venerdì 22 luglio 2016

Luca Vullo, Ambasciatore dell'Identità Territoriale



Nella località balneare Lido Fiori a Menfi,

pregiatissimo mare da oltre venti anni bandiera blu,

presso

il Playamar,  
a Luca Vullo
 il riconoscimento di


“AMBASCIATORE DELL’IDENTITA’ 

TERRITORIALE” 


          
                  Il riconoscimento rappresenta uno degli steps del percorso Borghi GeniusLoci De.Co elaborato dalla Libera Università rurale dei Saperi&dei Sapori Onlus, attribuito tra gli altri a Diego Planeta Antonio Presti  a Miss Italia Giusi Buscemi e Clarissa Marchese, a Miss Nebrodi  e alla Dr Linda Pisano.
GeniusLoci De.Co. Percorso per la valorizzazione dell’identità dei territori, è un processo culturale, al “terroir”, preferiamo il latino “genius loci”, un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile. Il percorso di GeniusLoci De.Co., prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)Tracciabilità e Trasparenza, che rappresentano la vera componente innovativa. Un percorso da condividere con il territorio e per il territorio.


Gli ambasciatori dell’identità territoriale, sono destinati ad assolvere a un ruolo fondamentale, comunicare e far conoscere il territorio, il quale assume un importanza crescente anche nei confronti del visitatore, e del viaggiante.

Il riconoscimento “Ambasciatore dellʼidentità territoriale” rappresenta uno degli steps del percorso GeniusLoci De.Co , presentato al Poster Session del Forum Pa di Roma e ad EXPO 2015 di Milano.



Chi è Luca Vullo? 
E’ un autore, regista e produttore con base tra Londra, Los Angeles e la Sicilia. Vullo ha realizzato documentari d’ impatto socio-antropologico, ben accolti a livello internazionale come il suo primo documentario sulla emigrazione italiana “Dallo Zolfo al Carbone“ (From Sulphur to Coal) del 2008, candidato al David di Donatello e Globo d’Oro 2009. Il film ha un taglio storico e psicologico, focalizzato sulle conseguenze del patto italo-belga del 1946, e sulle vite dei minatori italiani in Belgio dopo la Seconda Guerra Mondiale. Nel 2011 Luca Vullo ha scritto, diretto e prodotto un documentario sulla gestualità italiana e siciliana in particolare, intitolato “La Voce del Corpo” (The Voice of the Body) che continua a ricevere una calorosa accoglienza a livello mondiale. Infatti, da diversi anni, prestigiose Università, Istituti Italiani di Cultura e associazioni culturali e scuole in tutto il mondo lo invitano a tenere workshop, lezioni, proiezioni e spettacoli sulla gestualità italiana, in qualità di esperto. Tra le collaborazioni di rilievo vanno citate la sua partecipazione come insegnante di gestualità siciliana per la produzione di Liolà di Pirandello, con la regia di Richard Eyre, al Royal National Theatre di Londra, la collaborazione con BBC 2 come ospite e consulente per il programma “See, Hear” e il suo ruolo come artist-in-residence per l’insegnamento della comunicazione non verbale italiana alla Summer School presso il MILLS COLLEGE di Oakland, San Francisco. La sua ultima produzione è il documentario intitolato “INFLUX”, sull’ emigrazione italiana nel Regno Unito, un tema molto caldo in questa fase socio-politica presentato a Londra poco prima della BREXIT. Inoltre, di recente, ha anche curato la regia di un documentario girato a Los Angeles su Grant Cobb, noto artista figurativo e tattoo artist americano. Nel 2016 Luca Vullo ha ricevuto inoltre importanti riconoscimenti per la sua attività culturale, artistica e cinematografica:

Feste Archimedee Arte&Genio ad Ortigia, Siracusa: Premio Speciale http://www.cinemaitaliano.info/news/36741/luca-vullo-premio-speciale-ortigia.html

TAO AWARDS  Taormina Moda: Premio per la “Comunicazione della Cultura Italiana all’estero” http://www.taorminamoda.it/tao-awards/

WEBSITES:












giovedì 16 giugno 2016

Inycon 2016 talk show TERR@

Sabato 18   alle 10, a Casa Planeta, la prima edizione del Premio Terr@, in collaborazione con la Libera Università Rurale e Banca Mediolanum.

Nel talk show anche la cerimonia di consegna, del riconoscimento di “Ambasciatrice dell’ Identità Territoriale” a  Linda Pisano  dirigente medico di cardiochirurgia a Palermo e medico volontario dell’Onlus A Cuore Aperto.

