venerdì 22 dicembre 2017

Settesoli, dal Giornale di Sicilia “Guida al Vinitaly 2003”

ninosutera 

Dal Giornale di Sicilia 

“Guida al Vinitaly 2003”

 

Menfi, capitale enologica della Sicilia. Mandrarossa, vini di qualità

Written by Terramadre   Commenti disabilitati su Menfi, capitale enologica della Sicilia. Mandrarossa, vini di qualità

Quello che è accaduto il 17 u.s  impone una seria riflessione, 
senza retorica ne superficialità, ma una discussione 
serena per  meglio comprendere la dinamica dei fatti.
Leggendo l’articolo  che segue, pubblicato sul Giornale di Sicilia  nel 2003, non mi pare di notare delle differenze sostanziali,  tra la strategia  che la governace aziendale dell’epoca,  aveva elaborato, e la strategia che  l’ex presidente e l’ex CdA ha portato avanti in questi ultimi 6 anni.Ora delle due, una,  o la strategia elaborata all’epoca era errata profondamente sbagliata, cosa che non lo era (portata avanti dal 2000 al 2011 cioè per ben 11 anni e forse anche più), oppure c’è dell’altro. ?
                         Mi auguro che qualcuno possa spiegare meglio qual è la sottile differenza, tra prima e dopo, senza vena polemica.                 Intanto  vi invito a leggere l’articolo  del Giornale di Sicilia dell’epoca, (quello integrale lo troverete nel link a fondo pagina)                                   


Check-up dei terreni e nuove tecnologie. Cosi’ la cooperative siciliana Settesoli punta verso l’ eccellenza qualitativa
Produrre di meno, ma meglio. È questa la via che la Cantina Settesoli di Menfi, in provincia di Agrigento, tra le più grandi d’Europa con 2.300 viticoltori e 6.500 ettari a vigneto, ha deciso di percorrere, investendo svariati milioni di euro, per il progetto Mandrarossa. Una vera e propria svolta di qualità che ha portato alla produzione di vini rivolti a un target medio alto (wine bar, enoteche e ristorazione). “Abbiamo iniziato a lavorare a questo progetto a metà degli anni ’80 ma”   “la prima vendemmia si è avuta nell 1999”. Da quel momento i riconoscimenti non sono di certo mancati. Innanzitutto grazie all’ottimo rapporto qualità/prezzo, come afferma l’Almanacco del Berebene, edito dalla prestigiosa rivista Gambero Rosso, che ha assegnato l’Oscar del vini al Merlot Mandrarossa 2000 e al Feudo Dei Fiori Madrarossa 2001. “Dal 14 al 17 marzo”,  , “abbiamo partecipato alla competizione intemazionale Chardonnay du Monde 2003 e il nostro Chardonnay Mandrarossa è riuscito ad aggiudicarni, per il secondo anno consecutivo, la medaglia d’argento”. Un riconoscimento dietro l’altro visto che, in occasione dell’ultima edizione di Medial a Palermo, era stato conferito il premio “Rosso the Best” al Madrarossa Bendicò. Così, consapevoli di portare avanti un prodotto di qualità, a Menfi cisl sta già preparando per lanciare sul mercato tre grandi importati novità: il Mandrarossa Fiano 2002 IGT Sicilia, l’Olio Extra vergine di oliva Mandrarossa e la Grappa di Nero D’Avola. E d’altra parte, fa linea Mandrarossa costituisce l’apice qualitativo della Settesoli, con una produzione che supera le diverse migliaia di bottiglie, di cui 11,30% indirizzato all’estero ed in particolare: Inghilterra, Irlanda, Germania, Svizzera, Francia, Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Olanda, Irlanda, Belgio, Principato di Monaco, Estonia, Stati Uniti, Canada, Brasile, Argentina, Giappone e Finlandia.
Una diffusione ad ampio raggio che il marchio Mandrarossa ha ottenuto con i suoi sei rossi e sei bianchi. Per i rossi: Syrah, Nero d’Avola, Cabernet Sauvignon, Merlot, Bonera e Bendicò (un barricato che riprende Il nome dell’alano nero di Don Fabrizio, il romanzo dl Giuseppe Tomasi di Lampedusa). Per i bianchi: il Grecanico, lo Chardornnay, un Feudo Dei Fiori (che è un blend fra Grecanico e Chardonnay), Fiano,Vendemmia Tardiva (Grecanico 100%) e Furetta (Grecanico 60%, Chardonnay 40%). Ma la linea Mandrarossa si completa con l’Olio ExtraVergirie di Oliva, ottenuto da olive Nocellara del Belice, Cerasuole e Biancolilla.
Un ventaglio articolato che completa la già ricca offerta delle Cantine Settesoli che conta al suo attivo quattro linee di vini: lnycon, nata da una joint-ventur con l’importatore inglese EnotriaWine Gellar di Remo Nardone; Settesoli GD ed Arpeggio. “L’esigenza dell’azienda ad un certo punto è stata quella   di, creare qualità in quantità anche elevate, garantendo un ottimo rapporto qualità prezzo. Per questo abbiamo deciso di proporre vini che da un punto di vista qualitativo possono posizionarsi in una fascia di mercato ancora più alta rispetto a quella in cui si trovano con un rapporto qualità/prezzo eccezionalmente vantaggioso per il consumatore”. E così che è nata la sfida ‘Progetto Mandrarossa” che, ha l’obiettivo di trasformare la cooperativa in un’unica impresa, ha coinvolto, sin da subito, 1.500 aziende pronte a puntare su un netto miglioramento qualitativo, un più alto valore della produzione, una maggiore incisività sui mercati.
La specializzazione dipende dal territorio.
Sulle colline di Menfi, dove la civiltà della vite fu introdotta dai coloni greci, la mitezza del clima, la generosità del terreno e il lavoro dell’uomo hanno creato vigneti straordinari, dai quali nascono I vini Mandrarossa.




https://www.terramadre.it/blog/2003/08/30/menfi-capitale-enologica-della-sicilia-mandrarossa-vini-di-qualita/

Nessun commento:

Posta un commento