Uno dei primi lavori del ERP European Rural Parliament https://terra.psrsicilia.it/parlamento-rurale-europeo-litalia-parla-siciliano-ai-lavori-di-kielce/ è stato l’avvio dell’elaborazione del Manifesto della Neoruralità, che non rappresenta il vangelo, ma un quaderno work in progres.
A distanza di dieci anni,
ritorna di gran moda o se volete di grande attualità, (…sovranità
alimentare). L’ Italy Rural Parliament nel Manifesto ha preferito trattare
prima i contenuti, piuttosto che il
contenitore, comunque la sostanza in estrema sintesi non cambia, c’è tanta
voglia di riposizionare ogni cosa al posto giusto, e di riscrivere una politica
agricola, rispettosa dei contadini, dei consumatori e del prossimo, se pur in
un contesto europeo.
Il concetto di sovranità alimentare è un concetto molto più profondo di
quello che potrebbe apparire a prima vista. Infatti l’Italia è tra i Paesi che già oggi, con il
suo banale ministero delle Politiche agricole,
protegge 315 prodotti con
marchi Dop (denominazione di origine protetta), Igp (indicazione
geografica protetta), Stg (specialità tradizionale garantita)
per non parlare di Doc, Docg, Igt, ect,ect Pensate davvero che non ci sia sufficiente
sovranità?
La sovranità alimentare non và intesa come una “nuova montagna di carte”
per affermarne il diritto di esistere.
Nel corso degli anni il concetto di «sovranità
alimentare» è stato ripreso e diffuso da diverse organizzazioni, non esiste
una definizione unanime o trasversalmente condivisa di questo concetto, ma per
capire cosa significa può essere utile riferirsi Organizzazione delle Nazioni Unite per
l’alimentazione e l’agricoltura (FAO).
Secondo la FAO la sovranità
alimentare è un modello di gestione delle risorse alimentari che ha come
priorità e motore delle proprie politiche non la massimizzazione del profitto
economico ma la soddisfazione delle esigenze alimentari delle persone; che
promuove un tipo di produzione alimentare sostenibile e rispettosa del lavoro
di chi produce il cibo; che punta a incoraggiare le economie alimentari
locali, riducendo la distanza tra fornitori e consumatori, lo spreco e la
dipendenza da società distanti dai luoghi in cui il cibo viene prodotto. In
altre parole, la sovranità alimentare si propone di dare il controllo delle
risorse alimentari soprattutto a chi le produce, le distribuisce e le consuma
anziché a grandi aziende che le utilizzano come mezzo per arricchirsi.
La sovranità
alimentare punta a valorizzare le
conoscenze tradizionali sulla produzione delle risorse alimentari e la loro
trasmissione di generazione in generazione, e promuove l’utilizzo di metodi e mezzi di gestione delle risorse
alimentari che siano sostenibili dal punto di vista ambientale, concetti che
Veronelli ha codificato fin dagli inizi degli anni 90 con le De.Co.
Denominazioni Comunali
Veronelli, enologo, gastronomo e scrittore lombardo, https://terra.psrsicilia.it/borghi-geniusloci-de-co-legame-fra-uomo-ambiente-clima-e-cultura-produttiva/ ha rappresentato e rappresenta il rinascimento
dell’ ElaioEnoGastronomia italiana in tutte le sue espressioni, ha
aperto una strada, inventato un genere, vissuto e tracciato la via per
l’affermazione dei territori, e i suoi prodotti identitari, una lezione di dedizione, onestà intellettuale,
e sana partigianeria che ha rappresentato
l’antesignano della sovranità alimentare .
Ha lottato contro i poteri forti a difesa dei piccoli produttori, a garanzia dei consumatori consapevoli, tra le sue battaglie, “con la trasparenza del prezzo sorgente, il consumatore verrebbe messo in grado di valutare il tipo di ricarico applicato dal rivenditore, e da questo la sua onestà”
Già nel
lontano 1956 Luigi
(Gino) Veronelli scriveva
“L’agricoltura e il turismo sono le armi migliori per lo sviluppo e
l’affermazione della nostra Italia”. Un’idea decisamente controcorrente
considerando il pieno boom economico, cioè quel veloce sviluppo industriale che
trasformò l’Italia, il suo modo di vivere, le abitudini, anche alimentari,
della popolazione e modificò per sempre l’aspetto delle città, del paesaggio,
delle campagne. Anni dopo, Veronelli è tornato sull’argomento precisando che “L’agricoltura di qualità e il turismo di
qualità sono le armi per lo sviluppo della nostra patria”. Veronelli in
questo come in tanti altri temi, è stato
un intellettuale a tutto campo, ricco di
intuizioni, uno straordinario personaggio ricco di umanità, e di
contraddizioni, capace di vedere lontano. I suoi pensieri sul turismo e
sull’agricoltura, infatti, hanno del pionieristico se collocati nel contesto
storico in cui sono stati enunciati. Ma d’altra parte il suo grande fascino era
dovuto al fatto che nella sua vita, non hai mai smesso di essere curioso e
attento a cogliere le novità, nel rispetto dell’identità territoriali.
Ecco, per noi tutto questo è sovranità alimentare.
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