  Al talk show  moderato da Antonella Giovinco, interverranno  Vincenzo Lotà,   Linda Pisano,  Antonietta Ortolani,  Giuseppe Bivona, Tanino  Bonifacio,  Michele Dimino  e  Nino Sutera

mercoledì 11 maggio 2016

Audizione Pubblica, Borgo GeniusLoci De.Co.


Calatafimi Segesta. Sabato 21 maggio alle 10, presso la Sala Convegni della Biblioteca Comunale, si svolgerà l'audizione pubblica   Calatafimi Segesta,   Borgo GeniusLoci De.Co.  percorso culturale, che mira a salvaguardare e valorizzare il territorio ed i suoi prodotti   Dopo i saluti del Sindaco di Calatafimi Segesta, Vito Sciortino, l’evento sarà  moderato da Fabrizio Fonte. Alla manifestazione prederanno parte: Gioacchino Tobia,  Daniele Giurintano,  Giuseppe Russo,  Nuccia Placenza , Giuseppe Bivona, Nino Sutera. In chiusura seguirà la cerimonia di consegna del riconoscimento  “Custode dell’Identità Territoriale” al Sindaco della Città e la consegna dei riconoscimenti Leader&Leader “terr@” Territorio Enogastronomia Risorse Rurali, alle Associazioni.
Il percorso Borghi  GeniusLoci De.Co. è un percorso culturale, afferma Nino Sutera, che mira a salvaguardare e valorizzare il “locale” rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l’essenza, l’identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi dello stesso, al fine di ottimizzarne la competitività. Il  percorso  innovativo “Borghi Genius Loci De.Co.”, attraverso il quale si intende incrementare il turismo enogastronomico puntando sulla spiccata tipicità delle pietanze ereditate dalle antiche tradizioni locali, in grado di esprimere l’essenza più autentica e di “raccontare” la storia di un territorio finalizzato a rafforzare l’identità del territorio attraverso l’esaltazione delle rispettive peculiarità gastronomiche, sulla base dell’assunto che una pietanza non serve solo a soddisfare l’appetito ed a fornire all’organismo apporti calorici e nutrizionali, ma riesce anche a “raccontare” la cultura, i valori e le tradizioni dell’ambiente in cui la si cucina e, prima di tutto, la si “pensa”.
«La denominazione comunale (De.Co.) “Borghi Genius Loci” è un atto politico, nelle prerogative del Sindaco, che presuppone una conoscenza del passato, un’analisi del presente ed una progettualità riferita al futuro. Il tutto nell’ottica del turismo enogastronomico, che se ben congegnato e gestito, costituisce una vera e grande opportunità per lo sviluppo dell’economia locale, specie per le piccole comunità rurali, che nei rispettivi prodotti alimentari e piatti tipici hanno un formidabile punto di forza attrattiva nei confronti del visitatore. «E’ proprio a tavola che si esprime quel “genius loci” che dà il nome all’iniziativa, e che preferiamo al corrispondente termine francese “terroir”: il menù non è solo una sequenza di ghiottonerie atte ad appagare i piaceri del palato, ma va anche e soprattutto inteso come narrazione di un “frammento di civiltà”.
«Illuminante, al riguardo, la definizione che il compianto Luigi Veronelli ha dato del “genius loci”: per il grande enologo, gastronomo e scrittore lombardo, esso è da intendere come “l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva”. Pertanto  il Genius Loci si visita nel territorio e si assapora nel piatto». La bellezza e l’unicità del paesaggio, gli insediamenti storici,  la  rigogliosa natura ha regalato diversi  elementi attrattivi  ereditati dalla tradizione ed in grado di affascinare i cosiddetti “viaggiatori del gusto”, ossia quei tanti turisti intelligenti e colti alla ricerca della buona tavola, non solo per apprezzarne le qualità gastronomiche, ma anche per l’intimo e profondo legame tra essa ed il territorio, afferma Nino Sutera
Il format GeniusLoci De.Co. è un percorso culturale, composto da 12 steps, tra questi l’audizione pubblica di presentazione alla Città.  Il percorso ideato dalla Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus, prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)-Tracciabilità e Trasparenza, che rappresentano la vera componente innovativa, da condividere con il territorio e per il territorio. L’effetto GeniusLoci è la capacità che deve avere un territorio,  di « produrre », grazie al saper fare dell’uomo  che possiede il gusto del territorio  nel quale  riconosce in modo permanente la singolarità ed il valore.



sabato 7 maggio 2016

Il PAN, (Piano d'Azione Nazionale sui Fitofarmaci) tra retorica e contemporaneità.

