lunedì 26 agosto 2013

L’igiene contro natura



Giuseppe Bivona


La scienza è la nuova religione e il disinfettante la sua acqua santa

ll tratto di strada in salita, dopo numerose curve, ora seguiva un breve rettilineo . Improvvisamente sento la voce di Alice, indicando con il dito :” Fermati , alla tua destra c’è un abbeveratoio!”. Sulle alture dei Nebrodi, non mancano vecchi abbeveratoi alimentati   da sorgive di acqua pura e fresca. Vedere l’acqua che sgorga, rinfrescarsi e dissetarsi per il viandante è  qualcosa di più che una piacevole sensazione, è quasi una emozione.
 Nella parte terminale, opposta dove sgorgava  dell’acqua, una  ragazza era intenta a pulire alcuni piatti e poche pentole, limitandosi ad un sbrigativo  lavaggio grazie all’abbondanza  di acqua  ma , cosa insolita ,senza l’uso di detersivo. Alice la salutò e dalla breve conversazione che intrattenne con lei  comprese che ,assieme  con altri suoi amici, si esercitavano nella scalata di una parete rocciosa.
 Le tende per l’accampamento erano sistemate appena più sopra.
Salimmo in macchina e riprendemmo il viaggio. Ma dovete sapere  che per  Alice l’igiene è una condizione imprendi scibile   dal quotidiano vivere, quasi una pratica religiosa, tanto che qualche sua amica la canzona , prendendola in giro per essere avvezza a pulire anche …... il pulito .Perciò quella scena del lavaggio senza alcun uso di detergente per piatti non le andava proprio giù, cosi dopo pochi minuti scoppiò:
”Vabbè che dobbiamo preservare l’ambiente e mantenerlo incontaminato il più possibile, ma come si toglie l’unto dei piatti senza un minimo di detersivo?.Volendo, ci sono pure in commercio quelli biologici !”
“ Certo” risposi “  magari utilizzare, come facevano le nostre nonne, un po’ di aceto o qualche limone. Tuttavia devi convenire che oggi noi,  a casa ed  in città, esageriamo riversando tonnellate di prodotti  disinfettanti ,detergenti e igenico-sanitari  in ogni  momento  e segmento della nostra vita quotidiana, non riusciamo  più ad immaginare il nostro vissuto privo di “ Profumo di pulito” . Sconfiniamo nel paradosso comico di stare nel bagno   confondendola  con la sala da pranzo per via di certi bagnoschiuma al sentore di albicocca o cocco”.
Alice non si fece attendere e  con un pizzico di stizza:” Bè, meglio questa “ esagerazione” che non il “difetto” che aveva condizionato la salute pubblica delle nostre popolazione fino alla fine dell’ottocento. Le tante e innumerevoli epidemie ricorrenti  nella nostra storia lussureggiavano  nello spesso strato  della sporcizia , nella totale assenza di igiene: Nella Parigi del settecento  i miasmi  derivanti dalle fogne a cielo aperto  caratterizzavano la vita cittadina. Bisogna ammettere che con gli studi e le ricerche portati avanti da Pasteur ,da Koch ed tanti altri , abbiamo chiuso un capitolo della nostra lunga storia costellata e flagellata  da eventi luttuosi ”
. Non ero del tutto d’accordo con le conclusione a cui perveniva Alice ,attesi qualche  minuto  per ordinare le idee e  risposi:”Quando nel 1973 a Napoli  scoppiò una delle periodiche epidemie di colera , a parte una trentina di morti  , l’economia ittica ne risultò devastata. I TG e i reportage televisivi dell’epoca trasmettevano  in continuazione  le immagini  di un pescatore  napoletano  che nel disperato tentativo di dimostrare  l’inesistenza del contagio del vibrione, deglutiva cozze e patelle vive dinanzi alle telecamere. Una performance divenuta  negli anni successivi , quasi  paradigmatica dell’incultura popolare sulle questioni epidemiologiche” 
 “Di fatto”  intervenne  Alice”  la Rai poteva risparmiarsi , in una situazione drammatica, un simile spettacolo!”
“Ma tu non sai” continuai  “ che quella grottesca  esibizione sperimentale  dell’anonimo pescatore partenopeo , aveva un assai più illustre e spettacolare precedente.
