venerdì 10 febbraio 2012

Crudo e….mangiato



                                                                                                                               Giuseppe Bivona


 


Per Alice ora l’esagerazione  stava per sconfinare nella provocazione. “ Ma come si possono mangiare i fagiolini ,le melanzane, i broccoletti e tanta buona  verdura senza “passare” attrverso la cottura? Le stesse proteine “nobili”  della carne e del pesce necessitano di un minimo di cottura!” disse Alice con tono quasi stizzito. Il Gufo capi che l’argomento  sarebbe stato di non facile “digeribilità”,non altro per una gabbia culturale cosi saldamente intrecciata e consolidata da tantissimo tempo che imprigiona i nostri modelli alimentari, il nostro gusto , il nostro stile di vita, la nostra economia . Perciò decise di aggirare l’ostacolo  ,percorrendo un ragionamento  diremmo “filogenetico” .
“Vedi “ disse calmo il Gufo,” “ la nostra condizione di umani , comune per molti tratti a quella dei primati, ha una precisa collocazione nella scala evolutiva  ,perciò faresti bene ad immaginarti lo scenario ,temporale ed ambientale, di centinai di migliaia di anni fa. Qui i primati occupano una  nicchia ecologica in relazione della loro coevoluzione con il mondo vegetale. Ora converrai  che chiunque costruisca una macchina non può fare a meno di tenere in debita considerazione il carburante che dovrà usare!  Cosi se la macchina consumerà benzina ,sarà dotata di carburatore e candele , se consuma diesel  avrà gli iniettori! “
Ma la macchina umana” disse Alice, interrompendo il Gufo, ”è essenzialmente da onnivoro con ampia facoltà di disporre e scegliere  tantissimi alimenti, sia nel mondo vegetale che in quello animale”
“No “rispose  il gufo ,” tu devi scrollarti di dosso la presunzione  antropocentrica che gli alimenti siano stati creati per soddisfare le nostre necessità, ( vorrei vedere la tua faccia se ti capita di leggere Giordano Bruno il quale  attribuisce pari “dignità”, al più “insignificante “ insetto, quanto alla  più “luminosa” delle stelle). Sappi che il mondo animale segue cronologicamente, quello vegetale  e la sua giustificazione, nel bilancio dell’economia della natura, è solo e solamente per meglio soddisfare le esigenze delle piante!”
Alice, questa volta stava per scoppiare a ridere: “ Ma come ,le piante si servono di “noi”?  Siamo ridotti a “comparsa”? Vuoi dire che siamo un “mezzo”  per meglio soddisfare le loro esigenze nutritive e/o un loro strumento evolutivo ?!”
Certo disse il Gufo ,in particolar modo da quando  compaiono le angiosperme( le gimnosperme  non “alimentano” gli animali , non hanno alcun rapporto , sono impollinate dal vento e la diffusione dei semi è affidata alle meteore atmosferiche . Sono le gimnosperme che intrecciano una stretta coevoluzione con il mondo animale a cominciare dalle api e finire  con le “perfide” orchidee!
Ora,   devi sapere che i primati  in origine, occupano una  precisa  nicchia , strettamente connessa con gli evoluti fruttiferi del mondo vegetale. Come dire che i primati occupano la vetta nella scala evolutiva del mondo animale e i fruttiferi ( in particolare gli agrumi ) l’apice ne mondo vegetale.
La qualcosa  avrebbe potuto durare per un periodo di tempo illimitato, senza alcun turbamento, se un ramo dei primati , delle scimmie antropomorfe , non si fossero evolute in “homo”  fino al “sapiens sapiens”. Con la sua evoluzione, l’uomo si sposta,  abbandona la foresta dispensatrice di frutta, verdura ,radice , migra verso nuove  terre , passa per la savana  , la  macchia mediterranea, fino all’inospitale artico”
“Questo” disse Alice  dimostra la grande capacità plastica del “motore” umano che le ha consentito di colonizzare ogni angolo della terra!”
Si , disse il Gufo, “ Ma un prezzo lo dobbiamo pagare! La vita media degli eschimesi , i quali si nutrono di pesci, non supera i trent’anni e cosi vale per tutte le popolazioni che hanno modelli e stili alimentari “ distanti” dal disegno originario. Ma torniamo alla cottura:
Intorno agli anni settanta una  ricerca più accurata sugli alimenti “scopre “ i food-enzyme ossia  la connaturale e funzionale presenza  di enzimi negli alimenti vegetali. Ti faccio un esempio : per digerire i grassi il tuo pancreas produce la  lipasi ,che serve a scindere i trigliceridi in, glicerina e acidi grassi, ebbene nella drupa di oliva la lipasi è sufficientemente presente ,cosi vale per l’amido e se vuoi per le proteine. La produzione di questi enzimi , che servono a scindere le sostanze complesse in molecole elementari  al fine di consentirne l’assimilazione, ha un “costo” non indifferente per il nostro organismo. Cosi se gli alimenti crudi contengono una discreta quantità di enzimi  ,alleviano non poco il nostro organismo ,da uno sforzo impegnativo  per la loro produzione . Con la cottura dei cibi , gli enzimi si distruggono e la digestione è affidata completamente alla produzione di enzimi delle nostre ghiandole endocrine!”
 Alice ora aveva le idee più chiare ma su  un paio di cose aveva ancora dei dubbi.
“Senti”  ma la degradazione degli enzimi a che temperatura avviene?  Non c’è modo, allora, di mangiare fagiolini, melanzane e broccoletti?”
“No” disse il Gufo  sono le alte temperature per tempi lunghi che  causano la perdita  di tutta la carica enzimatica presente negli alimenti naturali. Cotture lenti e/o brevi , come quelle a vapore,  preservano buona parte degli  enzimi originari.
Infine voglio dirti che gli alimenti crudi sono “vivi”  e…non ridere, questa loro vitalità è stata misurata !
Ebbene Andrè Simoneton ,un ingegnere , costruì un apparecchio  che misurava le onde vibrazionali vitali, e sai  cosa risulto?
Che gli alimenti crudi davano valori intorno a 10.000Angstrom mentre quelli crudi  poco più di 3000 Angstrom!

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