La Sicilia 
continua a primeggiare tra le regioni con il più alto numero di intossicati per un uso errato dei prodotti fitosanitari.Riteniamo che aprire una riflessione  obiettiva  non sia più derogabile. 
                                              
                                Volendo superare la sindrome della formazione apparente,(ne parleremo alla fine) il primo scoglio da affrontare è quello di non lasciarsi trascinare dalle retoriche, dalle mode, o peggio ancora dall’emergenza, del tipo, ci sono tante domande da evadere, quindi raddoppiamo il numero dei corsisti e il numero dei corsi, che popolano ampiamente, i dibattiti di queste settimane, riteniamo mentre che focalizzare l’attenzione sulla cultura della formazione nell’attuazione del PAN, è oggi di grande attualità e contemporaneità.
                          Dalla qualità della formazione e ma sopratutto dell’apprendimento, dipende anche il fatto di evitare che una parte dei prodotti fitosanitari finiscano nel piatto dell’ignaro consumatore, solo per citare un esempio.
Certo sarebbe interessante indagare come tutto ciò impatti sulla professionalità dei formatori e dei coordinatori didattici, che vogliano operare ispirati dai principi nobili dei Reg.Cee e dalle disposizioni attuative del PAN (.................che non si occupa di emergenze) ma anche rispondere a tanti quesiti ancora aperti, come per esempio:
- Cosa si deve intendere per “cultura della formazione” nell’attuazione del PAN ?
- La formazione nel PAN è un mero atto burocratico?
- Il formatore è un genio del sapere? o necessita di percorsi di aggiornamento periodici professionalizzanti?
- Qual'è il ruolo e la responsabilità del coordinatore didattico nei corsi del PAN ?
- A chi è demandata la responsabilità sull’idoneità della sede didattica dei corsi ?
- Qual'è l'indice valutativo della formazione? numerico o qualitativo?
- l'obiettivo dell'ente privato di formazione e numerico/economico (più operatori formati, più entrate economiche) e l'obiettivo della formazione pubblica qual'è?

                        Come si vede, appare ovvio che occuparsi compiutamente di formazione diventa strategico, per non parlare dei danni che si possono produrre direttamente e indirettamente, per un uso errato dei prodotti fitosanitari, che è obiettivamente la cosa più significativa

La tutela della salute in connessione all'impiego dei prodotti fitosanitari prevede, come indicato dalle disposizioni attuative del PAN, la fondamentale funzione dell’azione formativa quale imprescindibile elemento di prevenzione, al fine di sostenere conoscenze adeguate tra gli operatori coinvolti nel settore e per favorire nuovi comportamenti e metodiche alternative ai trattamenti con pesticidi, nell’obiettivo di ridurre l’incidenza degli effetti dannosi per la salute che possono derivare da un impiego non corretto degli stessi prodotti.
Sono previste giustamente iniziative di sensibilizzazione per il corretto impiego dei prodotti fitosanitari, attraverso incontri rivolti ad operatori professionali nell’intento di sostenere ed innovare il ruolo e la presenza dei Formatori in questo delicato settore, assecondando gli adempimenti che – attraverso il PAN (Piano d’Azione Nazionale) - sono conseguenti alla più recente normativa comunitaria in materia, rappresentata dalla Direttiva U.E n. 128/2009.
Quest’ultima, nel perseguire gli obiettivi di tutela ambientale e di prevenzione sanitaria come strategia da garantire per l’intera popolazione in riferimento al fenomeno del commercio e dell’impiego dei prodotti fitosanitari, sollecita gli Stati membri dell’UE a svolgere una maggiore azione di informazione, sensibilizzazione e formazione, al fine di aumentare consapevolezza del rischio e competenza professionale, entrambi fortemente richiesti a fronte del diffuso fenomeno dell’impiego dei prodotti fitosanitari.
Gli operatori del settore devono essere preparati e conoscere le caratteristiche e la funzione di ciascun prodotto da impiegare e devono essere in grado di adottare metodi, misure e scelte operative finalizzate a prevenire danni alla salute umana, siano essi immediati o provocati da una costante trascuratezza e da imperizia che si sono protratte nel tempo.
Ora vi lasciamo commentare da soli i grafici che seguono, a ulteriore testimonianza che è necessario un momento di confronto costruttivo, per evitare che la Sicilia continui a primeggiare tra le regioni con il più alto numero di intossicati per un uso errato dei prodotti fitosanitari, per esempio.
Riteniamo che aprire una riflessione produttiva per gli addetti ai lavori non sia più derogabile. 





