mercoledì 1 aprile 2026

Case vuote in cambio di cura: nasce il progetto di ospitalità solidale

 A Nicosia prende forma un’iniziativa che punta a dare nuova vita alle abitazioni inutilizzate e, allo stesso tempo, a contrastare lo spopolamento dei borghi dell’entroterra siciliano. Si tratta del progetto promosso dall’associazione SicilyUp in collaborazione con il network TiME4, basato su un sistema di scambio reciproco: ospitalità in cambio di tempo e attività utili.



 

Come funziona lo scambio

Il meccanismo è semplice, ci spiega Maria Antonietta La Greca, presidente della associazione di promozione sociale SicilyUp. I proprietari di seconde case o abitazioni utilizzate solo per brevi periodi dell’anno possono metterle a disposizione di chi desidera soggiornare sul territorio.

In cambio, gli ospiti — tra cui viaggiatori, nomadi digitali, famiglie o pensionati attivi — offrono il proprio contributo in attività quotidiane come manutenzione degli spazi, cura di orti e giardini, accudimento di animali e custodia delle abitazioni. Non è previsto alcun compenso economico. Lo scambio si basa esclusivamente sul tempo, sulla fiducia e sulla collaborazione.

Un progetto contro lo spopolamento

L’iniziativa si inserisce in un contesto ben noto, ovvero quello dello spopolamento che interessa da anni molti comuni dell’entroterra siciliano. Anche realtà come Nicosia registrano una progressiva diminuzione della popolazione residente, con un conseguente aumento di immobili inutilizzati e una riduzione della vitalità sociale ed economica.

Il progetto mira proprio a invertire questa tendenza, almeno in parte, riportando presenza e attività nei borghi attraverso forme temporanee ma significative di abitazione.

Il ruolo delle associazioni

SicilyUp è attiva da tempo nella promozione di iniziative legate allo sviluppo locale e alla creazione di reti di comunità. TiME4, invece, si fonda sul principio della “banca del tempo”, mettendo in relazione persone che possono offrire e ricevere supporto attraverso lo scambio di ore e competenze.  Dalla collaborazione tra le due realtà nasce un modello che unisce ospitalità e solidarietà, valorizzando risorse già presenti sul territorio.

Obiettivi e prospettive

L’obiettivo non è solo quello di offrire un’alternativa al turismo tradizionale, ma soprattutto di riattivare immobili inutilizzati, favorire nuove relazioni tra residenti e visitatori, rafforzare il tessuto sociale locale e promuovere forme sostenibili di abitare.

Se il progetto troverà continuità e adesione, potrà rappresentare un modello replicabile anche in altri borghi della Sicilia e del resto d’Italia.

Come partecipare

Per aderire all’iniziativa o ottenere maggiori informazioni è possibile consultare la piattaforma online di TiME4.

Una rivoluzione gentile (ma concreta)

In un mondo dominato da scambi economici e logiche di profitto, questo progetto propone qualcosa di diverso: una economia della fiducia. Non è utopia. È un modello praticabile, replicabile, già in movimento. Una rivoluzione silenziosa che non costruisce nuovi edifici, ma riapre quelli esistenti. Che non inventa nuove risorse, ma valorizza quelle dimenticate. Che non porta turismo, ma presenza.

E se fosse solo l’inizio?

Quello che oggi nasce nei borghi siciliani potrebbe diventare un modello per molte altre aree interne italiane — e non solo. Perché il vero valore di questo progetto non è nelle case, né nel tempo scambiato. È nella possibilità di ricucire legami tra persone e luoghi. E forse, proprio da qui, può ripartire un nuovo modo di abitare il mondo.