questa è un’atroce sciocchezza. Sono le pubblicità, i media, che con le loro affermazioni e slogan ci inducono erroneamente a pensarla così. La certificazione biologica infatti garantisce che durante il processo di produzione siano rispettate le normative BIO, tuttavia non certificano il prodotto finale. Quindi le modalità di produzione, non le proprietà di consumo. Una volta che i prodotti agricoli arrivano al commercio, sia tradizionali che biologici, devono essere rigorosamente controllati e certificati indipendentemente dal metodo di coltivazione. Dunque la sicurezza Bio o tradizionale è palesemente eguale. Per quanto riguarda le proprietà nutrizionali la Food Standard Agency britannica, ha seguito le discrepanze nutritive tra prodotti biologici e tradizionali sin dal 1958. I risultati mostrano, a parte alcuni casi particolari, come non ci siano sostanziali differenze nutrizionali. Nel 2012 inoltre, i ricercatori della Stanford University hanno pubblicato una seconda ricerca della letteratura arrivando alla medesime conclusioni. Dunque sia la sicurezza che le proprietà nutritive sono indifferenti dalla scelta del processo Bio o convenzionale.
Come terzo, ed ultimo mito da sfatare, vorrei demolire la convinzione che l’agricoltura biologica ha un impatto ambientale minore. Qui dobbiamo discutere della più grande (a mio avviso) pecca dell’agricoltura biologica: la Sostenibilità. Se è dannatamente vero che si utilizzano meno fitofarmaci e dunque si ha un minore impatto sulla biodiversità del terreno e sull’alterazione dello stesso, è agghiacciante pensare che nel peggiore dei casi alcune coltivazioni biologiche arrivano a produrre anche il 50% in meno. Questo calo di produzione ha ripercussioni minori, come il prezzo di un prodotto bio (che è sempre maggiore, ed ora sappiamo perché), ma causa anche problemi ben più gravi quali la minor disposizione di cibo pro capite. Per produrre la medesima quantità di cibo è necessario un terreno coltivato dal 25 al 60% maggiore, comportando una indiretta distruzione di habitat e biodiversità.
Capisci dunque come dietro il marketing con il bel logo verde “salva natura-Biologico” si nasconda una storia ben più complessa. Ma non ci sono solo i contro precedentemente citati, altrimenti nessuno produrrebbe biologico. Vorrei concludere l’argomentazione di questo articolo con alcuni argomenti a favore. Oltre il pro precedentemente discusso (in cui affermo che è effettivamente dimostrata la minor presenza di pesticidi), voglio scrivere che acquistando prodotti Bio siamo sicuri che non siano stati utilizzati OGM, come mangimi geneticamente potenziati, organismi resistenti agli erbicidi ecc (In futuro mi piacerebbe parlare anche di OGM, e credo lo farò). Anche qui però, c’è da fare attenzione ad un trucco. Sebbene sia proibito l’uso di prodotti a scopo diserbante è però possibile coltivare piante GM, per esempio resistenti alla siccità o ad alcuni insetti, in modo biologico senza violare né i principi, né la legge.
In ultimo luogo voglio sfatare la critica che viene avanzata dagli scettici del biologico, i quali affermano che essendo, questi ultimi, prodotti “senza” utilizzo di sostanze chimiche (poi qualcuno mi spieghi qual’è una sostanza non chimica) i prodotti biologici siano più contaminati da micotossine. I dati raccolti sinora, invece, dato lo stretto controllo alimentare, non mostrano aumenti di contaminazione sensibili. Dunque fino a prova contraria, così non è.
Conclusioni
Abbiamo dunque esaminato le tre convinzioni infondate contro il biologico: l’utilizzo di pesticidi anche nel biologico, il biologico non è né più sicuro né più nutritivo del tradizionale e, come terzo ma non meno importante, la convinzione che il biologico non abbia forti impatti ambientali. Ovviamente a questo si oppongono i vantaggi apportati come l’effettivo minor residuo di pesticidi, l’assenza di OGM dei quali si conoscono ancora poco gli effetti a lungo termine, e l’erronea convinzione che utilizzando diserbanti minoritari i prodotti siano più esposti a funghi e tossine.
Il mio giudizio, personale, è che il Biologico è un meraviglioso ideale, un principio a cui  si dovrebbe tendere, ma è da valutare con le dovute attenzioni. Inoltre accuso ancora una volta l’informazione, la quale ancora una volta spaccia per miracolante qualcosa che è dannatamente umano, qualcosa che come tutto è intrinsecamente duale: formato da Pro e Contro.
Dal mio canto, io ricerco il biologico per prodotti dei quali voglio mangiare anche la superficie (quella più esposta alle “sostanze chimiche”), quindi frutta (mele, pesche, prugne, arance (si mi mangio anche la buccia dell’arancia a volte, è ricca di fibre!!!, 
ma lavala eh
!) ecc) e ortaggi che siano a frutto, a same o altro (legumi, zucchine, cetrioli, pomodori ecc). Dopo questo racconto comunque, ti vorrei consigliare di non farne un dettaglio fondamentale o selettivo, credo che un pomodoro convenzionale sia altrettanto buono di un pomodoro bio, il quale è “solo” più caro.