mercoledì 4 maggio 2016

Leader 2014/2020

Giorno 9 Maggio prossimo, alle 18:30, presso la Sala Convegni di Casa Planeta, via S. Bivona 13, Menfi,
è convocato il primo incontro di animazione territoriale per la costituzione del partenariato e l'individuazione degli ambiti tematici territoriali per l'elaborazione della Strategia di Sviluppo Locale "Valle del Belìce" di tipo partecipativo (SLTP) nell'ambito della misura 19.1 del PSR Sicilia 2014/2020. All'incontro, nel corso del quale saranno esaminate le opportunità di sviluppo locale attivabili attraverso le misure specifiche che potranno essere adottate nel proprio Piano di azione Locale (PAL) dal costituendo GAL "Valle del Belìce", sono invitati tutte le aziende e gli operatori del settore agro-alimentare, del turismo rurale  interessati all'elaborazione della Strategia di Sviluppo Locale.

martedì 3 maggio 2016

Inycon 2016, Prima edizione del Premio Terr@

La ricerca scientifica e l'analisi, metodologicamente fondata, delle dinamiche di sviluppo territoriale rappresentano elementi importanti per progettare al meglio le politiche di gestione dei territori e delle loro peculiarità. 
Il sostegno alla ricerca rappresenta quindi un fattore essenziale per un armonico e sostenibile sviluppo dei territorî. Questo è il senso e l'obiettivo della prima edizione del Concorso Premio Terr@, un'iniziativa, nata dalla sinergia fra la Libera Università Rurale dei Saperi&dei Sapori Onlus, il Comune di Menfi  ed il Top Global Family Banker Michele Dimino  di  Banca Mediolanum, che intende premiare la migliore  Tesi di Laurea   avente per oggetto la valorizzazione e tutela delle risorse  del territorio rurale delle Terre Sicane.
La tesi di laurea, redatta in lingua italiana, deve essere stata presentata e discussa presso una Università Italiana. Il premio sarà assegnato da una giuria di esperti che valuterà le tesi di laurea sulla base dell’attualità dei temi indagati, del livello di approfondimento, del contenuto innovativo del lavoro. In palio  una visita guidata presso la sede centrale di Banca Mediolanum di Milano. L’organizzazione del premio  si riserva inoltre il diritto di pubblicare le tesi premiate o menzionate. Gli elaborati vanno inviati entro e non oltre il prossimo 27 maggio. Si  invitano gli interessati a prendere attentamente visione del bando e della documentazione in allegato. 


Il bando può essere consultato sul Sito del Comune di Menfi  
http://welcometomenfi.it/it/notizie/giovani/terr-il-primo-concorso-per-le-tesi-sul-territorio-delle-terre-sicane/    






venerdì 29 aprile 2016

Caltagirone, un gruppo di Fb pro Borgo GeniusLoci De.Co.

 nucciatornatore
               

Grazie a un gruppo di volontari liberi cittadini come Carola, Antonella, Titti, Filippa, Daniela, Lucia, ect e tanti altri, che  hanno costituito  animato  e animano  un gruppo di fb per promuovere l'identità locale, nell'ambito del percorso GeniusLoci De.Co.  della Libera Università Rurale, con l'auspicio che la nuova amministrazione possa  portare avanti il percorso.
                     https://www.facebook.com/groups/1668266180077982/?fref=ts  

  
 Le De.Co. (Denominazioni Comunali) nascono da un’idea semplice e geniale del grande Luigi Veronelli, che così le spiegava: “Attraverso la De.Co. il "prodotto" del Territorio acquista una sua identità.” Rappresenta un concreto strumento di marketing territoriale, ma soprattutto un’importante opportunità per il recupero e la valorizzazione delle identità e le unicità locali. La De.Co. è “un prodotto del territorio” (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, un lavoro artigianale, etc) con il quale una comunità si identifica per elementi di unicità e caratteristiche identitarie, deve essere considerata come una vera e propria attrazione turistica capace di muovere un target di viaggiatori che la letteratura internazionale definisce “foodies” viaggiatori sensibili al patrimonio culinario locale e non solo.  