Nel 1892 il celebre  medico e chimico bavarese Max von Pettenkofer chiese a Robert Koch , che dieci anni prima  aveva isolato  il bacillo del colera, di inviargli un campione  delle  sue colture vibrionali. Koch glielo inviò . Dopo qualche giorno la risposta: “Il dottor Pettenkofer  offre al dottor professor Koch i propri rallegramenti  e lo ringrazia per la fiala contenente  i cosi detti vibrioni del colera , che egli è stato  cosi gentile  da inviargli. Il dottor Pettenkofer ne ha bevuto l’intero contenuto ed è lieto di informare il dottor professor Koch che egli permane  nella consueta ottima salute”
Alice  rimase un po’ perplessa,  di certo doveva esserci qualche  ragione che ne aveva impedito il contagio, per esempio l’eccessiva acidità  dello stomaco del medico bavarese.
“Pettenkofer” continuai “ si poneva all’epoca, su una prospettiva epidemiologica del tutto differente , se non opposta  rispetto a quella di Koch sostenitore della  teoria dei germi  ossia  come la causa diretta  delle  molte malattie l’azione  dei microrganismi, restringendo  dunque  l’indagine eziologica sulle patologie  ad un “attacco all’organismo” da parte di  agenti esterni  e rifiutando  ogni valutazione differente , tanto rispetto al possibile influsso  di altri fattori , quanto  rispetto all’effettivo ruolo  svolto  dai  cosiddetti “ agenti patogeni” nello scenario epidemico”  .
Alice  sembrava sorridere alle mie argomentazioni , ma era curiosa di sapere dove andassi  alla fine a parare.
“ Veniva  cosi dato per scontato  l’esistenza  di un organo sano , in salute  che viene attaccato  da un nemico che ne compromette  il regolare funzionamento . Un nemico contro il quale  occorre  difendersi , lottare, alla stregua di invasori barbarici  che assaltano una cittadella incustodita. Questa  concezione della malattia , tipica della medicina occidentale , nasce con Pasteur  il quale osserva  al microscopio  che gli organi o i tessuti malati sono colonizzati da batteri, ma fa un grandissimo errore : scambia la causa con l’effetto!”
 Alice ora si fece seria. “ Ma allora gli antibiotici , le vaccinazioni   sono colossali prese in giro?”
“  Ebbene si,  per tenere in piedi questo teatrino    che  ha arrecato ed  arreca  infiniti vantaggi economici ad una ristretta consorteria di cialtroni, bisognava  colpevolizzare virus e batteri  . Non abbiamo  chiaro ancora il ruolo dei batteri nel nostro organismo , ma siamo certi che il “ terreno “ in cui si muovono   è determinante , ancora di più la sua correlazione  con  il nostro sistema immunitario.”
“ Ma sappiamo che   esistono  batteri buoni  e quelli cattivi contro cui   attiviamo tutti i mezzi igienici- sanitari  non ultimo l’uso degli antibiotici , compresa la penicillina che ha salvato milioni di vite umane”,disse un po’ nervosa Alice.
 “Certo,  che ad una  distratta osservazione  saremmo indotti  a validare le tue considerazioni ,ma la problematica dei batteri è molto più complessa e complicata . Già Pasteur negli ultimi anni della sua vita  affermava che il “ germe” è ben misera cosa a fronte del “terreno”  ovvero il “ contesto “ in cui si sviluppa. Cosi  esporre un batterio, che ha vissuto in condizioni di anaerobiosi a contatto con un terreno ricco di ossigeno  , trasforma completamente la sua funzione! Nei prossimi anni , sono certo che  avremo la piena e totale consapevolezza  del ruolo assolto dai “germi” e le nostre convinzioni sull’” igiene” saranno rivoluzionate. La valenza endogena  avrà   una dirompenza  determinante ,ovvero saremo più  meticolosi  e attenti nell’assunzione degli alimenti    e meno  puntigliosi e civettuoli  sull’uso di creme da spalmare sul corpo.”
Alice rise “ perché rinunziare ad essere belli e sani?”

   

   



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