   Chiediamo a Nino Sutera,  Ideologo della Libera Università Rurale dei Saperi & dei Sapori Onlus    Che cos’è un  Borgo  GeniusLoci De.Co.?
                      E’ un percorso culturale, al francese “terroir”, preferiamo il latino “genius loci”, un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile. Il percorso Borghi  GeniusLoci De.Co.,   prevede un modello dove gli elementi essenziali di relazionalità sono Territorio-Tradizioni-Tipicità-(intesa come specificità)-Tracciabilità e Trasparenza, che rappresentano la vera componente innovativa, da condividere con il territorio e per il territorio. Si tratta di un percorso che vuole salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, la quale tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Nelle arti e non solo, il “GeniusLoci” rappresenta concettualmente quello “spirito” percepibile, quasi tangibile, che rende unici certi luoghi ed irripetibili certi momenti, uno spazio, un edificio o un monumento. Non solo: il Genius Loci è anche nelle immagini, nei colori, nei sapori e nei profumi dei paesaggi intorno a noi, che tanto spesso, anche all’improvviso, ci stupiscono ed emozionano. Le persone “respirano” il genius loci di un luogo, di un ambiente quando ne hanno piena coscienza. Ognuno di noi è attaccato ad un luogo d’infanzia, ad un ricordo, ad un affetto, a un dolce, ad un piatto. Ecco, l’obiettivo è recuperare l’identità di un luogo, attraverso le prelibatezze storiche e culturali del territorio. Il percorso è stato inserito tra gli esempi virtuosi del -FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO- “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori” Il format è stato presentato: * Poster Session del Forum P.A. di Roma; * VALORE PAESE economia delle soluzioni, organizzata da ItaliaCamp a Reggio Emilia; * Premio nazionale Filippo Basile dell’AIF  XXVI Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Formatori di Palermo. EXPO2015 MILANO 
Qual è la mission?    

                          Il percorso Borghi GeniusLoci De.Co.,   mira a salvaguardare e valorizzare il “locale”, rispetto al fenomeno della globalizzazione, che tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. Il Genius Loci rappresenta l'essenza, l'identità di un territorio; ad esso appartengono le immagini, i colori, i sapori ed i profumi dei paesaggi. Obiettivo del Percorso GeniusLoci De.Co. è recuperare l’identità di un luogo, attraverso anche le valorizzazione delle produzioni di eccellenza e delle tradizioni storiche e culturali dello stesso, al fine di ottimizzarne la competitività.
Il percorso innovativo “Borghi Genius Loci De.Co.”, attraverso il quale si intende incrementare il turismo enogastronomico puntando sulla spiccata tipicità delle pietanze ereditate dalle antiche tradizioni locali, in grado di esprimere l’essenza più autentica e di “raccontare” la storia di un territorio finalizzato a rafforzare l’identità del territorio attraverso l’esaltazione delle rispettive peculiarità gastronomiche, sulla base dell’assunto che una pietanza non serve solo a soddisfare l’appetito ed a fornire all’organismo apporti calorici e nutrizionali, ma riesce anche a “raccontare” la cultura, i valori e le tradizioni dell’ambiente in cui la si cucina e, prima di tutto, la si “pensa”.
Qual è la differenza rispetto agli altri strumenti?  
                                    «La denominazione comunale (De.Co.) “Borghi Genius Loci” è un atto politico, nelle prerogative del Sindaco, che presuppone una conoscenza del passato, un’analisi del presente ed una progettualità riferita al futuro. Il tutto nell’ottica del turismo enogastronomico, che se ben congegnato e gestito, costituisce una vera e grande opportunità per lo sviluppo dell’economia locale, specie per le piccole comunità rurali, che nei rispettivi prodotti alimentari e piatti tipici hanno un formidabile punto di forza attrattiva nei confronti del visitatore.
 Illuminante, al riguardo, la definizione che il compianto Luigi Veronelli  ideologo delle De.Co.  ha dato del “genius loci”:   esso è da intendere come “l’intimo ed imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva.  

Qual è la vision?  

                               La bellezza e l'unicità del paesaggio, gli insediamenti storici, la rigogliosa natura ha regalato diversi elementi attrattivi ereditati dalla tradizione ed in grado di affascinare i cosiddetti “viaggiatori del gusto”, ossia quei tanti turisti intelligenti e colti alla ricerca della buona tavola, non solo per apprezzarne le qualità gastronomiche, ma anche per l’intimo e profondo legame tra essa ed il territorio.
Il valore di una De.Co.(Denominazione Comunale) è quello di fissare, in un dato momento storico, ciò che identifica quel Comune. A memoria futura, oppure come occasione del presente per cogliere un’opportunità di marketing. I prodotti agro-alimentari e artigianali racchiudono al loro interno tradizione, cultura, valori, conoscenza locale, e, forse la cosa più importante, l’autenticità del loro territorio di origine. La Denominazione Comunale non è un marchio di qualità, ma il biglietto da visita di una comunità, sulla quale possono operare i sindaci per salvaguardare e valorizzare l'identità di un territorio.
                                        In conclusione  Dr  Sutera quali sono  i contenuti Genius Loci?
                       L’ effetto GeniusLoci   è la capacità che deve avere un territorio, di « produrre », grazie al saper fare dell’uomo che possiede il gusto del territorio nel quale riconosce in modo permanente la singolarità ed il valore.
Mentre i contenuti innovativi sono:  l’originalità, dal latino oriri, derivare, non solo da un punto di vista topografico, ma culturale, vuol dire non distorcere la voce  del territorio di provenienza.
La naturalità, produrre senza interventi estranei all’azione del territorio.
L’Identità  dal latino Idem, uguale che non cambia nel tempo, quindi facilmente riconoscibile, perché è il senso del luogo.
Infine  la specificità, nel significato dato da Max Weber nel 1919 di qualcosa facilmente riconoscibile per le sue caratteristiche originali (un dolce, un piatto, un evento una tradizione)
                       Infine, quali sono i requisiti che i comuni debbono possedere per far parte del circuito dei Borghi GeniusLoci De.Co.?

 Per garantire la sostenibilità del percorso occorrono dei principi inderogabili e non barattabili, innanzitutto  la storicità e l'unicità, l’interesse collettivo, condiviso e diffuso e a burocrazia zero.  Il mito che circonda la maggior parte dei territori rurali di successo, assomiglia a una favola vera fatta di personaggi e di eccezionalità, e di unicità. Aspetti importanti che collocano l’idea del Borgo GeniusLoci  De.Co. all’interno di un percorso culturale e di pensiero innovativo volto alla difesa delle peculiarità territoriali.  
In questo processo culturale, i disciplinari, le

commissioni, e i regolamenti, mutuati dai marchi di

tutela di tipo europeo(DOP, IGP, DOC, ect) sono

perfettamente inutili e controproducenti.        


  

                                                                                       

domenica 24 aprile 2016

Concorso Interprovinciale di pasticceria





 I° CONCORSO INTERPROVINCIALE 
DI PASTICCERIA UN DOLCE PER UN ANGELO 
“FLORIANA D’ALESSANDRO” 
 05 Maggio 2016 dalle ore 09,00
 nei laboratori 
dell’Istituto Alberghiero “Virgilio Titone” di Castelvetrano.



I° CONCORSO INTERPROVINCIALE DI PASTICCERIA
UN DOLCE PER UN ANGELO “FLORIANA D’ALESSANDRO”


PROGRAMMA DELLA GIORNATA


Ore 08.30
Accoglienza scuole ospiti partecipanti - Colazione e registrazione delle scuole ospiti presso laboratori “Giusy Stassi”

Ore 09:00
Saluti da parte del Dirigente Scolastico prof.ssa Rosa Alba Montoleone, Cerimonia Intestazione laboratorio enogastronomia  “Floriana D’Alessandro”

Ore 09:30
Assegnazione postazione alunni concorrenti scuole partecipanti e
start-up del concorso

Ore 10:00
Saluti dei Sindaci ospiti della Valle del Belice

Ore 11:00
Consegna  dei riconoscimenti  di Leader&Leader agli Istituti Alberghieri partecipanti, e consegna ai docenti,  i riconoscimenti di Custode dell’Identità Territoriale e del riconoscimento speciale LEADER&LEADER A IMPERITURA MEMORIA, a FLORIANA D'ALESSANDRO
a cura del Dott. Nino Sutera,  ideologo della Libera Università Rurale dei Saperi  e dei Sapori

Ore 12:15
Insediamento Giuria di degustazione

Ore 12:30
Inizio di presentazione elaborati da parte dei concorrenti ospiti


Ore 13.30
Premiazione e consegna Attestati di partecipazione agli alunni concorrenti

Ore 14:00

Buffet conviviale  a cura degli alunni IPSEOA “V.Titone” nella sala ristorante dei laboratori “Floriana D’Alessandro”
foto archivio





lunedì 7 marzo 2016

Ecco i cibi che proteggono dal cancro

  
I  pomodori sono protettivi i broccoli, le arance, la zucca, i cavoli, i fagiolini verdi, la carota, le verdure a foglia verde, i legumi, l’aglio, la cipolla, i piselli, i peperoni, le patate, i cetrioli, il prezzemolo, i finocchi, gli asparagi, i carciofi, i funghi, i ravanelli, le erbe aromatiche. E poi le fragole, le albicocche, i lamponi, l’uva, il melone, l’anguria, i mirtilli, le castagne. Ancora: il tè verde, lo yogurt, i crostacei, i molluschi, il pesce in generale, l’olio d’oliva.

Nel prezioso laboratorio della natura ce n’è per tutti i gusti, e adesso incominciamo a scoprire che ce n’è per tutti i Dna, la doppia elica che contiene le nostre informazioni genetiche.

La scienza sta studiando la dieta personalizzata
Sta nascendo una nuova scienza, la nutrigenomica: cerca di capire in che modo un alimento modifica il funzionamento dell’organismo a livello molecolare e punta a elaborare un’alimentazione che in un prossimo futuro terrà conto del profilo genetico di ogni individuo. Il vecchio adagio che «l’uomo è ciò che mangia» può avere ormai una controprova scientifica.
La nutrigenomica avrà un ruolo centrale e si è già data obiettivi che sono ambiziosi ma non impossibili: chiarire i meccanismi molecolari alla base degli effetti deicibi sulla salute; studiare l’impatto del genotipo sugli effetti dell’alimentazione, cioè comprendere come ciascuno reagisce ai cibi e come questi possano influenzare la comparsa di determinate malattie. Vorrà dire, per esempio, che per la signora Rossi la salsa di pomodoro sarà un alimento essenziale, e che per il signor Bianchi sarà invece raccomandabilissimo un grande consumo di agrumi.
Ma quali sono le sostanze che fanno bene contenute negli alimenti? Si chiamano composti fitochimici e non apportano calorie, ma sono, e lo dimostrano migliaia di studi scientifici, uno scudo protettivo nel nostro organismo mettendolo al riparo dal rischio cancro.
Perché, bisogna ricordarlo, soltanto il 4% dei tumori è causato da ciò che respiriamo (cioè dall’inquinamento atmosferico) e ben il 30% da ciò che mangiamo. Non solo. Questi micronutrienti ci proteggono anche da altri mali, come il diabete, le malattie cardiache, il processo degenerativo delle cellule che per esempio sfocia nell’Alzheimer.
I composti fitochimici sono classificati in grandi famiglie, a loro volta suddivise in classi e sottoclassi.
I polifenoli rallentano l’ossidazione cellulare
La più numerosa è la famiglia dei polifenoli, tra le cui classi la più diffusa è quella dei flavonoidi. Sarebbe troppo lungo addentrarsi in questo popolo di guerrieri benefici. Basti sapere che ciascuna di queste sostanze ha dimostrato la sua capacità di proteggerci.
Come? Principalmente stimolando nel nostro organismo reazioni biochimiche che hanno un grande potere antiossidante, in grado cioè di limitare o bloccare del tutto i radicali liberi, che nascono dal processo di ossidazione.
L’ossidazione all’interno delle nostre cellule è la stessa reazione chimica che fa scurire una mela tagliata o fa arrugginire un chiodo: ogni volta che respiriamo, l’ossigeno che mettiamo in circolo entra a far parte dei processi di ossidazione che si svolgono in tutte le cellule del nostro corpo. Da questa ossidazione (ma anche dal fumo, dall’inquinamento, dall’alcol in eccesso, dalle radiazioni) nascono pure i radicali liberi, molecole che perdono un elettrone e che così diventano «spaiate». Questi radicali liberi cercano di tornare in equilibrio «rubando» elettroni alle altre cellule, e possono danneggiarle, dando inizio a un tumore.
Ecco, gli antiossidanti combattono il rischio con un meccanismo semplicissimo: cedono ai radicali liberi l’elettrone che a loro manca, e quindi disinnescano la miccia. Per questo l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, ha lanciato la formula five a day, cioè cinque porzioni di frutta, legumi e verdura al giorno, e per questo i nutrizionisti consigliano secondi piatti in cui a predominare siano verdura, uova, pesce e formaggi, mentre la carne rossa sia assente o presente in misura ridotta.

Un regime sano allontana anche altre malattie
È l’alimentazione che fa prevenzione, e non solo contro il cancro, ma in favore del buon funzionamento del cuore, del cervello e di tutti i nostri organi. Ci sono due meccanismi principali con cui un alimento naturale è in grado di rallentare il processo tumorale: uno è quello di inibire la crescita delle cellule cancerose; l’altro è quello di facilitare l’apoptosi, che s’innesca spontaneamente nel nostro organismo in presenza di cellule mutate.
Le crucifere, ovvero cavolfiore e broccolo, cavolo cappuccio, cavolo verza, per esempio, favoriscono l’eliminazione delle sostanze tossiche e sono ricche di due sostanze: il sulforafano, che è stato isolato per la prima volta nel 1959, e che insieme al caratteristico odore di cavolo, ha un grande potere protettivo nei confronti di tumori al colon, alla prostata, di leucemia e neuroblastoma; l’indolo 3 carbinolo, che ha dimostrato una efficace funzione contro il rischio di carcinoma alla mammella e più in generale alla crescita del tumore.
Poi c’è l’aglio, il condimento più diffuso del mondo e una delle erbe medicinali più antiche, che con la cipolla, il porro e lo scalogno stabilizzano il Dna delle cellule sane e svolgono un’azione preventiva molto efficace contro il tumore dell’esofago, dello stomaco, della prostata.
Mentre lamponi e fragole sono ricchi di acido ellagico, che impedisce alle cellule tumorali di creare vasi sanguigni da cui nutrirsi. L’elenco è lungo ma incompleto perché la nutrigenomica è soltanto ai primi passi: quasi ogni giorno da qualche laboratorio di ricerca arriva la notizia di un nuovo composto fitochimico di cui si scopre quanto e come faccia bene.

giovedì 3 marzo 2016

A Giada Bellanca il riconoscimento della lurss.onlus “Ambasciatrice dell’Identità Territoriale”

Alla Dott.ssa   Giada Bellanca il riconoscimento della lurss.onlus  “Ambasciatrice dell’Identità Territoriale”

  La consegna del prestigioso riconoscimento avverrà in occasione della II° edizione di Donne&Territorio  organizzato dal Comune di Sambuca di Sicilia il prossimo otto Marzo alle ore 17.30 al Teatro Idea  
                    Giada Bellanca, 31 anni, siciliana di Sciacca, medico specializzato in emergenze e disastri, lavora da due anni per il Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta con cui ha accompagnato le operazioni «Mare Nostrum» e «Triton», al largo della Libia. Dal 15 dicembre scorso fa parte dell’equipaggio della «Responder», la nave in missione di soccorso nell’Egeo  

Il suo è un racconto in prima linea, giorno e notte con turni di un mese a contendersi con il mare la vita di chi fugge dalla morte: «L’Egeo è diverso dal Mediterraneo, lì intervenivamo anche a 200 miglia di distanza, qui i tempi di salvataggio sono brevi, due ore in tutto. Ma per paradosso è più pericoloso, perché è un mare chiuso dove le correnti cambiano rapidamente e perché i migranti vedono la riva e pur non sapendo nuotare contano di farcela mentre basta un po’ di vento perchè affondino nelle acque gelide a pochi metri da terra». 
«Una mattina all’alba ci chiama la guardia costiera greca, erano i primi giorni di gennaio, un freddo infernale. Tempo tre minuti e noi del team medico più due soccorritori siamo a bordo della lancia diretti al luogo del naufragio, davanti ad Agathonissi, l’isola detta degli spilli perché gli scogli sono a pelo d’acqua e i gommoni si squarciano come fossero di carta. Mi accorgo al volo che tra quelle 50 persone, quasi tutte famiglie siriane, c’è una mamma con in braccio un bambino di due mesi in ipotermia profonda. Un altro di tre anni è già morto, ci sono diversi ragazzini sanguinanti sulla riva. La donna urla in arabo, ha accanto il marito e altri 4 figli, è ferita come tutti ma il piccolo non respira, il cuore tace, la pelle ha un colore bluastro, marezzato. In casi così la salvezza è questione di istanti, una lezione che insegna solo l’esperienza. Lo portiamo in un capanno pieno di cani, c’è un tavolaccio ma almeno siamo a terra. Mi getto a rianimarlo e non smetto fino al primo battito, un’ora dopo, uno sforzo fisico enorme. Poi il bambino reagisce, apre gli occhi, è fuori pericolo...».  

Da quando è in mare la dottoressa Bellanca ha soccorso 14 mila persone, siriani, malesi, eritrei, un matematico senegalese che voleva continuare l’università: «Il bimbo siriano e la sua famiglia li ho rivisti due giorni dopo a Samos, cercavano il centro di accoglienza, gli ho dato dei biscotti, erano poveri. Dopo li ho persi, come tutti, quando congedandoci ci diciamo “insciallah” non posso e non voglio sapere più nulla, ho fatto un giuramento e non m’importa chi salvo, da dove viene, cosa fa. Li porto a terra mostrando loro la riva, “l’Europa”, e ripetendo “you are safe”,